Mavs e Doncic in rimonta sui Blazers, Carlisle: “Luka sa chiudere le partite”

OKC-Dallas Mavericks

33-0, il record dei Portland Trail Blazers nelle 33 partite in cui la squadra di coach Terry Stotts è stata in grado di iniziare in vantaggio il quarto periodo.

Questo prima di incontrare Luka Doncic. Un quarto quarto da soli 9 punti segnati tradisce Damian Lillard e compagni, che a Dallas subiscono la rimonta degli uomini di coach Rick Carlisle e vengono sconfitti 102-101.

12 minuti da incubo per i Blazers, che dissipano un vantaggio di 15 punti sapientemente costruito nei primi 32 minuti di gioco e restano per 10 lunghi minuti senza canestri dal campo. un 21-3 di parziale riporta i Mavericks in vantaggio di 3 lunghezze (102-99) a fine partita.

Damian Lillard riporta sotto i suoi ma fallisce il layup del sorpasso allo scadere, dopo un errore di Doncic. Un Luka Doncic che dopo una partenza a rilento al tiro ritrova ritmo, e che rimane in campo per tutti i 12 minuti finali (38 i minuti giocati dallo sloveno, che chiude la sua gara con 28 punti, 9 rimbalzi e 6 assist).

Luka (Doncic, ndr) è un ragazzo esperto, non ha paura e sa come chiudere una partita. Solitamente non lo faccio giocare per tutto il quarto periodo, ma quando abbiamo iniziato a rimontare lo svantaggio ho preferito non toglierlo. Lasciarlo in campo era la nostra unica opportunità di completare la rimonta, e così è stato. Damian Lillard è un grande giocatore, un candidato al premio di MVP, negli ultimi sei minuti di gara abbiamo fatto un gran lavoro nel contenerlo, Dorian (Finbey-Smith, ndr) è stato bravissimo sull’ultimo possesso a limitare Lillard, è rimasto con lui ed abbiamo recuperato il rimbalzo, un grande sforzo di squadra. Per compiere rimonte del genere bisogna essere perfetti, e oggi i ragazzi sono stati grandi (…) Luka ha grandi responsabilità in questa squadra: deve segnare, deve saper prendere le decisioni giuste e creare per i compagni, e deve difendere ed andare a rimbalzo. Dopo la trade queste responsabilità sono aumentate, per giunta, e queste ultime 25-26 partite saranno fondamentali per lui, per capire cosa vuol dire essere il leader di una squadra NBA. Una grande occasione per lui, uno scenario leggermente diverso rispetto a due settimane fa. Il nostro lavoro è quello di prepararlo a tutto quello che lo aspetta in futuro, i termini di responsabilità ed attenzioni

– Rick Carlisle su Luka Doncic –

Damian Lillard ha chiuso la sua gara con 30 punti (di cui 20 nel solo secondo tempo) e 6 su 11 da dietro l’arco dei tre punti. I Blazers non fanno meglio del 31% dalla lunga distanza, e C.J. McCollum chiude con 0 su 5.

Per i Mavericks 24 punti in 32 minuti per il neo-acquisto Tim Hardaway Jr, con 4 rimbalzi e 3 assist.

Mavs, Dennis Smith Jr rientra nei ranghi, Carlisle: “Abbiamo parlato, felici di ritrovarlo”

Dallas Mavericks, Dennis Smith Jr torna in squadra, sarà disponibile per la partita di martedì contro i Los Angeles Clippers. Ad annunciare la notizia è coach Rick Carlisle, che nella giornata di domenica ha confermato il rientro nei ranghi di Smith dopo “una lunga chiacchierata” telefonica col prodotto di North Carolina State:

Sono felice di annunciare che Dennis Smith Jr tornerà in squadra da martedì prossimo. Dennis ed io abbiamo parlato a lungo, il ragazzo si sente molto meglio ed è pronto a riprendere gli allenamenti

 

Dennis Smith Jr ha saltato le ultime cinque uscite dei suoi Mavericks, ufficialmente per problemi alla schiena e di “malessere generale”. Nella giornata di venerdì coach Carlisle aveva dichiarato come l’assenza di Smith fosse da attribuire “ad una strategia” adottata dagli agenti del giocatore, in un momento particolarmente difficile della stagione per l’ex scelta numero 9 al draft NBA 2017 dei Dallas Mavs.

