Draft NBA, i Phoenix Suns preferiranno Ja Morant a Williamson con la prima scelta?

I Phoenix Suns avranno il prossimo 14 maggio il 14% di probabilità di aggiudicarsi la prima scelta assoluta al prossimo draft NBA, al pari di New York Knicks e Cleveland Cavaliers.

L’oggetto del desiderio delle 15 squadre che prenderanno parte al “tragico sorteggione” Zion Williamson ha finalmente sciolto ogni riserva è si è candidato a diventare il primo nome chiamato dal Commissioner NBA Adam Silver il prossimo 20 giugno a Brooklyn, sede del draft 2019.

Come riportato da Sam Vecenie di The Athletic però, qualora i Suns dovessero spuntarla il prossimo 14 maggio, la scelta di Williamson potrebbe apparire meno obbligata di quanto pronosticato.

I Phoenix Suns di Robert Sarver e del neo general manager James Jones potrebbero decidere di puntare su Ja Morant, fenomenale point guard di Murray State e possibile aggiunta perfetta ad un roster di talento ma privo di una point guard di livello.

La presenza di tanti ali a roster (Kelly Oubre Jr – in caso di riconferma – Josh Jackson, T.J. Warren) e di un lungo con potenziale da All-Star (Deandre Ayton) oltre che alla certezza Booker, potrebbe indurre indurre i Suns a tentare di completare un quintetto giovane ed atletico, affiancando a Devin Booker un secondo trattatore della palla.

Morant è pronosticato dalla quasi totalità degli addetti ai lavori come seconda chiamata assoluta, sebbene la presenza di Collin Sexton potrebbe indurre Cleveland a puntare su R.J. Barrett di Duke in caso di sorteggio favorevole ai Cavs.

In caso di seconda chiamata assoluta, i Phoenix Suns non esiteranno a selezionare Ja Morant, ma in caso di “urne favorevoli”, sarà veramente possibile per i Suns rinunciare ad un talento potenzialmente mai visto come quello di Zion Williamson?

I Suns confermano il General Manager James Jones, Jeff Bower nuovo vice-presidente

I Phoenix Suns confermano il General Manager ad interim James Jones alla guida del front office. Jones aveva sostituito ad inizio stagione il General Manager Ryan McDonough, licenziato dal proprietario Robert Sarver dopo 5 anni.

Ad annunciare la notizia gli stessi Suns, tramite comunicato ufficiale: “James Jones si è dimostrato particolarmente abile nel gestore il lavoro quotidiano nel front office, ed ha instaurato ottime relazioni con giocatori e staff tecnico” Così Sarver nel comunicato “James sta diffondendo qui a Phoenix la stessa cultura vincente con cui è cresciuto da giocatore, abbiamo totale fiducia nel suo operato“.

Stabilite dunque a Phoenix le gerarchie dopo una stagione di “duumvirato” tra Jones e Trevor Burkstein. Burkstein sarà il primo assistente dell’ex giocatore di Miami Heat e Cleveland Cavs, mentre Jeff Bower, già General Manager dei Detroit Pistons dal 2014 al 2018, sarà il nuovo Vice-President of Basketball Operations dei Suns.

Siamo eccitati all’idea di aggiungere alla nostra squadra un uomo di grande esperienza ed acume come Jeff Bower” Così James Jones “Jeff porta con sé un bagaglio incredibile di conoscenza, ed una delle figure dirigenziali più rispettate nella NBA, con un curriculum pieno di successi“.

Suns, Booker è il più giovane a segnare 50 punti in due gare di fila, ma non basta

Phoeix Suns, a 22 anni e 148 giorni, Devin Booker diventa il più giovane giocatore nella storia della NBA a segnare almeno 50 punti in due partite consecutive.

Ai 59 punti rifilati agli Utah Jazz nella serata di martedì, nonostante la sconfitta, si sono aggiunti i 50 punti messi a referto contro gli Washington Wizards alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, Arizona.

124-121 per gli ospiti il risultato finale. Gli Wizards di Bradley Beal (28 punti) e di un Thomas Bryant da 18 punti e 19 rimbalzi prevalgono solo nel finale. Suns in vantaggio di 5 punti a 4:03 dal termine (112-107), prima della rimonta Wizards ispirata da Jabari Parker e Beal.

Jamal Crawford (12 punti e 7 assista fine gara) da dietro l’arco impatta la gara sul 121-121 a 17 secondi dal termine, ma un gioco da tre punti a 2 secondi dalla sirena finale di Thomas Bryant, trovato da Bradley Beal, fissa il punteggio sul 124-121 Washington prima dell’errore di Troy Daniels.

