Caso Luke walton, parla Kelli Tennant: “Ero spaventata, mi aggredì e rise di me”

Emergono nuovi dettagli sul caso Luke Walton, stavolta resi noti da Kelli Tennant, la giornalista che ha accusato il neo head coach dei Sacramento Kings di molestie sessuali.

Tennant, giornalista per SportsNet LA, ha raccontato la propria versione dei fatti in una conferenza stampa organizzata a Los Angeles, con la quale la donna ha annunciato di aver intentato una causa civile nei confronti di Walton.

Al contrario di quanto riportato nei giorni scorsi, i fatti risalirebbero al 2014 e non al 2016. All’epoca, Luke Walton era assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors, e le molestie sarebbero avvenute in un hotel di Santa Monica, California.

Durante la conferenza, Kelli Tennant ha confessato di aver reso pubbliche le accuse solo ora “perché spaventata”, vista anche la giovane età (25 anni all’epoca). La causa civile è stata presa in esame dal tribunale maggiore della Contea di Los Angeles.

All’epoca dei fatti contestati, Walton e Tennant erano colleghi a Spectrum SportsNet LA. La giornalista ha raccontato di essersi recata presso l’hotel Casa Del Mar di Santa Monica per lasciare a Walton una copia di un suo libro, per il quale l’allora assistente di Steve Kerr aveva scritto la prefazione. Tennant ha dichiarato che dopo averla invitata nella sua stanza, Walton l’avrebbe aggredita e spinta sul letto.

Ricordo che dopo pochi secondi che mi sembrarono un’eternità riuscii a divincolarmi” Racconta Tennant “Walton tentò di nuovo di bloccarmi la strada mentre tentavo di raggiungere la porta della camera, ridendo. Finalmente potei uscire“.

Ho passato gli ultimi anni tentando di dimenticare, di superare quanto successo, ma non ci sono riuscita. Col tempo, ho preso la consapevolezza della situazione ed ho trovato il coraggio di denunciare, con l’assistenza del mio legale“.

Tramite il suo avvocato, Luke Walton si è difeso dalle accuse nella giornata di martedì, definendole “prive di alcun fondamento” e bollando la denuncia come “il tentativo di un’approfittatrice”, promettendo battaglia in tribunale.

L’avvocato che rappresenta gli interessi di Kelli Tennant, Garo Mardirossian, ha così motivato la mossa della causa civile: “Quando si va dalla polizia per una denuncia dopo così tanto tempo, provare senza ombra di dubbio un dato fatto è difficile. La polizia tende a non accogliere casi così vecchi. Non escludiamo comunque l’opzione di una denuncia penale, in futuro. Forse al dipartimento qualcuno ascolterà le parole della mia assistita e deciderà di indagare, sappiamo che la NBA sta seguendo la vicenda, ne valuteremo gli sviluppi“.

Luke Walton si difende dalle accuse di molestie: “Tennant un’opportunista”

Allenatori NBA

Il neo head coach dei Sacramento Kings Luke walton si difende dalle accuse di molestie sessuali mosse da Kelli Tennant, giornalista di SportsNet LA.

Tennant ha accusato Walton di averla molestata in due occasioni diverse, tra il giugno 2016 e maggio 2017. L’avvocato difensore dell’ex allenatore dei Los Angeles Lakers ha definito le accuse “prive di alcun fondamento“, definendo poi la Tennant “un’opportunista, le cui accuse non sono credibili“.

Walton e Kelli Tennant sono stati per alcuni mesi colleghi di lavoro per SportsNet LA, prima che il figlio del grande Bill diventasse assistente allenatore dei Golden State Warriors di Steve Kerr nel 2014.

Gli Warriors hanno diramato nella giornata di martedì un comunicato ufficiale, nel quale dichiarano di essere stati a conoscenza delle accuse. Steph Curry, stella della squadra, ha così risposto ad alcune domande sulla questione: “So che la squadra ha rilasciato una dichiarazione, quindi non c’è molto da commentare. Spero che tutto possa risolversi per il meglio per Luke (Walton, ndr)”.

I Los Angeles Lakers hanno precisato di “non aver avuto alcuna notifica di alcuna accusa formale” al tempo dell’assunzione di coach Walton (2016): “Durante i tre anni di permanenza, nessuna accusa formale è mai stata resa nota alla squadra. Se così fosse stato, avremmo immediatamente informato gli organi competenti ed avviato un’indagine interna“.

La polizia di Santa Monica, luogo del presunto primo episodio di molestie, ha precisato come al momento non siano attive indagini sull’accaduto, ne che per il momento nessuna accusa formale di molestie è mai stata depositata.

La NBA si sta coordinando con i Sacramento Kings per seguire la vicenda e raccogliere informazioni” Così Mike Bass, portavoce della lega.

Kings, Luke Walton accusato di molestie, i fatti risalenti al 2016

Il neo-capo allenatore dei Sacramento Kings Luke Walton è stato accusato di violenza sessuale, per un episodio risalente all’aprile 2016.

