Anthony Davis, la soluzione migliore per tutti è tenerlo fuori? I Pelicans premono

Anthony Davis scossone definitivo sulla sua situazione contrattuale con i Pelicans.

La pausa per l’All-Star Game di Charlotte è servita al rinnovato management dei New Orleans Pelicans, Danny Ferry in testa, per riavviare con la NBA le trattative sulla questione Anthony Davis.

A seguito della mancata trade verso Los Angeles, il progetto dei Pelicans di fermare Davis per il resto della stagione, con l’obiettivo di tutelare interessi ed immagine pubblica della squadra, è stato rispedito al mittente dalla lega, che ha intimato ai vertici Pelicans di continuare a schierare il 6 volte All-Star.

Dallo scorso 7 febbraio, sono 4 le partite disputate da Anthony Davis, che in sole due settimane ha avuto il tempo di segnare 32 punti in 25 minuti al ritorno in campo, criticare aspramente lo sforzo profuso dai propri compagni alla terza partita (un -30 casalingo contro gli Orlando magic), ed infortunarsi alla spalla sinistra alla quarta, mettendo addirittura a rischio la sua partecipazione alla Partita delle Stelle di Charlotte.

Una situazione imbarazzante e potenzialmente dannosa per i New Orleans Pelicans. La mala-gestione del caso Davis è costata il posto di lavoro all’ex General manager Dell Demps. La soluzione più logica per una squadra attualmente al 13esimo posto nella Western Conference a sole 23 partite dal termine della regular season – ovvero fermare la propria star scontenta e sul piede di partenza – non si è rivelata finora praticabile.

Anthony Davis, Adam Silver: “Situazione dannosa per tutti”

Come riportato da Marc Stein del NY Times, i Pelicans avrebbero rinnovato nei confronti della NBA la loro istanza, chiedendo sostanzialmente alla lega di tornare sui propri passi e “rimuovere” l’obbligo imposto di schierare Anthony Davis, in mancanza di motivi invalidanti.

Durante la consueta conferenza stampa di metà stagione, il Commissioner NBA Adam Silver ha dichiarato come la vicenda Davis si sia gradualmente trasformata in una distrazione: “E’ una situazione dannosa. Dannosa per il team (i Pelicans, ndr) e dannosa anche per Davis, sinceramente“.

L’attenzione della NBA nella salvaguardia della propria immagine, ed alcuni precedenti potrebbero correre in aiuto del New Orleans Pelicans. I casi Carmelo Anthony e Chandler Parsons – tenuti fuori squadra dai rispettivi team senza motivazioni di carattere fisico o disciplinare – sono troppo recenti per non essere citati in favore delle istanze dei Pelicans.

Il valore ed il “volume” di una superstar come Anthony Davis conferiscono una dimensione diversa alla questione. Nel recente passato, altre star hanno chiesto ed ottenuto una trade dai rispettivi ex-team. Paul George rese nota l’intenzione di non rifirmare con Indiana nell’estate 2017, lasciando ai Pacers il tempo e modo di cercare la soluzione migliore per tutti (l’obiettivo – noto ma non manifesto – di George era all’epoca quello di trasferirsi ai Lakers, che non furono però in grado di imbastire una trade).

Le poche partite giocate in questa stagione da Jimmy Butler in maglia Timberwolves non sono state prive di momenti imbarazzanti (a causa anche dell’ostinazione dell’ex head coach della squadra Tom Thibodeau) ma – al pari di George – gli oltre 3 mesi di “mercato aperto” a disposizione dei Twolves hanno permesso alla squadra di risolvere la questione senza particolare fretta.

E’ innegabile che la tempistica della richiesta di trade di Davis e Rich Paul abbia danneggiato gli interessi di squadra e giocatore. L’italico “gioco delle 3 carte” messo in piedi dai Pelicans in due settimane di trattative con i Los Angeles Lakers ha peggiorato i rapporti tra Davis e management.

