Gail Miller, proprietaria degli Utah Jazz: “No al razzismo, senza rispetto reciproco nessun vincitore”

Gli Utah Jazz tornano alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City dopo la trasferta vincente di Phoenix, e soprattutto dopo la partita contro gli Oklahoma City Thunder dell’incidente tra Russell Westbrook ed il tifoso Shane Keisel.

Prima della palla a due, la proprietaria della squadra Gail Miller (la famiglia Miller assunse il controllo della franchigia nel 1985) ha preso il microfono per leggere al pubblico un comunicato con il quale ancora una volta la squadra prende le distanze da quanto accaduto martedì scorso, invitando i tifosi a rispettare il codice di comportamento previsto dalla NBA e dalle 30 squadre.

Sono davvero delusa dal fatto che uno dei nostri tifosi si sia comportato in modo tanto riprovevole, offendendo non solo un ospite della nostra arena, ma offendendo anche me, la mia famiglia, la squadra, la nostra comunità ed il nostro pubblico, il migliore dell’intera NBA. Una cosa che non sarebbe mai dovuta accadere. Noi non siamo una comunità razzista, crediamo nel rispetto reciproco tra essei umani. In futuro potrà accadere di nuovo che qualche individuo si dimentichi di tutto ciò e torni a comportarsi in maniera scorretta: se questo dovesse accadere, vorrei che tutti voi prendeste posizione e diciate: basta. Il codice di comportamento dell’arena verrà d’ora in poi rafforzato ed osservato in pieno

Gli Utah Jazz avevano rapidamente reagito all’episodio, punendo Keisel con un bando a vita da ogni attività ed evento futuro alla Vivint smart Home Arena. Alcuni giocatori, tra cui la star Donovan Mitchell, avevano diffuso appelli e comunicati ai tifosi in nome della tolleranza e del rispetto reciproco.

La NBA ha multato Russell Westbrook per 25mila dollari per linguaggio e condotta inappropriati. “I nostri avversari non sono nemici” Prosegue Miller “La competizione è una buona cosa, sprona i giocatori a dare il meglio di sé, e sprona i tifosi ad incoraggiare e sostenere la squadra, a gioire o soffrire assieme“.

Gli Utah Jazz hanno battuto facilmente i Minnesota Timberwolves (120-100 il risultato finale). 24 punti per Mitchell e doppia-doppia da 17 punti e 11 rimbalzi per Derrick Favors, mentre sono 18 i punti dalla panchina per Jae Crowder, in 28 minuti di gioco.

La vittoria riporta i Jazz (39-29) al sesto posto nella Western Conference, a due partite e mezza di distanza dagli Oklahoma City Thunder ed a pari merito con i San Antonio Spurs.

Kyrie Irving: “Insulti razzisti un po’ ovunque, non solo a Utah”

La star dei Boston Celtics Kyrie Irving non ha fatto mancare la sua opinione riguardo ai fatti di Salt Lake City esprimendo solidarietà al collega ed avversario Russell Westbrook. Irving ha denunciato una certa cattiva abitudine dei tifosi delle tante arene NBA di ricorrere all’insulto – anche a sfondo razzista – come metodo di manifestazione di antipatia verso un avversario.

Così Kyrie a Jay King di The Athletic:

Commenti razzisti? Li ho sentiti un po’ ovunque. Utah, Phoenix, California… ovunque. I tifosi sono appassionati e fanno il tifo per la loro squadra, ma ultimamente stiamo esagerando. A Salt Lake City poi i tifosi ti stanno proprio addosso. Non mi preoccupo un gran che di ciò che un tifoso può dire, però vorrei vedere le loro facce se io irrompessi nel loro ufficio o al loro posto di lavoro ed iniziassi ad urlargli nelle orecchie

Prosegue poi Irving: “Felice di sapere che Russ (Westbrook, ndr) è OK. E’ il campo ad esasperare le cose, se fossi nella stessa città con la mia famiglia come una persona qualunque, nessuno mi direbbe niente… è la natura umana“.

Spurs, Tim Duncan: “Ferry non è assolutamente un razzista”

Tim Duncan è intervenuto in radio per commentare la vicenda che coinvolge Danny Ferry e le sue frasi razziste nei confronti di Loul Deng.

Duncan

Ferry ha passa to molti anni con i San Antonio Spurs come giocatore (2000-2003) prima e come membro societario poi, ed ha avuto quindi modo di stringere un rapporto d’amicizia con Tim Duncan.

Proprio l’ala dei texani ha spezzato una lancia in suo favore: “Non credo che sia un razzista in alcun modo. Ha detto qualcosa di assolutamente sbagliato, ma non è un razzista.  Sappiamo tutti che Danny è un tipo scherzoso. Questa volta sicuramente è andato un pò oltre ma non è assolutamente il tipo di persona descritta dai media.”

Dopo Magic Johnson (“Ha sbagliato ma bisogna dargli una altra chance“) un altro grande giocatore come Tim Duncan si schiera dalla parte di Ferry, la cui vicenda non è minimamente avvicinabile a quella che ha colpito l’ex proprietario dei Los Angeles Clippers.

Quali saranno le decisioni della Lega verso Ferry? Forse le parole di Tim Duncan e Magic Johnson aiuteranno Danny a mantenere il suo ruolo ad Atlanta.