Ecco OKC, la serie con i Blazers si accende, George: “Westbrook leader”

OKC-Thunder-tre-punti

Gli Oklahoma City Thunder sembrerebbero essere finalmente approdati ai Playoff. Dopo le prime due gare della serie contro i Portland Trail Blazers giocate in trasferta da dimenticare, ottengono la loro prima vittoria. Sul parquet amico infatti, la squadra di Russell Westbrook ha superato gli avversari per 108-120, accorciando le distanze nella serie sul 2-1.

Westbrook, che dopo due partite opache aveva promesso sarebbe migliorato, ha giocato da vero leader, come evidenziato anche da Paul George a fine partita. Il playmaker di OKC ha messo a segno grandi giocate per tutto l’incontro, senza sottrarsi dal caricare i compagni e se stesso su ogni azione andata a buon fine. Il numero 0 è stato anche efficiente, finalmente, con 33 punti, 11 assist, 11/22 dal campo e 4/6 da tre.

I Thunder, che avevano messo a segno 10 triple su 61 tentate nelle prime due gare, stanotte ne hanno segnate 15 su 29. Si tratta di un miglioramento fondamentale, complici le buone prestazioni al tiro di Jerami Grant (4 su 5 dall’arco) e Terrance Ferguson (3 su 4). Continua ad affannare invece Paul George, che segna 22 punti mettendo però solamente 3 tiri su 16 tentati ed affidandosi ai tanti tiri liberi, 14/17.

Finalmente OKC, Westbrook mantiene le promesse

Dopo gara 2 Russell Westbrook aveva definito la sua prestazione inaccettabile, come riportato da Royce Young, ed aveva promesso di migliorarsi.

Secondo Paul George, dopo questa prestazione, il suo playmaker ha mantenuto le promesse:

“E’ un uomo di parola. E’ arrivato, ci ha condotti da leader, l’abbiamo seguito e si è messo la squadra sulle spalle”

La prestazione del numero 0 non si è limitata al semplice gioco, ma per tutta la partita ha provato a provocare gli avversari e a caricare i suoi con urli ed esultanze vistose, di questo ha parlato il centro di Portland Enes Kanter, suo ex compagno:

“Lui è fatto così. Sarà sempre pronto ad urlare e strillare, a provare ad entrarti nella testa. Ma credo che Lillard e McCollum siano stati capaci di rimanere freddi”

Damian Lillard, che ha segnato comunque 32 punti, con un solido 1o/21 dal campo, ha dichiarato di non voler entrare nelle scaramucce iniziate da Westbrook:

“Mi ha provocato dopo un tiro segnato? Non l’ho nemmeno visto, ero concentrato sulla palla che doveva essere rimessa in gioco”

Mentre riguardo Danny Schroeder, che avrebbe mimato il gesto del polso che Lillard stesso usa per indicare il Dame Time in modo canzonatorio, verso fine partita, ha detto:

“Che dire, è solo divertente vedere abbia aspettato così tanto per farlo”

CJ McCollum “Lillard e Westbrook simili a due Pit Bull, vivono per la competizione”

CJ McCollum, guardia tiratrice dei Portland Trail Blazers, in una recente intervista ha paragonato Damian Lillard e Russell Westbrook a due “Pit Bull” che amano darsi battaglia dal primo fino all’ultimo quarto della partita. Specialmente nei momenti “clutch” della stagione.

Lillard e Westbrook sono due giocatori estremamente competitivi. Incarnano alla perfezione l’immagine collettiva di giocatori franchigia con lo status di All Star. Entrambi vivono per momenti come questi. Momenti che ti danno l’occasione non solo di metterti in luce come singola realtà sul campo, ma di far brillare di luce propria tutto il tuo team”

Sia il duo Lillard-McCollum che Russell Westbrook sono i protagonisti indiscussi, nel bene e nel male, delle prime due partite di una serie iniziata nel migliore dei modi per Portland e nel peggior modo possibile  per OKC. Il parziale recita infatti un pesante 2-0 per la franchigia della Rip City.

Sia Lillard che McCollum sembrano aver compiuto quel definitivo salto di qualità nei momenti chiave della stagione che tutti aspettavano da ormai troppo tempo. Le statistiche finora non mentono: 29.5 punti per Lillard, 28.5 punti per McCollum. Numeri da capogiro che fanno ben sperare in vista delle prossime 2 partite in campo nemico.

Situazione completamente opposta in casa Thunder. Nonostante la ormai consueta tripla doppia nella prima partita della sere, Russell Westbrook fatica sia a prendere le misure per arginare l’uragano Lillard, sia ad essere efficiente in termini di percentuale realizzativa dal campo. L’MVP della stagione 2016\2017 ha chiuso le prime due partite registrando 19.0 punti di media, tirando con il 35.1 % dal campo.

La prossima partita in programma venerdì notte alla Chesapeake Energy Arena sarà di vitale importanza sia per i Thunder che per i Blazers.

OKC è obbligata a vincere per evitare di giocarsi il tutto per tutto in gara 4. In caso di vittoria, Portland ha invece l’occasione di blindare definitivamente la serie.

Lillard e compagni affondano i Thunder, gara 2 ai Blazers, McCollum: “Vivo per queste notti”

Blazers-Thunder.