E’ dunque probabile che – allo stato attuale delle cose – interessi di Davis, New Orleans Pelicans ed NBA possano collimare, ed incontrarsi su di una linea comune: permettere ai Pelicans di non mettere a repentaglio integrità fisica e valore di mercato della propria star, risparmiare ai tifosi paganti dello Smoothie King Center di New Orleans lo spettacolo di una superstar in campo da separato in casa da qui ad aprile, e risparmiare a Davis e compagni momenti imbarazzanti, domande (per quanto possibile), fischi e “ruoli da cattivo”.

Almeno per 3 mesi.

“Le richieste pubbliche di trade? Non le ho gradite” Parola di Adam silver

Anthony Davis, Jimmy Butler, Kyrie Irving, i panni sporchi (ergo le richieste di trade) si lavano in famiglia? Il Commissioner NBA Adam Silver – che non ha giurisdizione su tali dinamiche – preferirebbe di sì.

Rispondendo alle domane dei cronisti durante il consueto appuntamento “sullo stato della NBA” con i media nazionali ed internazionali a margine dell’All-Star Weekend, Silver ha dichiarato di non aver gradito particolarmente le recenti richieste pubbliche di trade dei giocatori, facendo riferimento – pur senza citarli direttamente – ai casi di Jimmy Butler ed Anthony Davis.

Se devo essere sincero, no, non mi piace la pratica di richiedere una trade da parte dei giocatori, specie se resa pubblica. Mi piacerebbe vedere questioni di questo tipo affrontate in maniera più riservata e discreta. Richieste di questo tipo hanno ovviamente un grande impatto mediatico, sono paragonabili ad uno spettacolo pubblico. Ma non sono il tipo di intrattenimento cui la NBA pensa

– Adam Silver –

A seguito della pubblica richiesta di trade, diffusa consapevolmente ed in aperta violazione del regolamento NBA in materia, da parte di Anthony Davis e  del suo agente Rich Paul, la lega ha multato la star dei New Orleans Pelicans per 50mila dollari, riconoscendo nelle azioni dei due “un tentativo volontario di compromettere la relazione professionale tra Anthony Davis ed i New Orleans Pelicans

New Orleans Pelicans, cosa fare di – e con – Anthony Davis da qui a fine stagione?

Playoff Dunkest-Dunkest NBA-Fantabasket

Dopo il licenziamento del General Manager Dell Demps e la nomina ad interim di Danny Ferry, la nuova struttura dirigenziale voluta dalla proprietaria dei New Orleans Pelicans Gayle Benson dovrà affrontare una questione delicata, per tempi e modi: cosa fare di – e con – lo scontento Anthony Davis da qui a fine stagione?

L’intenzione iniziale della squadra di “fermare” il 6 volte All-Star dopo la pausa per l’All-Star Game è stata respinta con fermezza dalla NBA.

E’ probabile che i Pelicans adotteranno da qui ad aprile una politica di gestione attenta di minutaggio e sforzo fisico di Davis (non più di 30-34 minuti di gioco a gara, e nessun back-to-back), prima di re-imbarcarsi in colloqui di mercato con Los Angeles Lakers, Boston Celtics ed eventuali ulteriori aspiranti acquirenti per AD, in vista della prossima off-season.

Il nuovo infortunio di Davis (contusione alla spalla sinistra, partecipazione alla Partita delle Stelle in forse) ha fatto scattare l’allarme rosso in casa Pelicans.

Troppo alto il rischio di un infortunio serio, che possa compromettere il valore di mercato del separato in casa Davis ed indurre le future pretendenti a giocare al ribasso, per non affrontare di petto al questione relativa all’impiego del giocatore da qui a fine anno.

L’ennesimo guaio fisico di Davis, unito alla nemmeno troppo velata condotta di sfida del 6 volte All-Star (e del suo influentissimo agente Rich Paul) verso la squadra (Davis e Paul hanno lasciato anzitempo lo Smoothie King Center di New Orleans dopo l’infortunio del giocatore nel secondo quarto della sfida tra Pelicans ed OKC Thunder), potrebbero fornire a NOLA un insperato assist per risolvere la grana AD già nelle prossime ore.