Kelli Tennant, all’epoca dei fatti conduttrice per il network Spectrum SportsNet LA, ha accusato Walton di “avances fisiche eccessive e non gradite”, avvenute in una stanza di Hotel a santa Monica, California.

Luke Walton, allora assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors, avrebbe dato appuntamento alla Tennant nella sua stanza d’hotel, e lì sarebbe avvenuta l’aggressione, come riportato nella denuncia.

la denuncia della donna riporta inoltre un secondo episodio, risalente al maggio 2017. Episodio in cui Luke Walton avrebbe di nuovo dedicato “attenzioni particolari” e non gradite alla Tennant, ex collega dell’allora capo allenatore dei Los Angeles Lakers a SportsNet.

I Lakers hanno diramato un comunicato in cui dichiarano di non aver avuto conoscenza di alcuna accusa a carico di Walton: “Se così fosse stato” si legge nel comunicato “I Lakers avrebbero immediatamente iniziato un’indagine interna e messo a conoscenza la NBA“.

Come riportato da ESPN, i Golden State Warriors hanno reso noto di essere stati a conoscenza delle accuse, così come i Sacramento Kings. Entrambe le squadre hanno declinato dal commentare oltre la vicenda.

Vlade Divac su Joerger: “Non eravamo in sintonia”

Divac su Joerger

I Sacramento Kings hanno scelto quale sarà il loro futuro sulla panchina e durante la conferenza stampa di presentazione di Luke Walton ha parlato Vlade Divac su Joerger.

L’ex centro dei Kings ha voluto spiegare il motivo del cambio in panchina. Dave Joerger in questa stagione aveva dimostrato di poter tirare fuori cose buone dal roster a disposizione. La decisione di sollevarlo dall’incarico di head coach dei Sacramento Kings per far posto a Luke Walton ha fatto parlare in questi ultimi giorni.

 

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Le parole di Divac su Joerger

Durante la conferenza stampa di presentazione, Vlade Divac ha spiegato il motivo della scelta societaria di allontanare Dave Joerger. Al suo posto Luke Walton, ex compagno del centro serbo ai Lakers nel 2005. Ecco le parole dell’attuale GM dei Sacramento Kings a Noel Harris del Sacramento Bee:

Ho assunto una persona che la pensa come me. Il mestiere di allenatore in NBA è una delle cose più difficili da fare. Avere qualcuno dietro con cui lavorare insieme è positivo. Essere compatibili e condividere la stessa filosofia di gioco aiuterà entrambi

Ottima occasione di rilancio per Luke Waltonelogiato da Steve Kerr in settimana – che dopo una stagione fallimentare con i Lakers vorrà riscattarsi con una squadra con potenziale, ma con meno pressione.

 

Luke Walton sarà il nuovo allenatore dei Sacramento Kings

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers Minnesota Timberwolves at Target Center

Luke Walton sarà il nuovo allenatore dei Sacramento Kings. Walton e Vlade Divac, General Manager della squadra californiana, hanno raggiunto un accordo di massima.

Il nuovo contratto di Luke Walton dovrebbe estendersi sino al termine della stagione 2022\23, in linea con la durata del rinnovo contrattuale appena siglato tra Divac ed i Kings.

I Sacramento Kings hanno sollevato dall’incarico l’ex allenatore Dave Joerger nella giornata di giovedì. Luke Walton ed i Los Angeles Lakers avevano invece raggiunto un accordo per la risoluzione contrattuale nella giornata di venerdì.

Rinnovo contrattuale tra Vlade Divac ed i sacramento Kings, Joerger a rischio?

Divac su Joerger

Rinnovo contrattuale tra Vlade Divac ed i Sacramento Kings, il General Manager della squadra californiana confermato sino al termine della stagione 2022\23.

Divac è a capo del front office dei Kings dal 2015. Sotto la sua guida sono arrivati via draft a Sacramento De’Aaron Fox, Marvin Bagley III, Harry Giles e via trade l’attuale miglior realizzatore della squadra Buddy Hield.

I Sacramento Kings (39-43) hanno appena concluso una delle migliori stagioni della loro storia recente, nonostante la mancata qualificazione ai playoffs, mettendo in mostra talento e gioco rapido e votato all’attacco, sotto la guida di coach David Joerger.

Proprio la posizione di coach Joerger sarà una delle questioni principali che un Vlade Divac forte di rinnovo con i Kings dovrà affrontare. L’ex capo allenatore dei Memphis Grizzlies sarà in scadenza di contratto al termine della stagione 2019\20.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, l’obiettivo di Vlade Divac sarebbe quello di consolidare la sua “presa” sulla gestione tecnica della squadra, motivo che potrebbe portare all’allontanamento anzitempo di coach Joerger, i cui rapporti con il front office dei Kings non sono mai stati ottimi.

Divac e Joerger si incontreranno nelle prossime ore, ed è possibile che le due parti possano concordare una fine anticipata del rapporto.