Non si fermano i Portland Trail Blazers, vincono gara 2 contro gli Oklahoma City Thunder per 94-114 e si portano sul 2-0 nella serie. Un risultato che non in molti si aspettavano prima dell’inizio delle ostilità. La squadra dell’Oregon non era riuscita infatti a vincere nemmeno un partita del primo turno Playoff negli ultimi due anni.

Damian Lillard e CJ McCollum sembrerebbero aver compiuto finalmente il passo in avanti che gli mancava in Postseason. Entrambi stanno facendo molto bene sui due lati del campo. Lillard ha chiuso con 29 punti e 6 assist, conditi da 3 palle rubate e 2 stoppate, mentre il compagno di backcourt ha fatto registrare 33 punti. Entrambi tra l’altro con ottime percentuali, prendendo anche tiri molto difficili.

Nonostante tutti gli avessimo dato fiducia dopo gara 1, arranca ancora OKC. Paul George non sembra del tutto guarito, nonostante i 27 punti su 11/20 dal campo. Russell Westbrook, dalla sua, si fa chiudere troppo spesso quando è marcato da Lillard, un difensore, generalmente, non d’elitè, ma che nella serie sta facendo vedere ottime cose. Il playmaker dei Thunder ha chiuso con 5/20 dal campo e 6 palle perse.

Due facce della medaglia: Portland estatica, OKC ancora rimandata

Gli umori in casa Blazers sono alle stelle: contro i pronostici di molti hanno difeso al meglio il fattore casalingo della serie e ora sono diretti ad Oklahoma City in vantaggio di 2-0. Dovessero vincere anche gara 3 metterebbero un’ipoteca serissima sulla serie.

CJ McCollum ha commentato così l’incontro:

“Adoro queste partite, vivo per queste notti. Bisogna giocare così, in modo fisico, come se fossi al campetto o con i tuoi fratelli. Come se fossi davvero a casa tua. Bisogna volerle davvero certe partite, e noi l’abbiamo voluta. (…) Fisicamente sto bene, tornando da un infortunio è importante ritrovare il ritmo, e io lo sto ritrovando”

Dall’altro lato del campo, Westbrook non può dirsi ugualmente entusiasta dopo le deludenti prestazioni delle prime due gare. Come riportato da Royce Young, penna di ESPN, il numero 0 ha parlato così:

“Serve giocare meglio, a partire da me. Il modo in cui ho giocato stanotte è inaccettabile, mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta. Ma sicuramente farò meglio, per cui non sono preoccupato. Il mio compito è assicurarmi di continuare a uscire sul campo come leader e fornire una chance ai nostri di vincere”

Sempre Royce Young, riporta che Lillard ha messo a segno 9 triple in due gare, mentre l’intera squadra dei Thunder solo 10. Complice anche l’ottima difesa che il playmaker dei Blazers sta portando su Westbrook. A riguardo ha dichiarato:

“Non avevo scelta se non impegnarmi al massimo in questo. La loro squadra arriva solo dove arrivano lui (Westbrook, ndr) e George”

La sfida di Damian Lillard: “Sopporto l’idea di sbagliare, per questo segno, Davis? Venga da noi”

Westbrook-Lillard-contro

Solo considerando la possibilità di sbagliare si possono segnare tiri del genere” Parole, musica e motivazioni di Damian Lillard, alla vigilia di gara 2 e sole 48 ore dopo aver segnato 4 (quattro) tiri da tre punti sulla testa degli Oklahoma City Thunder da distanza superiore agli 8 metri.

Una partita tesissima, gara 1. I Blazers si sono scontrati con la difesa più arcigna della lega (Pat Beverley escluso), e con la seria possibilità di perdere la prima partita della serie in casa dopo la tripla del -1 di Paul George, a chiudere una rimonta durata per gli interi quarti centrali da parte di OKC.

Una sconfitta che avrebbe significato le porte del baratro per i Blazers. Presa per mano dai due leader dalla squadra, Lillard e C.J. “I’m trying Jennifer” McCollum, e da un Enes Kanter convincente sui due lati del campo, Portland ha scacciato per una sera la tensione che blocca le gambe ed aumenta il peso del pallone tra le mani.

Il canestro di Lillard da 8 metri abbondanti, segnato immediatamente dopo la tripla pesantissima di George definisce in opere ciò che la frase d’attacco del presente articolo spiega: una personalissima declinazione del “I can accept failure, I cannot accept not trying to” di Jordaniana memoria.

Dico sempre che mi ritengo in grado di sopportare l’idea di sbagliare” Così Lillard “Tiri per vincere, tiri pesanti che possono entrare o uscire: so che posso sopportare il peso di un errore, posso sopportare il peso di una sconfitta“.

Un atteggiamento da leader riconosciuto da coach Terry Stotts, con cui Lillard vive da anni una sorta di simbiosi tecnica: “Credo che Damian sia il miglior leader tra le star di questa lega. (Nella NBA, ndr) ci sono tanti leader, ma in pochi come lui riescono ad essere continuativamente la star e la guida della sua squadra in campo, nello spogliatoio e nella comunità. Lui ci riesce“.

Come raccontato da Royce Young di ESPN, Neil Olshey – attuale President of Basketball Operations dei Blazers ed all’epoca proveniente dai Los Angeles Clippers – ricorda di aver percepito nell’estate del 2012 nel giovane Damian Lillard carisma e qualità tecniche paragonabili a quelli di Chauncey Billups, e di aver pertanto preferito il prodotto di Weber State a prospetti estremamente interessanti come Harrison Barnes da North Carolina e Terrence Ross da Washington.