Il nuovo management dei Pelicans potrebbe “cogliere al balzo” l’occasione e fermare il giocatore per motivi fisici – almeno temporaneamente –  o in misura ancora più estrema “sospendere” Anthony Davis per motivi disciplinari e di interesse generale per la squadra (una mossa rischiosa, che vedrebbe sicuramente il coinvolgimento della NBPA, l’associazione giocatori NBA).

From The Corner #28: L’eminenza grigia ed il monociglio

Vi ricordate il bellissimo film diretto da Ron Howard “A Beautiful Mind”? Nell’insieme degli squilibri prodotti dalla mente schizofrenica di John Nash, una delle 3 persone che appaiono per tutta la sua esistenza è la cosìdetta eminenza grigia. Con questo insieme di parole si dispiega la visione del tipico agente dei servizi segreti governativi americani, addobbato come un mister nessuno con giacca, cravatta e pantaloni neri. E se pensate che la realtà cinematografica sia solo cinematografica, si fa un errore comune, magari non apocalittico, ma nemmeno minuscolo. E dire che per l’eminenza grigia (e quel grigio colora un bel capo Armani) della NBA grato gli fu quel fortuito incontro all’Aeroporto di Cleveland, quando conobbe in maniera molto casuale l’dierno miglior giocatore NBA, ovvero il Micione col 23. LeBron era impressionato dalla maglia del football hall of famer Warren Moon, che l’eminenza stava indossando imbarcandosi: “Ma sai dove posso avere quella di Magic Johnson e di Joe Namath (Rams, NFL)?” chiese il pupillo di Akron. “Tranquillo, big fella. Ci penso io”. Numeri di telefono scambiati e maglie giunte a destinazione sane e salve.
Era il 2002 e l’aereo stava decollando, in tutti i sensi.

Rich Paul con John Wall e James

Il nome dell’eminenza grigia è Rich Paul e se pensate che i rumors che stanno incappando nella vostra home di instagram, riportanti un Anthony Davis prossimo acquisto Lakers, siano totalmente casuali, avete ancora commesso un errore. Sia chiaro, tra il dire ed il fare a volte l’acqua non è solo tanta ma puzza anche, quindi non ci mettiamo subito le mani sopra o finiremo per scottarci. Fatto sta che la logica che segue questa notizia di (per ora) fanta-mercato ha una sua chiara e delineata motivazione: l’ex Kentucky ha deciso di passare alla Klutch Sport Group, la stessa agenzia di procura sportiva che rappresenta quello col 23 sopra citato. Ma andiamo con ordine.

Dopo che David Stern ha chiamato LeBron James nel Draft del 2003, il Paul è entrato a far parte della sua piccola cerchia affincando Leon Rose, allora procuratore di James, col quale hanno ridiscusso insieme l’estensione contrattuale del 2006. Il rapporto si è talmente tanto cementato che nel 2012 Rich Paul decise che era arrivato il momento di sbattere le ali da solo, lasciò Rose e la sua agenzia per aprirne una sua, la Klutch Sport Group. Il Micione non ha fatto storie: segue Paul e via verso nuove esaltanti avventure.
Rich Paul comincia a raccogliere tutto quello che ha seminato lungo quei 9 anni di procura sportiva, firmando atleti come Tristan Thompson, Eric Bledsoe, John Wall, Ben Simmons, i gemelli Morris e per ultimo Anthony Davis.