Altra gara offensiva di livello assoluto per Booker, ed altra sconfitta per i Phoenix Suns (17-59), che vedono la fine di un’altra stagione fallimentare, che ha però portato in dote alla squadra allenata da coach Igor Kokoskov il talento di giocatori come DeAndre Ayton via draft, e di Kelly Oubre Jr e Tyler Johnson (entrambi out per infortunio) via trade.

Per il figlio dell’ex Olimpia Milano e Pesaro Melvin una prova da 19 su 29 al tiro (3 su 9 da dietro l’arco dei 3 punti), con 10 rimbalzi in 37 minuti di impiego. La sua seconda partita consecutiva da almeno 50 punti a referto ha introdotto Booker in un club ristretto di marcatori: Kobe Bryant, James Harden, Allen Iverson, Bernard King e Antawn Jamison (statistica riferita all’epoca post-fusione tra NBA e ABA).

Booker è diventato inoltre solo il secondo giocatore ad aver raggiunto o superato quota 50 punti per più di una gara in stagione, assieme a James Harden (“fermo” a 8). Per Devin Booker la sfida di Phoenix è la terza escursione sopra quota 50 punti in carriera, in una stagione sinora condotta a 26.2 punti, 6.7 assist e 4.2 rimbalzi di media a partita.

Suns, biennale per l’ex star di Brigham Young Jimmer Fredette

I Phoenix Suns firmano con un contratto biennale la guardia ex Sacramento Kings Jimmer Fredette, come riportato da Ian Begley di ESPN.

L’accordo prevede una team option per il secondo anno. Dopo quattro anni spesi tra Sacramento, Chicago, New Orleans e New York, Fredette si era trasferito in Cina per giocare con la maglia degli Shanghai Sharks, l’ex squadra di Yao Ming.

Per il prodotto di Brigham Young University tre anni nella CBA ed un titolo di miglior giocatore del campionato cinese (2017). Dopo quattro anni da star collegiale e record man per i BYU Cougars, Jimmer Fredette fu selezionato con la decima chiamata assoluta al draft NBA 2011 dai Milwaukee Bucks, ed immediatamente ceduto ai Sacramento Kings via trade.

Dopo due stagioni e mezzo a Sacramento, l’approdo ai Chicago Bulls di Tom Thibodeau e Derrick Rose.

Suns contro i Pelicans: 40 punti di Booker ed un timeout non autorizzato danno la vittoria a Phoenix

La partita di stanotte dei Suns contro i Pelicans è stata, forse, una tra le più emozionanti e confuse partite della stagione. Nel match disputato ieri sera, infatti, Phoenix è riuscita ad ottenere la vittoria ai supplementari per 138 a 136 in un modo rocambolesco, grazie anche ad un grave errore della panchina di New Orleans.

I RETROSCENA DEL FINALE DI PARTITA

Devin Booker, stella dei Suns e astro nascente del basket americano

In particolare, con pochi secondi sul cronometro, Josh Jackson dei Soli era riuscito a realizzare una difficilissima tripla, portando la sua squadra in parità. In tale situazione il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha chiamato un timeout per fermare il gioco, pur sapendo che NOLA non ne aveva più a disposizione. Così facendo, l’allenatore 65enne ha di fatto regalato la vittoria al suo ex team, facendo assegnare a favore di questi ultimi due tiri liberi, prontamente realizzati da Devin Booker.

La vicenda accaduta ha ricordato molto quanto successo nel 1993 a Chris Webber, nella finale NCAA. In quell’occasione, infatti, l’ex ala grande dei Kings, allora militante a Michigan, cercò di fermare il gioco senza averne più la possibilità, consegnando così la vittoria a North Carolina.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che la vittoria maturata dai Suns è stato frutto anche di un’ottima performance della sua giovane stella, quale è, appunto, Devin Booker. Proprio la guardia, nello specifico, è stato il vero protagonista della partita. Il 22 enne, infatti, ha disputato un match da vero leader, come dimostrano le sue statistiche raccolte.

  • 40 punti
  • 13 assist
  • 5 rimbalzi
  • 12 su 26 (46,2 FG%)
  • 3 su 8 (37,5 3p%)
  • 13 su 18 (72,2 FT%)

Diverse sono state le reazioni che, al termine della contesa, si sono susseguite tra i vari addetti ai lavori.

LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Uno dei primi ad intervenire su quanto successo è stato proprio coach Gentry, il quale ha prontamente ammesso la sua responsabilità per il finale di partita molto negativo per i Pelicans.

Pensavo che ne avevamo ancora uno da utilizzare. Mi sono reso conto soltanto dopo del mio errore, la colpa è solo mia, me ne assumo tutti i demeriti.