Nelle ultime settimane, voci di mercato hanno riferito di un interesse di Orlando Magic e Detroit Pistons per l’ex NC State. Dopo aver sondato il mercato e la disponibilità di eventuali acquirenti, i Dallas Mavericks sembrano ora decisi a trattenere in Texas Dennis Smith Jr, che dal canto suo di è detto “entusiasta” di fare ritorno in squadra, come riportato da Tim MacMahon di ESPN:

Non vedo l’ora di poter rientrare in campo con i miei compagni, martedì. Mi sento meglio ed oggi è stata un gran giornata di allenamenti. E’ stato difficile rimanere fuori, ma ora sono felice di poter ritornare in campoe d aiutare la mia squadra a vincere

– Dennis Smith Jr –

Mavs, Carlisle su Dennis Smith Jr: “Il ragazzo malconsigliato, lo rivogliamo in squadra, ha grandi potenzialità”

Dallas Mavericks, Rick Carlisle torna a parlare di Dennis Smith Jr.

Il “caso Smith”, lontano dalla squadra da ormai quasi due settimane ed al centro di voci di mercato insistenti, tiene banco da giorni a Dallas. Una manifesta incompatibilità tecnica tra il prodotto di North Carolina State e la stellina dei Mavs Luka Doncic, e differenze di vedute tra Smith e coach Carlisle avrebbero nei giorni scorsi portato il front office dei Mavericks ad esplorare le opzioni di mercato disponibili per l’esplosiva point-guard.

Problemi alla schiena e di “malessere generale” dietro all’assenza prolungata di Dennis Smith Jr, che non si è presentato agli allenamenti nella giornata di venerdì. Rick Carlisle ha parlato a lungo a fine seduta della situazione del giocatore:

Non so esattamente cosa stia succedendo. Ma una cosa la so: Dennis è un buon compagno di squadra, che ama e rispetta i suoi compagni e la maglia che porta. Ciò che penso è che qualcuno gli abbia suggerito di prendersi una pausa dalle attività di squadra, per chissà quale motivo. Lo dico perché non voglio che nessuno pensi che Dennis stia snobbando la squadra. La sua è un’assenza strategica, il suo agente o chi per lui gli ha suggerito di rimanere in disparte per qualche tempo. E’ altamente improbabile che il motivo della sua assenza sia legato a problemi con i suoi compagni (…) spero e mi auguro che la gente non giudichi severamente il ragazzo, o che voglia avanzare ipotesi. Dennis non è qui per motivi d’affari, e lui sta seguendo i consigli di chi ne cura gli interessi

– Coach Rick Carlisle su Dennis Smith Jr –

 

Come riportato da Tim MacMahon di ESPN, Glenn Schwartzman, agente di Dennis Smith Jr, non ha voluto commentare la vicenda e le parole di coach Carlisle. L’ex capo allenatore degli Indiana Pacers ed il front office dei Mavericks avrebbero fatto sapere al giocatore – tramite il suo agente – che “i Mavs accoglierebbero con grande entusiasmoo il suo ritorno in squadra“.

Il ragazzo è un professionista, lavora duro per migliorarsi giorno dopo giorno ed io sono orgoglioso dei suoi progressi. Si, sono duro con Dennis, i ragazzi con grandi potenzialità come lui meritano attenzione e cura particolari, perché hanno l’opportunità di diventare davvero speciali. Se adottassi con un giocatore come Dennis Smith Jr un tattamento di favore, questa si che sarebbe una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Ma io ho il massimo rispetto per lui  e per le sue qualità (…) con l’arrivo di Luka (Doncic, ndr) alcune cose sono cambiate, tutti abbiamo dovuto fare degli aggiustamenti, compreso Luka. Il mio compito è fare in modo che le cose funzionino, far si che tutti possano essere contenti della loro situazione, e che ci sia dialogo tra di noi. Avere due attaccanti come Luka Doncic e Dennis Smith Jr in campo assieme è un vantaggio per noi. Noi vogliamo Dennis qui, mancano ancora tante partite è c’è ancora tanto tempo per lavorare. Giochiamo, e vediamo dove possiamo arrivare. Questa è la strada giusta

– Rick Carlisle su Dennis Smith Jr –

 

Prove di riconciliazione tra Dallas Mavs e Dennis Smith Jr? “Trade il piano B”

Kyle Kuzma difende su Dennis Smith Jr.

Prove di riconciliazione tra i Dallas Mavericks e Dennis Smith Jr. La squadra di Mark Cuban non sarebbe disposta a rinunciare così facilmente al prodotto di North Carolina State, giocatore per cui i Mavs spesero la nona scelta assoluta al draft NBA 2017.

Smith è attualmente fermo per un problema fisico che lo costretto a saltare le ultime quattro uscite dei suoi Mavericks. Recentemente, Phoenix Suns e soprattutto Orlando Magic si sarebbero mosse per sondare il terreno per l’esplosiva guardia.

Secondo quanto riportato da Tim McMahon di ESPN però, la cessione di Dennis Smith Jr sarebbe al momento considerata “il piano B” dai Dallas Mavericks.

