Warriors KO a Portland, e Steve Kerr si infuria. Trail Blazers, arriva Enes Kanter

Un quarto periodo da soli 12 punti segnati, ed un flagrant foul fischiato a Draymond Green fanno perdere le staffe a coach Steve Kerr, che lancia la sua lavagnetta in campo ed aggredisce verbalmente gli arbitri.

Risultato, espulsione per Kerr, che prende le difese del suo giocatore e viene cacciato, e partita finita.

I Golden State Warriors cedono per 129-107 al Moda Center di Portland, contro i Trail Blazers di un Damian Lillard da 29 punti e 6 su 8 dalla lunga distanza. In una partita equilibrata per i primi tre quarti, la seconda di un back-to-back per gli Warriors, coach Kerr tiene a riposo DeMarcus Cousins e Andre Iguodala.

Kevin Durant e Steph Curry (32 punti a testa) sorreggono il peso offensivo della squadra, in una serata no al tiro per un nervoso Klay Thompson (9 punti e d un inconsueto 2 su 16 per Klay). I Portland Trail Blazers mandano 8 uomini in doppia cifra (17 in uscita dalla panchina per l’ottimo Jake Layman), guidati da un Dame Lillard perfetto (29 punti con 9 su 15 dal campo, 8 assist e nessuna palla persa), ed in grande serata di tiro tra le mura amiche del Moda Center.

Quarto periodo animato, inaugurato da un doppio fallo tecnico comminato a Thompson ed a Zach Collins, dopo un faccia a faccia tra i due giocatori. Il “duello” Collins-Thompson prosegue per tutto il quarto periodo, l’arbitro Ken Mauer deve intervenire più di una volta per separare i capannelli di giocatori che si creano a gioco fermo, mentre la partita prosegue in parità (104-101 Portland a 7:32 dal termine).

Con 3:54 ancora da giocare, un fallo duro di Draymond Green su Zach Collins viene sanzionato con un “flagrant foul”, Steve Kerr si infuria e lancia con rabbia la sua lavagnetta, inveendo contro il capo arbitro Mauer, che lo espelle.

Sono rimasto scioccato. Penso che quello di Draymond (Green, ndr) fosse solo un buon fallo, duro ma non cattivo. Non so cosa a New York, all’Olimpic Tower considerino un fallo cattivo, ma questa cosa mia ha lasciato davvero perplesso. Draymond solo ha fermato il giocatore lanciato a canestro, è stato in fallo per impedire all’attaccante di segnare (…) sono però contento di dove siamo, in vista della pausa per L’All-Star Game. Ora avremo la possibilità di tirare il fiato e prepararci per la corsa finale

– Steve Kerr sul fallo di Draymond Green –

Blazers-Warriors, Lillard: “Partita che dice tanto di noi” e a Portland arriva Enes Kanter

La partita finisce con l’espulsione di Kerr. Gli Warriors segnano solo due punti in quasi quattro minuti, e Portland prende il largo.

Per i Blazers una vittoria importante, dopo due sconfitte consecutive ed una incredibile rimonta subita a Dallas appena quattro giorni fa. Così Damian Lillard a fine gara:

Una vittoria importante. Siamo stati in grado di ricomporci (dopo le due sconfitte, ndr), tornare a casa ad affrontare la miglior squadra della lega e vincere la partita. Questo dice molto di chi siamo, del nostro carattere e del nostro processo di crescita

-Damian Lillard dopo Blazers-Warriors –

La partita del Moda Center è stata l’ultima prima della pausa per l’All-Star Game per i Portland Trail Blazers. Alla ripresa delle operazioni, la squadra di coach Terry Stotts avrà a disposizione il lungo turco Enes Kanter, in uscita da New York dopo la risoluzione contrattuale con i Knicks post trade deadline.

Kanter firmerà un accordo per il resto della stagione. Nel 2015, i Trail Blazers tentarono di arrivare al turco, allora restricted free-agent, ma l’offerta del GM di Portland Neil Oshley fu pareggiata dagli Oklahoma City Thunder. Kanter venne in seguito girato ai New York Knicks in cambio di Carmelo Anthony nell’estate del 2017.

Kanter è un giocatore che sa segnar ed andare a rimbalzo, ci aiuterà a diventare una squadra migliore. Credo che il ruolo che gli abbiamo proposto si adatti perfettamente alle sue caratteristiche, Enes Kanter saprà dare alla nostra panchina una dimensione diversa

– Terry Stotts su Enes Kanter –

 

OKC, Paul George è incontenibile, Blazers KO, Turner: “PG è su un altro pianeta”

Paul George deve avere un problema con i Portland Trail Blazers, a giudicare dalle sole nude cifre. In tre partite giocate contro Damian Lillard e compagni, le medie dell’ex giocatore degli Indiana Pacers parlano di 40.0 punti, 9.3 rimbalzi e 5.3 assist a gara, con un incredibile 57% al tiro da tre punti (su una media di 9.3 tentativi a partita).

La terza sfida stagionale tra Thunder (37-19) e Blazers (33-23) viene risolta dalla tripla doppia di coppia di George e Russell Westbrook, e dai 33 punti combinati dell’insolito duo Raymond Felton-Deonte Burton in uscita dalla panchina.

120-111 il risultato finale. Russell Westbrook raccoglie la sua decima tripla doppia consecutiva (un nuovo record NBA, superato Wilt Chamberlain) e chiude con 21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist, nonostante il brutto 5 su 19 al tiro.