Kings sconfitti ed eliminati dai playoff, sorridono Spurs e Thunder

La sconfitta della scorsa notte dei Sacramento Kings contro gli Houston Rockets, condanna la franchigia californiana ad abbandonare ogni speranza di prendere parte ai playoff. Non è bastata la quasi tripla doppia di Bogdan Bogdanovic (24 punti, 9 rimbalzi e 8 assist) per battere uno scatenato James Harden capace di mettere a referto un’altra tripla doppia da 50 punti.

Il 119-108 finale fa gioire San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder, che staccano il pass per accedere matematicamente alla postseason. Si definisce così il quadro delle 8 squadre della Western Conference che proveranno ad arrivare all’ambito Larry O’Brien Trophy.

Gli Spurs hanno in questo modo eguagliato il record di 22 stagioni consecutive ai playoff, non mancando l’accesso dal 1997.

Spurs e Thunder qualificati: la situazione di classifica ad Ovest

Molto incerta però la situazione per quel che concerne i piazzamenti in classifica, con i team qualificati racchiusi in 7.5 partite. In bilico il primo posto, che vede Golden State Warriors e Denver Nuggets pari con un record di 51-24. Più staccati Rockets (49-28), Portland Trail Blazers (48-28), Utah Jazz (46-30) e Los Angeles Clippers (46-31), che precedono proprio Spurs e Thunder.

Ultimi giorni di regular season che si preannunciano quindi infuocati, anche ad Est, dove c’è grande battaglia per capire chi fra Detroit, Brooklyn, Miami e Orlando dovrà dire addio alla possibilità di proseguire la propria stagione.

I Sacramento Kings hanno preferito De’Aaron Fox a Kristaps Porzingis durante il Draft 2018

I Sacramento Kings non sono riusciti a centrare i Playoff neanche in questa stagione, tuttavia l’annata che si sta concludendo lascerà indietro molti spunti positivi.

La franchigia di Vlade Divac sembrerebbe aver finalmente preso la direzione giusta nella sua fase ricostruttiva. Sta infatti puntando sullo sviluppo collettivo di un gruppo compatto di giovani promesse, circondandole, con la giusta calma, con giocatori di qualità.

Coach Dave Joerger ha evidenziato più volte la somiglianza della situazione dei Denver Nuggets a quella che spera di avere in costruzione a Sacramento.

Il pacchetto guardie è superbo: De’Aaron Fox ha vissuto una stagione di miglioramenti e conferme al fianco di Buddy Hield, che ha quasi raggiunto un livello da All-star (primo per percentuale da 3 punti in tutta la NBA, 43.2%).

I lunghi stanno crescendo bene, con il rookie Marvin Bagley III che sta facendo vedere ottime cose e un Harry Giles che si sta lentamente evolvendo da oggetto misterioso a giocatore calibro NBA.

Sul perimetro ci sono gli abili tiratori Bogdan Bogdanovic ed Harrison Barnes, appena acquisito con uno scambio intelligente.

Le mosse nelle notti dei Draft 2017 e 2018

Dopo lo scambio che ha lasciato andare DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans in cambio, tra gli altri, di Buddy Hield, il front office dei Kings sembra aver sbagliato ben poche mosse.

In un report odierno, la penna di ESPN, Zach Lowe, ne ha ripercorso i passi, portando alla luce una nuova indiscrezione riguardante il Draft 2018.

Sembrerebbe che, durante la notte, ai Kings sia stata recapitata un’offerta di scambio direttamente dalla Grande Mela, sponda Knicks, poco prima della loro seconda scelta.

Si vociferava che la franchigia di Sacramento avesse un interesse per Luka Doncic, ma che il suo gioco sarebbe stato incompatibile con quello di Fox.

New York allora, alla ricerca di un giovane playmaker a cui affidare le chiavi del gioco, avrebbe proposto loro un pacchetto contenente l’infortunato Kristaps Porzingis in cambio proprio di De’Aaron Fox, sperando che Sacramento si decidesse ad accettare lasciando così spazio al nuovo obbiettivo sloveno.

Tuttavia, come oggi ben sappiamo, i Kings hanno rifiutato e selezionato Marvin Bagley III, puntando su di lui e sul playmaker che avevano in casa.

Porzingis alla fine è stato scambiato durante la Trade Deadline ai Dallas Mavericks, in una situazione analoga a quella che si sarebbe potuta creare a Sacramento: il gioco di Doncic non era compatibile con quello del giovane play Dennis Smith Jr, finito, appunto a New York.

Alla fine dei conti questa storia sembra dar ragione ai Kings: hanno puntato, su Fox, che si sta confermando e hanno scelto Bagley, passando oltre Doncic, rischiando, ma avendo ragione.

Lo sloveno infatti non ha funzionato in un sistema dove doveva condividere i possessi con un altro playmaker e l’ala grande sta mostrando grande sviluppo e potenziale nel sistema dei californiani.

Lakers-Kings: tornano al successo i gialloviola, tripla doppia per LeBron

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

Game 72 Recap: +Lakers-Kings

Quarto ed ultimo episodio della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (31-41) e Sacramento Kings (36-36).

