Nets, le triple di Joe Harris e D’Angelo Russell stendono i San Antonio Spurs

d'angelo russell

I San Antonio Spurs chiudono il peggior “Rodeo Trip” della loro storia con una sconfitta al Barclays Center di Brooklyn, sotto la pioggia di triple di D’Angelo Russell, Joe Harris e dei Brooklyn Nets.

 

101-85 il risultato finale tra Nets e Spurs. Una prova da 23 punti, 8 assist, 7 rimbalzi e 5 triple mandate a bersaglio dell’ex LA Lakers D’Angelo Russell condanna San Antonio, cui non bastano i 49 punti della coppia LaMarcus Aldridge-DeMar DeRozan.

 

Spurs limitati ad un modesto 36.5% al tiro (4 su 24 da dietro l’arco dei tre punti) e già sotto di 14 punti (52-28) all’intervallo. Per Brooklyn, prova incoraggiante di un Caris LeVert in crescita nonostante le difficoltà al tiro (15 punti, 7 rimbalzi e 5 assist a fine gara) ed ennesima grande prestazione balistica del fresco campione della gara del tiro da tre punti Joe Harris.

 

 

Per l’ex Cleveland Cavs Harris sono 15 i punti a fine partita, con 5 triple a bersaglio su 6 tentativi. L’uomo in grado di battere persino Steph Curry sta viaggiando con uno spaziale 73% al tiro da tre punti nelle ultime cinque partite disputate (19 su 26), rivelandosi per coach Kenny Atkinson un validissimo sostituto per l’infortunato Spencer Dinwiddie.

 

Nelle ultime 10 gare giocate, sono 17.3 i punti a partita per Joe Harris, con 3 assist ed il 59% al tiro. Il giocatore al quarto anno da Virginia sta ottenendo in questa stagione il massimo in carriera per punti, percentuale al tiro e da tre punti e minuti di media.

 

 

Grazie alla vittoria di lunedì notte, i Brooklyn Nets (32-30) conservano il sesto posto nella Eastern Conference, ad una partita e mezza di distanza dai Detroit Pistons di Blake Griffin. I San Antonio Spurs beneficiano invece della sconfitta dei Sacramento Kings sul campo dei Minnesota Timberwolves e proteggono il loro ottavo posto ad Ovest, nonostante il periodo negativo (settima sconfitta nelle ultime 8 partite disputate).

DeMar DeRozan torna a Toronto, Spurs KO e standing ovation: “Degna fine della mia storia ai Raptors”

derozan sui raptors

Il ritorno di DeMar DeRozan a Toronto, da avversario in maglia San Antonio Spurs, era una delle tante date da non perdere indicate ad inizio stagione.

 

I Toronto Raptors di Kawhi Leonard e Kyle Lowry si sono imposti alla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario, per 120-117. Una partita tesa e difficile, risolta come nelle migliori tradizioni da un canestro di Leonard, su palla persa dell’ex idolo di casa DeRozan ad una quindicina di secondi dal termine.

 

23 punti e 8 assist a fine gara per DeMar, accolto con grandissimo affetto da quello che rimarrà per sempre il “suo” pubblico sia durante la presentazione dei quintetti di partenza, che a metà primo quarto, quando in occasione di un timeout viene proiettato sul maxischermo dell’arena un video-tributo alle nove stagioni da Toronto Raptors del 4 volte All-Star.

 

L’affetto del pubblico mi ha elettrizzato, mi ha dato una grande carica e la forza di scendere in campo e competere fino all’ultimo. Partita decisa da un paio di giocate e risolta da una mia palla persa, purtroppo. Ma una partita vera (…) penso che la partita di oggi sia stata per me il degno capitolo di chiusura. Sono tornato qui, ho rivisto tante facce familiari e mi sono tolto un peso da sopra le spalle (…) ricevere un’accoglienza del genere è qualcosa di veramente gratificante, l’ho apprezzata tanto. Lasciare il parquet dopo la sirena finale è stato il momento più emozionante, senza dubbio

 

– Ritorno di DeMar DeRozan a Toronto –

 

Col punteggio sul 117-116 Spurs e circa 20 secondi sul cronometro della partita ancora da giocare, Kawhi Leonard e Kyle Lowry pressano DeRozan all’altezza della linea di metà campo. L’ex Raptors perde il controllo del pallone sulla pressione difensiva, e consegna nelle mani dell’MVP dell finali NBA 2014 il facile canestro del +1 Raptors a 15.1 secondi dal termine.

 

Sapevo che sarebbe arrivato il raddoppio, nel tentativo di recuperare il pallone o commettere fallo” Così DeMar DeRozan a fine gara “Avrei dovuto stare più attento, non ho letto la situazione nel modo giusto“.