Di tutt’altro spirito, invece, le affermazioni dal lato dei Phoenix Suns. Nonostante la pessima stagione sinora realizzata, infatti, la vittoria maturata nella serata di ieri ha risollevato un po’ il morale nel roster, come si evince dalle parole dell’allenatore del team, Igor Kokoskov.

Vivo e imparo continuamente da tutto ciò che accade. Ricorderemo per molto tempo quanto appena accaduto, è stato incredibile.

Non potevano mancare, poi, le dichiarazioni rilasciate dal grande protagonista, ossia Devin Booker. Quest’ultimo, nel dettaglio, è rimasto eccessivamente scosso e sorpreso.

Questa è la bellezza di questo sport, non si sa mai quello che può accadere. Quando è finita, siamo entrati nello spogliatoio, ci guardavamo e non stavamo capendo granché. Solo dopo ci siamo davvero resi conto che la vittoria era nostra.

In conclusione, dunque, il campionato Nba non smette mai di regalarci sorprese. Può capitare, infatti, che un apparente anonima sfida tra squadre sin qui piuttosto deludenti possa rivelarsi una delle partite più confuse ed elettrizzanti dell’intera stagione. Aldilà del singolo risultato, ciò che vince davvero è la grandezza della pallacanestro.

Phoenix Suns, aspettative deluse. Cosa è andato, cosa no

Phoenix Suns

Ultimi nella Western Conferencequartultimo attacco e penultima difesa della lega. Anche quest’anno i Phoenix Suns sperano di giocare i playoff la prossima stagione. Tuttavia non c’è da sorprendersi: la franchigia dell’Arizona nelle ultime annate ha iniziato un lento processo di rebuilding che l’ha portata a sbarazzarsi nel tempo delle sue punte di diamante (Goran Dragic, Eric Bledsoe…) e puntare tutto sul draft. Gli arrivi di Devin Booker e DeAndre Ayton fanno ben sperare per il futuro, ma il presente non è certo dei migliori. Ripercorriamo allora la regular season dei Suns, analizzandone le debolezze e i punti di forza.

PHOENIX SUNS: COSA HA FUNZIONATO

Devin Booker in azione.

A giudicare dai risultati, molto poco. Tra i pochi a salvarsi DeAndre Ayton e Devin Booker. La prima scelta al draft ha dimostrato di essere fisicamente e tecnicamente pronto per la NBA, al netto di qualche uscita a vuoto. I 16.6 punti, 10.3 rimbalzi e 1.9 assist di media fanno ben sperare per il futuro, del quale farà sicuramente parte Booker: il prodotto di Kentucky ha confermato quanto di buono visto negli ultimi 4 anni. In preseason Ayton ha detto che sarebbero diventati i nuovi Kobe e Shaq. Chissà che un giorno non ripercorrano le loro orme, ma per il momento il paragone sembra azzardato. Gli innesti tardivi di Kelly Oubre Jr. e Tyler Johnson segnano un punto a favore per la dirigenza, finalmente attiva sul mercato. In particolare l’ex Wizards, che si è ben integrato nel sistema di Phoenix, rilevandosi uno straordinario scorer in uscita dalla panchina. I Phoenix Suns inoltre nelle ultime gare si sono anche tolti la soddisfazione di battere i Warriors e due volte i Bucks, le capolista delle rispettive conference. Che qualcosa inizi finalmente a girare in vista della prossima stagione?

 

PHOENIX SUNS: COSA NON HA FUNZIONATO

deandre ayton sulla sua difesa
DeAndre Ayton.

Essere penultimi nella lega significa che molte cose sono andate storte sia a livello corale che individuale. I Phoenix Suns hanno segnato in media 104.9 punti a partita, pochi per aspirare alla postseason. L’attacco poggia esclusivamente sulle spalle di Booker che ha sempre dato il suo contributo quando chiamato in causa. Il numero 1 però ha saltato finora 17 gare manifestando una preoccupante attitudine agli infortuni. Il roster giovane e talentuoso si è rivelato troppo discontinuo e ancora acerbo per i parquet NBA. Josh Jackson, Dragan Bender e Mikal Bridges ne sono la prova. Manca forse la giusta dose di esperienza per incentivare la crescita di questi ragazzi. Trevor Ariza è infatti tornato nella capitale e il solo Jamal Crawford non può bastare. C’è poi il caso Ayton che, come detto in precedenza, ha alternato partite monumentali a prestazioni insufficienti. DeAndre dovrà soprattutto migliorare il rendimento difensivo, in quanto è apparso per nulla temibile sotto le plance, malgrado la sua grande mole (0.7 stoppate a partita, il peggiore tra i lunghi titolari). Proprio la difesa è il principale tallone di Achille di questa squadra: 113.4 punti di media subiti, peggio di loro solo i bistrattati Cleveland Cavaliers.