Le dichiarazioni di Lillard rilasciate lo scorso febbraio a Chris Haynes di Yahoo Sports (“Perché dovrei chiedere una trade? Quali squadre mi darebbero una garanzia maggiore di successo rispetto ai Blazers?”) hanno fatto della star di Portland una sorta di “mosca bianca” tra i giocatori d’elite NBA, in un’era di “super-team” – reali o vagheggiati che siano – e dibattiti fumosi su GOAT e pretendenti al trono.

Un atteggiamento – nelle parole di Lillard – “anticonformista” e sicuro di sé, anche senza gli eccessi di posa che il termine spesso comporta. Ed un modo di intendere fama, fortuna e pressioni mediatiche non dissimile da quello del pariruolo pluri-titolato Steph Curry, la cui capacità di placida ma saldissima presa su uno spogliatoio infarcito di star rimane uno dei pregi indiscussi.

Non era certo mia intenzione fare la figura di quello a cui non interessa vincere. Tanta gente tende a… conformarsi al trend, io dico che non ho bisogno di andare a caccia di qualcosa che non ho, non avverto tale pressione (…) ci ricordiamo del Gary Payton (nativo di Oakland come Lillard, ndr) campione dalla panchina con i Miami Heat, o ci ricordiamo del Gary Payton All-Star e stella NBA a Seattle? Quegli Heat erano la squadra di Wade e Shaquille O’Neal, non quella di Payton

Ciò a cui do grande importanza sono le persone con cui lavoro ogni giorno” Prosegue Lillard “Compagni, allenatori e dirigenti. Valuto il loro impatto sul mio lavoro e l’impatto del mio lavoro su di loro. Lavoriamo assieme ad un obiettivo comune, che è la vittoria di un titolo. Se non arriverà? Ci sono altre cose che contano“.

La sfida di Damian Lillard? Che con la sua presenza, con la forza di una cultura di pallacanestro e di un ambiente positivo, Portland possa diventare una meta ambita e replicare quanto fatto da Oklahoma City Thunder con Paul George e quanto tentato dai Toronto Raptors con Kawhi Leonard: “Penso a quei giocatori che potrebbero davvero portarci ad un altro livello. Anthony Davis, ad esempio: abbiamo una cultura vincente, vinciamo tante partite e non ci sono egoismi tra di noi, c’è un ambiente positivo. Credo che in uno scenario del genere, e nella situazione in cui si trova oggi, per un giocatore come Davis Portland possa essere la soluzione migliore. Anzi, perfetta“.

Rimandata OKC, Paul George: “4 giorni fa non riuscivo a sollevare la spalla”

Westbrook-MVP-Dwight Howard-rimonta OKC-Westbrook Paul George

Non va per il meglio la prima uscita stagionale degli Oklahoma City Thunder ai Playoff. OKC è stata sconfitta per 99-104 dai Portland Trail Blazers, nella gara 1 di una serie che comunque, tutto sommato, si prospetta equilibrata.

Si prospetta come tale perchè Portland ha giocato ad un ottimo livello, mentre ai Thunder è mancato l’apporto fondamentale della stella Paul George. La squadra infatti ha provato a coprire le pessime percentuali del numero 13 (8/24 dal campo e 4/15 da tre) come poteva.

Ovvero affidandosi alle giocate individuali di Russell Westbrook e di Dennis Schroeder e all’attacco di Steven Adams, in post  su Enes Kanter o attraverso blocchi portati a Westbrook. Anche la difesa ha provato a fare il suo, sebbene Damian Lillard e compagni fossero particolarmente ispirati.

E’ questo l’insieme di cose che fa pensare che la serie sia tutt’altro che chiusa. I Thunder hanno perso solo di 5 in fin dei conti, nonostante le pessime percentuali al tiro di Schroeder (5/17 dal campo e 0/7 da tre) e un Westbrook non dei giorni migliori (24-10-10, con uno 0/4 da 3 punti). Da sottolineare in questo senso anche la prestazione negativa di squadra da oltre l’arco: 5/33.

Dunque, per OKC, lo spazio di miglioramento c’è, ma dipenderà moltissimo dallo stato di salute di Paul George, il cui apporto è fondamentale per la squadra allenata da Coach Billy Donovan.

George: “La spalla fa male”

Come riportato da Joe Zucker per BleacherReport.com, George sta ancora combattendo con i problemi alla spalla. Si tratta di un infortunio che il numero 13 si porta avanti da mesi, senza che ne sia stata resa nota la reale entità.

La presenza della stella di OKC era infatti in dubbio per questa gara 1, salvo poi un recupero in extremis. La situazione, come descritto dallo stesso George nel postpartita, non è così semplice:

“Per tutta la partita abbiamo trovato buoni tiri, il mio problema è il ritmo. 4 giorni fa non riuscivo nemmeno a sollevare la spalla. Oggi ho tirato per la prima volta. Da domani continuerò a tirare e a cercare il ritmo”

A questo punto però ci si chiede se sarebbe stato meglio, per il recupero del giocatore e il funzionamento della squadra, farlo rimanere a bordo campo. George avrebbe avuto così la possibilità di recuperare il ritmo che tanto gli è mancato. Per una squadra poi, non è mai facile avere in campo un giocatore forte e importante come PG13 non al meglio della condizione. I compagni infatti continuano a servirlo e a creagli buoni tiri come da abitudine, ma lui continua a sbagliarli.