I gialloviola, reduci dalla sconfitta con i Nets che ha sancito la matematica eliminazione dai Play Off, hanno vinto solo una delle ultime undici gare disputate e non vedono l’ora di mettersi alle spalle questa disastrosa stagione.

Sacto è alla ricerca di una vittoria che possa tenere in vita le flebili speranze di agguantare l’ottavo seed della Western Conference, al momento a sei partite di distacco.

Lacustri ovviamente decimati dagli infortuni: Walton deve rinunciare – oltre che a Lonzo Ball e Brandon Ingram – a Josh Hart, Reggie Bullock e Mike Muscala. Torna disponibile Stephenson mentre Scott Machado ha sostituito Andre Ingram tra gli arruolabili.

Il figlio di Bill schiera Rondo, KCP, LBJ, Kuz e McGee mentre Joerger – che non dispone del solo Harry Giles III – risponde con Fox, Hield, Barnes, Bjelica e WCS.

Lakers-Kings, tanti errori al tiro

Nei primi minuti della gara Sacramento prova ad imporre un ritmo elevatissimo, L.A. non si tira indietro e rispolvera il PACE elevato visto nella prima parte di stagione.

Fox e Barnes rispondono alla tripla di KCP, mentre McGee e WCS duellano sotto canestro. LeBron prova ad essere incisivo fin da subito e dopo una…

…schiacciata segna anche dalla media. 13-12 con 6’42” da giocare nel quarto.

La sfida vive un momento caratterizzato dagli errori di entrambe le squadre, che tirano abbondantemente al disotto del 40% dal campo. I lacustri tirano meno peggio ma perdono (5) banali palloni a ripetizione. Walton e Joerger mischiano le carte schierano le seconde linee insieme ad un titolare (Rondo e Barnes).

Tra le miriadi di errori i gialloviola muovono il punteggio con le triple di Pope e Kuzma, mentre i Kings producono con il solo Bagley III, a segno dall’arco e nel pitturato.

22-20 il punteggio al termine della prima frazione. 39.1% dal campo con 7 perse (per 9 punti concessi) per i californiani, 27.6% al tiro per Sacto: il riassunto numerico di dodici, brutti, minuti di gioco.

Lakers-Kings, si rivede Born Ready 🎸

L.A. parte forte nel 2Q: il redivivo Stephenson assiste alla sua maniera JaVale McGee, che nel possesso successivo genera due seconde opportunità chiuse dalla tripla di James.

Nonostante l’immediato timeout chiesto da coach Dave Joerger, Sacramento continua a perdere palloni alimentando la transizione dei gialloviola, condotta da LBJ e chiusa dalle schiacciate del lungo ex Warriors e da Born Ready.

Bogdanovic interrompe il parziale lacustre segnando un libero e nel pitturato. 31-23 ad 8’27” dalla fine del tempo.

L’attacco californiano perde di efficacia, Kuzma e Caruso non trovano la via del canestro. Ferrell riduce le distanze, Hield pareggia dall’arco e – complici una serie di errori di LeBron – MGIII trova il sorpasso Kings. A fermare il contro-parziale (2-15) degli ospiti è Lance Stephenson che pareggia a quota 35 a poco più di cinque minuti dall’intervallo lungo.

Rondo segna il primo canestro della gara da oltre i 7.25, risponde Buddy Hield con la sua terza tripla. Lance attacca il pitturato con successo, mentre De’Aaron Fox prima serve Bagley III poi realizza il jumper dalla media, 44-45 con 1’43” sul cronometro.

Dopo i liberi di KCP e Barnes, WCS e Caruso segnano i canestri che chiudono il tempo: 48-49.

Lakers-Kings, Kuzma on fire 🔥

Come nel periodo precedente, i gialloviola partono forte: Kentavious Caldwell-Pope dopo aver alzato l’alley-oop chiuso da McGee segna ancora dall’arco, imitato poi da James. 8-0 ed inevitabile timeout Kings.

La sospensione non giova a Fox e compagni che continuano a sbagliare, mentre i lacustri spingono ancora. Dopo un difficile primo tempo (3/10 dal campo) Kuzma completa un gioco da tre punti. LeBron segna ancora da tre prima della risposta di Hield che interrompe il digiuno dei suoi. 62-52 ad 8’52” dalla fine del quarto.

A trarre beneficio dalle transizioni è ancora Kyle Kuzma, che segna due liberi, un layup e due triple respingendo il rientro di Sacramento, 77-62 con 5’46” sul cronometro.

Sacto alterna buone giocate, soprattutto nel pitturato, a scelte a dir poco discutibili oltre a coprire per niente o quasi le ripartenze veloci dei Lakers. LeBron prima schiaccia poi serve ancora Kuz, risponde la seconda scelta dell’ultimo Draft che sale a quota 18.

A ridurre le distanze è Nemanja Bjelica abile a correggere gli errori dei compagni ma il rientro dei Kings viene stoppato dallo scatenano Kuzma che realizza altre due triple, 87-72 con 1’43” da giocare.