Urge quindi una ripetizione ai ragazzi dell’Arizona e anche in fretta. Booker è desideroso di giocare una posteseason a cui i Phoenix Suns però non partecipano da 9 anni. Se dovessero proseguire nel loro declino, sarà dura convincerlo a restare per le prossime annate.

“Peggior sconfitta dell’anno, pubblico più coinvolto” Warriors KO contro i Suns, Thompson li scuote

Altra sconfitta casalinga, la decima in stagione, per i Golden State Warriors (45-21) che alla Oracle Arena di Oakland cadono per 115-111 contro i Phoenix Suns di un irresistibile Devin Booker.

37 punti, 11 assist e 8 rimbalzi per la giovane star dei Suns, che trascina i suoi alla prima vittoria stagionale in trasferta contro un team della Western Conference dopo un primo quarto da soli 16 punti di squadra segnati.

Booker segna 13 punti consecutivi nel decisivo quarto periodo, compresa la tripla del massimo vantaggio Suns (102-98) a 4:45 dal termine. Altri quattro punti di Booker tengono a distanza gli Warriors, che a 23 secondi dal termine hanno però la possibilità i pareggiare con un tiro da tre punti di Steph Curry (18 punti, 7 rimbalzi e 8 assist per lui a fine gara, ma 6 su 20 al tiro), conclusione che trova solo il ferro.

Per la coppia Curry-Thompson una prova da 8 su 30 combinato da dietro l’arco dei tre punti, ed un periodo complicato per i Golden State Warrios, che come riportato da ESPN non vincono almeno due partite consecutive dallo scorso 12 febbraio.

A fine partita, Klay Thompson (top scorer Warriors con 28 punti) parla addirittura della “peggior sconfitta stagionale” per i suoi.

Suns-Warriors, Klay Thompson: “Vorrei un pubblico più coinvolto”

10 su 43 il tabellino a fine partita al tiro da tre punti per Golden State. Nelle 9 gare sinora disputate dopo la pausa per l’All-Star Game di Charlotte, Steph Curry sta viaggiando con un modesto 36.9% al tiro pesante (su oltre 13 tentativi a partita), peggior dato in carriera per il due volte MVP.

A fine partita, il suo collega di reparto Klay Thompson predica calma, non senza però sottovalutare le attuali difficoltà di squadra:

Non una bella partita. Anzi, probabilmente la peggiore partita dell’anno, per noi. La stagione è lunga e noi giochiamo assieme da 5 anni, non si può pretendere di essere perfetti per tutte le 82 partite. Oggi però abbiamo perso contro una squadra contro cui avevamo vinto le precedenti 18 partite (…) una cosa che mi aspetterei sarebbe sentire il nostro pubblico un po’ più coinvolto. Voglio dire, i playoffs non sono ancora iniziati, però questa è la nostra ultima stagione qui alla Oracle Arena. Abbiamo bisogno dell’energia del pubblico, soprattutto ad inizio partita, e soprattutto in questo momento. Quindi ci aspettiamo che i nostri tifosi possano aiutarci ad accenderci in campo, non importa se giochiamo contro i Suns o contro i Milwaukee Bucks

– Klay Thompson dopo  Suns-Warriors –

Appena due giorni prima, alla vigilia del match vinto contro i Denver Nuggets di sabato sera, coach Steve Kerr aveva parlato del senso di responsabilità che la sua squadra dovrebbe portare in campo in queste ultime uscite alla Oracle Arena.

L’intensità vista in campo contro i Suns non ha convinto per nulla il coach 7 volte (tra campo e panchina ) campione NBA:

Il risultato è giusto, (i Suns, ndr) ci hanno attaccati e noi non abbiamo risposto per nulla, abbiamo “toppato”. Dovremo tornare su questa sconfitta e parlarne

– Steve Kerr dopo Suns-Warriors –

Jones sui Suns: “Siamo in sviluppo, dobbiamo crescere”

Phoenix Suns

Phoenix Suns: la stagione della franchigia dell’Arizona è stata sicuramente tra le peggiori degli ultimi anni nella NBA. Allo stato attuale i Suns hanno totalizzato solamente 11 vittorie in 58 partite disputate, e con 24 match ancora da giocare è altamente improbabile che riusciranno a raggiungere lo stesso numero di vittorie dello scorso anno, ossia 21.