“Il piano A rimane fare in modo che funzioni”, così una fonte non meglio precisata al reporter di ESPN. Smith avrebbe accettato con realismo l’eventualità di una trade, confidando in una soluzione tanto rapida quanto vantaggiosa per se e per i Mavericks.

Il travolgente impatto di Luka Doncic e la scarsa efficacia lontano dalla palla di Smith (ed annesse frizioni con coach Rick Carlisle) i motivi della possibile separazione. Nelle ultime ore, fonti interne alla squadra avrebbero ridimensionato l’entità del “disamoramento” di Carlisle per Dennis Smith Jr.

L’infortunio di J.J. Barea ha inoltre privato i Mavs di un giocatore importante nello spot di point-guard.

La partenza di Smith lascerebbe ai soli Doncic, al rookie da Villanova Jalen Brunson ed al super-veterano Devin Harris i compiti di regia. I Dallas Mavericks tenteranno sino all’ultimo momento di reintrodurre Smith nei meccanismi di squadra. Il prodotto di NC State ha dimostrato in questa stagione limiti di lettura del gioco (3.9 assista a partita, a fronte di ben 3.1 palle perse,  decima peggior prestazione tra le guardie NBA) così come miglioramenti al tiro da fuori (37.5% in stagione su 3.7 tentativi a partita).

Mavs KO contro gli Spurs, Dennis Smith Jr ancora fuori: “Accetterebbe una trade, soluzione migliore”

Detroit Pistons e Boston Celtics

Dallas Mavericks sconfitti a domicilio dai rivali di sempre San Antonio Spurs, ed alle prese con il caso Dennis Smith Jr.

Quinta sconfitta nelle ultime 7 partite per gli uomini di coach Rick Carlisle, e quarta partita consecutiva saltata dall’esplosiva guardia da North Carolina State, al centro di voci di mercato negli ultimi giorni.

Una partita da 25 punti, 8 rimbalzi e 8 assist di Luka Doncic non basta a dei Dallas Mavericks in fase di “stasi”, in attesa di una risoluzione per la questione Dennis Smith. Ufficialmente out per “malessere”, Smith Jr appare definitivamente fuori dai programmi a lungo termine della squadra, decisa ad affidarsi “mani e piedi” al talento di Doncic.

Come riportato da Brad Townsend del Dallas Morning News, lo stesso giocatore avrebbe accettato con realismo il nuovo corso intrapreso dai Mavericks, e si sarebbe detto “desideroso di trovare la migliore sistemazione migliore per se, e la soluzione migliore per entrambe le parti”.

L’arrivo di Doncic e la deflagrazione immediata del fenomeno sloveno hanno relegato Smith ad un ruolo secondario, lontano dalla palla. Situazione tecnica in cui coach Carlisle e l’ex NC State hanno “faticato ad individuare un punto comune“. La coppia Doncic-Smith è risultata in questa stagione la statisticamente meno efficiente tra le combinazioni a disposizione dell’ex capo allenatore degli Indiana Pacers.

Smith, giocatore dall’atletismo debordante ma tiratore ancora poco affidabile (32.7% al tiro da tre punti nelle 97 gare sinora disputate da professionista, percentuale cresciuta sino al 37% in questa stagione) ha attirato nei giorni scorsi l’interesse di Phoenix Suns e – soprattutto – Orlando Magic.

I Detroit Pistons – a loro volta decisi a sondare il mercato per l’ex Thunder Reggie Jackson – avrebbero esplorato le opzioni disponibili per Dennis Smith Jr.

Mavs, Rick Carlisle cerca il ruolo giusto per Dirk Nowitzki: “Valuterò gara per gara, Dirk conosce la situazione”

In occasione della trasferta dei suoi Dallas Mavericks a Minneapolis di venerdì, risolta in favore degli ospiti dall’ennesima grande prestazione di Luka Doncic, coach Rick Carlisle ha parlato delle condizioni fisiche e del futuro impiego di Dirk Nowitzki.

13 minuti di campo per il tedesco al Target Center di Minneapolis, e zero punti a referto, con 0 su 4 al tiro. L’età (Nowitzki compirà 41 anni il prossimo 19 giugno) ed una condizione fisica ancora da peferzionare dopo il lungo percorso di recupero da un intervento alla caviglia sinistra subito la scorsa primavera non permettono al 13 volte All-Star di essere una presenza offensiva costante per l’attacco dei Mavs.