Il quinto fallo di Rondo consente l’esordio stagionale di Scott Machado, mentre due liberi ed una tripla di Yogi Ferrell fissano il punteggio prima dell’ultima pausa, 87-77.

Nella frazione, 21 con 7/8 al tiro e quattro triple 🏀🏀🏀 per lo scatenato Kuzma.

Lakers-Kings, LeBron infallibile dalla lunetta

Dopo la prestazione monstre contro i Nets, McGee continua a giocare a buoni livelli. Il bicampione NBA prima converte l’and-one, poi segna un bel gancio in movimento. Sacramento non molla e resta a contatto con le triple di Bogdanovic ed Harrison Barnes. 94-85 dopo tre minuti di gioco, timeout per coach Luke Walton.

Joerger sceglie la via small con Marvin Bagley III unico lungo. Scelta vincente, perché il rookie dopo aver sofferto contro LBJ sfrutta la maggiore mobilità rispetto a McGee per segnare dalla media e dall’arco. Con le giocate del prodotto di Duke e di Bogdan Bogdanovic i Kings annullano quasi del tutto lo svantaggio, 98-96 con 6’09” da giocare.

Al rientro in campo il serbo commette un paio di errori – un libero, una persa – consentendo ai Lakers di allungare con Alex Caruso, che non sbaglia dalla lunetta ed in transizione.

McGee nega la via del canestro a Bagley con la quinta stoppata della sua gara, consentendo a LeBron James di catturare il rimbalzo che certifica la tripla doppia.

Il quattro volte MVP attacca il ferro e realizza i due liberi, salvo poi gestire i due possessi successivi al limite dei 24” senza ottenere nulla. 104-101 con 1’17” sul cronometro.

BB8 e Kuz sbagliano dall’arco, LeBron lotta a rimbalzo guadagnandosi i liberi del +5 a -37.5”.

Barnes ed Hield non trovano la tripla ma i Lakers concedono due volte il rimbalzo offensivo a MBIII che trova Bogdanovic che questa volta non sbaglia, -2 con 16.6″ sul cronometro e fallo immediato su James.

L’ex Cavs ed Heat è freddo e dopo un’incredibile infrazione dei cinque secondi sulla rimessa dei Kings realizza altri due liberi che di fatto chiudono la gara. Il layup di Hield ed il libero di Kuzma fissano il punteggio finale, 111-106.

Lakers-Kings, 29 per LeBron e Kuzma

Come contro i Nets, con la partita in bilico LeBron è rimasto in campo più di quanto programmato. James chiude la gara con l’ottava tripla doppia (29+11+11) della stagione, compensando la non brillante serata al tiro (9/22) realizzando otto liberi senza errori negli ultimi 2’32” di gioco.

Terzo quarto da favola per Kuzma, in ombra per quasi tutto il resto della gara. Kyle torna quello di sempre, cercando in primis la via del canestro e poi i compagni. Kuz chiude con 29+6+2, 10/22 dal campo e 5/14 da tre.

McGee (17+14 con 5 stoppate ed 8/8 al tiro) conferma di aver ritrovato lo stato di forma di inizio stagione (17.6 punti, 13 rimbalzi e 3.4 stoppate con il 68.9% dal campo).

Quattro triple per KCP (16+7+4, 5/14 al tiro) mentre Rondo (3+5+9) è stato meno dannoso rispetto alle ultime gare. Solita dose di energia dalla panca per Caruso (6+2 con 2/6 al tiro). Si rivede Lance (8+7+3), pochi minuti per Wagner e Machado.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center (Marcio Jose Sanchez, AP Photo)

Migliore dei suoi Bagley III (25+11 con 10/19 dal campo e 2/3 dall’arco). Cinque triple per Hield (18+6+3, 6/21 al tiro), impreciso Fox (9+6+4, 3/16). Bene Bogdanovic dalla panca (17 con 6/12), doppia cifra anche per Barnes (10) e WCS (10+9).

Box Score su NBA.com

Lakers-Kings, Walton felice per il successo

-9. A prescindere dal successo conseguito, una gara in meno verso la conclusione di una stagione che deve quanto prima essere messe alle spalle e dalla quale bisognerà trarre insegnamento per quella successiva.

Ovviamente felice per la vittoria Walton, sul cui futuro nelle ore prima della partita si è scagliata l’ombra di Jason Kidd.

Felice che i nostri ragazzi abbiamo riassaporato il sapore della vittoria. Era trascorso troppo tempo dall’ultima volta.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 3:30 italiane – tra Martedì 26 e Mercoledì 27 Marzo per affrontare allo Staples Center i Washington Wizards.

Kings, Buddy Hield batte il record di tiri da 3 punti in stagione di Peja Stojakovic: “Grande traguardo”

E’ stata una partita speciale per Buddy Hield quella di stanotte contro i Phoenix Suns. L’ala dei Sacramento Kings ha infatti stabilito il nuovo record di franchigia per triple realizzate in una stagione da un singolo giocatore, superando quello precedente di Peja Stojakovic.