Il declino di uno team più importanti del primo decennio del XXI secolo è inesorabile, ormai, dal 2012. Nello specifico, nell’estate di quell’anno, Steve Nash, bandiera dei Phoenix Suns per quasi due lustri, aveva abbandonato la città dei soli per approdare a Los Angeles, sponda Lakers. Da quel momento in poi, la crisi si è fatto sempre più fitta, tanto che il team non è più tornato ai playoff.

Il General Manager dei Suns James Jones, in tal senso, si è espresso sulla situazione della squadra, auspicando che vi siano ancora notevoli margini di miglioramento.

JONES SUI SUNS: LE DICHIARAZIONI DEL GM

L’ex giocatore di Miami Heat e Cleveland Cavs, in particolare, ritiene che il team sia ancora in fase di sviluppo.

I ragazzi stanno migliorando in molti ambiti del gioco. Quando entriamo con il piglio giusto, possiamo farcela con chiunque e rimontare agevolmente, mentre ciò non accade quando rallentiamo il gioco. Ci manca continuità, ma credo che questo sia dovuto anche al fatto che siamo un team molto giovane

View this post on Instagram

1️⃣6️⃣

A post shared by Phoenix Suns (@suns) on

Alla domanda su quanto ci vorrà per vedere i Suns di nuovo competitivi, Jones ha risposto ribadendo che ci vorrà ancora pazienza.

Di certo non possiamo dire ancora per molto che ci vuole tempo. Nonostante questo, comunque, è inevitabile che ci vorrà pazienza, perché non sarà facile. Il nostro obiettivo è quello di far crescere i ragazzi rapidamente ed in maniera esponenziale

L’ex Cavs ha inoltre aggiunto come il front office da lui guidato abbia l’obiettivo di voler aggiungere, nella prossima free agency, giocatori in grado di aumentare il livello di esperienza della squadra, aiutando così anche i più giovani a responsabilizzarsi.

Vogliamo giocatori abili, che possano aiutare i meno esperti a gestire le varie fasi del gioco. Nella prossima estate saremo attivi in questo senso

Jones si è dunque soffermato su DeAndre Ayton, rookie scelto quest’anno con la prima scelta assoluta. Il lungo dei Suns sta disputando una buona stagione, come confermano i 16,5 punti e 10,5 rimbalzi ad allacciata di scarpa. Parlando del numero 22, nel dettaglio, il GM dei Phoenix Suns ha ribadito la sua piena fiducia nella crescita del 20enne.

Noi siamo con lui tutti i giorni, e sappiamo quello che diventerà e quel che lui vuole essere. Ha fretta di diventare grande, ma ha bisogno di capire in che dimensione mettersi. Del resto, un giocatore con le sue caratteristiche non lo si trova facilmente nella NBA moderna

In conclusione, dunque, per quanto il presente dell’ex team di Amare Stoudemire e Steve Nash sia piuttosto desolante ed avaro di soddisfazioni, il futuro sembra promettere bene. Forse, dopo diverse annate di frustrazioni, la luce in fondo al tunnel sta finalmente per apparire. Ma quando questo accadrà?

Rudy Gay stende i Suns, ma Gregg Popovich non è contento: “Noi patetici, Phoenix derubata”

playoff 2019

Pop being Pop. I San Antonio Spurs sopravvivono in casa ai Phoenix Suns grazie al provvidenziale canestro vincente di Rudy Gay e respingono l’assalto di uno scatenato Devin Booker.

 

All’AT&T Center di San Antonio, Spurs-Suns termina 126-124. Lo sforzo profuso dai suoi giocatori non ha convinto coach Gregg Popovich, che nel post partita “prende le difese” degli avversari di giornata Phoenix Suns, puniti sulla sirena finale da un gran canestro di Gay.

 

Phoenix impatta la gara sul 124 pari a 20 secondi dal termine con Josh Jackson, che schiaccia un palla persa di Marco Belinelli (17 punti e 5 assist a fine partita per Marco). Gli Spurs, senza timeout e privi di DeMar DeRozan (ginocchio sinistro), manovrano il pallone e consegnano nelle mani di Rudy Gay il possesso finale.

 

L’ex giocatore dei Memphis Grizzlies si alza dai sei metri marcato da Kelly Oubre Jr ed infila il canestro del definitivo +2 Spurs. Abbracci travolgenti per Gay, tifosi in festa e… Gregg Popovich furente a fine partita.

