I Los Angeles Lakers hanno considerato l’idea di tornare al Forum di Inglewood?

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Il giorno prima che i Los Angeles Clippers annunciassero i nuovi piani per la costruzione di un’arena ad Inglewood, il magnate Irving Azoff ha fatto trapelare un’idea alla proprietaria dei Lakers Jeanie Buss ed alla top advisor Linda Rambis riguardo a una possibile mossa che avrebbe potuto tagliare fuori i Clippers, e provocare un terremoto nello sport losangelino.

Il Los Angeles Times ha pubblicato uno scambio di mail tra i soggetti sopracitati, riguardante la proposta fatta da Azoff di trasferire i Lakers al Forum, alla scadenza del contratto di leasing dello Staples Center, nel 2025.

Dalle conversazioni contenute delle mail si evince un forte interesse di Jeanie Buss verso il Forum, interesse sostenuto da Azoff, consapevole del grande affare dal punto di vista economico: “Possiamo tenerlo esattamente così com’è, o costruire un bellissimo nuovo impianto per i Lakers e per i concerti” si legge in una delle tante mail scritte da Azoff “Abbiamo anni per decidere, ma ora lo progetteremo comunque per ogni evenienza“.

Nelle mail tra Azoff, Buss e Rambis non mancano poi frecciate soprattutto verso Steve Ballmer, proprietario dei Clippers, definito “Balls”, in riferimento ai suoi piani di costruzione del nuovo palazzetto dei Los Angeles Clippers

Il Forum di Inglewood è stato la casa dei Los Angeles Lakers a partire dal 1967, dopo che la franchigia aveva giocato per sette anni alla LA Memorial Sports Arena dopo il trasferimento da Minneapolis nel 1960. La squadra avrebbe poi vinto sei titoli NBA al Forum, prima di trasferirsi allo Staples Center nel 1999.

Il 2024/2025 sarà l’ultimo anno di contratto per i Lakers allo Staples Center, e la famiglia Buss ha comunicato pubblicamente che nessuna proposta verrà presa in considerazione, ne tanto meno quella di Azoff e del Forum, e che l’intenzione della squadra è quella di rimanere a downtown L.A. A giudicare dal contenuto delle mail, sembra però essere vero il contrario.

Lakers e Inglewood, i Clippers rischiano di rimanere senza una casa

Le e-mail sono tra le decine di migliaia di documenti prodotti in sede della causa legale tra la Madison Square Garden Company di James Dolan contro la città di Inglewood, presso la Corte Superiore della Contea di Los Angeles, sui progetti di costruzione della nuova arena dei Los Angeles Clippers.

Nella causa, MSG afferma che il sindaco di Inglewood James T. Butts Jr avrebbe indotto la società a porre termine al suo contratto di affitto di terreni di proprietà demaniale, atta ad area di parcheggio, al fine di favorire la costruzione della nuova arena. Il sindaco ha però negato tutte le accuse.

L’intenzione dei Clippers sarebbe quella di costruire un’arena sfruttando circa 22 dei 298 acri di terreno lungo West Century Boulevard, parte dell’area dei nuovi stadi di Rams e Chargers. Il progetto dell’arena, frutto di un contratto esclusivo di tre anni tra L.A. Clippers e città di Inglewood, è in una fase studio che ne dovrà determinare l’impatto ambientale.

Steve Ballmer ha dichiarato che uno dei motivi che lo ha spinto al progetto di una nuova arena per i Clippers è quello di dare la possibilità alla squadra di comandare il calendario delle partite casalinghe (i Clippers sono al momento la terza squadra dello Staples Center, dietro a Lakers e Los Angeles Kings, NHL), in un impianto pensato esclusivamente per la pallacanestro.

LeBron: “L’ultima tra me e Dwyane Wade, solo qui o al Madison Square Garden sarebbe stata possibile”

Sul 105-108 Lakers, Dwyane Wade amministra l’ultimo possesso Heat con 10 secondi sul cronomentro della partita. LeBron James marca l’ex compagno, non salta sulla finta sul perimetro di Wade e lo costringe ad un tiro impossibile da 8 metri.

Miami recupera il rimbalzo, ma il tiro di Justise Winslow va sul primo ferro, e James raccoglie il pallone. Sirena e ultimo atto della recita di Dwyane Wade e Lebron James in archivio.