Vedremo come si evolverà la situazione in vista di gara 2, prevista alle ore 4:30 di mattina di mercoledì.

 

Ai Blazers il primo colpo, Thunder KO, Lillard: “Enes Kanter MVP di serata”

Un Enes Kanter dominante sotto i tabelloni e le triple da distanza siderale di Damian Lillard sigillano in gara 1 la vittoria per i Portland Trail Blazers su degli Oklahoma City Thunder imprecisissimi al tiro.

I Blazers spezzano una serie negativa di 8 sconfitte consecutive ai playoffs e “mettono segno il primo colpo“, come dichiarato da Lillard nel post partita.

Sono 18.1 i punti di media a partita di Enes Kanter dal giorno dell’infortunio di Jusuf Nurkic. Kanter viene attaccato sistematicamente sul pick and roll ad inizio gara da Russell Westbrook e Steven Adams, ma il turco regge l’urto ed in attacco si dimostra troppo mobile per Adams, che lo soffre a rimbalzo d’attacco.

I Blazers segnano 7 tiri da tre punti nel primo quarto ed indirizza la partita, i Thunder attendono che Paul George possa entrare in partita e si affidano a Russell Westbrook ed alla loro difesa per rimanere a contatto. Dopo un primo periodo ad alto ritmo le due squadre rallentano, Portland perde 10 palloni nel solo primo tempo e OKC va al riposo sotto di sole sei lunghezze (56-48). Paul George non trova mai il canestro (3 su 15 nel primo tempo), Dennis Schroeder dà energia alla panchina nonostante le brutte percentuali di tiro e Westbrook “flirta” già con la tripla doppia.

George, ancora limitato dai problemi alla spalla, cerca di trovare un minimo di ritmo nel terzo quarto, attaccando il ferro e guadagnandosi dei preziosi tiri liberi. I Blazers accusano la pressione delle sconfitte passate e dello 0-4 subito lo scorso aprile e vengono presi per mano da C.J. McCollum (24 punti a fine gara), mentre Nerlens Noel si dimostra troppo fisico per Zach Collins, preferito a Meyers Leonard per dare minuti di riposo a Kanter.

I Thunder provano ad azzannare la partita con Paul George, che a fine terzo quarto segna la tripla del -1 OKC (93-92), ponendo fine ad un lungo inseguimento. Damian Lillard sente il momento, e nell’azione successiva manda a bersaglio un tiro da tre punti da ben oltre 8 metri (saranno 5 le triple a fine gara per Lillard).

Il quarto periodo è terreno di conquista per Enes Kanter, che dopo il giro in panchina rientra assieme al rivale diretto Steven Adams. OKC lo attacca di nuovo sul pick and roll, ma il turco è bravo a presidiare l’area senza commettere troppi falli, ed a rimbalzo in attacco si dimostra problema insolubile per coach Billy Donovan.

Il turco chiude la sua gara con 20 punti e 18 rimbalzi (career high nei playoffs), OKC non segna mai da dietro l’arco (5 su 33 a fine a gara, 0 su 7 per Schroeder, 4 su 15 per George) e Portland è precisa dalla lunetta e tiene gli ospiti a distanza di sicurezza sino al 104-99 finale.

Blazers Thunder, Damian Lillard: “Kanter MVP di serata”

30 punti e 5 su 11 al tiro pesante per Damian Lillard, autore di due triple da distanza proibitiva in due momenti chiave del match tra terzo e quarto quarto.

Ora siamo tornati a vincere, ci siamo tolti il peso e possiamo concentrarci sul reso della serie. sapevamo sarebbe stata una battaglia, anche sopra di 17 punti nel primo quarto sapevo che non avremmo dovuto abbassare la guardia ma rimanere solidi e ribattere colpo su colpo

Enes Kanter?” Prosegue Lillard “Giocare contro una ex squadra dà delle motivazioni extra, vuoi vincere. Abbiamo subito percepito che (Kanter, ndr) si sarebbe fatto trovare pronto, ed è stato l’MVP di serata, senza dubbio. Nel quarto periodo ci ha garantito degli extra possessi importantissimi“.

Per gli Oklahoma City Thunder una serata da incubo al tiro da fuori, le difficoltà fisiche di un Paul George costretto a saltare gli ultimi quattro giorni di allenamenti ed “arrugginito”, ma anche la consapevolezza di potersi affidare alla propria difesa, l’arma migliore a disposizione di coach Donovan.

Russell Westbrook chiude la sua partita con una tripla doppia da 24 punti, 10 rimbalzi e 10 assist (la nona in carriera ai playoffs), Nerlens Noel ha un buon impatto sulla gara (8 punti e 6 rimbalzi) nonostante i pochi minuti concessi da Donovan (appena 12).

Trail Blazers pronti per i playoffs, Lillard “Ora siamo più forti”

I Portland Trail Blazers sono una delle migliori squadre NBA. Con Damian Lillard a guidare lo spettacolo, Portland ha centrato l’obbiettivo terzo posto nella competitiva Western Conference, dimostrando di essere più di un semplice ostacolo per qualsiasi squadra in vista dei playoffs.

Le parole di Lillard: “Non temiamo nulla”

la gente vuole darci una scusa. Noi non la vogliamo”

Possiamo solo immaginare quanti forti sarebbero stati i Blazers in ottica playoffs senza la frattura alla gamba riportata nel mese di marzo da Jusuf Nurkic. Un infortunio che potrebbe rendere la corsa playoffs certamente più complessa per i Blazers.