Dirk è ben cosciente dei suoi attuali limiti fisici, come riportato da Brad Townsend di DallasNews:

“(Io e coach Carlisle, ndr) ne abbiamo parlato ed abbiamo affrontato la questione da professionisti. Tra noi c’è un dialogo franco, non ci sono problemi ne rischi di urtare la sensibilità altrui. Si tratta di valutare partita per partita, situazione per situazione, e prendere una decisione di volta in volta. Ci potranno essee partite in cui giocherò di più, altre in cui giocherò meno, vedremo (…) stasera ho preso buoni tiri, buone soluzioni. Nel primo tempo non ho trovato ritmo (…) capita di avere alti e bassi al tiro, fino alla settimana scorsa avevo buone sensazioni, ora c’è decisamente qualcosa da aggiustare, ci lavorerò su. La squadra ha bisogno che io sia in grado di segnare quando vengo chiamato in causa

– Dirk Nowitzki –

 

Coach Rick Carlisle su Dirk Nowitzki: “Valuteremo partita per partita”

 

A coach Carlisle il non facile compito di riuscire ad inserire in rotazioni consolidate (il tedesco ha saltato per infortunio le prime 26 partite dei Mavericks) un giocatore “ingombrante” come Dirk Nowitzki.

L’intenzione dell’ex allenatore di Indiana Pacers e Detroit Pistons è – per il momento – quella di valutare l’impiego di Nowitzki “partita per partita”, non escludendo la possibilità di partite da “DNP” per l’MVP 2007:

L’obiettivo di Dirk ed il nostro è il medesimo: aiutare la squadra, e vincere. Dovremo saper valutare di volta in volta la cosa migliore da fare per lui e per noi, mentre Dirk lavora per ritrovare la miglior condizione. Sta facendo progressi evidenti, settimana dopo settimana sembra sempre più in forma ma la NBA di oggi pone diverse sfide a livello difensivo, accoppiamenti difficili da gestire (…) ci potranno essere gare in cui potrei non schierarlo, se gli accoppiamenti difensivi non ce lo permetteranno, o ci potranno essere occasioni in cui Dirk giocherà magari solo il primo tempo ma non il secondo, per le stesse ragioni e se la partita lo decreterà

– Rick Carlisle su Dirk Nowitzki –

 

Il coach campione NBA 2011 non esclude la possibilità di ritagliare un ruolo maggiore per Nowitzki durante la stagione, col progredire delle condizioni atletiche del campione tedesco:

Non ho mai visto un atleta lavorare duro quanto lui per recuperare da un infortunio. L’ho osservato in sala pesi due giorni fa e sono rimasto davvero colpito dall’impegno e dalla dedizione che Dirk è ancora in grado di esprimere. Quando si allena in campo, provando e riprovando quei suoi tiri su una gamba sola, lo fa con uno sguardo ed una determinazione incredibili, difficili da descrivere. Il suo morale è buono, Dirk è sempre ottimista, ed anch’io lo sono. Nelle ultime 41 partite continueremo a lavorare, se poi di partita in partita la situazione in campo dovesse risultare non adatta a lui o alla squadra, allora faremo altrimenti. E’ la cosa giusta da fare

– Coach Rick Carlisle su Dirk Nowitzki –

Il tiro impossibile di Luka Doncic non basta, Mavs KO, Lillard: “Sapevo sarebbe entrato, che giocatore Luka”

Il tiro con cui Luka Doncic ha mandato la partita del Moda Center di Portland tra Trail Blazers e Mavs all’overtime ha lasciato tutti a bocca aperta.

Un lancio dall’angolo destro del campo, con 0.6 secondi da giocare, un pallone altissimo che ha lasciato, al termine della sua parabola, tutti e cinque i giocatori dei Blazers in campo come tante statuine di un presepe, visto il periodo.

La partita l’hanno poi vinta i Portland Trail Blazers (19-14), per la cronanca. 121-118 grazie ai 33 punti con 7 assist di Damian Lillard. Luka Doncic ha tirato con percentuali modeste, chiudendo comunque con 23 punti, 11 rimbalzi e 6 assist (7 su 21 al tiro).

Per i Dallas Mavericks (15-17), la sconfitta di Portland è la sesta consecutiva. Gli uomini di coach Rick Carlisle pagano una schedule impietosa che li ha visti affrontare, nelle ultime due settimane, Warriors, Clippers, Nuggets e Trail Blazers in trasferta.

I Blazers rispondono invece alla peggior sconfitta casalinga degli ultimi 14 anni, il 90-120 inflittogli dagli Utah Jazz due giorni fa al Moda Center.

Damian Lillard su Luka Doncic: “Rookie o no, è un gran giocatore”

 

In soli due mesi malcontati di stagione regolare, Luka Doncic ha fatto girare più di una testa, a suon di tiri impossibili, giocate decisive e con la grande maturità dimostrata in campo, a discapito dell’età verdissima.