Nel post partita, Wade dichiara: “LeBron mi conosce troppo bene, sapeva cosa avrei tentato di fare sull’ultimo tiro, sotto di tre. Due giocatori competitivi che amano giocare, e che in 16 anni di carriera hanno avuto un grande impatto dentro e fuori dal campo, nella NBA“.

Wade ha giocato la sua ultima partita contro l’amico di sempre LeBron James (a meno di – al momento -improbabili viaggi sino alle finali NBA di Miami Heat e Los Angeles Lakers). Ed ha “sprecato” l’occasione di pareggiare i conti tra i due: dopo la vittoria di stanotte, il conteggio delle sfide tra James e Wade dice 17-15 per l’ex Cavs.

“17 a 15!”James irrompe nell’intervista post gara di Dwyane, per ricordargli chi comanda. Continua Wade:

Sapevo che, man mano che la partita si fosse avvicinata al termine, la consapevolezza di essere per l’ultima volta su un campo NBA assieme a LeBron sarebbe arrivata. E dopo la sirena finale, abbiamo avuto un momento in cui ci siamo guardati: ‘E’ stato un bel viaggio, ci siamo proprio divertiti

– Dwyane Wade –

 

 

LeBron James sottolinea il palmares di Dwyane Wade, e la sua grande generosità fuori dal campo per rendere il giusto tributo all’amico, alla sua ultima stagione da giocatore NBA:

Dwyane è un 3 volte campione NBA, un MVP delle finali, è un medagliato olimpico… comunque lo vogliate celebrare, un padre eccezionale, un padre che è addiruttura riuscito ad ottenere la custodia effettiva dei suoi figli (Zaire e Xavier, avuti con la prima moglie, dopo una battaglia legale, ndr), il che è una cosa incredibile, non se ne parlerà mai abbastanza. Quest’anno si è preso un permesso per paternità… ha fatto tutto alla sua maniera, la maniera di Flash. Un campione vero, nessuno potrà mai togliergli tutto questo

– LeBron James su Dwyane Wade –

 

LeBron James: “L’estate in cui Dwyane mi fece il mazzo”

 

LeBron James ricorda di aver notato Dwyane Wade per la prima volta durante la seconda stagione a Marquette di Wade: “Ho pensato subito che Dwyane fosse un giocatore speciale, l’ho visto distruggere Louisville, e poi mettere una tripla-doppia contro Kentucky al torneo NCAA l’anno successivo. Pensai: ‘Questo ragazzo sarà un problema per tutti‘.

James e Wade si conoscono al Draft Combine (camp riservato ai futuri iscritti al draft NBA) 2003 di Chicago, ed assieme fanno il loro ingresso nella lega. Sette anni più tardi, i due diventano compagni di squadra a Miami, inaugurando con una promessa (non uno, non due, non, tre, non quattro…) la stagione del Big Three James-Wade-Bosh in Florida.

I titoli conquistati saranno “solo” due.

Quattro le finali giocate. La prima di queste, la serie persa per 4-2 contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki nel 2011, è un dramma sportivo per LeBron.

Un James esitante e sotto pressione cede alla distanza, segna solo 17 punti a partita (quanto sono lontani quei giorni, ora?), e si consegna alle critiche di un mondo tanto pronto ad eleggere un giorno il suo nuovo Re, quanto deciso ad abbatterlo il giorno dopo, al primo segno di debolezza.

Dopo la sconfitta, James, Wade e rispettive famiglie partono per una vacanza assieme, alle Bahamas:

Quell’estate, mi fecero il mazzo. Dwyane, il mio agente Rich Paul, Gabrielle (Union, moglie di Wade, ndr) e mia moglie Savannah. Mi dissero: ‘devi tornare ad essere quello che eri. Sappiamo che ora tutti ti stanno ritraendo in un certo modo, ma tu non sei così, non sei arrivato fino a qui giocando con l’atteggiamento da io contro il resto del mondo. Devi tornare ad essere quel mix tra Magic Johnson, Penny Hardaway ed MJ (Michael Jordan, ndr). Tu sei questo, e nient’altro. Sei come sei, non sei qualcun altro, non provare ad esserlo’ Questo solo nel primo giorno di vacanza. Poi non ne parlammo più, ma presi la cosa davvero a cuore. Da quel momento le cose cambiarono, per me