Hield ha iniziato il match con 238 tiri da tre punti mandati a bersaglio in stagione, due in meno del record di 240 di Stojakovic, ed ha realizzato una sola tripla nella prima metà del match. Rientrato negli spogliatoi, ha però cambiato marcia, iniziando a segnare triple in serie, fino ad arrivare a 7 canestri da oltre l’arco su 14 tentativi a fine match. Hield ha così raggiunto il numero di 245 tiri da tre in stagione, 5 in più del precedente record.

Il bahamense era visibilmente contento per il traguardo raggiunto a fine partita, ammettendo di essere entusiasta per aver superato Peja Stojakovic, attualmente vice-General manager dei Sacramento Kings.

Un traguardo speciale, per un ragazzo delle Bahamas superare un giocatore come Peja Stojakovic, uno che ha fatto la storia di questa franchigia è qualcosa di straordinario. Ringrazio Dio per avermi dato questo opportunità, la possibilità di fare ciò che amo ogni giorno. Il pallone della gara? Lo terrò gelosamente

Il prossimo obiettivo per Hield sarà quello di infrangere il record per tiri da tre punti realizzati in maglia Sacramento Kings (1073), detenuto sempre dal tiratore serbo. L’ex giocatore dei New Orleans Pelicans è oggi a quota 480.

Il 2018/19 è stato l’anno della definitiva consacrazione per Buddy Hield, arrivata a Sacramento nel 2016/2017 nella trade che aveva spedito DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans.

Dotato di un ottimo range di tiro, Hield ha pagato una certa incostanza nei suoi primi anni a Sacramento.

Quest’anno invece è letteralmente esploso sul campo, e insieme a De’Aaron Fox ha portato i Kings a giocarsi un posto ai playoffs, cosa che dalle parti di Sacramento non si vedeva da anni. Hield è anche quarto nella speciale classifica di triple realizzate in stagione, dietro solamente a tre mostri sacri come James Harden, Steph Curry e Paul George, ed il suo 43% vale per il bahamense un posto nella top 10 per percentuale al tiro da tre punti.

A tutto questo si aggiunge anche la partecipazione al three-point contest nella settimana dell’All-Star Game, che lo ha visto sconfitto nella speciale finale a 3 contro Joe Harris (vincitore dell’edizione) e Steph Curry, dopo aver realizzato 25 punti nelle fasi a eliminazione.

Buddy Hield sta viaggiando a 20.8 punti di media a partita, ed i Sacramento Kings hanno un record di 36 vittorie e 36 sconfitte, valido per il non posto nella Western Conference.

I playoffs distano ormai ben 6 partite e sarà difficile raggiungerli per i Kings, ma questa stagione può essere considerata come un trampolino di lancio per il futuro, in un ambiente rivitalizzato dal GM Vlade Divac e dal proprietario Vivek Ranadivé.

I Sacramento Kings (assieme agli Indiana Pacers) saranno la prima squadra NBA a giocare una partita di pre-season in India, a Mumbai il prossimo 4 e 5 ottobre. Buddy Hield e De’Aaron Fox saranno due delle giovani stelle che saranno chiamate a partire dalla prossima stagione a riportare i Sacramento Kings in alto, ad ormai 12 anni dall’ultima apparizione ai playoffs.

Seconda vittoria consecutiva per i Celtics. Battuti i Kings 111-109

Seconda partita del viaggio ad Ovest per i Celtics, seconda vittoria. La squadra che stiamo vedendo adesso assomiglia davvero ai Boston Celtics che l’anno scorso sorpresero tutti ai PlayOff. C’è di nuovo anima, armonia, coesione e feeling tra i giocatori. Dopo il canestro finale realizzato da Hayward, tutti sono andati ad abbracciarlo e a congratularsi con lui. Sono piccoli gesti che testimoniano come le cose stiano cambiando. Inoltre, i biancoverdi hanno accorciato sui Philadelphia 76ers, sconfitti dai Chicago Bulls.

La vittoria contro i Sacramento Kings per 111-109 porta la firma finale, come detto, di Gordon Hayward. L’ala, ex Utah Jazz, ha rimediato subito a un fallo da lui commesso che ha comportato i 3 tiri liberi del pareggio agli avversari. Ha preso palla ed è andato dritto verso il canestro, realizzando i 2 punti decisivi. Ottima prestazione anche del solito Horford (21 punti, 11 rimbalzi e 7 assist), Tatum (24 punti) e di Morris (19 punti). Per i Kings, degni di nota Buddy Hield ed Harrison Barnes.

I commenti post partita

Ecco le dichiarazioni proprio del game-winner, Gordon Hayward:

Dovevo percorrere tutto il campo. Sono stato bravo a terminare l’azione nel migliore dei modi. Riuscire a fare buone prestazioni mi aiuta perché mi dà fiducia. L’obiettivo è quello di essere costante, di fare sempre belle partite. Stasera non è stata una partita fantastica per me al tiro, quindi ho cercato di fare bene altre cose. I Kings sono una squadra dura da affrontare, per noi era un back-to-back, e loro sono una squadra che tiene ritmi molto alti, quindi non è stato affatto semplice. Questa vittoria mi rende orgoglioso.