 

Sul successivo possesso Spurs, DeRozan scarica il pallone nelle mani di Davis Bertans che trova un tiro in palleggio arresto e tiro a fil di sirena. Il pallone del lettone rimbalza però sul primo ferro ed esce.

 

Il ritorno di DeMar DeRozan a Toronto, Kyle Lowry: “He’s my guy!”

 

17 punti e 5 assist in 36 minuti di gioco per Kyle Lowry, ex “gemello” di DeMar DeRozan per tanti anni a Toronto, che si aggiungono ai 22 con 6 rimbalzi di Pascal Siakam ed ai 17 con 5 triple a bersaglio per l’altro ex di giornata Danny Green.

 

Cosa ci siamo detti io e DeMar a fine gara? Gli ho solo detto che rimane il mio “socio”, e gli ho fatto gli auguri per il finale di stagione e per la corsa ai playoffs. La giocata finale? Dovevamo vincere, è stata una grande giocata difensiva, non abbiamo commesso fallo e segnato (…) DeMar? Una grande atmosfera qui oggi. La standing ovation, gli applausi dimostrano quanto DeMar sia stato importante per questa squadra e per la città. Un tributo bello e doveroso

 

– Kyle Lowry sul ritorno di DeMar DeRozan a Toronto –

 

 

Per Toronto (44-16) solo 4 punti ma 7 rimbalzi e 6 assist per Marc Gasol, alla sua quarta partita in maglia bianco-rossa, ed 11 punti in 19 minuti per Jeremy Lin. Grande prova in uscita dalla panchina per Marco Belinelli, autore di 21 punti in 31 minuti di gioco, con 5 triple mandate a bersaglio e 6 rimbalzi.

Pronostici NBA 18-19: Warriors-Spurs, ormai un classico della Lega

Pronostici NBA 18-19: Warriors-Spurs è la sfida della notte Nba, un match che negli ultimi anni ha voluto spesso dire Playoff e incontri avvincenti. La macchina di Steve Kerr è ancora in fase di rodaggio con l’innesto di Cousins mentre Popovich e i suoi non sembrano voler mai iniziare un processo di rebuilding. Poco prima, a Sacramento, arrivano il Barba e gli Houston Rockets.

Nella notte in cui LeBron James subisce la peggior sconfitta in carriera (-42 in casa dei Pacers), la notizia principale è di una trade tra Clippers e 76ersTobias Harris va a Phila insieme a Marjanovic e Scott in cambio di Chandler,Shamet, Muscala e 4 scelte. Sicuramente un ottimo innesto per il presente dei 76ers e uno sguardo al futuro per i losangelini, che sembrano però rinunciare così alla corsa Playoff.

Pronostici NBA 18-19: prima di Warriors-Spurs, match pirotecnico a Sacramento.

Sacramento Kings (28-25) vs Houston Rockets (31-22). Stagione vincente e avvicente fin qui per la squadra di Vlade Divac. La tanto auspicata crescita dei giovani sembra essere avvenuta e anche le scelte al draft sembrano portare in alto il team. L’impatto migliore nelle ultime uscite è di Marvin Bagley III, assoluto protagonista con doppie doppie a ripetizione. A breve la panchina inizierà a star stretta al prodotto di Duke che sta facendo vedere i motivi per essere stato scelto così in alto al draft. Gli ospiti vivono con l’otto volante James Harden, che sta continuando a macinare prestazioni da Mvp a ripetizione. Kobe ha detto che con questo tipo di gioco, Houston non vincerà l’anello e probabilmente ha ragione, ma non possiamo discutere la stagione del numero 13. Cris Paul sarà centellinato da qui alla fine della regoular season, per evitare il sovraccarico ad una muscolatura già abbastanza debilitata.

Quote

  • Money Line: Rockets (quota 1.71)
  • Handicap: Rockets -2.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 232.5

Suggerimento

  • Over 225.5 (1.51)

Pronostici NBA 18-19: Warriors-Spurs

Golden State Warriors (37-15) vs San Antonio Spurs (32-23). Tornati al miglior record di Conference, ora i Warriors cercano la quadratura del cerchio con l’inserimento di Demarcus Cousins negli ingranaggi. Le migliorie dovrebbero avvenire soprattutto nella fase difensiva, anche perché l’attacco dei giocatori della Baia è il numero 1 della Lega (116.6 off rating). Il centro ex Pelicans garantisce una presenza sotto le plance non indifferente, un aspetto che è sempre mancato a Golden State e con l’avvento dei Playoff crediamo anche che crescerà l’intensità generale. Ci sarà tempo poi per pianificare il futuro, anche se sembra che l’intenzione di Myers sia quella di rifirmare tutti.