 

LeBron James: “O allo Staples o al Madison Square Garden, non c’erano altri luoghi”

 

LBJ racconta poi l’ultimo possesso della partita tra Lakers e Heat, dal suo punto di vista:

Non avrei dovuto marcare io Dwyane, ma c’è stato un cambio difensivo e mi sono ritrovato su di lui. C0sì come Dwayne mi aveva marcato sull’ultimo nostro possesso, era giusto così. Dopo la gara gli ho detto: ‘quali erano le chance che la nostra ultima partita assieme si giocasse su un palcoscenico del genere?’ E lui: ‘Grazie per essere venuto a giocare qui (a Los Angeles, ndr)‘ C’erano solo due posti in cui avremmo potuto chiudere: Los Angeles o il Madison Sqaure Garden a New York. Ho sentito che lo Staples Center è stato il teatro giusto per il nostro ultimo incontro, L.A. le star… Per noi due, dopo il lungo viaggio che abbiamo fatto per arrivare fino a qui, da dove siamo partiti, non c’era davvero posto migliore. Giocare l’ultimo possesso l’uno contro l’altro, poi… sono contento che lo Staples abbia apprezzato

– LeBron James su Dwyane Wade e Los Angeles –

 

 

Lakers, Kobe Bryant: “Bello ritrovare l’atmosfera di un tempo qui allo Staples Center”

Kobe Bryant ospite allo Staples Center di Los Angeles per assistere in prima fila a Lakers-Nuggets.

Seduto di fianco a Rob Pelinka, GM dei Lakers, Kobe ha tifato e gioito per la vittoria dei giallo-viola, guidati dalla tripla doppia di LeBron James e dalla grande partita di Lonzo Ball.

Bryant non è un frequentatore abituale del suo ex “palazzo dello sport”, dalle cui volte pendono le gigantografie delle sue maglie “8” e “24”, ritirate lo scorso dicembre.

Nel post-gara, il Mamba si è detto felice di aver ritrovato allo Staples Center l’atmosfera di un tempo, dei giorni delle vittorie del decennio scorso:

E’ davvero bello riavere un certo tipo di atmosfera qui allo Staples

– Kobe Bryant ospite allo Staples Center –

Davanti allo sguardo (immaginiamo) severo di Bryant, i Lakers hanno rimontato uno svantaggio di 8 punti a metà del quarto periodo, battendo i Nuggets 34 a 25 nell’ultima frazione di gioco.

Ancora privi di Rajon Rondo e Brandon Ingram, squalificati, tocca a Kyle Kuzma e Lonzo Ball scortare il Re alla vittoria finale.

Menzione d’onore per Lance Stephenson, che con 12 punti, 4 rimbalzi e 4 assist in 24 minuti di azione si è guadagnato il plauso ed i complimenti di Bryant: “Lance mi ha davvero impressionato“.

Uno Stephenson elettrizzato a così commentato la presenza di Kobe allo Staples:

Davvero, dico, Kobe… è stato un onore averlo qui alla partita… uno dei miei giocatori preferiti di sempre… dopo la partita è venuto da noi e ci ha detto ‘bella partita’, così – capirete – sono un tantino su di giri…

– Lance Stephenson su Kobe Bryant ospite allo Staple Center –

Fonti ben informate, in una serata parca di dichiarazioni ufficiali da parte del fu Black Mamba, rivelano come Bryant abbia gradito la performance di Kyle Kuzma, autore di 22 punti.

https://youtu.be/LgBLeMUKWyk

 

LeBron James: “L.A. atmosfera pazzesca, abbiamo dato tutto in campo”

LeBron pazienza-LeBron James, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at T-Mobile Arena

LeBron James-LA: “Los angeles, atmosfera pazzesca!”

La rissa finale tra Chris Paul, Rajon Rondo e Brandon Ingram è riuscita – incredibile a dirsi – ad oscurare l’esordio allo Staples Center di Los Angeles di LeBron James.

Gli Houston Rockets hanno portato a casa la vittoria, e rubato la scena ai Lakers. James ha segnato 24 punti ma nulla ha potuta contro gli 11 punti nel quarto periodo dell’MVP in carica James Harden.