Portland trova così conforto nelle parole di Lillard. Parole che esprimono sicurezza per il potenziale della squadra in vista degli imminenti playoffs.

il peggio è già passato. Abbiamo superato la parte più dura fatta di momenti di confusione e sconfitte. Ora non dobbiamo temere più nulla.  Entrare ai playoffs in punta di piedi, timorosi di ripetere l’esperienza dello scorso anno, è l’errore che dobbiamo evitare. Non so come spiegarlo…siamo molto più sicuri sotto questo aspetto puramente mentale”

Quanto ha influito l’infortunio di Nurkic sul rendimento dei Blazers?

Le statistiche pre-infortunio di Nurkic registravano: 15.6 punti, 10.4 rimbalzi e 3.2 assist. Nurkic rappresentava per i Blazers il prototipo perfetto di giocatore da affiancare al duo Lillard-McCollum, la sintesi perfetta fra attacco e difesa. 

L’assenza di Nurkic è stata in parte coperta dalle ottime prestazioni di Enes Kanter. Grazie ai 13.1 punti, 8.6 rimbalzi e 1.4 assist del centro turco, Portland ha continuato a macinare vittorie.

Dopo il record positivo di 53-29 nella regular season, i Portland Trail Blazers si confermano un avversario ostico per chiunque. Nonostante il grave infortunio di Nurkic, Portland ha continuato a rappresentare una minaccia costante ad Ovest.

In vista dei playoffs, Portland è certa di poter contare su “Dame Dolla, autentico leader di una squadra che in passato ha mostrato limiti notevoli, soprattutto in momenti chiave come i playoffs.

Playoff ad Ovest: si fermano Nuggets e Rockets, ok Blazers, Jazz e Thunder

Thunder-Rockets

Nella penultima notte della Regular Season 2018-19 della NBA c’erano in palio le prime posizioni per i Playoff della Conference Occidentale. I risultati non hanno alterato direttamente le posizioni in classifica, rimaste altresì invariate. Si sono andate tuttavia a creare delle situazioni interessanti in vista dell’ultima notte di partite che ci attende.

Qui la situazione della Western Conference.

Nuggets – Jazz: Denver tutto da rimandare, Utah sei quinta

Sul parquet di Salt Lake City, i padroni di casa degli Utah Jazz hanno fermato i Denver Nuggets sul 108-118.

La franchigia dello Utah si è così assicurata il quinto posto: gli Oklahoma City Thunder infatti sono indietro di 2 partite con una sola gara da giocare per entrambe le squadre.

I Denver Nuggets invece, ad oggi, non hanno la certezza di confermare il secondo posto. Già questa sconfitta avrebbe potuto ricacciarli definitivamente al terzo posto, qualora gli Houston Rockets avessero vinto contro OKC. La squadra di James Harden ha infatti il Tie-breaker a favore su Denver.

Tuttavia è andata bene ai Nuggets, che ora sono padroni del loro destino. Houston ha finito la sua stagione con una sconfitta ed è a una partita di distacco. Dunque, vincendo contro i Minnesota Timberwolves nell’ultima uscita stagionale, Denver si assicurerà il secondo posto. Altrimenti entrambe le squadre terminerebbero con un record di 53-29, con i Rockets secondi per il Tie-breaker favorevole.

Blazers-Lakers: Portland credici, il terzo posto è lì

Una tripla sulla sirena finale di Moe Harkless ha assicurato ai suoi Portland Trail Blazers una vittoria fondamentale per 104-101 in casa dei Los Angeles Lakers.

Per Portland si tratta di una vittoria importantissima, guardando agli altri risultati della notte. Denver e Houston hanno infatti perso. I Blazers hanno il Tie-breaker favorevole sui Rockets, e, vincendo la loro ultima partita, non proibitiva, contro i Sacramento Kings, appaierebbero il record dei Texani, ma li scavalcherebbero al terzo posto per gli scontri diretti a favore.

Qualora Denver non riuscisse a superare i T-Wolves e Portland ottenesse un segno W contro i Kings, ci troveremmo clamorosamente con tre franchigie con pari record al secondo posto. Denver, Houston e Portland finirebbero infatti sul 53-29. L’incrocio sarebbe davvero complesso, un vero e proprio triangolo. I Nuggets hanno il vantaggio del Tie-breaker sui Blazers ma non sui Rockets, che a loro volta non lo avrebbero sui Blazers.

Rockets – Thunder: Houston, disastro! OKC vicina al traguardo

Gli Oklahoma City Thunder hanno superato in casa gli Houston Rockets, grazie ad una tripla nei secondi finali di Paul George, che ha chiuso l’incontro sul 111-112.

Per Houston si tratta di una sconfitta pesantissima, soprattutto guardando alle altre partite giocate nella notte. Hanno infatti sprecato l’occasione d’oro della sconfitta di Denver per superarli definitivamente. Ora, causa anche la vittoria di Portland, i Rockets non sono più padroni del loro destino.

Dovranno guardare le partite delle due rivali dirette e sperare per il meglio. Qualora, infatti, entrambi Nuggets e Blazers dovessero ottenere un ultimo gettone nella colonna delle vittorie, Houston chiuderebbe in quarta posizione la sua stagione regolare. Altrimenti, in una situazione ideale, ma, visto il livello delle avversarie di Denver e Portland, improbabile, i Rockets chiuderebbero secondi, qualora le due rivali perdessero entrambe.