 

Siamo stati molto fortunati. Ci hanno sovrastato fisicamente e sul piano del gioco. Non abbiamo mostrato alcun rispetto per loro, ne per il gioco, non abbiamo giocato di squadra. Una prova patetica da parte, i Suns dovrebbe sentrirsi derubati

 

– Greggg Popovich dopo Spurs-Suns –

 

 

Sono 38, con 7 assist e 5 rimbalzi i punti di Devin Booker (14 su 19 al tiro). 16 punti per l’uomo partita Rudy Gay:

 

I Suns avevano un quintetto piccolo in campo, ho cercato di prendere il tiro migliore possibile senza chiamare blocchi. E’ una vittoria, e vale. Non siamo contenti di come è arrivata ma abbiamo vinto. Le buone squadre trovano il modo d vincere anche quando le cose non vanno bene. Il mio tiro? Un tiro del genere non si prende se non sia ha al convinzione di segnare

 

– Rudy Gay dopo Spurs-Suns –

Lakers-Suns: Zubac e Stephenson guidano i gialloviola

Ivica Zubac, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center

Game 50 Recap: Lakers-Suns

Allo Staples Center, in occasione della Dr. Jerry Buss Night, terza sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (25-24) e Phoenix Suns (11-40).

View this post on Instagram

DR. BUSS NIGHT 💜💛 | Giveaway #LakeShow

A post shared by Lakers Scene (@lakersscene) on

I californiani, già vittoriosi nelle due gare precedenti, provano a tornare al successo dopo la brutta sconfitta interna patita contro i Timberwolves. Il clima in casa gialloviola non è dei migliori: i rumor e le fanta-trade si susseguono, mentre la natura dell’infortunio di LeBron Jamesuno dei capitani del prossimo All Star Game – resta avvolta nel mistero.

Oltre che del quattro volte MVP, i Lakers devono fare a meno di Lonzo Ball, Kyle Kuzma (anca) e Tyson Chandler (schiena). Non se la passano meglio i Suns, privi di Deandre Ayton, T.J. Warren e De’Anthony Melton.

Walton schiera Rondo, KCP, Ingram, Beasley e Zubac. Kokoskov risponde con Okobo, Booker, Bridges, Jackson e Bender.

Lakers-Suns, avvio equilibrato

I lacustri approfittano dell’assenza della prima scelta dell’ultimo draft – e l’inconsistenza di Bender – per attaccare indisturbati il pitturato dei Suns, trovando due canestri con Ingram e KCP.

Al contrario del connazionale, Zubac si fa sentire sia in difesa…

…che in attacco, segnando due canestri. Phoenix produce finalmente qualcosa grazie all’and-one di Jackson e la tripla di Oubre Jr., 14-10 a metà quarto.

Dopo aver sbagliato tutto lo sbagliabile, la franchigia dell’Arizona ritorna in partita trovando altri due canestri da oltre i 7.25 con Mikal Bridges, che pareggia a quota 16. Holmes e Booker rispondono a Rondo e KCP, mantenendo la gara in equilibrio, 22 pari a tre minuti dalla fine del quarto.

I liberi di JC ed il primo errore dal campo di Ingram chiudono il quarto, 31-27.

Lakers-Suns, Ingram inarrestabile

I lacustri ripartono con Lance, Svi, Hart, Beasley e McGee. Lance – dopo aver messo in scena alcuni dei suoi trick  – trova la via del canestro dall’arco ed in penetrazione. I veterani riescono ad essere produttivi, McGee converte il layup mentre Beasley schiaccia l’assist di Stephenson, 42-33 a 7’48” dall’intervallo lungo.

La combo Born Ready & B-Easy produce ancora prima di lasciare il posto a Rondo ed Ingram, che rientrano con KCP. Brandon si rimette subito in moto segnando il sesto canestro della sua gara riportando i Lakers sul +10.

Brandon Ingram sfrutta la maggiore wingspan contro chiunque Phoenix mandi sulle sue tracce per segnare ancora (8/9 dal campo), sporcare le linee di passaggio e servire i compagni, in particolare Zubac.

I Suns continuano a tirare male dal campo ed a commettere perse banali e smuovono il punteggio solo con gli and-one di Bender e Booker, 54-42 a 3’12” dalla fine del tempo.

Dopo il monologo del prodotto di Duke, l’attacco gialloviola torna nelle mani di Rajon Rondo, che serve prima l’affondata indisturbata di Hart ed assiste poi, due volte, Kentavious Caldwell-Pope. L’ex Celtics e Pelicans realizza poi…

…con la sinistra, dopo un bel cambio di mano, il canestro del +17.

Booker e compagni evitano che la partita finisca con due quarti di anticipo segnando cinque liberi (14/14 nella gara) prima del canestro di Emanuel Terry che chiude il tempo, 65-53.

Dominio lacustre nel pitturato. Per L.A. (in stagione 56.3 punti vicino al ferro), nei primi ventiquattro minuti di gioco è già a quota 52, tirando con il 56.9% dal campo. Inoltre, i californiani sono riusciti a non concedere neppure un punto in transizione agli avversari.