A fine gara, LeBron James ha ringraziato i fan e mostrato apprezzamento per l’accoglienza riservatagli dal pubblico di casa:

L’atmosfera era davvero pazzesca, i tifosi davvero elettrizzati. Abbiamo dato tutto quello che avevamo per loro, purtroppo non abbiamo saputo vincere la partita, ma l’ambiente era davvero carico”

Fin troppo carica, probabilmente. Un fallo “flagrant” di James Ennis III con 4.13 da giocare sul cronometro del quarto periodo ha innescato una rissa tra Chris Paul, Rajon Rondo e Brandon Ingram. Rissa terminata con l’espulsione dei tre.

JaVale McGee, autore di una prova da 16 punti e 6 rimbalzi in soli 16 minuti di gioco, ha parlato nel post partita:

Abbiamo giocato davvero una grande partita, stanotte, e credo che la rissa ci abbia penalizzato, alla fine. Senza rissa, avremo vinto, probabilmente

 

Steve Ballmer: “I Clippers non giocheranno mai a perdere, non finiremo come i Sixers”

I Los Angeles Clippers non saranno più quelli di Lob City, o una squadra da 50 e più vittorie nella Western Conference, ma il proprietario Steve Ballmer predica comunque ottimismo: niente tanking, e fuga dallo Staples Center quanto prima.

Come riportato da Helene Elliott del LA Times, l’ex CEO di Microsoft Steve Ballmer, che rilevò nel 2014 i Clippers dalle scomode mani di Donald Sterling, esclude senza indugio alcuno che la sua squadra “farà mai la fine” dei Philadelphia 76ers.

Dopo la fine dell’era Chris Paul, i Clips hanno pezzo dopo pezzo smembrato quella che l’ex Matt Barnes definì “una delle squadre più forti a non aver mai vinto il titolo“. J.J. Redick, Blake Griffin, e per ultimo DeAndre Jordan non abitano più qui, ovvero allo Staples Center.

I perni dei Clippers post-smobilitazione sono – oltre a coach Doc Rivers – Lou Williams, Tobias Harris (fino a quando?) e Danilo Gallinari, il cui ricco contratto penzola però a mo’ di esca davanti agli uffici degli altri 29 general manager NBA, hai visto mai.

Dal draft è arrivato invece Shaivonte Aician Gilgeous-AlexanderShai per gli amici – talentuosa point guard canadese da Kentucky.

↔️ Our guys. #NBARooks ↔️

Un post condiviso da LA Clippers (@laclippers) in data: Ago 12, 2018 at 3:03 PDT

Dalle pagine del Los Angeles Times, Steve Ballmer s’è dunque rivolto ai tifosi dei Clippers, tranquillizzandoli sul futuro della franchigia di L.A.

Steve Ballmer: “Non finiremo per anni sul fondo della classifica come i Sixers”

Il plenipotenziario dei bianco-rossi non vuol sentir parlare di tanking, soprattutto davanti agli abbonati per la stagione NBA 2018\19, che prenderà il via il 16 ottobre.

Così Ballmer ad un incontro con gli abbonati:

“(Il tanking) non è da noi, nossignore. Faremo bene, non scenderemo mai in campo per perdere per un anno, per due, Penso che siamo in una situazione tale che non finiremo come i Philadelphia 76ers, che hanno passato 5, 6 anni a fare letteralmente schifo. Come potremmo guardarvi di nuovo in faccia se dovessimo prestarci ad una cosa del genere?

– Steve Ballmer sul futuro dei Clippers –

I Los Angeles Clippers, che in estate hanno raggiunto un nuovo accordo con la guardia ex Boston Celtics Avery Bradley e ridato il benvenuto in California a Luc Richard Mbah a Moute, avranno ampio margine di manovra per la free agency 2019. Più di 40 milioni di dollari di spazio salariale da investire nella caccia a nomi come Kawhi Leonard e Jimmy Butler.

Steve Ballmer: “I Clippers ad Inglewood entro sei anni”

Una delle priorità per il futuro dei Clippers nelle intenzioni di Steve Ballmer è la costruzione della nuova arena.

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Lo Staples Center di Los Angeles

Los Angeles è l’unica città d’America ad ospitare due franchigie di una delle maggiori quattro leghe professionistiche nello stesso palazzetto, lo Staples Center sito a Downtown Los Angeles (che ospita anche i Los Angeles Kings della NHL).