Spurs che probabilmente terranno a riposo sia Aldridge che DeRozan. Una scelta abbastanza incomprensibile se dovesse verificarsi, anche perchè i due stanno giocando molto bene. I texani hanno messo 3 partite di vantaggio sul nono posto e devono comunque concentrarsi per accedere alla post season. La squadra di Greg Popovich sta dominando nelle statistiche al tiro, con la miglior percentuale dal campo nel tiro da 3 e ai tiri liberi, con il quarto attacco complessivo. Ci sono anche voci che vedono la dirigenza impegnata a cercare una nuova squadra a Pau Gasol, finito ormai ai margini del progetto.

Quote

  • Money Line: Warriors (quota 1.07)
  • Handicap: Warriors -13.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 229.5

Suggerimento

  • Warriors – 6.5 (1.56)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Milwaukee Bucks vs Washington Wizards: under 239.5 (1.44)
  • Dallas Mavericks vs Charlotte Hornets: Mavericks (1.44)

Rudy Gay stende i Suns, ma Gregg Popovich non è contento: “Noi patetici, Phoenix derubata”

playoff 2019

Pop being Pop. I San Antonio Spurs sopravvivono in casa ai Phoenix Suns grazie al provvidenziale canestro vincente di Rudy Gay e respingono l’assalto di uno scatenato Devin Booker.

 

All’AT&T Center di San Antonio, Spurs-Suns termina 126-124. Lo sforzo profuso dai suoi giocatori non ha convinto coach Gregg Popovich, che nel post partita “prende le difese” degli avversari di giornata Phoenix Suns, puniti sulla sirena finale da un gran canestro di Gay.

 

Phoenix impatta la gara sul 124 pari a 20 secondi dal termine con Josh Jackson, che schiaccia un palla persa di Marco Belinelli (17 punti e 5 assist a fine partita per Marco). Gli Spurs, senza timeout e privi di DeMar DeRozan (ginocchio sinistro), manovrano il pallone e consegnano nelle mani di Rudy Gay il possesso finale.

 

L’ex giocatore dei Memphis Grizzlies si alza dai sei metri marcato da Kelly Oubre Jr ed infila il canestro del definitivo +2 Spurs. Abbracci travolgenti per Gay, tifosi in festa e… Gregg Popovich furente a fine partita.

 

Siamo stati molto fortunati. Ci hanno sovrastato fisicamente e sul piano del gioco. Non abbiamo mostrato alcun rispetto per loro, ne per il gioco, non abbiamo giocato di squadra. Una prova patetica da parte, i Suns dovrebbe sentrirsi derubati

 

– Greggg Popovich dopo Spurs-Suns –

 

 

Sono 38, con 7 assist e 5 rimbalzi i punti di Devin Booker (14 su 19 al tiro). 16 punti per l’uomo partita Rudy Gay:

 

I Suns avevano un quintetto piccolo in campo, ho cercato di prendere il tiro migliore possibile senza chiamare blocchi. E’ una vittoria, e vale. Non siamo contenti di come è arrivata ma abbiamo vinto. Le buone squadre trovano il modo d vincere anche quando le cose non vanno bene. Il mio tiro? Un tiro del genere non si prende se non sia ha al convinzione di segnare

 

– Rudy Gay dopo Spurs-Suns –

Gregg Popovich: Ultima stagione alla guida degli Spurs?

Gregg Popovich elogia Adam Silver per il cambiamento del regolamento

Gregg Popovich: l’allenatore dei San Antonio Spurs ha recentemente raggiunto il terzo posto tra gli allenatori più vincenti della storia NBA. Successi interamente realizzati nella franchigia dell’Alamo, per uno dei matrimoni sportivi più duraturi di sempre. Ma questa unione, stando ad alcuni rumors, potrebbe esaurirsi quest’anno dopo più di vent’anni.

GREGG POPOVICH: LE VOCI SUL SUO FUTURO

 

Manuale San Antonio Spurs.
Coach Pop, 70 anni il prossimo 28 Gennaio

 

Secondo l’autorevole fonte del New York Times, l’allenatore degli Speroni è in scadenza di contratto con il team, ma non è sicuro di voler rinnovare. Anzi, addirittura si ritiene stia meditando il ritiro. Lo stesso Popovich, alla domanda di chiarimento sul suo futuro a margine del match vinto contro i Dallas Mavericks, ha glissato sull’argomento.

Non conosco la risposta alla tua domanda

 

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dei San Antonio Spurs R.C. Buford. Quest’ultimo e Pop hanno parlato molto negli ultimi tempi proprio per sistemare tale questione, ma a giudicare dalle parole di Buford, i colloqui non sembrano aver raggiunto dei risultati concreti.