In casa OKC, invece, la vittoria ha un’importanza che va anche oltre la classifica. Dà infatti grande morale a ridosso dell’inizio dei Playoff. Ora tuttavia, per confermare il sesto posto serve vincere con i Milwaukee Bucks, o sperare che i San Antonio Spurs non riescano a superare i Dallas Mavericks. Al momento OKC è a una partita di vantaggio su San Antonio e, dovessero finire appaiati, gli Spurs avrebbero i favori del Tie breaker.

Lakers-Trail Blazers: Harkless beffa i gialloviola sulla sirena

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Portland Trail Blazers at Staples Center

Game 82 Recap: Lakers-Trail Blazers

Ultima partita dell’anno per Los Angeles Lakers (37-44), che allo Staples Center ricevono i Portland Trail Blazers (51-29).

Il finale di stagione, caratterizzato dagli infortuni e dalla mancata qualificazione ai Playoff, non ha offerto spunti d’interesse ad eccezione della buona produzione dei veterani – alla ricerca di numeri da spendere sul mercato – e le discrete prestazioni dei giovani promossi dalla G League.

Ma in pieno Hollywood Style il terremoto è giunto qualche ora prima della palla a due: le dimissioni annunciate da Magic Johnson, President of Basketball Operations dei gialloviola. Prossime ore che si prospettano a dir poco interessanti.

Lakers-Trail Blazers, avvio di gara equilibrato

Walton conferma il quintetto vittorioso contro i Jazz: Caruso, KCP, Jones, Muscala e McGee. Stotts risponde con Lillard, McCollum, Harkless, Aminu e Kanter.

Nei primi minuti di gioco il ritmo della gara è elevato, entrambe le contendenti vanno velocemente al tiro con le difese che lasciano spazio ed opportunità. I lacustri vanno a segno due volte dalla lunga distanza con Mike Muscala e dal mid-range con KCP, Rip City risponde con le giocate del duo Dame & CJ e due jumper fotocopia di Harkless.

14-13 al primo timeout della gara chiesto da coach Luke Walton a metà quarto. I primi cambi dei Lakers sono Bonga e JWIII per Jones e McGee, mentre Portland cambia tutto il backcourt.

I lunghi angeleni non riescono a contenere lo scatenato Enes Kanter, a segno quattro volte – compresa una tripla allo scadere dei 24” – e risultando praticamente immarcabile per i pariruolo avversari. 15 con 6/8 dal campo per il turco.

In attacco i Lakers si affidano al solito Kenny – a segno da tre – ed alle giocate della #SouthBayConnection, 21-24 con 2’36” sul cronometro. Nel finale i gialloviola ritornano sotto…

…chiudendo ad una lunghezza di distanza grazie al canestro di Wagner, 25-26.

Lakers-Trail Blazers, Jones moto perpetuo

I lacustri tornano in vantaggio grazie alle giocate di Moose, a segno ancora dall’arco ed in transizione, e McGee. I Trail Blazers non mollano e vanno a bersaglio tre volte da oltre i 7.25 con Seth Curry. Il fratello di Steph segna anche in penetrazione, mentre L.A. muove il punteggio dalla lunetta. 38-41 a 6’21” dall’intervallo lungo.

L’attacco gialloviola si ferma, non riuscendo a trovare la via del canestro oltre a perdere qualche possesso di troppo. Ne approfitta Portland che allunga con i canestri di CJ McCollum e del solito Kanter, imbeccati da Lillard.

A scuotere i suoi è l’energia di Jemerrio Jones, che lotta a rimbalzo (già 7 di cui quattro in attacco) ed in difesa (2 recuperi ed altrettante stoppate), 43-50 a due minuti dalla fine del tempo.

Le triple di Dame Lillard e KCP oltre ad un canestro del solito JJ chiudono la prima parte di gara, 48-53.

Lakers-Trail Blazers, KCP riporta sotto i suoi

La gara riparte ad un ritmo più compassato: Muscala segna la quarta tripla della sua gara, Dame e KCP non sbagliano dalla lunetta. Prova a destare il pubblico JaVale McGee...

…che schiaccia con veemenza prima di commettere il suo quarto fallo. 57-60 dopo quattro minuti di gioco.

L’ex Warriors lascia il campo a Johnathan Williams che incide subito correggendo un errore di KCP e schiacciando in transizione, ma la difesa lacustre non riesce a contenere i giochi a due dei Trail Blazers che consentono a Maurice Harkless di andare a segno tre volte, 61-71 con 4’10” da giocare nel quarto.

Al rientro in campo i gialloviola provano a tornare sotto: Jones e Kentavious Caldwell-Pope segnano da tre, Caruso converte il layup prima…

…della schiacciata di Moe Wagner. 71-73 con 51” sul cronometro, timeout per coach Terry Stotts.

Nell’ultimo possesso l’ennesimo rimbalzo offensivo di Jones consente a KCP di segnare la tripla del sorpasso, 74-73.

Lakers-Trail Blazers, Harkless decisivo nel finale

Al rientro in campo KCP colpisce ancora da tre, risponde Curry che segna anche dopo il canestro di Jones. 80-78 a 9’38” dalla sirena, timeout Lakers.

I californiani provano ad allungare, Caruso segna e serve prima KCP sul perimetro poi alza l’alley-oop per McGee. Portland risponde con i jumper di McCollum e la tripla di Lillard, 87 pari a poco più di cinque minuti dalla fine.