Ballmer ha individuato in Inglewood la sede per la nuova casa dei Los Angeles Clippers. La cittadina, attualmente sede dei Los Angeles Rams della NFL e, soprattutto, casa storica degli L.A. Lakers di Magic Johnson e dello Showtime negli anni ’80, si oppone da mesi al progetto di costruzione del nuovo palazzetto della seconda (sempre e comunque) squadra della Città degli Angeli.

Il proprietario dei Clips è comunque deciso a dare battaglia su tale fronte.

Andremo ad Inglewood, cascasse il mondo. I Clippers avranno la loro casa. Stiamo lavorando ad un piano che possa rendere la cosa possibile, vogliamo farlo. Per come funziona qui a Los Angeles, se partissimo oggi, in al massimo sei anni potremo riuscirci

– Steve Balmer sulla nuova arena dei Clippers ad Inglewood, California –

 

Sono state annunciate le divise del prossimo All-Star Game di Los Angeles

In attesa della scelta delle squadre da parte dei capitani Lebron James e Stephen Curry avvenute questa notte, sono state rivelate le nuove divise del prossimo All-Star Game di Los Angeles.

Manca ormai poco alla tradizionale weekend dell’All-Star Game. Per quest’anno la tradizionale parata di stelle avverrà allo Staples Center con diversi cambiamenti già annunciati ad inizio stagione.

All-Star Game 2018: ecco le nuove divise

Qualche giorno fa sono terminate le votazioni che hanno eletto come capitani delle due squadre dell’All-Star Game i due leader di Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors: Mr. LeBron James e Mr. Stephen Curry.

Il giocatore più votato è stato il numero 23 dei Cavaliers che avrà l’arduo compito di scegliere il primo giocatore che entrerà a a far parte del suo team, dopo le votazioni che hanno deciso anche i titolari.

Durant, Harden, Davis e Cousins sono stati selezionati per la Western Conference, mentre Antetokounmpo, Irving, DeRozan e Joel Embiid sono stati scelti per la Eastern Conference.

Intanto in queste ultime ore la Nba, come riportato anche dalla redazione di ‘Espn.com‘ hanno mostrato per la prima volta le divise della rassegna di Los Angeles 2018. Le divise fornite dal brand Jordan saranno bianche e nere con il simbolo della squadra di appartenenza ideate e realizzate da Conrad Burry.

Divise All-Star Game 2018. Fonte Twitter @ConradBurry
Divise All-Star Game 2018. Fonte: Twitter @ConradBurry

 

Kanter: “ASG? Facciamo due squadre tra chi pensa che la terra sia piatta e…”

L’NBA sta rivoluzionando le tradizioni della lega col passare del tempo: in questo ultimo periodo infatti, sono state ritoccate regole e competizioni come l’All Star Game.

L’ultima curiosa modifica però, è arrivata nell’ultimo mese, con l’annuncio di un All Star Game diverso dal solito. Il nuovo formato proporrà la presenza di due capitani(i più votati), che avranno il compito di formare i roster che si affronteranno nella serata del 18 Febbraio. Gli allenatori dovranno scegliere i 7 giocatori che partiranno dalla panchina, mentre quelli del quintetto saranno come al solito selezionati dal voto del pubblico e media e giocatori stessi(50% pubblico, 25% giornalisti, 25% giocatori). La partita si terrà allo Staples Center di Los Angeles.

La proposta di Enes Kanter

Molti giocatori si sono espressi in merito alla nuova formula dell’All Star Game, ma uno in particolare, ha conquistato l’attenzione di tutti. Il giocatore in questione è Enes Kanter che ad Ian Begley di ESPN dichiara: “Farei una squadra di Hoodies contro chi pensa che la terra sia piatta per questo All Star Game“.

La proposta ha subito conquistato il pubblico, che ha riempito i social di commenti a riguardo, facendo pensare addirittura alla realizzazione di questa stramba idea.

Fortunatamente la discussione ha mantenuto sempre toni ironici, ma ora vi chiediamo… Se si giocasse una partita del genere, chi sarebbe il vincitore ? E chi inserireste nelle due formazioni ideate da Enes Kanter ?

 

Chris Paul: “Vorrei avere anch’io una statua allo Staples Center!”