Pensate che sia un caso i vari contrattoni firmati da Wall ed i Morris? vi sbagliate. Non è uno che si fa vedere spesso, anzi, lavora mestamente dietro le quinte, ma ormai ha ottenuto una stima ed un rispetto talmente profondi che se deve dire qualcosa, tutti nella sala stanno zitti ed ascoltano.
Anthony Davis in questo momento si trova in una situazione non facile a New Orleans: tradito da DeMarcus Cousins, porta sulle spalle il destino di una squadra che ha fatto vedere cose bellissime all’ultima post-season, ma che in questo momento appare monca e piena di problematiche. Potrebbe andare a Nord o a Sud, la lancetta, ovvero potrebbe essere una buona stagione o una parecchio brutta, il tutto dipenderà dalle prodezze di Davis. Questo aprirebbe comunque enormi scenari per la prossima estate, quando Rich Paul dovrà discutere prima con i Pelicans l’offerta contrattuale e poi ascoltare tutte le campane NBA scegliendo quella migliore per Davis. Con l’uscita di Deng lo spazio salariale ad LA ci sarebbe.

Anthony Davis cambia procuratore: Rich Paul possibile sostituto

infortunio anthony davis

Anthony Davis cambia procuratore in vista del suo futuro. Dopo un lungo rapporto con Thad Foucher, ‘The Brow’ ora va alla caccia di un nuovo agente in vista del suo futuro.

Rich Paul candidato numero uno per il posto di procuratore di Anthony Davis

Continuano i movimenti di mercato anche tra gli addetti ai lavori e assistenti delle superstar Nba. In queste ultime ore dagli States arriva un importante notizia di mercato che potrebbe cambiare le carte in tavola in vista della prossima estate.

Stando a quanto riportato da ‘Espn.com‘ è ufficiale la separazione fra Anthony Davis e il suo procuratore Thad Foucher alla vigilia dei prossimi training camp in programma tra poco meno di un mese.

Il primo nome sulla lista dei papabili sostituti è Rich Paul di Klutch Sports, procuratore tra gli altri di stelle come Ben Simmons, John Wall ma soprattutto di LeBron James. In questo momento, in caso di accordo, Paul può cominciare a curare gli interessi del suo cliente soltanto 15 giorni dopo l’ufficializzazione di un accordo fra le parti.

 

LEGGI ANCHE:

Hall of Fame i discorsi più emozionanti? Eccone alcuni

HOF 2018, Ray Allen “chiama” Pierce e Garnett e ringrazia Reggie Miller: “Un esempio per me”

C’era una volta il basket jugoslavo: Partizan Belgrado

Hall of Fame 2018, Ray Allen, Jason Kidd e Steve Nash tra i grandi del gioco

Kevin Garnett ha denunciato la perdita di 77 milioni di dollari

 

I gemelli Morris scelgono Rich Paul, agente di LeBron, Wall e Ben Simmons

Markieff e Marcus Morris

Markieff e Marcus Morris hanno firmato un nuovo contratto con l’agenzia “Klutch Sports Group“, come riportato da Shams Charania di Yahoo Sports.

A partire dalla prossima estate, i due giocatori saranno rappresentati da Rich Paul, fondatore dell’agenzia e rappresentante di – tra gli altri – LeBron James, Ben Simmons, John Wall, Kentavious Caldwell-Pope, e degli ex compagni di James ai Cleveland Cavs J.R. Smith e Tristan Thompson.

Markieff e Marcus Morris, gemelli e compagni di squadra prima alla Kansas University e poi per due anni ai Phoenix Suns, sono all’ultimo anno di contratto con, rispettivamente, Washington Wizards e Boston Celtics.

La prossima free agency, che comincerà il 1 luglio 2019, sarà tra le più ricche degli ultimi anni, e vedrà coinvolti nomi del calibro di Kawhi Leonard, Jimmy Butler, Kyrie Irving e Klay Thompson, tra i migliori.

Tante sono dunque le squadre che in estate hanno preferito “risparmiare” in vista della prossima tornata di free agent (LA Lakers, NY Knicks, Brooklyn Nets, Sacramento Kings). Il salary cap per le 30 squadre NBA è oggi fissato a circa 99 milioni di dollari, che saliranno a 101 nel 2018\19. A partire però dalla off-season 2019\20, il tetto salariale balzerà sino a 109 milioni di dollari (stime di basketball.realgm.com).