Noi “europei” non possiamo certo dirci stupiti dalle prestazioni dello sloveno, avendo avuto la fortuna di vederlo in azione per anni sui parquet dei tornei continentali. Cosa meno scontata per giocatori ed addetti ai lavori americani, che attendevano Luka al varco, ed al battesimo del fuoco sui campi NBA.

Così coach Rick Carlisle sul tiro di Luka Doncic: “Il ragazzo ha questa capacità inspiegabile di segnare tiri del genere. Gli piacciono. Non sono stupito che sia andato dentro, l’ho visto fare cose così già tante volte, ormai“.

Un’altra investitura di pregio per il fuoriclasse sloveno arriva da Damian Lillard – uno che di tiri acrobatici se ne intende – al termine della gara. Come Carlisle, Dame non si è detto stupito dal “miracolo” di Luka:

Quando il pallone è partito, qualcosa mi ha detto che quel tiro sarebbe entrato: ‘C***o, guarda che va dentro’, Ho pensato. Luka è davvero, davvero un ottimo giocatore, non solo per un rookie

– Damian Lillard su Luka Doncic –

I Mavs infliggono a Utah la peggior sconfitta della sua storia, Carlisle: “Miglior partita difensiva di sempre”

Gli Utah Jazz subiscono a Dallas la peggior sconfitta della loro storia.

All’American Airlines Center finisce 118-68 tra Mavs-Jazz. 50 punti tondi di scarto ed un secondo tempo da appena 22 punti per la squadra di coach Quin Snyder.

I Jazz (7-7) chiudono la loro gara col 31.3% dal campo (6 su 35 da tre punti) e soprattutto concedono a Dallas il 58% al tiro (12 su 28 da dietro l’arco).

Cinque uomini in doppia cifra per i Mavericks (Harrison Barnes top scorer con 19 punti, in soli 26 minuti). Luka Doncic ne aggiunge 13, con 6 rimbalzi e 2 assist.

Utah chiude il primo tempo in svantaggio di 12 punti (46-58), poi la luce si spegne di colpo. I Jazz segnano solo 13 punti nel terzo periodo, ed addirittura solo 9 nel quarto (peggior prestazione per una squadra NBA dai tempi dei soli 5 punti segnati nel quarto periodo dai Toronto Raptors, il 13 novembre 2012 contro gli Indiana Pacers).

Mavs-Jazz, Quinn Snyder: “Smesso di competere”

Una sconfitta pesante ed imbarazzante per i Jazz, anche nel contesto di una stagione lunga 82 partite, durante la quale black-out offensivi del genere possono arrivare insospettabilmente.

Utah non ha particolari problemi d’infortuni cui appellarsi. Coach Snyder non accampa scuse al termine della gara:

Abbiamo smesso di competere, ad un certo punto, dobbiamo essere onesti. Il punteggio finale d’altronde parla da sé

– Quin Snyder dopo Mavs-Jazz –

Rudy Gobert non si nasconde: “Ogni nostro giocatore sceso in campo oggi è stato battuto nettamente dal proprio avversario, siamo andati sotto con ogni quintetto messo in campo“.

I Dallas Mavericks hanno ritoccato alcuni record di squadra.

I 50 punti di scarto inflitti ai Jazz sono la seconda miglior performance di squadra, dopo il +53 riservato ai Philadelphia 76ers il 13 novembre 2014. Gli appena 22 punti subiti nel secondo tempo sono invece la miglior prova difensiva in un tempo di sempre per i Dallas Mavericks (il precedente record era di 23 punti concessi ai Sacramento Kings il 14 gennaio 2012).

Coach Rick Carlisle è soddisfatto della prova difensiva dei suoi:

Siamo stati grandi. Non ricordo una partita difensiva migliore di questa dei Dallas Mavericks, in undici anni. Sono davvero impressionato da come i nostri ragazzi siano stati in grado di giocare contro una squadra così difficile da battere come gli Utah Jazz

– Rick Carlisle dopo Mavs-Jazz –

Harrison Barnes si è scrollato di dosso le recenti difficoltà al tiro, postumi di un inizio a rilento a causa di un infortunio muscolare patito in pre-season: “Sto iniziando a ritrovare un po’ di ritmo. Finalmente, fisicamente sto meglio ora“.

Nelle ultime tre partite, Barnes ha tirato con oltre il 50% (17 su 31) dal campo. Dallas è alla terza vittoria consecutova stagionale, ed alla terza vittoria consecutiva sul parquet di casa.

 

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Problemi al piede sinistro per Dirk Nowitzki, incerti i tempi di recupero

Il recupero di Dirk Nowitzki dopo l’intervento alla caviglia sinistra subito durante la off-season procede a rilento.