Paul George è semplicemente perfetto: 47 punti (8 su 13 dalla lunga distanza) 12 rimbalzi e 10 assist in ben 43 minuti di gioco ed una capacità irreale di creare separazione tra se ed i disperati difensori in ogni situazione offensiva. Isolamento, pick and roll ed in uscita dai blocchi, la varietà offensiva della star degli Oklahoma City Thunder non lascia scampo ai Portland Trail Blazers, che incappano in una serata imprecisa (41% di squadra al tiro).

I Blazers subiscono la seconda sconfitta consecutiva nella seconda partita di un back-to-back, mentre OKC, priva dell’infortunato Jerami Grant e di Dennis Schroeder, trova minuti di qualità dal rookie Deonte Burton. Il prodotto di Iowa State chiude la sua gara con 18 punti (7 su 9 al tiro) ed addirittura 3 stoppate.

Evan Turner: “Paul George è su un altro pianeta”

Il Paul George edizione 2018\19 assomiglia terribilmente al Kevin Durant ammirato per anni nel midwest, prima della sua partenza in direzione Oakland. I problemi di convivenza tra due superstar, a volte così difficile in quel di OKC tra i giovani Durant e Westbrook, paiono oggi un ricordo.

La maturità di Russell Westbrook, riuscito a delegare di buon grado gran parte del peso offensivo della squadra all’ex stella degli Indiana Pacers, ha aperto la strada per una stagione da MVP per Paul George:

Complimenti ai nostri compagni, sono riusciti a salire di livello ed a coprire le assenze. La mia miglior pallacanestro di sempre? Assolutamente si… wow, che partita! Sono felicissimo per Russ (Russell Westbrook, ndr), è il giocatore più competitivo che abbia mai visto, il più competitivo con cui abbia mai giocato. Nessuno come lui è mai stato in grado di guidare la lega in triple doppie come sta facendo lui, va per il terzo anno consecutivo… che giocatore, Russell

– Paul George su Russell Westbrook –

 

 

Così l’avversario di giornata Evan Turner, già compagno di squadra di George agli Indiana Pacers, su PG13:

Tutti si strappano i capelli per Giannis (Antetokounmpo, ndr) e James (Harden, ndr), che stanno facendo cose spettacolari, ma Paul (George, ndr) è forse il miglior giocatore che ci è capitato di affrontare quest’anno. Sta giocando ad un livello tale che risulta anche difficile da spiegare

– Evan Turner su Paul George –

Mavs e Doncic in rimonta sui Blazers, Carlisle: “Luka sa chiudere le partite”

OKC-Dallas Mavericks

33-0, il record dei Portland Trail Blazers nelle 33 partite in cui la squadra di coach Terry Stotts è stata in grado di iniziare in vantaggio il quarto periodo.

Questo prima di incontrare Luka Doncic. Un quarto quarto da soli 9 punti segnati tradisce Damian Lillard e compagni, che a Dallas subiscono la rimonta degli uomini di coach Rick Carlisle e vengono sconfitti 102-101.

12 minuti da incubo per i Blazers, che dissipano un vantaggio di 15 punti sapientemente costruito nei primi 32 minuti di gioco e restano per 10 lunghi minuti senza canestri dal campo. un 21-3 di parziale riporta i Mavericks in vantaggio di 3 lunghezze (102-99) a fine partita.

Damian Lillard riporta sotto i suoi ma fallisce il layup del sorpasso allo scadere, dopo un errore di Doncic. Un Luka Doncic che dopo una partenza a rilento al tiro ritrova ritmo, e che rimane in campo per tutti i 12 minuti finali (38 i minuti giocati dallo sloveno, che chiude la sua gara con 28 punti, 9 rimbalzi e 6 assist).

Luka (Doncic, ndr) è un ragazzo esperto, non ha paura e sa come chiudere una partita. Solitamente non lo faccio giocare per tutto il quarto periodo, ma quando abbiamo iniziato a rimontare lo svantaggio ho preferito non toglierlo. Lasciarlo in campo era la nostra unica opportunità di completare la rimonta, e così è stato. Damian Lillard è un grande giocatore, un candidato al premio di MVP, negli ultimi sei minuti di gara abbiamo fatto un gran lavoro nel contenerlo, Dorian (Finbey-Smith, ndr) è stato bravissimo sull’ultimo possesso a limitare Lillard, è rimasto con lui ed abbiamo recuperato il rimbalzo, un grande sforzo di squadra. Per compiere rimonte del genere bisogna essere perfetti, e oggi i ragazzi sono stati grandi (…) Luka ha grandi responsabilità in questa squadra: deve segnare, deve saper prendere le decisioni giuste e creare per i compagni, e deve difendere ed andare a rimbalzo. Dopo la trade queste responsabilità sono aumentate, per giunta, e queste ultime 25-26 partite saranno fondamentali per lui, per capire cosa vuol dire essere il leader di una squadra NBA. Una grande occasione per lui, uno scenario leggermente diverso rispetto a due settimane fa. Il nostro lavoro è quello di prepararlo a tutto quello che lo aspetta in futuro, i termini di responsabilità ed attenzioni

– Rick Carlisle su Luka Doncic –

Damian Lillard ha chiuso la sua gara con 30 punti (di cui 20 nel solo secondo tempo) e 6 su 11 da dietro l’arco dei tre punti. I Blazers non fanno meglio del 31% dalla lunga distanza, e C.J. McCollum chiude con 0 su 5.