Gregg allenerà finché sentirà di volerlo fare

 

In ogni caso, a prescindere dalla sua scelta, Gregg Popovich allenerà la nazionale statunitense di pallacanestro fino al 2020. Nei prossimi due anni coach Pop guiderà Team USA ai mondiali FIBA in programma la prossima estate in Cina e soprattutto ai Giochi Olimpici di Tokyo l’anno successivo.

Nel frattempo, in questa stagione, partita con molte difficoltà, San Antonio sta lentamente risalendo la china, per inseguire la 22esima apparizione consecutiva ai playoff. Dopo un inizio da 11 vittorie e 14 sconfitte gli Spurs hanno inanellato una serie di 15 vittorie e solamente 6 sconfitte, issandosi sino al sesto posto nella Western Conference.

Ora però, sull’annata bianconera, incombe il pesante nuvolone del possibile addio di uno dei più grandi allenatori della storia del gioco. E se risulta impossibile vedere Gregg Popovich alla guida di un’altra squadra NBA, è presumibile che l’altra unica grande avventura professionale nella carriera del leggendario coach sarà la nazionale americana. Perché il connubio Spurs-Popovich non potrà mai spezzarsi, comunque andrà.

Luka Doncic per Gregg Popovich? “Calma, intelligenza e coraggio, gran giocatore e grande persona”

Che persona, e che giocatore è Luka Doncic per Gregg Popovich?

Le lodi, pubbliche o meno, riservate al talento sloveno dopo soli tre mesi di regular season si contano a malapena. L’ignaro ed un poco autoreferenziale palco delle autorità del basket made in USA è stato travolto dal ciclone Doncic, a suon di numeri impressionanti, maturità cestistica ed umana e step-back threes che nemmeno James Harden (a quell’età).

Niente che noi europei, che abbiamo visto il giovine sloveno danzare sui campi da basket continentali per anni, non sapessimo già. Confidandosi per un momento con Mark Followill, telecronista per le partite dei Dallas Mavericks per Fox Sports, prima della palla a due tra Spurs e Mavs di mercoledì notte, il leggendario head coach dei nero-argento si è di fatto iscritto al numeroso fan club “We Love Luka”.

Ecco come si presenta Luka Doncic per Gregg Popovich:

Il suo segreto è il suo atteggiamento. Non sembra mai agitato, mai fuori controllo. E’ sempre così calmo, in campo legge con facilità spazi e posizione di compagni ed avversari, ed in ogni momento sa cosa fare. In più non ha timore di prendere tiri pesanti e di fare le giocate che servono per vincere una partita. (Doncic, ndr) ha saputo conquistarsi il rispetto dei suoi compagni, e la velocità con cui ha ottenuto tutto questo, da rookie poi, dice tanto di lui. Tutto ciò fa di Luka Doncic un grande giocatore ed una grande persona

– Luka Doncic per Gregg Popovich –

 

 

I San Antonio Spurs hanno battuto i Dallas Mavericks ancora privi dell’uomo mercato Dennis Smith Jr. per 105-101. Lo soveno ha chiuso la sua partita con 25 punti, 8 rimbalzi e 8 assist, cifre non sufficienti ad evitare ai suoi Mavs la quinta sconfitta nelle ultime 7 gare.

Marco Belinelli uno dei migliori per San Antonio: 17 punti e 2 assist per l’ex Chicago Bulls, in 24 minuti di gioco.

Tony Parker ritorna a San Antonio. Patty Mills: “Riceverà un grande benvenuto”

NBA Playoff 2018

Tony Parker ritorna questa notte a San Antonio, ma questa volta da avversario. Infatti, dopo 17 stagioni passate nel Texas, coronati da 6 convocazioni all’ all star game, 4 titoli NBA (2003-2005-2007-2014) e un MVP delle finali NBA (2007), durante la ultima offseason, Parker ha deciso di trasferirsi agli Charlotte Hornets, firmando un contartto da $10 milioni per due anni.

Questa scelta ha spiazzato i tifosi di San Antonio, che si aspettavano un ritiro in maglia Spurs, come gli altri due membri dello storico trio, Tim Duncan e Manu Ginobili.

“È un ragazzo speciale”. Ha detto coach Gregg Popovich a Tom Orsborn del San Antonio Express-News. “Mi sono sempre sentito come un secondo padre nei suoi confronti nel corso degli anni, ed è stato come un figlio in tutti i sensi”.