I gialloviola ci tengono a coronare la Lakers Fan Appreciation Night con un successo e rispondono colpo su colpo agli avversari: Wagner corregge un errore di Jones, Kenny non sbaglia dopo il fadeaway di Dame. 91-89 con 3’44” sul cronometro.

Seth non sbaglia dall’angolo così come Caruso in penetrazione mentre una stoppata super su Harkless di McGee viene erroneamente considerata fallosa, Moe non sbaglia dalla lunetta. Pierre schiaccia…

…salvo poi commettere il sesto fallo ancora sul prodotto di St. John’s che è glaciale e completa l’and-one prima di segnare altri due liberi.

Dopo aver cercato i compagni per tutta la gara, Alex Caruso prova a produrre per se e dopo due liberi segna il canestro del sorpasso a 44” dal termine, 101-99 timeout Portland.

Lillard serve Moe Harkless che segna e, dopo la persa di ACFresh, non sbaglia dall’angolo sulla sirena. 101-104 il finale, dodici punti consecutivi per l’ex Magic.

Lakers-Trail Blazers, 32 per KCP

KCP chiude la stagione con un altro trentello frutto di oltre trenta conclusioni tentate. Per Kenny 32 punti (11/31 dal campo, 5/15 dall’arco), 5 rimbalzi ed 8 assist. Basteranno per un buon contratto? Discorso analogo per Muscala (16+5 con 4/7 dall’arco) mentre McGee (11+4) è stato limitato dai troppi falli commessi.

Soffre la fisicità avversaria Caruso (12+7+13) che perde troppi palloni (7) oltre ad essere impreciso al tiro (5/16 con 0/2 da tre). Ancora una prestazione super a rimbalzo per Jones (11+15+3) che tuttavia necessita di migliorare nelle conclusioni vicino al ferro (5/13) se vuole provare ad evere un futuro solido nella Lega.

Doppia doppia dalla panca per Williams (12+10), mentre Wagner (7+4) è impreciso dall’arco (0/3). Nove impalpabili minuti per Bonga.

Kentavious Caldwell-Pope and Maurice Harkless, Los Angeles Lakers vs Portland Trail Blazers at Staples Center
Kentavious Caldwell-Pope and Maurice Harkless, Los Angeles Lakers vs Portland Trail Blazers at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Top scorer per i Trail Blazers è Harkless (26+5+8 con 9/14) decisivo nel finale (7/8 ai liberi). Imprecisi al tiro Lillard (20+4+8 con 6/16) e McCollum (11+1+3 con 5/13), in doppia cifra anche Kanter (22+16) e Curry (19 con 5/8 da tre).

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Lakers-Trail Blazers, ed ora?

Nell’attesa di conoscere quali saranno le decisioni della proprietà lacustre, il prossimo appuntamento con i Lakers sono le 2019 Exit Interviews, in programma domani.

 

Damian Lillard: “Flopping? Con questi arbitri bisogna pur arrangiarsi…”

Dame Lillard-Scontro-Rissa-Westbrook-Lillard

La star dei Portland Trail Blazers Damian Lillard riceve un “flop warning” dalla NBA, dopo un tentativo di simulazione durante la partita tra in suoi Blazers ed i Denver Nuggets nella serata domenica.

Con circa 4 minuti da giocare sul cronometro della gara ed i Trail Blazers sotto di 7 lunghezze (105-98), Lillard riceve uno scarico dal rientrante C.J. McCollum e si alza dall’angolo destro per un tiro da tre punti. Mason Plumlee sprinta per contestare il tiro dell’ex compagno di squadra, che cade a terra dopo un leggero contatto, accentuando la caduta in maniera piuttosto vistosa.

A fine gara la NBA ha comunicato a Lillard la violazione, che se reiterata costerà alla star dei Blazers una multa dai 5mila dollari in su per ogni violazione successiva.

Non si è fatta attendere la replica, via Twitter, di Damian Lillard, che ri-postando il video della giocata incriminata ha contestato il metro arbitrale della partita, “giustificando” così la sua azione: “Quando gli arbitri non fischiano mai niente, bisogna farli fischiare… in ogni caso c’era contatto“.

Lillard ammette la simulazione, richiamando un volta di più però l’attenzione di lega ed arbitri verso la pericolosa tendenza dei difensori di “piantarsi” sotto al giocatore elevatosi per il tiro, con il rischio che quest’ultimo – ricadendo sui piedi dell’avversario – possa infortunarsi.

I Nuggets battono i Blazers e vincono la Division, Malone: “Gran traguardo”

Nuggets-Spurs

Nella notte di Denver si è consumato uno scontro diretto su due fronti. I padroni di casa dei Nuggets hanno battuto i Portland Trail Blazers per 110-119, assicurandosi così la vittoria nella Divisione del Northwest. La partita era anche valevole per l’assegnazione dei primi posti ai Playoff, con la franchigia del Colorado che si è anche assicurata il vantaggio casalingo per il primo turno.

La partita è stata combattuta, con continui cambi alla testa dell’incontro. All’inizio del quarto periodo Portland era avanti di 3, ma un parziale di 18-6 per Denver, guidato da 7 punti di Nikola Jokic, ha dato ai Nuggets il vantaggio decisivo.

Vittoria suggellata a 1:12 dalla fine, con una tripla di Torrey Craig, che ha portato i suoi sul 107-114.