Per i Mavericks 24 punti in 32 minuti per il neo-acquisto Tim Hardaway Jr, con 4 rimbalzi e 3 assist.

Rodney Hood vola a Portland, ai Cavs Stauskas, Baldwin e due future seconde scelte

I Cleveland Cavs spediscono la guardia Rodney Hood ai Portland Trail Blazers, in cambio di Nik Stauskas e Wade Baldwin IV. Portland ha incluso nell’affare anche due future seconde scelte.

 

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Secondo fonti riportate da Wojnarowski, Cleveland riceverà una seconda scelta al draft 2021 ed un’altra al draft 2023.

 

Con Hood i Blazers si assicurano una soluzione offensiva di qualità dalla panchina, in cambio di Baldwin – giocatore al terzo anno da Vanderbilt, poco utilizzato da coach Terry Stotts – e dell’ex Sacramento Kings e Philadelphia 76ers Stauskas, nelle ultime settimane uscito dalle rotazioni di coach Stotts dopo un buon inizio di stagione, anche a causa di alcuni guai fisici.

 

 

Come riportato da NBAPassion.com nella giornata di domenica, Rodney Hood era stato accostato a San Antonio Spurs e Golden State Warriors. L’ex giocatore degli Utah Jazz, arrivato a Cleveland nel febbraio 2018, sarà free agent a fine stagione. I Blazers avranno l’opportunità di rifirmare Hood utilizzando la mid-level exception da circa 5 milioni di dollari concessa alle squadre in territorio luxury tax. Nik Stauskas e Wade Baldwin saranno free agent a fine stagione.

 

I Cleveland Cavaliers proseguono nell’opera di ricostruzione ed abbattimento del payroll. Le cessioni di Hood, Kyle Korver (finito a Utah), George Hill e Sam Dekker (girati ai Milwaukee Bucks) sono fruttate ai Cavs ben 7 future scelte al draft (una al primo giro e sei al secondo). I Cavaliers tenteranno sino all’ultimo momento disponibile di imbastire una trade per Alec Burks, arrivato da Utah nell’affare Korver lo scorso 29 novembre e prossimo free agent.

 

I Cavs taglieranno Kobi Simmons per liberare lo spot necessario per i due nuovi arrivi.

 

In stagione Rodney Hood ha disputato finora 45 partite, viaggiando a 12.2 punti e 2.5 rimbalzi a gara, col 42.7% al tiro ed il 36.2% al tiro da tre punti.

Blazers all’ottava consecutiva in casa, Jazz travolti, coach Stotts: “Giorno di riposo extra per i ragazzi”

Lontano dalle sirene del mercato “di riparazione” di gennaio e febbraio, mai andato troppo di moda in Oregon, i Portland Trail Blazers continuano la loro solida e silenziosa stagione, affidandosi al consueto duo Dame LIllard-C.J. McCollum ed impartendo ai lanciati Utah Jazz una dura lezione.

 

132-15 il risultato al Moda Center di Portland per gli uomini di coach terry Stotts. Blazers privi di Jusuf Nurkic ma con un Meyers Leonard da 16 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 4 su 5 dalla lunga distanza.

 

 

I Trail Blazers chiudono la partita con un sontuoso 53.3% al tiro, e 16 triple mandate a bersaglio. 30 i punti a fine gara per un efficentissimo McCollum (12 su 17 al tiro, il primo errore dal campo arriva solo nel quarto periodo!), tutti i Blazers schierati da coach Stotts segnano almeno 2 punti.

 

La particolarità del calendario NBA ha portato Utah Jazz e Portland Trail Blazers ad affrontarsi per ben 4 volte in poco più di un mese (la prima il 21 dicembre scorso, 2-2 nella serie). Per coach Terry Stotts un fatto singolare:

 

Sembra quasi di essere i playoffs. Oggi ai ragazzi ho detto: ‘ormai dovremmo conoscere un bel po’ dei loro schemi, dovremmo sapere cosa vogliono fare’. Non è esattamente come affrontare una serie di playoffs, ma di certo partite così ravvicinate contro lo stesso avversario ti portano a conoscere meglio chi hai di fronte. La partita? Avevamo tre giorni di riposo in calendario dopo la gara, i ragazzi hanno voluto prendersi un giorno in più stasera

 

 

I Portland Trail Blazers segnano 45 punti nel solo primo quarto, 74 nel primo tempo (chiuso sul +15) e si fermano solo a metà quarto periodo, quando Damian Lillard (36 punti, 11 assist e 8 rimbalzi) si siede definitivamente in panchina e “rinuncia” ad inseguire la prima tripla-doppia in carriera:

 

Ci ho provato nel quarto quarto. Il coach mi ha lasciato in campo qualche minuto di più per permettermi di prendere i rimbalzi che mi mancavano, poco dopo però ho chiesto io di uscire. Non volevo fare quello che insegue la tripla-doppia a tutti i costi

 

– Damian Lillard –

 

La partita del Moda Center ha rappresentato un brutto stop per gli Utah Jazz (29-23), reduci da un periodo da 9 vittorie nelle ultime 10 gare ed ora al settimo posto nella competitiva Western Conference, ad una sola gara di distanza da San Antonio Spurs e Houston Rockets.