A confermarlo è il coach dei Dallas Mavericks Rick Carlisle, dalle pagine di Dallasnews.com. Nowitzki ha preso parte alla trasferta cinese dei suoi Mavs, ma non sarà in grado di allenarsi con i propri compagni.

I Dallas Mavericks affronteranno venerdì 5 ottobre a Shanghai i Philadelphia 76ers, per la prima delle due sfide previste tra Mavs e Sixers per l’NBA China Games 2018.

Coach Carlisle sul recupero di Dirk Nowitzki: “Ci vorranno settimane”

Dirk ha confermato al giornalista del Dallas Morning News Eddie Sefko come il recupero dall’intervento stia procedendo abbastanza lentamente:

Ci vuole più tempo del previsto” spiega Nowitzki “Ora come ora non va proprio bene, vedremo nei prossimi giorni

Coach Rick Carlisle non si sbilancia sui tempi di recupero del tedesco:

Dirk non prenderà parte agli allenamenti in questa trasferta. Non c’è ancora una tabella di marcia, si parla di settimane, non di giorni (…) ci sono dei progressi graduali, solo che al momento non è possibile stimare dei tempi certi

Dirk Nowitzki
Dirk Nowitzki

Dirk Nowitzki è uno dei giocatori più longevi ad aver mai giocato nella NBA.

Giunto ormai alla sua 21esima stagione, l’anno passato il quasi 41enne Nowitzki è apparso in 77 delle 82 partite di regular season con la maglia dei suoi Dallas Mavericks.

In estate, il tedesco di Wurzburg, in Franconia, ha siglato un contratto annuale da 5 milioni di dollari con la franchigia di Mark Cuban.

Oltre che a Nowitzki, i Dallas Mavericks dovranno rinunciare per l’intera pre-season ad Harrison Barnes. L’ala ex Golden State Warriors ha riportato un infortunio muscolare in allenamento.

Coach Carlisle spera che sia Barnes che Nowitzki possano essere disponibili per l’esordio stagionale dei Mavericks di mercoledì 17 ottobre contro i Phoenix Suns.

Mavericks: trovando la quadra

Rick Carlisle, coach dei Dallas Mavericks.

Rick Carlisle è sempre stato un uomo con le idee chiare in testa, uno che è sempre partito da delle solide basi, idonee a parer suo per lavorare al meglio ed ottenere il massimo. Allo stesso tempo, però, non lo si può etichettare come un integralista. Già, il coach dei Dallas Mavericks ha infatti dimostrato di saper apportare delle piccole modifiche al piano originale, quando serviva: non a caso, nella passata stagione, ha più volte fatto ricorso al quintetto piccolo, ormai un vero e proprio mantra della NBA di oggi.

L’inversione di tendenza pare essere definitiva, in quanto Dirk Nowitzki sta giocando o comunque giocherà per molti minuti come centro. Il tedesco ha ricevuto nuove vesti da indossare nel momento in cui stanno pian piano arrivando i titoli di coda della sua gloriosa carriera. Voglia di iniettare al team una nuova e frizzante verve, o probabilmente semplice necessità, legata appunto all’evoluzione del gioco. Bisogna stare al passo coi tempi che corrono, nel vero senso della parola. Carlisle vuole fare dei ritmi alti e delle transizioni componenti fondamentali, così come accade per molte altre franchigie: l’attuale Nowitzki non ha il passo delle power forward avversarie, tanto meno riuscirebbe a difendere in maniera accettabile su di esse. Ergo, l’assetto con il numero 41 da stretch 5 (almeno a gara in corso) potrebbe alla lunga portare i suoi frutti. In generale, la tendenza è quella di schierare spesso un solo lungo di ruolo durante le rotazioni.

Nowitzki, durante la sua lunghissima carriera ai Mavericks, è stato lungamente utilizzato come centro nel 2001/2002 e nel 2003/2004. Solo di recente è tornato ad occupare quella posizione per più tempo. (Fonte: Baskteball Reference)

Il campo è molto aperto e le spaziature sono abbastanza pulite, agevolando così la circolazione di palla e le penetrazioni dei compagni di squadra, liberi in ogni caso di tagliare per cercare di smarcarsi. Gente come Dennis Smith è dunque libera di addentrarsi in area e andare a concludere. Ma non solo. Il range di tiro e le doti balistiche catalizzano sul cestista teutonico molte delle attenzioni avversarie, col pick and pop che diventa un’arma davvero affilata: una volta ricevuta palla può decidere di tentare la tripla o passarla a chi è messo meglio. Non essendo più il fulcro principale dell’attacco, Dirk svolge spesso e volentieri il ruolo di bloccante, al di là dei giochi a due, per agevolare il tagliante nello smarcarsi e agire di conseguenza. A beneficiarne ovviamente è l’eclettico arciere Wesley Matthews.