In vista di un così corposo aumento della capacità di spesa delle franchigie, saranno parecchi i giocatori in cerca di un contratto pluriennale sin dal prossimo luglio.

Markieff e Marcus Morris, le cifre

Markieff Morris in maglia Phoenix Suns

Con la scelta di affidarsi a Rich Paul, i Fratelli Morris andranno dunque alla caccia del contratto della vita. Markieff, il più “vecchio” dei due (di appena sette minuti), in otto stagioni NBA ha giocato con le maglie di Phoenix e Washington. La sua stagione migliore risale al 2014\15, 15.3 punti e 6.2 rimbalzi a partita in 31.5 minuti di gioco con la franchigia dell’Arizona. L’anno scorso Markieff ha tenuto una media di 11.5 punti e 5.6 rimbalzi a gara in 73 partite per gli Washington Wizards.

Marcus Morris esordisce nella NBA con gli Houston Rockets. Successivamente veste le divise di Phoenix (assieme a Markieff), Detroit e Boston Celtics. La stagione 2017\18 è la migliore per Marcus: i Celtics raggiungono la finale di Conference e Morris si ritrova spesso a marcare LeBron James durante le 7 partite della serie.

Ben Simmons operato al piede. Salterà tutta la stagione?

ben simmons
Ben Simmons (fonte CBSPhilly)

Attraverso un comunicato apparso nella notte italiana sul proprio sito ufficiale, i Philadelphia 76ers hanno annunciato che la prima scelta assoluta del Draft 2016, Ben Simmons, è stato sottoposto la mattina di martedì ad un intervento chirurgico per la riduzione della frattura del quinto metatarso del piede destro.

Ben Simmons si è infortunato lo scorso 30 settembre durante lo scrimmage del Training Camp dei Sixers, ricadendo malamente sulla caviglia dopo un contrasto sotto canestro con un compagno di squadra.

Il trauma subìto, di riflesso, ha determinato la frattura scomposta del piede il che, ha reso inevitabile l’intervento chirurgico. Nei primi giorni successivi all’incidente i membri dello staff di Philadelphia avevano sperato di poter evitare l’operazione ma alla fine, di fronte all’evidenza e alla gravità della situazione, non hanno potuto fare diversamente.

L’intervento è stato eseguito dal Dottor Martin O’Malley, Primario del reparto di ortopedia e cura del piede dell’Hospital for Special Surgery di New York City; il Dr.Jonathan Glashow, Capo del settore medico dei 76ers ha assistito all’intervento.

La riabilitazione di Ben Simmons inizierà fra circa trenta giorni e sarà supervisionata direttamente dallo staff dei Sixers. Non sono ancora chiari i tempi di recupero ma non saranno inferiori ai 6 mesi.

Quando rientrerà Ben Simmons?

Detto della parte chirurgica corre l’obbligo di aggiungere un ulteriore elemento di discussione. E’ sempre di queste ore la notizia che Rich Paul, l’agente del rookie dei 76ers, lo stesso di di LeBron James, John Wall e Tristan Thompson, starebbe facendo “carte false” per allungare al massimo i tempi di recupero del suo nuovo pupillo.

L’obiettivo è quello di non anticipare in alcun modo il rientro da un’infortunio così complicato e, pertanto, vorrebbe fargli saltare l’intera stagione. Se, come anticipato nel corso dell’articolo, i tempi non saranno inferiori ai 6 mesi il ritorno in campo dovrebbe avvenire a marzo quando i giochi per i playoff saranno quasi fatti.

Considerando che senza Simmons, le già scarsissime possibilità dei Sixers si riducono praticamente a zero, l’intenzione dell’agente è quella di ripresentare la prima scelta del Draft 2016 nuovo di zecca nella Summer League 2017. Saranno d’accordo Brett Brown e Bryan Colangelo?

Ingram ha sorpassato definitivamente Simmons per il prossimo draft?