Per Portland (32-20) l’ottava vittoria casalinga consecutiva vale invece il quarto posto in solitaria, ad una sola partita di distanza agli Oklahoma City Thunder.

Pronostici NBA 18-19: Blazers-Pelicans, tanti punti in arrivo

padre Anthony Davis

Pronostici NBA 18-19: Blazers-Pelicans è il match conclusivo del venerdì Nba che presenta 7 match. Portland sembra abbastanza sicura di un posto Playoff ma la classifica corta non deve far dormire sonni tranquilli, mentre per i pellicani la ricetta è quella di vincere sempre. Poco prima, sempre sulla costa Ovest, i Clippers aspettano i Warriors, che sembrano essere tornati alieni.

Ivica Zubac and Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Oklahoma City Thunder at Chesapeake Energy Arena

Il risultato della notte è senza dubbio la vittoria dei Lakers sul campo dei Thunder, con un Kuzma determinante. Grazie al canestro sulla sirena di Paskal Siakam, i Raptors superano Phoenix, mentre Denver ha vita facile contro i Chicago Bulls (Nikola Jokic 18+8+11). Nel match di Londra invece hanno avuto la meglio i Wizards, grazie ad una stoppata irregolare allo scadere del tempo.

Pronostici NBA 18-19: prima di Blazers-Pelicans, i Clippers attendono Curry e Co.

Los Angeles Clippers (24-20) vs Golden State Warriors (31-14). Delicatissimo momento per i californiani, che dopo 4 sconfitte consecutive vedono il loro vantaggio sul nono posto ormai finito. In molti paventavano un possibile calo della squadra del nostro Danilo Gallinari, per la conformazione del team e la mancanza di un vero leader. L’attacco continua a convincere mentre la difesa latita, con quasi 115 punti concessi di media a contesa. Il calendario non benevolo poi offre una sfida con i guerrieri, galvanizzati dalle ultime, pirotecniche uscite. In rampa di lancio il debutto di Demarcus Cousins che potrebbe chiudere definitivamente il cerchio del roster di coach Kerr. Stephen Curry ha ricominciato a bombardare a piacimento il canestro e anche Thompson sembra essere tornato il solito cecchino. Se sono questi, il divario con chiunque altro nella lega rimane evidente.

Quote

  • Money Line: Warriors (quota 1.35)
  • Handicap: Warriors -6.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 241.5

Suggerimento

  • Under 249.5 (1.46)

Pronostici NBA 18-19: Blazers-Pelicans

Portland Trail Blazers (27-19) vs New Orleans Pelicans (21-24). Portland sta procedendo con la sua stagione solida. A far sorridere maggiormente è la stagione che sta mettendo su Jusuf Nurkic. Il centro sta meritando sul campo il contratto firmato e se dovesse confermare i progressi, sarebbe un contratto a dir poco fantastico per la franchigia. Anche grazie al serbo, i Blazers sono la prima squadra in Nba per rimbalzi catturati a partita, che permette ad una difesa non proprio splendida di non sfigurare. Il duo Lillard-McCollum produce oltre 45 punti di media combinato e questo apre il campo alle soluzioni anche degli altri. Pieno merito fin qui a coach Stotts, anche se le prove che dovranno superare più avanti ci diranno davvero che tipo di squadra sono questi Blazers.

Pellicani che anche contro i Warriors hanno mostrato tutti i pregi e i difetti della squadra. La fase difensiva è davvero pessima se consideriamo che può contare su un giocatore come Anthony Davis (28esima difesa della lega) mentre l’attacco può far male in qualsiasi modo. Il numero 23 può ora contare sul team al completo con i rientri di Mirotic e di Payton ma non è detto che questo basterà. Il treno Playoff è lontano 3 partite, non troppe ma bisogna iniziare a vincere con una certa regolarità. Ad ogni modo, il monociglio non si muoverà prima dell’estate.

Quote

  • Money Line: Blazers (quota 1.66)
  • Handicap: Blazers -3.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 233.5

Suggerimento

  • Under 222.5 (1.40)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Detroit Pistons vs Miami Heat: over 196.5 (1.40)
  • Minnesota Timberwolves vs San Antonio Spurs: Spurs +7.5 (1.38)

Nikola Jokic stende i Blazers, il Pepsi Center lo acclama: “MVP? Stavo sbagliando il libero…”

Se al termine inglese “valuable” attribuiamo il significato di “prezioso”, difficile immaginare giocatore più prezioso per la propria squadra di Nikola Jokic, come ben sanno i quasi 20mila che sera dopo sera osservano le giocate del lungo serbo a Denver, Colorado.

40 punti, 1o rimbalzi e 8 assist, con 15 su 23 al tiro e 4 triple mandate a bersaglio per difendere le mura amiche del Pepsi Center dall’assalto nel finale di gara di Damian Lillard e dei Portland Trail Blazers. A Denver, Nuggets-Blazers termina 116-113 per i padroni di casa.

Denver riabbraccia Will Barton dopo quasi 3 mesi di assenza, e gli uomini di coach Mike Malone conservano la testa della Western Conference, con mezza partita di vantaggio dai sempre più pericolosi Golden State Warriors.

Per l’ex Blazers Barton minutaggio controllato, e 7 punti a fine gara. i Nuggets devono ancora rinunciare a Gary Harris (stagione difficile per il prodotto di Michigan State) e si affidano a Jokic ed a Jamal Murray. Per il canadese partita da 24 punti e 4 rimbalzi.