Los Angeles Lakers: quante le possibilità di fare i playoff?

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Indiana Pacers at Bankers Life Fieldhouse

La stagione dei Los Angeles Lakers non è andata esattamente come si aspettavano i tifosi, tra infortuni e complicazioni varie sta sfumando l’obiettivo minimo ovvero il raggiungimento dei playoff. In un’annata, finora, negativa sono comunque state messe basi da cui ripartire l’anno prossimo e si sono identificati i punti deboli su cui invece bisogna necessariamente intervenire. Approdando in una franchigia come i Lakers del 2018, LeBron James non poteva di certo aspettarsi di essere competitivo per il titolo da subito, la sua scelta è stata dettata da molti altri fattori, anche se forse non si immaginava di dover lottare con le unghie e con i denti fino all’ultima partita per ottenere un posto in postseason.

Questo rush finale nella Western Conference è rapsodico e poco prevedibile, perciò un’analisi dei calendari può farci capire qualcosa di più. A circa 20 partite dalla fine della regular season ci sono 6 squadre sicure dei playoff e che battagliano per il fattore campo, Warriors, Nuggets, Thunder, TrailBlazers, Rockets e in coda i Jazz. Mentre si contendono il settimo e l’ottavo posto: Spurs, Clippers, Kings, Lakers e TWolves.

LA FOLTA CONCORRENZA

Gli Spurs escono da un rodeo tour che è costato parecchie sconfitte, ma da adesso in poi hanno ben 11 scontri con squadre in zona playoff nelle rimanenti 19 partite. Il mini vantaggio che hanno e il possibilissimo 3-0 per chiudere la stagione (Wizards, Cavs e Mavs) sono le principale ragioni per cui ad oggi è difficile vederli fuori, la loro corsa però sarà tutt’altro che in discesa.

I Los Angeles Clippers giocheranno 9 volte contro squadre in zona playoff, avranno tanti scontri diretti tra cui i 2 derby losangelini in cui ci si gioca il tie breaker in caso di record uguale. La squadra di Doc Rivers ha fatto operazioni in sede di trade deadline che non aiutano la squadra nell’immediato, ovviamente il loro obiettivo principale è quello della free agency 2019 dove cercheranno di accaparrarsi almeno una superstar. I Clippers non hanno abbandonato la lotta playoff e stanno dimostrando di avere un impianto molto interessante in vista della prossima stagione. Il lavoro di Rivers, West & Co. sta dando i primi frutti e un giro in postseason dimostrerebbe ancor di più quanto di buono è stato fatto, ad oggi però sembrano essere gli indiziati a perdere l’ottava casella.

Se abbiamo definito questo rush finale ‘rapsodico e poco prevedibile’ una delle ragioni principali sono i Sacramento Kings. Il calendario prevede partite tutto sommato abbordabili e sembrano davvero poter dare uno scossone importante per gli spot liberi. 10 delle ultime 21 saranno contro squadre in zona playoff, ma Jazz alla terzultima in casa con loro verosimilmente già qualificati, Spurs in casa, 2 volte i Rockets e 2 i Celtics entrambe 1 in casa e una no, 2 volte i Knicks e 2 volte i Pelicans quindi a meno di cataclismi 4 vittorie o quantomeno 3 certe. Insomma i Kings hanno la strada spianata verso un finale di stagione da 12-14 vittorie circa ed essendo una squadra con pochissime pressioni e tanta voglia di dimostrare, sono assolutamente candidati a un posto in postseason. Una serie Denver-Sacramento o Golden State-Sacramento, sarebbe molto divertente da vedere e i giovani Kings finalmente hanno un futuro interessante davanti a loro, dopo anni di buio totale.