La possibilità di tentare la gloria in post col canonico fadeaway c’è, proprio grazie al fatto che nessuno dei componenti del quintetto va a fare l’interno senza intasare le operazioni. Lo stesso vale per Harrison Barnes, che già la scorsa annata si è cimentato in questa giocata spesso e volentieri e che continuerà a a farlo, con costanza. L’ex Golden State Warriors, designato come futuro franchise player dei Mavericks, può caricarsi sul groppone più responsabilità: ha una certa dimestichezza nel liberarsi di difensori più grossi e lenti, grazie ad un discreto primo passo, ed attaccare il canestro; allo stesso modo ha sviluppato un jump shot dalla media (41.8 % nella RS 2016/2017) col quale può essere letale. Inoltre, non bisogna trascurare che all’occorrenza può vestire i panni dello spot up shooter piazzandosi in un angolo e aspettare lo scarico. Una duttilità ed un ampio ventaglio di opzioni che ben si amalgamano con Dwight Powell (nel frontcourt), che sfrutta la sua verticalità ed ama stazionare sull’arco, e il giovane Dorian Finney-Smith (insieme nel pacchetto ali).

I Mavericks aprono spesso il campo e di conseguenza c’è spazio per un tentativo spalle a canestro di Barnes.

 

Nei meccanismi stile small ball, ancora da oliare, importante è il ruolo di Nerlens Noel, forse l’unico big man in grado di garantire una certa intensità in difesa. Il protagonista del turbolento rinnovo estivo ha un buon senso della posizione ed è rapido negli spostamenti laterali, fattori che lo rendono un rim protector affidabile. Sa come compiere il lavoro sporco, a rimbalzo: appena ne acchiappa uno lo consegna a chi di dovere per far scattare subito il contropiede, fulminante per via della presenza di giocatori brevilinei e in grado di percorrere velocemente in campo.

L’abbondanza di guardie e la contemporanea carenza di swingman (da segnalare Matthews) può essere un grosso grattacapo per la retroguardia.  I vari Yogi Ferrell e JJ Barea faticano a contenere l’attaccante, per via del loro fisico non eccezionale; lo stesso Nowitzki è piuttosto impacciato nel salvaguardare il ferro e nell’inseguire la propria controparte. Vanno ottimizzati i tempi e le scelte di aiuto sul penetratore e la ricerca dell’anticipo sul perimetro.

Carlisle non si fossilizza ad alcuni aspetti: tende a mischiare le carte provando diverse soluzioni. Soprattutto quando c’è da trovare la quadra della situazione. I Mavericks, al momento, hanno l’aspetto di un cantiere aperto dove ci sono dettagli da puntellare, senza che vi sia posto un preciso obbiettivo per l’annata in corso.

Black Sails: Dallas Mavericks

Me, I can’t help myself. I see an opportunity, I take it. It’s a sickness. Truly”. Abbiamo preferito lasciarla così, in originale, perché faceva più effetto. Si legge Black Sails, si scrive Dallas Mavericks.

Il virgolettato è di John Silver, che nel romanzo di Stevenson “L’Isola del tesoro” (di cui Black Sails è un prequel) aggiungerà poi l’aggettivo Long davanti, spiccando per l’ambivalenza del suo carattere.

Se Dirk Nowitzki può essere il testardo e astuto capitano Flint della conosciuta serie tv, Yogi Ferrell è, su tutti, la traduzione in maglia Mavs di John Silver. Giovane, sveglio, e appunto tanto bravo da saper sfruttare l’occasione quando gli si presenta. Come quando da undrafted è passato a essere play titolare di una squadra che fino a qualche giornata dalla fine era in lotta per i playoff.

Una banda di filibustieri vecchi e un po’ meno vecchi sempre pronti a non lasciare nulla d’intentato per arrivare all’obiettivo. In attesa, magari, che Dennis Smith si riveli come il Jim Hawkins del già citato romanzo di Stevenson.

Per guardare la stagione 2017/2018 è necessariamente obbligatorio confrontarsi con l’uomo con cui Mavericks iniziano finiscono da vent’anni a questa parte. Dirk Nowitzki è uno che ha lo sguardo sereno, il tono pacato e una mente lucida, talmente lucida che gli fa aprire bocca se e solo è tenuto a farlo. Dirk è un’eclissi: potrebbe essercene uno simile a lui perché le vie di James Naismith sono infinite, ma uno identico mai. Come Jordan, come Danilovic, come Sabonis, come Gasol.

Dirk Nowitzki, inossidabile baluardo dei Mavericks.