15 punti nel quarto periodo del serbo chiudono la porta in faccia ai Trail Blazers, un semi-gancio e due tiri liberi di Jokic danno il +4 a Denver (112-108) ad un minuto dalla fine. Portland accorcia con C.J. McCollum ma concede un sanguinoso rimbalzo offensivo a Murray, che dalla lunetta chiude i conti.

Nikola Jokic: “MVP? Ho sbagliati i liberi… Niente tra me e Nurkic, Warriors una sfida”

 

Il pubblico del Pepsi Center di Denver ha salutato l’ennesimo viaggio in lunetta di giornata (6 su 8) e l’ennesima grande partita di Nikola Jokic con il consueto canto “MVP-MVP”.

Sin dall’inizio della stagione abbiamo cercato di far valere il nostro fattore campo, con l’obiettivo di vincere la nostra Division. Finora sta andando tutto bene, stiamo giocando bene. Durante il riscaldamento la squadra mi era parsa un po’ piatta, così ho deciso di aggredire la partita sin dal primo minuto (…) i cori di MVP? Grazie, ma ho rischiato di sbagliare il primo dei due tiri liberi! Fatica? No, siamo appena a metà stagione, in estate ho lavorato sodo, così come i miei compagni, la fatica non è mai una scusa. Nurkic? Non so perché si continua a parlare di me e Nurk (Jusuf Nurkic, ex Nuggets, ndr), non ci sono problemi tra noi, per me era solo un’altra partita, Credo che in questa stagione (Nurkic, ndr) sia migliorato tanto, è più forte e più sicuro di se, è un grande giocatore. La prossima contro gli Warriors? hanno una talento mai visto, unico. Sarà una vera sfida per noi ed una bella partita

– Nikola Jokic dopo Nuggets-Blazers –

Westbrook e George mandano Portland al tappeto, Russ: “Non vincevamo qui dal 2014, Paul è il più forte”

Russell Westbrook aveva segnato la trasferta di Portland sul suo calendario. Gli Oklahoma City Thunder sono arrivati venerdì sera al Moda Center con un’obiettivo: quello di spezzare la striscia di 6 sconfitte consecutive a Portland.

Per battere i Trail Blazers di Damian Lillard e di un infallibile Jusuf Nurkic sono stati necessari ben 68 punti della coppia Westbrook-George. L’ultima vittoria in Oregon per i Thunder risaliva al 2014, come ricordato nel post gara da Russell Westbrook:

2014. Ci ho pensato ieri (giovedì, ndr) quando siamo atterrati. Per me era una questione personale. Non vincevamo qui da un po’. Nick (Collison, ex OKC Thunder, ndr) sarà stato a casa a guardarci sicuramente, sarà contento. Io me ne ricordavo, ma mi sono tenuto la cosa per me. Alcuni dei miei compagni hanno vinto qui recentemente con le loro ex squadre, ma per i Thunder era diverso. George? Ha un talento incredibile, in campo può fare ciò che vuole e prendersi tutti i tiri che vuole, il mio lavoro è quello di facilitargli il compito qui

– Russell Westbrook dopo Thunder-Blazers –

 

Westbrook ha chiuso la sua partita con 31 punti (13 su 28 al tiro), di cui 20 nel solo secondo tempo, 9 rimbalzi e 7 assist. Paul George si “ferma” a quota 37 (5 su 9 da tre punti e 12 su 14 ai tiri liberi).

George e Westbrook segnano 28 punti nel terzo quarto, ed OKC scappa sul +8 (101-93) con 8:05 da giocare sul cronomentro del quarto periodo. I Blazers si affidano a Damian Lillard, che dalla lunetta sigla il -2 Portland (107-109) a 47 secondi dalla sirena finale. Dopo l’errore di Westbrook, Lillard e C.J. McCollum hanno due buone occasioni per pareggiare la partita, ma le sprecano e Paul George chiude la gara dalla lunetta.

Thunder-Blazers termina 111-109. Per Portland, 23 punti e 8 assist per Damian Lillard, e 22 con 8 rimbalzi per Jusuf Nurkic. Nelle ultime due gare, Lillard ha faticato a trovare ritmo da dietro l’arco, chiudendo con un 2 su 18 complessivo.

Così Paul George nel post gara:

Non sapevo a quando risalisse la mia ultima vittoria qui a Portland. Ad anni fa, probabilmente. L’anno scorso ci avevano battuto tutte e 4 le volte, dovevamo rimediare

– Paul George dopo Thunder-Blazers

Pronostici NBA 18-19: Blazers-Thunder chiude il venerdì Nba

Pronostici NBA 18-19: Blazers-Thunder  è la sfida di cartello per il venerdì Nba. Nella caccia continua di un avversario dei Warriors, queste due franchigie possono essere considerate delle Pretender, ma manca ancora la continuità. Oltre al match di Portland, analizzeremo la sfida di Boston tra i padroni di casa e i Dallas Mavericks di Luka Doncic.

Un protagonista assoluto nella notte: James Harden ha nuovamente scollinato quota 40, portando Houston ad una vittoria per certi versi clamorosa sul campo dei Warriors. Prima della tripla decisiva del numero 13, un clamoroso errore arbitrale con protagonista Kevin Durant aveva “portato” al canestro di Curry. Bene nella notte Denver, mentre nel ritorno a casa di Leonard a far la voce grossa è stato Demar Derozan, che porta a casa una tripla doppia e la vittoria degli Spurs sui Raptors.