Nelle fila di Coach Mike Malone, molto bene Paul Millsap, con 25 punti su 9/12 al tiro, e il solito Nikola Jokic, con una tripla doppia sfiorata da 22-13-9. Dalla panchina molta energia e canestri “clutch” forniti da Torrey Craig, che ha chiuso con 18 punti e il tiro da 3 decisivo.

Denver, prima Division vinta dopo 6 anni!

“E’ un grandissimo traguardo per noi. Ma non ci vogliamo accontentare, ci mancano ancora 3 partite e poi i Playoff”

Così Mike Malone, candidato al premio di Coach of the Year, commenta la vittoria dei suoi Nuggets. Denver non vinceva il titolo di Division dal lontano 2012-2013. Inoltre, ora gli basterebbe vincere due delle tre partite ancora da giocare per assicurarsi la seconda posizione ad Ovest.

“Nell’ultimo quarto abbiamo giocato duro, sotto il ferro difensivo e andando a canestro. Tutti sanno quanto bene facciamo in casa, davanti a questi fan, e quanta energia ci diano. Sarà bellissimo andare ai Playoff e farlo con il vantaggio del campo di casa!”

Queste invece le parole di una delle stelle della squadra, Jamal Murray.

Coach Mike Malone ha poi parlato alla squadra negli spogliatoi:

“Grande risultato ragazzi, ma ora non fermiamoci e guardiamo ai Playoff. Abbiamo la divisione più tosta della NBA, con 4 franchigie che andranno ai Playoff. (Denver Nuggets, Portland Trail Blazers, Utah Jazz e OKC Thunder, ndr). Noi siamo qualcosa come 12-2 contro queste squadre, continuiamo così!”

Se i Nuggets riusciranno a confermare il secondo posto incontreranno al primo round una tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs. Due incontri non scontati, in cui il vantaggio del campo casalingo potrebbe essere fondamentale per questa squadra, che vuole continuare a stupire anche in Postseason.

Blazers, Evan Turner come Clyde Drexler e vittoria n.50, McCollum: “Pronto per i playoffs”

La seconda tripla doppia consecutiva di Evan Turner spedisce i Portland Trail Blazers a quota 50 vittorie stagionali, non succedeva dalla stagione 2014\15.

Al Moda Center di Portland, Oregon, i padroni di casa si impongono per 116-89 sui Memphis Grizzlies. Per Turner una prova da 13 punti, 12 rimbalzi e 11 assist in 28 minuti d’impiego.

Enes Kanter e Damian Lillard aggiungono due doppie doppie da – rispettivamente – 21 punti e 15 rimbalzi e 20 punti e 10 assist, ed i Blazers risolvono la partita nella secondo tempo, dopo una prima metà equilibrata.

Non ho mai visto una cosa del genere” Così Damian Lillard sulla difesa a zona schierata da coach J.B. Bickerstaff nel primo tempo “Non è una cosa comune vedere così tanta zona in una partita NBA, non mi era mai capitato prima“.

Gli uomini di coach Terry Stotts limitano i Grizzlies a soli 10 punti segnati nel terzo quarto (24-10), e controllano la partita nel quarto periodo.

Una gara da ricordare per Evan Turner, ex seconda scelta assoluta dei Philadelphia 76ers nel 2010 e poi passato da Indiana Pacers e Boston Celtics prima di trovare casa in Oregon. Turner è diventato il secondo giocatore di Portland dai tempi del grande Clyde Drexler ha mettere a referto due triple doppie consecutive (Drexler riuscì nell’impresa nel 1989): “Sono contento soprattutto per le 50 vittorie della squadra, una cosa che in carriera non mi era mai riuscita prima“.

In una stagione caratterizzata da alcuni problemi fisici, Evan Turner ha sinora viaggiato a 6.6 punti, 4.4 rimbalzi e 3.8 assist a partita in poco più di 22 minuti di utilizzo. Dopo la vittoria casalinga di mercoledì, i Trail Blazers (50-28) occupano la quarta posizione solitaria nella Western Conference, a sola mezza partita di distanza dagli Houston Rockets (51-28).

Trail Blazers, C.J. McCollum torna ad allenarsi: “In campo per i playoffs”

Le buone notizie proseguono in casa Trail Blazers: la star C.J. McCollum, ai box dallo scorso 17 marzo a causa di uno stiramento muscolare, è tornato ad allenarsi con i suoi compagni. Per McCollum si avvicina dunque il ritorno in campo, come riportato da Casey Oldahl di NBA.com:

Sono in grado di fare quasi tutto quello che facevo prima dell’infortunio, in campo. Ora sto lavorando sulla forza e sul tono muscolare in sala pesi, faccio esercizi di allungamento salti, lavoro sui movimenti.. sto tornando rapidamente in forma, sarò pronto tra poco (…) si tratta di veder come il mio fisico reagirà nei prossimi giorni, siamo comunque in linea con la tabella di marcia

E’ possibile che i Portland Trail Blazers decidano di non schierare McCollum per le ultime quattro partite di regular season. Il prodotto di Lehigh viaggerà comunque con la squadra per la trasferta di Denver, Colorado, di venerdì.

La 50esima vittoria stagionale si rivela una buona notizia anche per lo sfortunato Jusuf Nurkic, che beneficerà del bonus da 1.25 milioni di dollari previsto dal suo contratto al raggiungimento della vittoria numero 50 in stagione, e per aver disputato almeno 70 partite (72 le gare giocate dal lungo bosniaco).