Lakers-Suns, si accende Booker

Coach Igor Kokoskov per contenere Zubac preferisce Holmes a Bender. L’ex 76ers contrasta meglio il lungo lacustre – comunque a segno due volte – grazie ad una maggiore fisicità e verticalità rispetto al compagno.

Dopo un primo tempo sottotono, Devin Booker si accende procurandosi un libero supplementare – terza volta nella gara – beffando continuamente il distratto KCP.

A fermare l’esterno Suns ci pensa Michael Beasley

…che lo stoppa con autorità.  Book non si scoraggia e segna ancora, riportando lo svantaggio dei Suns in singola cifra (-9) dopo quattro minuti di gioco. Rondo segna un bel floater e serve Ingram sul perimetro, risponde Josh Jackson, 77-67 a metà quarto.

Dopo l’errore di Beasley, Ivica Zubac cattura il suo decimo rimbalzo e segna il ventesimo punto della sua gara. Il croato, oltre ad essere produttivo in attacco, riesce ad essere efficace anche nella propria metà campo, eseguendo bene la trap sul pick-and-roll scelta da coach Luke Walton per disinnescare Booker.

Il prodotto di Kentucky segna prima e dopo la tripla di KCP, 87-75 con 3’32” da giocare nel quarto.

La gara, già non bellissima, vive il suo momento peggiore. I Lakers perdono due banali palloni, i Suns ringraziano sbagliando in transizione 3 vs 1. In generale entrambe le squadre eseguono con voglia ed intensità prossime allo zero.

Dopo il primo errore dalla lunetta – autore Terry – degli ospiti, Lance interrompe per un attimo lo scempio in campo. Il layup di Booker e lo 0/2 dalla lunetta di McGee chiudono la frazione, 90-81.

Lakers-Suns, one Lance show 🎸

Inizia male l’ultimo quarto della gara per Walton, costretto a richiamare subito in panchina Ingram. Il terzo anno, complice una dormita generale dei compagni su una rimessa, commette il quinto fallo su Richaun Holmes che completa il gioco da tre punti, 90-84.

A scuotere i lacustri ci pensa Lance, che segna dall’arco ed in transizione. Booker si becca un’evitabile tecnico consentendo a KCP di segnare il libero del +10.

Ma Lance Stephenson si è ormai acceso 🔥 e segna ancora due volte dall’arco 🏀🏀🏀…

…scaldando lo Staples Center e dando libero sfogo alla sua air guitar. Undici punti in meno di due minuti per Lance, timeout per Kokoskov. 102-88 ad 8’42” dalla sirena.

Al rientro KCP segna dell’arco ed un jumper, risponde Kelly Oubre Jr. dal campo e dalla lunetta. I Suns non ci credono più ad alzano la bandiera bianca richiamando Booker in panchina.

Zubac dopo aver sbagliato una schiacciata converte un and-one, stoppa Oubre Jr. e sbaglia il primo libero della sua gara, 111-95 a quattro minuti dalla fine.

Il sesto fallo del centro croato consente l’ingresso in campo di Moe Wagner, subito a segno dall’arco. Risponde Oubre Jr., realizzando la tripla che trasforma il We want tacos! del pubblico in un fragoroso Booooo!, il layup di Rondo chiude la gara, 116-102.

Lakers-Suns, Zu e KCP top scorer

Uomo copertina della gara senza dubbio Zubac, che approfitta dell’assenza di Ayton per dominare il pitturato. Ivica dopo il difficile avvio di stagione si candida al ruolo di miglior lungo del roster lacustre. Il croato chiude con 24 punti (9/16 dal campo, 6/7 ai liberi), 16 rimbalzi e 4 stoppate.

I falli sporcano la prestazione di Ingram, quasi perfetto in tutte le altre fasi della gara. Per Brandon 22 punti (9/11 al tiro, 3/6 dalla lunetta), 3 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate e altrettanti recuperi.

Fino alla sfuriata dell’ultimo quarto, prestazione come tante quest’anno con tanto fumo e poca sostanza. La riscossa, questa volta, è giunta al momento giusto. Stephenson chiude con 17 punti, 3 rimbalzi, 4 assist e 7/10 dal campo.

Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center
Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center (Lakers.com)

24 punti anche per KCP, che nonostante qualche difficoltà nella marcatura su Booker è autore di una buona prova. Per l’ex Pistons 9/17 dal campo, 4 triple, 6 rimbalzi e 2 recuperi.

Ancora un minutaggio elevato (42) per Rondo, che ha pensato soprattutto ad innescare i compagni (11 assist). Per Rajon 8 punti, 4/9 dal campo, 4 rimbalzi, 3 perse ed un recupero.