Pronostici NBA 18-19: prima di Blazers-Thunder, i Celtics provano a dare continuità

Boston Celtics (22-15) vs Dallas Mavericks (18-19). La buona prova di Gordon Hayward contro Minnesota fa ben sperare i tifosi bianco verdi, che sperano di vedere l’ex giocatore di Utah al pieno della forma il prima possibile. Il rientro di Horford ha ridato immediatamente spirito difensivo, con quello che possiamo considerare il leader silenzioso della squadra. In mancanza di Kyrie Irving (out per un problema all’occhio), la palla passerà nelle mani di quei giocatori che non stanno performando al massimo (Brown e anche Tatum) e vedremo come reagiranno. Gli ospiti hanno un problema serio lontani dalle mura amiche: il record in trasferta infatti parla di 3-17, assolutamente insostenibile per una squadra che vuole lottare per i Playoff. Fa abbastanza male vedere Dirk Nowitzki in questo stato fisico, ma è difficile pensare di poterlo rivedere in azione per più di 15 minuti a contesa.

Quote

  • Money Line: Celtics (quota 1.50)
  • Handicap: Celtics -1.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 214.5

Suggerimento

  • Over 207.5 (1.45)

Pronostici NBA 18-19: Blazers-Thunder

Portland Trail Blazers (22-16) vs Oklahoma City Thunder (24-13). Portland sta scoprendo la versione migliore di Jusuf Nurkic: non tanto per l’ultima prestazione (assolutamente incredibile), quanto per la voglia e la forma fisica del lungo serbo. Il lungo porta infatti il miglior defensive rating della squadra (104) e una doppia doppia solida in attacco. Se uniamo questo alle due bocche da fuoco Lillard McCollum che tirano con una efficienza superiore al 50%, allora si può iniziare a pensare in grande. La domanda è sempre quella: saranno in grado di mantenere questo livello e non sciogliersi come tutte le stagioni?

I Thunder, per chi se lo ricorda, erano partiti 0-4 e se vediamo ora il record capiamo la rincorsa che stanno facendo. Il secondo posto di Conference viene dalla fantastica stagione di Paul George (26+8+4 di media), dalla granitica difesa impostata da coach Donovan (primi per defensive rating nella Nba) e da un Russell Westbrook che sembra cambiato. Sta tirando decisamente male il numero 0, ma francamente il livello difensivo mostrato e la propensione a non partire a testa bassa ce lo fanno preferire all’altra versione. Basteranno questi elementi?

Quote

  • Money Line: Parità (quota 1.90)
  • Handicap: //////
  • Over/Under: 222.5

Suggerimento

  • Under 233.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Chicago Bulls vs Indiana Pacers: Pacers -2.5 (1.48)
  • Cleveland Cavaliers vs Utah Jazz: over 199.5 (1.43)
  • Minnesota Timberwolves vs Orlando Magic: Timberwolves (1.50)

Portland Trail Blazers: una prigione dorata

Portland Trail Blazers

I Portland Trail Blazers di Damian Lillard sono attualmente al quinto posto della Western Conference con il record di 22-16. Poco distanti sia la vetta della classifica, occupata dai Nuggets con 24-11, che la penultima piazza, detenuta dai Pelicans con 17-21. Proprio quei Pelicans che distrussero Portland negli scorsi playoffs con un secco 4-0.

Portland sembra però rinchiusa da anni in una prigione dorata che vede la franchigia dell’Oregon sfavillare in regular season per poi svanire appena arrivano i playoffs. La squadra di Damian Lillard rimane nel limbo delle squadre abbastanza esperte e attrezzate per raggiungere la postseason ma senza reali chances di vincere il titolo.

Nurkic
Jusuf Nurkic

I PUNTI DI FORZA

La colonna portante della squadra di Terry Stotts è il duo Lillard – McCollum, guardie capaci di crearsi un tiro in qualsiasi momento. La coppia è temuta da ogni difensore quando in giornata di grazia in attacco. Damian Lillard è stato inserito nel primo quintetto All-NBA della scorsa stagione. Tale premio certifica il raggiungimento definitivo dello stato di superstar, spesso reclamato invano in carriera. Lillard detiene la maggior parte di possessi della sua squadra (30% Usg), ma vanta la capacità di coinvolgere maggiormente i compagni rispetto a McCollum. Le statistiche al tiro rimangono ottime per un giocatore al centro delle attenzioni avversarie: 26.7 punti di media con il 45% dal campo e un buon 39% da tre, oltre alla solita affidabilità ai liberi (90%).

La soluzione offensiva più utilizzata nel playbook di Stotts riguarda appunto Lillard e il centro Jusuf Nurkic. Il bosniaco è un eccellente bloccante, un lusso in una squadra di tiratori dietro ai blocchi. L’ex Nuggets è passato ai Blazers perché oscurato dal talento emergente di Nikola Jokic, ma condivide ancora con quest’ultimo l’abilità nel gioco in post alto.

L’alternativa principale alla creazione di vantaggi per le guardie grazie ai blocchi è dunque lo sfruttamento di Nurkic come passatore. Il centro può ricevere palla dalle sue guardie per poi osservare un vortice di tagli e blocchi lontano dalla palla e trovare opzioni semplici in backdoor o tiratori liberi.

Un esempio della visione di gioco del centrone bosniaco.