Le sue dichiarazioni si rispecchiano nel comportamento di Parker lo scorso aprile, quando morì la moglie di Popovich. Il veterano si trovava infatti in prima linea ad aiutare il coach e la sua famiglia. Popovich ha in seguito affermato che sarà strano vedere Parker con un altra divisa.

Patty Mills: “Parker riceverà un caloroso benvenuto
Mentre Kawhi Leonard è stato fischiato ad ogni giocata, nella scorsa partita casalinga degli Spurs contro i Raptors, ci si aspetta un’accoglienza diversa nei confronti di Tony Parker. Patty Mills ha infatti dichiarato: “Sta per ricevere un caloroso benvenuto“. Ha detto ad Orbson. La città lo ama, lo ha sempre amato, e lui è entusiasta per il suo ritorno”.
Parker ha giocato 1198 partite con gli Spurs, tenendo una media di 15.8 punti e 5.7 assist a partita.
Anche il 36enne sembra sentire il ritorno a casa, ha infatti detto a Express-News: “Non sarò sorpreso se ci saranno lacrime”. Ha poi continuato: San Antonio sarà sempre casa mia e una grande parte della mia vita. Ma, alla fine, sentivo che gli Hornets mi volevano di più“.
Appuntamento questa notte alle 2.30, ora italiana, all’ AT&T Center di San Antonio.

Gregg Popovich: Passato Jerry Sloan, è al terzo posto per vittorie

Popovich

Gregg Popovich, l’allenatore degli Spurs, entra sempre di più nella leggenda della pallacanestro. Con la vittoria thrilling ottenuta questa notte contro i Thunder di Westbrook dopo due supplementari, il coach ha scavalcato Jerry Sloan nella speciale classifica degli allenatori con maggiori vittorie.

Nello specifico, Popovich, che compirà il prossimo 28 Gennaio la bellezza di 70 anni, ha totalizzato 1222 vittorie, tutte allenando la franchigia texana dell’Alamo. Allo stato attuale, quindi, è al terzo posto, dietro a mostri sacri della palla a spicchi quali Lenny Wilkens e Don Nelson, irraggiungibili con rispettivamente 1332 e 1335 successi.

Il traguardo raggiunto da Pop è solamente l’ultimo di una lunga serie. Poche settimane fa, infatti, egli aveva scavalcato per numero di vittorie un altro grande ex allenatore, ossia Pat Riley. Inoltre, lo scorso 4 Febbraio 2017, l’attuale coach della Nazionale Statunitense aveva superato il già citato Sloan per maggior numero di successi con la stessa franchigia (1222 contro i 1128 dell’ex allenatore dei Jazz).

Oltre a questi record, poi, Popovich è anche al terzo posto per campionati NBA vinti con 5 titoli e al primo per maggiori premi Coach Of The Year (3).

Una carriera, dunque, quella del nativo di East Chicago ricca di soddisfazioni e di grandi trionfi. Il tutto, però, contrassegnato da un unico simbolo: quello degli Speroni. Il suo nome sarà per sempre legato alla storia di questo team, che ha intravisto la sua grandezza solamente grazie alla sapiente ed enigmatica guida del suo mentore di origini serbe e croate.

Notte da record a San antonio, Aldridge, Popovich, Russ e tanti tiri da 3

Spurs-Thunder da record, la partita tra Spurs ed Oklahoma City Thunder, decisa da due overtime e terminata con la vittoria dei padroni di casa di San Antonio, entra di diritto tra le candidate principali per la nomina di partita dell’anno.

Un “instant classic” che ha permesso ai San Antonio Spurs di ritoccare alcuni record di squadra e globali, e che ha fatto di coach Gregg Popovich il terzo allenatore più vincente nella storia della NBA.

All’AT&T Center di san Antonio, Texas, Spurs-Thunder finisce 154-147.

Spurs-Thunder da record, alcuni numeri

 

LaMarcus Aldridge segna 56 punti (nuovo career high per l’ex Blazers), Russell Westbrook si arrende lasciando sul campo una tripla-doppia da capogiro: 24 punti, 13 rimbalzi e 24 (!) assist in 49 minuti di gioco, con sole 3 palle perse.

Per gli Spurs, un tabellino da incorniciare ed esporre nel futuro museo alla memoria di una delle squadre più vincenti e caratterizzanti degli ultimi 30 anni di sport professionistico a livello mondiale.

I 56 punti di LaMarcus Aldridge sono la terza miglior prestazione offensiva personale di un giocatore dei San Antonio Spurs. L’ex giocatore dei Portland Trail Blazers si piazza alle spalle di David Robinson (71 punti; 1994) e George Gervin (63 punti; 1978). La partita dell’AT&T Center ha consentito a Aldridge di superare Magic Johnson al 78esimo posto nella classifica dei migliori marcatori All-Time NBA.