Pochi minuti per Hart, costretto ad uscire a causa di un problema al ginocchio. Luci ed ombre per Beasley (8+4+6): combattivo e presente in difesa (3 stoppate), meno preciso (4/12) del solito in attacco. Impreciso e falloso McGee, male al tiro Svi. Pochi minuti per Caruso e Wagner.

Suns corti e con la testa al draft. Booker chiude con 21+2+6, 9/18 dal campo e tanto nervosismo. Imprecisi Oubre Jr. (17+5, 4/12) e Jackson (12+8, 4/15), meglio Bridges (16+6, 3/6 dall’arco). Tanta energia per Holmes (12+10).

Box Score su NBA.com

Lakers-Suns, fondamentale recuperare gli infortunati

Test poco probante quello offerto da Phoenix, tuttavia giunto al momento giusto viste il momento dell’ambiente lacustre ed i tanti problemi fisici.

A fine gara Walton si è detto soddisfatto di come i suoi ragazzi hanno seguito il piano partita, in particolare l’uscita alta del lungo per rallentare il pick-and-roll di Booker. Il figlio di Bill ha poi dato credito a Rondo per aver portato equilibrio in attacco oltre a confermare che Hart potrebbe saltare la prossima gara per un fastidio al ginocchio.

In vista del prossimo road trip, per i gialloviola sarà fondamentale recuperare LeBron, oltre Kuzma e Chandler, perché le altri contendenti ai playoff della Western Conference non sembrano intenzionate ad interrompere la propria corsa.

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center
Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center (Lakers.com)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Martedì 29 e Mercoledì 30 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Philadelphia 76ers.

Lakers, LeBron James si allena, in campo martedì contro i 76ers? Kuzma fuori contro i Suns

LeBron James al Los Angeles Lakers Training Camp

Buone notizie per i Los Angelese Lakers, LeBron James è stato autorizzato a partecipare a sedute d’allenamento complete e con contatto, ultimo step necessario prima del ritorno in campo del 3 volte campione NBA.

James salterà l’impegno casalingo dei suoi Lakers (25-24) di domenica sera contro i Phoenix Suns. La partita dello Staples Center sarà la 16esima gara saltata in stagione da LeBron, che non gioca dal giorno di Natale e dalla vittoria contro i Golden State Warriors.

I Los Angeles Lakers sono reduci da tre sconfitte consecutive, ed il record di squadra in assenza LeBron James parla di 5 vittorie e 10 sconfitte. I Lakers si trovano attualmente al nono posto nella forte Western Conference, a due gare di distanza dai cugini” Los Angeles Clippers.

Pesa in casa Lakers, oltre a quella di leBron, anche l’assenza della point-guard titolare Lonzo Ball. Il prodotto di UCLA ha riportato una distorsione di terzo grado alla caviglia sinistra, ormai 8 giorni fa in casa degli Houston Rockets, e rimarrà fuori per almeno altre 3-5 settimane.

Possibile contro i Phoenix Suns inoltre l’assenza di Kyle Kuzma. Il secondo anno da Utah ha accusato nei giorni scorsi un problema all’anca, che ne ha condizionato movimenti e prestazioni in campo: “Ho detto a Kyle (Kuzma, ndr) che se lo avessi visto in difficoltà in campo come nell’ultima partita, lo avrei tenuto fermo domenica (contro i Suns, ndr). Vedremo come si sentirà” Così coach Luke Walton.

Suns travolti dai Nuggets senza Jokic e riunione a porte chiuse, Crawford: “Una bella chiacchierata”

Confronto tra soli giocatori in casa Phoenix Suns, dopo la pesantissima sconfitta incassata al Pepsi Center di Denver contro dei Nuggets privi di Nikola Jokic, squalificato.

132-95 il risultato finale. 35 punti di un Devin Booker che rifiuta di arrendersi, 14 punti e 5 rimbalzi di Dragan Bender, il croato al terzo anno chiamatoa sostituire DeAndre Ayton, infortunato, e poco altro per Phoenix.

Senza Jokic, i Nuggets fanno quadrato e mandano ben 8 uomini in doppia cifra (top scorer è Paul Millsap, con 20 punti e 9 rimbalzi in appena 22 minuti). 14 punti, 5 rimbalzi e 5 assist di un Will Barton in crescita dopo il lungo stop per infortunio, e Nuggets che stravincono la lotta a rimbalzo (57-35).

Un -37 di passivo alla sirena finale che lascia i giocatori dei Phoenix Suns soli con i loro pensieri negli spogliatoi del Pepsi Center: “Sappiamo di non aver giocato per niente bene, stasera. Siamo stati imbarazzanti” così Devin Booker a fine gara.