Gli altri punti forti dei Blazers riguardano la struttura generale della squadra. La franchigia dell’Oregon ha cambiato molto poco nell’ultimo anno e i suoi giocatori più importanti sono nel prime della carriera, esperti ma non logori. L’esperienza è dimostrata da un incredibile dato che parla di un’imbattibilità dei Blazers qualora inizino in vantaggio il quarto periodo. La statistica evidenzia anche l’importanza di avere a roster un giocatore clutch come Damian Lillard.

In un gruppo affiatato e coeso possono emergere giovani che hanno voglia di migliorarsi come Meyers Leonard (stretch five con il 42% dall’arco), autore di una crescita anche fisica notevole, o talenti offensivi come Seth Curry. Il fratello di Steph contribuisce dalla panchina con la licenza di tirare appena libero. Infine, sembra esserci un saldo legame tra la stella Lillard e il coach Terry Stotts, in odore di licenziamento dopo il 4-0 subito dai Pelicans ma salvato, si dice, proprio dalla guardia di Oakland.

Rockets-Blazers
Turner, Lillard e Nurkic

I PUNTI DI DEBOLEZZA

Parlavamo dei Blazers come di una squadra di tiratori, legata dunque strettamente alle percentuali per raggiungere il successo.

C.J. McCollum non sta vivendo la sua miglior stagione dall’arco: solo un 32% che cala al 28% nel mese di dicembre. Dalle percentuali della talentuosa guardia from Lehigh dipendono le fortune della squadra. Ciò risulta evidente dalla differenza tra le vittorie (37% da tre) e le sconfitte (26%). Il dato riguarda anche Damian Lillard, che ha però percentuali più alte in entrambi i casi (45% e 32% in vittorie e sconfitte rispettivamente).

Le sorti di Portland dipendono da questo duo

Altro fattore decisivo nelle sconfitte è lo scarso contributo di una panchina ancora altalenante a livello di performance. Elemento fondamentale di essa dovrebbe essere Evan Turner, che percepirà ben 18 milioni la prossima stagione. Tuttavia, l’ex Philadelphia e Boston non è quello di cui ha bisogno questa squadra, ovvero un ball handler meno abile dei suoi compagni nel gioco lontano dalla palla. La buona stagione di Turner a Boston gli valse l’esoso contratto con i Blazers. Durante la stagione del tanking a Boston, Turner agiva come handler primario, possibilità che gli è preclusa in una squadra in cui i portatori di palla sono Lillard e McCollum.

Zach Collins è un altro elemento della panchina da cui ci si attendeva un maggiore contributo. Liberato lo spazio per lui grazie alla cessione di Ed Davis in estate, si prospettava la stagione dell’esplosione. In 18 minuti di gioco, Collins produce 7 punti e 4 rimbalzi di media. Al di là delle cifre, la sua presenza in campo è troppo spesso intangibile: le sue doti a rimbalzo offensivo potrebbero significare ulteriori possessi per i temibili tiratori di Portland, ma non sono sfruttate a dovere. Ovviamente, Collins è un classe ’97 al secondo anno nella lega. Nel suo ruolo i giocatori maturano solitamente più tardi e le speranze su di lui rimangono radiose.

PROSPETTIVE, MERCATO E SPERANZE

I Portland Trail Blazers potrebbero essere nella posizione di muoversi sul mercato prima della deadline di febbraio. In particolare, a Terry Stotts servirebbe più atletismo sulle ali per contenere le superstar che troppo spesso massacrano l’area Blazers. Nurkic è un rimbalzista di ottimo livello e un difensore altalenante. Al-Farouq Aminu è un ottimo difensore e la sua duttilità è una risorsa per Portland, mentre Mo Harkless potrebbe essere la pedina sacrificabile. Ovviamente, Evan Turner e il suo grosso salario potrebbero portare in Oregon giocatori di più alto livello, ma probabilmente bisognerebbe aggiungere scelte o giovani per offrire un pacchetto di maggior valore.

I Blazers riusciranno con ogni probabilità a mantenersi tra le prime 8 anche nel terribile Ovest, e potrebbero sfruttare le occasioni di mercato offerte da squadre ormai fuori dalla lotta playoffs.

La prigione dorata è rimasta chiusa troppo a lungo. Lillard e compagni devono provare a uscire e la dirigenza dovrà aiutarli. Il successo ai playoffs dipenderà anche dalle mosse sul mercato. Con un accoppiamento favorevole al primo turno e una coppia Lillard-McCollum esaltata dai primi successi, tutto potrebbe succedere.

esultanza damian lillard
It’s Dame Time!

Jusuf Nurkic da annali NBA, i Blazers battono i Kings: “Dame si fida di me, ho cercato di aiutare la quadra”

Se il buon anno di vede dal mattino, iniziare il 2019 meglio di Jusuf Nurkic dei Portland Trail Blazers non è proprio possibile, se si è un giocatore di pallacanestro.

Con 24 punti, 23 rimbalzi, 7 assist, 5 stoppate, 5 recuperi difensivi e 14 su 16 dalla lunetta, l’uragano Nurk si è abbattuto sulla frontline dei Sacramento Kings (19-18) nella serata di martedì alla Golden 1 Arena di Sacramento, California.

113-108 il risultato a favore dei Portland Trail Blazers.