Dallas sa che prima o poi dovrà lasciarlo andare e non vederlo più sul parquet. Ma ci sarà tempo, per il momento è ancora lì a divertirsi e farci divertire.  La stagione 2016/2017 dei Mavericks ha detto chiaro e tondo che Dallas ad oggi non è una squadra da playoff, figurarsi da Finals.  A una prima parte di stagione costellata da infortuni in serie è seguita una seconda dal rendimento continuo e tamburellante. Troppo poco, però, per agguantare la fase a eliminazione.

Sembrano lontani i tempi delle squadre competitive, delle postseason sicure, dei roster chilometrici e composti di grandi giocatori. Non tutti i mali sono venuti per nuocere, però, perché avendo zero da perdere e tutto da strutturare, Rick Carlisle ha varato il quintetto da corsa in stile Warriors, o se preferite in stile Mavs targati Don Nelson.  Magari era sconsigliabile: in fondo, l’unico in linea con la taglia fisica richiesta dal ruolo era Seth Curry. Ferrell è al pelo per lo spot di play, Wesley Matthews per quello di ala piccola, Barnes per quello di ala forte.

Paradossalmente, però, Dallas ha continuato a faticare davanti ma ad essere efficace in retroguardia, segno che, come insegnano i coach, la difesa è prima di tutto mente e fame, e solo in un secondo tempo tecnica (che conta, comunque).

Verosimilmente in questa stagione la rotazione sarà ancora quella già ricordata che ha finito quella precedente, con Dirk sesto uomo o secondo lungo quando si vuole aggiungere peso alla sovrastruttura, e Barea primo cambio degli esterni.  Barea primo cambio degli esterni? No, un momento. Ci sarebbe anche l’unico arrivo dal draft, Dennis Smith jr. Che di natura è un play esplosivo, temerario quando si butta in area accelerando e decelerando alla bisogna, e dal ball handling a elastico al limite nervoso. Che in un contesto di gioco come quello dei Dallas Mavericks potrebbe anche rivelarsi la rubata del draft.

Ecco, ma come svilupperanno la propria manovra offensiva i Mavericks? Presumibilmente si partirà dal pick and roll alto, per lo più frontale, che è stato l’innesco dell’attacco quest’anno, o uno basso sempre centrale per smuovere la difesa avversaria. I tiratori ai lati (uno alto e uno basso che si cambiano, o uno che taglia lungo la linea di fondo verso il lato opposto) e uomo sotto canestro o in post alto offrono due sbocchi offensivi diversi, tre considerando le uscite dai blocchi di Matthews e Curry. Fondamentale sarà Noel, usato spesso l’anno scorso come centro passatore, oltre che grande fattore fisico (ma con necessità di aumentare la cattiveria agonistica) in difesa. La quale punterà probabilmente a contenere e collassare sul penetratore sotto canestro, giocando invece d’anticipo oltre l’arco.

Nella passata annata Barnes è stata la chiave dell’attacco dei Mavs, portando in dote diverse soluzioni. Anche spalle a canestro.

I Mavs sono una squadra né carne né pesce, troppo forti per puntare a una primissima scelta ma troppi boldi per arrivare al top. Stanti così le cose, cercheranno di crescere passo passo, valorizzando Smith, cavando le ultime perle da Nowitzki e lavorando per un futuro più brillante.

Coach Carlisle: “Non credo che sia un infortunio serio per Matthews”

Il coach dei Dallas Mavericks, Rick Carlisle, ha recentemente dichiarato che l’infortunio accorso a Wesley Matthews non è niente di particolarmente allarmante. Ma sa anche che deve trovare al più presto una soluzione visti i recenti rallentamenti in chiave post-season della sua squadra. Non è ancora chiaro quante saranno le partite che la guardia texana sarà costretta a saltare.

I Dallas Mavericks quindi, dovranno fare a meno del veterano, in vista della delicata trasferta di mercoledì in quel di Washington contro i Wizards.

Non credo che sia un grosso problema. Non voglio rischiarlo, lanciandolo nella mischia già nella gara di domani. Valuteremo le sue condizioni nell’ultimo allenamento prima della partenza e poi sceglierò se farlo giocare o meno.

Di certo non mancano altre bocche di fuoco ai Mavericks. A Dallas, Matthews a parte, ci sono per i Mavs due ottime guardie tiratrici come J.J. Barea e Seth Curry, il fratello del fuoriclasse dei Golden State Warriors. La difesa invece dell’ex Portland Trail Blazers mancherà e molto contro John Wall e compagni, visto che Matthews è uno dei migliori difensori uno contro uno della lega. I Mavs non possono sbagliare altre gare in vista di un assalto ai playoffs: cosa si inventerà Carlisle per non far sentire l’assenza del veterano.