I Los Angeles Lakers giocheranno 14 volte su 21 contro squadre che occupano la zona playoff, quindi ci sono da fare pochissimi calcoli per loro, (tranne un paio) ogni partita è sostanzialmente must win ed è ora di non fare più passi falsi. Nella volata finale delle ultime 7-8 gare devono trovarsi al massimo a 2 vittorie di distanza oppure possono dire addio alla postseason. Tra 1 settimana tornerà Lonzo Ball, fondamentale a dir poco per gli equilibri difensivi gialloviola e per allungare decentemente la rotazione, i veterani stanno passando un periodo di forma tremendo e anche per loro è arrivato il momento di salire di colpi e guidare la squadra ai playoff. Tra questi è ovviamente compreso LBJ che non può e non deve astenersi dal competere al massimo livello per 48 minuti sui due lati del campo, i Lakers non possono permetterselo. Le due sfide cittadine con i Clippers e quella in trasferta a Sacramento saranno di fondamentale importanza per il tie breaker e per dare un po’ di morale. La coppa Magic e Pelinka e ancor di più Luke Walton, si giocano tantissimo in questo rush finale, non fare i playoff e non essere riusciti ad affiancare un all star al prescelto sarebbe qualcosa di criticabile e per Walton quest’annata verosimilmente sarebbe l’ultima sulla panchina gialloviola. Le ultime 5 partite saranno molto toste: Thunder, Warriors (in trasferta), Clippers, Jazz (in trasferta) e Trail Blazers (in trasferta), da queste gare può cambiare un anno di lavoro, perché in caso di raggiungimento dei playoff una serie contro Denver, ad esempio, sarebbe alla portata di LeBron e compagni, finale interessante e delicato.Di poco indietro troviamo Minnesota, che dopo l’affaire Jimmy Butler ha ridimensionato le ambizioni e un posto ai playoff al 98% non lo vedrà quest’anno, però al momento è difficile da tagliar fuori del tutto perché si trova in piena corsa. 14 partite contro delle squadra in zona playoff rendono il cammino ancor più tortuoso, tendenzialmente fra 6-7 gare potremo escluderli dal novero delle contender ad Ovest, ma fin quando l’aritmetica non li condanna sono da tenere d’occhio.

Dati di Fivethirtyeight.com

Il sito di riferimento in ambito di previsioni statistiche sullo sport è sicuramente fivethirtyeight.com, nella sezione NBA c’è una % di probabilità di eventi legati a squadre, derivata da algoritmi e da complesse valutazione di big data. La colonna con maggior predominanza di arancione indica la percentuale del raggiungimento dei playoff, quella successiva a destra (75% Warriors, 3% Nuggets) si riferisce alla possibilità di giocare le finali di conference e l’ultima è relativa alle chance di essere nelle NBA Finals 2019. Questi dati sono abbastanza accurati e molto spesso tendono a risultare esatti, non possono però tenere conto di tutti quegli aspetti che non rientrano in ambito numerico e per questo vanno sempre prese con le pinze; ad esempio il 75% di playoff per i Clippers e solo il 20 per i Lakers e il 14 per i Kings, sembra davvero opinabile. I più fiduciosi davanti a questi numeri dovrebbero essere i San Antonio Spurs che con uno sprint di 6-7 partite fatte bene potrebbero davvero staccare in anticipo un piazzamento in post season.

PERCHÉ BISOGNA AVERE FIDUCIA NEI LOS ANGELES LAKERS?

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Lonzo Ball.

Nelle molteplici situazioni negative della stagione gialloviola ci sono dei lati positivi, tra questi c’è sicuramente la solidità dimostrata da Hart e Kuzma, due role player a basso prezzo anche per il futuro (soprattutto il primo) sono due giocatori che possono performare bene pure con un ruolo marginale, sanno cosa devono fare nella NBA. Le enormi difficoltà difensive e la poca elettricità offensiva in certe fasi di gioco recenti, sono dovute in parte dall’assenza dell’infortunato Lonzo Ball; chiaramente la sua stagione non può essere definita in toni positivi, però lui è tra quelli su cui si potrebbe fare affidamento ai playoff in caso o comunque può essere una pedina importante in sede di trade. LeBron, Magic e Pelinka hanno lo scenario in cui portare 1-2 all star e quest’estate non potranno sbagliare, servono big player e loro devono riuscire a portarli tramite trade (Davis, Lillard, Beal) o tramite free agency (Durant, Leonard, Thompson), anche perché i free agent liberi saranno davvero tanti e i Lakers sono una delle destinazioni preferite.

PERCHÉ NON BISOGNA AVERE FIDUCIA NEI LOS ANGELES LAKERS?

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Elise Amendola, AP Photo)

Da Brandon Ingram ci si aspettava una stagione diversa, lo si pensava pronto ad essere il secondo violino del Re, per ora non lo è stato se non a tratti. L’obiettivo minimo dei playoff sembra allontanarsi e lo scambio fallito per Anthony Davis non è un buon segnale in vista del lavoro futuro del front office gialloviola. Rondo, McGee, Chandler e il resto dei veterani, sono stati eccessivamente altalenanti e troppo spesso dannosi per i risultati di squadra. Se è vero, ad esempio, che Rajon ai playoff si trasforma e cambia veste trasformandosi in uno pseudo All Star caliber player, è pur vero che in regular season si prende troppe pause e non è l’ideale per i Lakers 2018/2019; detto ciò la sua leadership sui giovani nel roster è sempre tangibile, anche più di quella di James a volte. Luke Walton non è riuscito minimamente a dare un gioco riconoscibile e funzionale alla squadra, in più in molti hanno tirato i remi in barca precocemente in certe gare e contesti, tenere tutti sulla corda uniti a lottare per un obiettivo è il compito del coach, nonostante in molti non si vedono più a LA l’anno prossimo. A Los Angeles tante volte si è fallito nel rebuilding e LeBron non è garanzia assoluta di successo in questo senso, l’età avanza e le possibilità di costruirci un contesto vincente intorno si riducono di finestra in finestra, per questo l’estate 2019 sarà infuocata.