Una prestazione da record per il lungo bosniaco, che diventa solo il 12esimo giocatore nella storia NBA a siglare una partita da “5×5”, ovvero da almeno 5 “punti” raccolti in altrettante voci statistiche, ed il primo giocatore dal 1983 ad ottenere tali numeri con una partita da almeno 20 punti e 20 rimbalzi.

L’ultimo giocatore a riuscire nell’impresa? Anthony Davis, il 21 novembre scorso. Prima di lui, il solo Draymond Green, ormai quattro anni fa (2015).

Ai Blazers è occorso un tempo supplementare per avere la meglio dei Sacramento Kings. Jusuf Nurkic ovvia ad una cattiva serata di tiro di Damian Lillard (25 punti, 6 rimbalzi e 6 assist, ma 8 su 23 al tiro) e dei Trail Blazers (9 su 32, 28.1%, al tiro pesante), e nel post gara parla della sua prova:

I Kings hanno giocato una partita tosta, hanno rimontato più volte e sono passati avanti nel punteggio nel quarto periodo. Siamo davvero contenti di aver vinto, abbiamo davvero dovuto sudarcela (…) La mia partita? Dame (Lillard, ndr) e C.J. (McCollum, ndr) stavano trovando buoni tiri, ma la palla non entrava. Ho cercato di aiutare la squadra a mantenere il vantaggio, ho giocato con intensità e lucidità. Sono riuscito a far sentire la mia presenza sia in attacco che in difesa, i miei compagni mi aiutano sempre, Dame si fida di me, mi affida spesso il pallone (…) Lillard? Oggi non stava bene, ma la sua leadership non cambia mai. Anche durante le partite più difficili, non l’ho mai visto mollare mentalmente. E quando vedi il tuo leader affrontare e superare le difficoltà, questo ti dà forza

– Jusuf Nurkic dopo Blazers-Kings –

 

Damian Lillard ha segnato 5 dei suoi 26 punti finali nel solo overtime. Per i Kings, ancora privi di Marvin Bagley III, 27 punti per Buddy Hield, con 5 rimbalzi e 4 assist, ma cattiva serata di tiro per De’Aaron Fox (13 punti e soli 2 assist in 37 minuti di gioco.

Warriors, Klay Thompson ritrova la mira, Blazers KO: “Bentornata, mano calda!”

Klay Thompson, 32 punti per ricordarsi come si fa, e per battere a domicilio i Portland Trail Blazers di un Damian Lillard da 40 punti.

Il figlio del grande Mychal segna 4 delle 5 triple tentate, si scusa per il ritardo e dice a fine gara: “Sono tornato”. Gli warriors restituiscono a Portland il favore e pareggiano i conti dopo la sconfitta e la brutta serata di tiro patite solo 48 ore prima alla Oracle Arena di Oakland.

Thompson è il top scorer di serata per Golden State. Steph Curry segna 25 punti (6 su 15 al tiro, 11 su 14 dalla lunetta), Kevin Durant ne aggiunge altri 25, con 5 assist ma 6 palle perse. Draymond Green, “battezzato” dalla difesa di Portland per tutt la gara, segna solo 1 dei 6 tiri tentati, ma contribuisce con 9 rimbalzi e 6 assist.

I Blazers si dimostrano a propria volta imprecisi. Damian Lillard (40 punti 5 assist con 14 su 23 al tiro) segna da solo 6 delle 9 triple mandate a bersaglio dai padroni di casa (su 31 tentativi). C.J. McCollum incappa in una brutta serata (14 punti e 5 rimbalzi), e la panchina non contribuisce (solo 14 punti segnati). Al Moda Center di Portland, Warriors-Blazers termina 115-105 per gli ospiti.

Warriors-Blazers, Klay Thompson: “Bentornata, mano calda”

 

Solo pochi giorni fa, interrogato sulle difficoltà al tiro incontrate in questa stagione, Klay Thompson aveva ostentato fiducia nelle proprie qualità ed orgoglio, sicuro che la svolta sarebbe arrivata di lì a poco.

A Portland, l’aria di casa (Thompson ha giocato a Washington State, Oregon, ed il padre Mychal ha vestito per 8 anni la maglia dei Trail Blazers) ispira il 4 volte All-Star, che a fine gara si presenta ai cronisti:

Ho guardato la mia mano destra dopo la quarta triple e le ho detto: ‘bentornata! Non ci si vedeva da un po’…’ Dopo cinque o sei gare d’assenza, è stato bello vedere il pallone scendere di nuovo dalla retina con continuità. Spero che questa partita possa essere l’inizio di una serie positiva per me

– Klay Thompson dopo Warriors-Blazers –

 

 

21 su 68, questo il tabellino al tiro di Klay Thompson nelle cinque gare precedenti la sfida di Portland. Prosegue poi l’ex Washington State Cougars:

Qui in Oregon è come una seconda casa per me. Essere qui e poter giocare davanti alla mia famiglia sembra quasi surreale, a volte. Mi sento vecchio, mi sembra ieri che giravo per i corridoi in quest’arena andando a caccia di autografi, tornare a giocare qui è sempre un piacere per me (…) La mia crisi? Non seguo ciò che si dice in rete, su siti e blog. Un ambiente troppo volatile. oggi la velocità dei mass media è pazzesca. Preferisco leggere, distrarmi in altri modi durante la stagione. Se tentassi di stare dietro all’ultimo trend di Twitter, finirei per diventare matto

– Klay Thompson dopo Warriors-Blazers –