Russell Westbrook è diventato il primo giocatore NBA dai tempi di Isiah Thomas (1985) a giocare una partita da almeno 24 punti, 24 assist e 10 rimbalzi. Per Westbrook, la gara di San Antonio è la seconda partita in carriera da almeno 20 punti, 20 assist e 10 rimbalzi.

LaMarcus Aldridge è il nono giocatore a segnare almeno 50 punti in partita singola in questa stagione (Steph Curry, Kevin Durant, Blake Griffin, LeBron James, Derrick Rose, Kemba Walker e James Harden gli altri 8).

Spurs-Thunder da record, la partita più “alta” dal 2006

I 154 punti segnati dagli Spurs sono validi per la miglior prestazione offensiva di squadra da quando coach Gregg Popovich siede sulla panchina dei texani (l’era Popovich a San Antonio iniziò nel 1996), ed i San Antonio Spurs sono diventati la prima squadra dai tempi dei Phoenix Suns di Steve Nash (2010) a segnare più di 150 punti in una gara singola. Gli Spurs sono attualmente solamente 27esimi per punti segnati a partita (102.7).

Gli Spurs sono inoltre diventati l’unica squadra NBA a mandare a bersaglio più di dieci tiri da tre punti consecutivi negli ultimi 20 anni, come riportato da ESPN. Marco Belinelli e compagni hanno segnato 14 tiri da tre punti consecutivi, in una serata da 16 su 19 complessivo. San Antonio ha segnato 10 tiri da tre punti nel solo primo tempo, raggiungendo quota 14 prima di un errore di Derrick White.

Marco Belinelli ha chiuso la sua gara con 19 punti e 5 su 5 dalla lunga distanza.

L’ultima partita NBA in cui le due squadre abbiano superato i 300 punti segnati complessivamente risaliva al 7 dicembre 2006 (Phoenix Suns-New Jersey Nets 161-157).

Kristaps Porzingis, il potenziale, gli infortuni, l’attendismo dei Knicks… e i San Antonio Spurs

Porzingis Dallas

Secondo quanto riportato da Kevin O’Connor per The Ringer, i San Antonio Spurs sarebbero pronti nella prossima estate ad affilare le armi per andare all’assalto di Kristaps Porzingis dei New York Knicks.

Il lettone, tuttora in fase di riabilitazione dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, sarà eleggibile a partire dal 1 luglio 2019 per un’estensione contrattuale da 158 milioni di dollari complessivi in 5 anni con New York, o di 122 milioni in 4 anni con una nuova squadra.

In ottobre, i Knicks hanno rinunciato ad offrire a Porzingis la “qualifying offer” annuale da circa 9 milioni di dollari, con l’intenzione di blindare il talento lettone in estate. Dal canto loro, gli Spurs dovrebbero creare sufficiente spazio salariale per sottoporre un’offerta adeguata a Porzingis, che sarà restricted free agent in estate.

San Antonio è attualmente impegnata per più di 108 milioni in salari per la stagione 2019\20. Rudy Gay sarà l’unico free agent di rilievo, e creare lo spazio necessario per puntare alla giovane star dei Knicks implicherebbe la cessione, via trade, dei contratti di Pau Gasol (in scadenza nel 2020) e Patty Mills (2021), o di – in alternativa – LaMarcus Aldridge.

Kristaps Porzingis, il potenziale, gli infortuni, e l’attendismo dei Knicks

 

Secondo O’Connor, i New York Knicks sarebbero intenzionati a proporre a Porzingis un “contratto a tutele crescenti”, sulla base dell’accordo siglato nel 2017 tra Joel Embiid (all’epoca reduce da una stagione da sole 32 partite giocate) ed i Philadelphia 76ers.

“Solo” 84 degli oltre 147 milioni di dollari che i Sixers verseranno in 5 anni ad Embiid saranno infatti garantiti, una tutela adottata da Philadelphia in caso di ulteriori quanto inauspicabili problemi fisici per il forte centro camerunense.

Il timore di nuovi infortuni, che Porzingis potrebbe intendere come un segnale di scarsa fiducia del front office dei New York Knicks nei suoi confronti, ed un eventuale fallimento dei Knicks nella corsa ai grandi free agent dell’estate 2019 (Kevin Durant il nome da spendere per i NY), potrebbero spingere il lettone a considerare un futuro lontano dalla Grande Mela.

Appare al momento difficile ipotizzare uno scenario che veda i Knicks non intenzionati a pareggiare qualsiasi “offer sheet” avanzata per Kristaps Porzingis. La triade Fizdale-Mills-Perry pare già proiettata alla ricca classe del draft 2019, ed al momento non esistono tempi certi per il rientro in campo di Porzingis.