Il nuovo giocatore entrato nella scuderia di Rich Paul, già agente di LeBron James, John Wall, Tristan Thompson e molti altri, è Ben Simmons. Il giovane talento di LSU però nelle ultime settimane pare abbia perso la prima scelta del prossimo draft in favore di Brandon Ingram.

Una delle guide al draft più attendibile è DraftExpress.com, che ormai da tempo ha messo stabilmente il prodotto da Duke come prossima first pick. L’australiano quindi ha deciso di affidarsi a un agente molto abile per provare a rientrare nelle grazie di tutte le franchigie NBA, così da poter riscavalcare Ingram.

Bisogna dire che tutte le previsioni dei draft fatte prima della lottery lasciano un po’ il tempo che trovano, perchè per quanto riguarda le primissime scelte ci si può anche far affidamento (con le dovute precuazioni), quando invece si passa alle successive sono da tener conto le necessità di roster dei vari team. Da molti scout, come riportato da nbcsports.com, Simmons viene considerato come il giocatore con più potenziale tra i due, quello che potrà arrivare al livello dellele superstar della lega, ma anche quello su cui bisogna lavorare di più. I paragoni con il King e Magic non sono stati appropriati per un 19enne che deve migliorare molto. Sempre secondo la stessa fonte, il lavoro che dovrà essere fatto su Brandon è più di tipo fisico e questo lo fa ritenere il prospetto su cui investire, perchè nel medio periodo potrebbe diventare un giocatore fondamentale per le sorti di una franchigia.

I risultati, o meglio le prestazioni, della March Madness, influiranno notevolmente nelle preview, che per adesso dopo i due già citati, per Draft Express, in top 10 vedono:

  1. Brandon Ingram, Duke
  2. Ben Simmons, LSU
  3. Dragan Bender, Maccabi Tel Aviv
  4. Jaylen Brown, California
  5. Kris Dunn, Providence
  6. Jakob Poeltl, Utah
  7. Jamal Murray, Kentucky
  8. Henry Ellenson, Marquette
  9. Buddy Hield, Oklahoma
  10. Skal Labissiere, Kentucky

Draft 2016: Ben Simmons ingaggia Rich Paul come suo agente

Il tempo scorre e l’NBA Draft 2016 si avvicina. Inutile dire che, si scegliesse oggi, Ben Simmons al 99,9% sarebbe la 1a scelta assoluta qualunque fosse la franchigia ad ottenere la pick.

Come riportato da Dave McMenamin, noto insider ‘ESPN‘, Ben Simmons è stato a Cleveland nella giornata di ieri per firmare il suo nuovo contratto di rappresentanza con Rich Paul.

Rich Paul si assicura il talento di Ben Simmons.
Rich Paul si assicura il talento di Ben Simmons.

Un astro nascente nella costellazione già ricca della Klutch Sports, agenzia fondata dallo stesso Rich Paul nel 2012. Una costellazione la cui stella più splendente è sicuramente quella di LeBron James, ma non solo. Molti sono i nomi importanti che fanno capo a Rich Paul da diverso tempo oramai. Detto già di Ben Simmons fresco di firma e di LeBron James, ecco la lista completa dei giocatori NBA sotto la sua ala protettiva:

  • LeBron James, Cleveland Cavaliers
  • Tristan Thompson, Cleveland Cavaliers
  • John Wall, Washington Wizards
  • Eric Bledsoe, Phoenix Suns
  • Norris Cole, New Orleans Pelicans
  • Cory Joseph, Toronto Raptors
  • Trey Lyles, Utah Jazz
  • Ben McLemore, Sacramento Kings
  • Kosta Koufos, Sacramento Kings
  • Kevin Seraphin, Washington Wizards
  • Kentavious Caldwell-Pope, Detroit Pistons
  • Montrezl Harrell, Houston Rockets
  • Earl Watson, Phoenix Suns
  • Ben Simmons, currently with LSU