Kristaps, tanto talentuoso quanto fragile (ginocchio a parte, numerosi sono i piccoli problemi fisici accusati in carriera dal 23enne baltico) rappresenta attualmente la cosa più vicina ad un giocatore franchigia per una squadra tuttora in fase di uscita da una delle gestioni più sciagurate e mal assortite mai viste nella storia NBA recente (l’era Phil Jackson-Jeff Hornacek).

L’obiettivo Durant richiederà un ulteriore sforzo di cap relief (Courtney Lee ed i suoi 24 milioni di dollari in due anni sono sul mercato da inizio stagione), ed il recupero a pieno regime da un infortunio tanto grave (Jabari Parker, Zach LaVine, Danilo Gallinari) presenta incognite concrete.

Raptors KO a San Antonio, mare di fischi per Kawhi Leonard: “Me li aspettavo, io guardo avanti”

L’accoglienza riservata dal “popolo” degli Spurs per Kawhi Leonard a San Antonio, nella partita del ritorno da avversario all’AT&T Center, non è stata delle migliori, come da copione.

Il pubblico di casa ha perfidamente marcato la distinzione tra Leonard, fischiato sonoramente per l’intera gara, e Danny Green, coinvolto per motivi salariali e tecnici nella trade tra Raptors e Spurs, ed acclamato invece come un eroe di ritorno.

Gli ululati di disapprovazione dagli spalti del palazzo dello sport di San Antonio, Texas, iniziano già alla comparsa di Kawhi Leonard in campo per il riscaldamento pre-partita, ad AT&T Center ancora mezzo vuoto.

I fischi? Me li aspettavo. Non sono sorpreso, li avevo messi in conto. Un può sperare, pensare a questo e quello e prepararsi alla peggior accoglienza possibile, sapevo ci sarebbero stati tanti fischi, ma anche qualche applauso

– Ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio –

 

Raptors troppo rimaneggiati (ancora fuori Kyle Lowry e Jonas Valanciunas), e San Antonio Spurs troppo carichi, difficile aspettarsi un partita equilibrata. I padroni di casa segnano 38 punti nel solo primo quarto (38-19), Rudy Gay e Demar DeRozan premono sull’acceleratore e segnano 16 punti in due nei primi 12 minuti di gara.

Nel secondo quarto, il vantaggio Spurs cresce sino a +25 (50-25), DeRozan è scatenato e chiude il primo tempo a quota 19 punti segnati. Dopo 24 minuti (67-51) la partita è già in ghiaccio per San Antonio. Un determinatissimo DeMar trova nella seconda metà di gara giusto il tempo di mettere assieme la sua prima tripla doppia in carriera (21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist in 33 minuti).

Kawhi Leonard a San Antonio: “La rottura con gli Spurs? Ci penserò quando smetterò di giocare”

 

I San Antonio Spurs hanno proiettato prima della palla due un video-tributo per i due ex di giornata Kawhi Leonard e Danny Green. Leonard ha chiuso la sua partita con 21 punti e 5 assist in 32 minuti, guidando un attacco che – in contumacia Kyle Lowry – fatica a creare e segnare buoni tiri, soprattutto dalla lunga distanza (6 su 30 da tre punti, 0 su 6 per Green).

Dall’altra parte, il pallone per i caldissimi San Antonio Spurs (22-17, 7-3 nelle ultime 10 partite giocate) è leggerissimo. DeMar DeRozan e compagni chiudono col 55.4% al tiro, ed il 48.1% al tiro da tre punti (13 su 27), mandano sei uomini in doppia cifra.

Segnali di una partita tra le tante, ma non come una delle tante. A fine gara, Kawhi Leonard si intrattiene per alcuni minuti sul parquet dell’AT&T Center con Gregg Popovich, con lo storico preparatore atletico nero-argento Chip Engelland e con alcuni ex compagni.

Gregg Popovich ha poi commentato l’accoglienza incontrata da Kawhi Leonard a San Antonio, dicendosi “dispiaciuto”:

Mi è dispiaciuto per lui, per la situzione. Kawhi è un bravo ragazzo, tutti nella vita prendiamo decisioni difficili, pensiamo al nostro futuro e a cosa può essere meglio per noi, è un nostro diritto. Onestamente si, mi è dispiaciuto (…) Possiamo pensare a questa partita come ad una partita speciale, forse a ragione, ma la verità e che noi cerchiamo di non pensare mai ad una sola gara. Guardiamo il quadro generale, pensiamo ad eseguire il nostro piano partita ed a giocare meglio del nostro avversario di giornata. Questo è quello che vogliamo fare, a prescindere da chi abbiamo di fronte

– Gregg Popovich sul ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio –

 

 

Così il protagonista della serata Kawhi Leonard a fine partita:

Abbiamo giocato abbastanza male, soprattutto in difesa. Gli Spurs sono stati bravissimi a spingere e trovare i tiratori sul perimetro (…) i fischi? Penso che in questi mesi i media abbiano fatto un buon lavoro nell’influenzare il pubblico, ero dunque preparato ad un’accoglienza simile, il terreno erà già stato preparato. Rimpianti per come sono andate le cose l’anno scorso? A volte si, ma oggi è un nuovo anno, una nuova stagione, ed io sono concentrato esclusivamente su ciò che ci attende. Sconfitta a parte, sono contento di aver chiuso la partita senza farmi male, abbiamo bisogno però di tornare su alcuni punti. A quello che è successo la stagione passata ci penserò quando avrò smesso di giocare. Ora devo solo guardare avanti e migliorare giorno dopo giorno

– Kawhi Leonard a San Antonio –

Pronostici NBA 18-19: Spurs-Raptors, il ritorno di Kawhi

Pronostici NBA 18-19: Spurs-Raptors non è solo il big match della nottata ma è anche il ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio dopo la burrascosa stagione scorsa, in cui sostanzialmente il giocatore non è sceso in campo chiedendo poi la trade alla squadra texana. Emozione anche per Demar Derozan che ha compiuto il percorso inverso e ora è alla corte di Popovich.

Thunder-Jazz, Paul George

Protagonista nella notte è stato Paul George, autore di 37 punti e soprattutto dominatore allo Staples Center, che gli ha riservato un trattamento non proprio amichevole. Un fantastico Joel Embiid ha condotto i 76ers alla vittoria in back to back sui Suns mentre si sono visti segnali di risveglio da Gordon Hayward, capace di 35 punti in uscita dalla panchina.

Pronostici NBA 18-19: Spurs-Raptors

San Antonio Spurs (21-17) vs toronto Raptors (28-11). Per quanto i protagonisti hanno affrontato la vigilia del match in maniera tranquilla, non possiamo credere che qualcosa non si smuoverà negli animi dei giocatori e del pubblico. Gli Spurs sono in ripresa, sono tornati in zona playoff e si intravede una squadra. Probabilmente la convivenza tra Lamarcus Aldridge Demar Derozan inizia a funzionare, con i due che si stanno conoscendo ed è evidente che finora in carriera avevano orbitato in zone limitrofe del campo. Anche la panchina inizia a dare i frutti e l’impatto di Derrick White sta passando sotto traccia. Non sono da titolo ma è sicuramente presto per non vederli più ai playoff.

Per Kawhi Leonard sarà un test non indifferente, anche se il prodotto di San Diego State, lo sappiamo, non è di molte parole/emozioni. Per i canadesi una prova interessante per accorciare sui Bucks e per continuare a prendere consapevolezza di potersela giocare con tutti ad armi pari. I Raptors presentano il quinto attacco della lega, fatto di tanto ritmo ed energia, sfruttando le doti ad esempio di Paskal Siakam, che sta evolvendo sempre di più, dimostrando che allenandosi duramente si possono ottenere risultati. L’assenza confermata di Lowry fa propendere leggermente per i padroni di casa

Quote

  • Money Line: Spurs (quota 1.72)
  • Handicap: Spurs -1.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 216.5

Suggerimento

  • Over 209.5(1.48)

Pronostici NBA 18-19: dopo Spurs-Raptors, ennesimo capitolo della saga Warriors-Rockets

Golden State Warriors (25-13) vs Houston Rockets (21-15). I rumors parlano di Golden State in cerca di un centro, in modo da coprire il ritorno di Cousins. Effettivamente la squadra di coach Kerr sta soffrendo parecchio sotto le plance, dove non basta l’energia di Green. Nel frattempo sembra essere tornato il vero Klay Thompson, che è tornato a stracciare la retina come siamo abituati a vederlo. Per il resto è probabile che la migliore versione dei campioni la vedremo dopo l’All Star Game. Procede invece spedita la marcia di James Harden che sta giocando la sua pallacanestro (che può piacere o meno), portando a casa vittorie e cifre assolutamente incredibili. Rimane il rammarico di non vedere Cris Paul per capire le reali potenzialità di questo team, arrivato ad un soffio dalle Finals lo scorso anno. In questo match out anche Eric Gordon, quindi lavoro extra in arrivo per l’Mvp in carica.

Quote

  • Money Line: Warriors (quota 1.27)
  • Handicap: Warriors -8.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 225.5

Suggerimento

  • Warriors – 4.5 (1.52)