CHRIS PAUL NELL’OLIMPO DELLO STAPLES CENTER

Fino ad oggi sono presenti allo Staples Center le statue di: Shaquille O’Neal, Jerry West, Kareem Abdul-Jabar e Magic Johnson, che son tutti campioni appartenenti alla Los Angeles Giallo-Viola.

Ma se si volesse dedicare una statua ad un giocatore dei Los Angeles Clippers, a chi verrebbe dedicata secondo voi ?

Secondo noi, e secondo lo stesso giocatore, questa statua andrebbe a Chris Paul, uomo franchigia ormai da molti anni dei Clippers.

Quando al veterano viene chiesto se vorrebbe entrar a far parte dell’olimpo allo Staples Center risponde:

“Non ti mentirò: al momento non ci sto pensando ma è chiaro che vorrei avere anch’io una statua allo Staples Center e continua, “bisognerebbe poi decidere dove, se nella parte anteriore o posteriore. Adoro questa idea ma prima di arrivarci devo fare ancora molto.”

Chris Paul dichiara quindi di pretendere ancora molto da sé stesso nei prossimi anni di carriera, per potersi meritare un monumento in suo onore e cercherà, dovesse rimanere a Los Angeles, di portare il più in alto possibile la sua franchigia.

#3 CHRIS PAUL

CP3 SU I SUOI CLIPPERS

Infine a Paul viene chiesto cosa ne pensa attualmente della sua squadra e lui dichiara:

“Abbiamo avuto i nostri alti e bassi in stagione, ma ora dobbiamo concentrarci sulla serie contro Utah e portare a casa il miglior risultato possibile, possiamo farlo”.

Non si può sapere se Chris Paul quest’estate, da free agent, volerà verso altri lidi, ma bisognerà vedere se i Clippers vorranno ancora puntare sulla stella col numero 3 e forse il futuro, di entrambe le parti, quest’anno dipenderà proprio dall’esito di questi Playoffs.

 

Lakers, i paperoni della NBA

In questi ultimi anni le stagioni dei Los Angeles Lakers, sul campo, son state fallimentari, troppo spesso però ci dimentichiamo che le franchigie NBA sono delle vere e proprie aziende, e qual è l’obiettivo principale per un’azienda? Il profitto. Con questo breve articolo andremo a fare i conti in tasca alla prestigiosa squadra lacustre, per la stagione 2014-2015.

La franchigia, guidata dalla famiglia Buss, ha chiuso la stagione passata con un totale entrate di 304 milioni di dollari, i gialloviola sono la squadra con maggior profitto in NBA, grazie al contratto ventennale firmato con l’emittente “Time Warner Cable SportsNet” per un totale di 3,6 miliardi di dollari, pari a 180 milioni annuali. Le entrate derivanti dai soli posti a sedere dello Staples Center han fruttato 98 milioni a fronte di un pagamento stipendi di “solo” 76 milioni. Quest’ultimo dato è incoraggiante, nonostante un roster non all’altezza, il pubblico californiano è rimasto fedele alla squadra. Per concludere, l’utile netto per la stagione 2014-2015 è stato di ben 133,4 milioni!

I dati della stagione appena passata non sono ancora stati resi ufficiali, tuttavia, abbiamo disponibili dati interessanti su una giornata di RS che difficilmente dimenticheremo: 13 Aprile 2016, Lakers vs. Jazz, l’ultima del Mamba. ESPN  rivela che il solo merchandising allo store dello Staples Center ha fruttato alle casse gialloviola 1,2 milioni di dollari (battuto il record del 2007 appartenente ai Led Zeppelin). In media ogni spettatore ha speso 230 dollari biglietto compreso. Oltre ai soliti gadget, erano in vendita anche oggetti “particolari” e, permettetemi, di dubbio gusto: cappellini di pelle di agnello e serpente, cappelli in cashmere con diamanti (24.000,00 $ l’uno) e giacche tempestate di Swarovski (5.824,00 $ l’una). La vendita online ha fruttato invece la bellezza di 2 milioni.

Alcuni cappellini in vendita nello store dello Staples Center
Alcuni cappellini in vendita nello store dello Staples Center

 

L’All Star Game 2018 si svolgerà a Los Angeles

Probabilmente l’NBA lo annuncerà giovedì, ma ormai i rumors prendono consistenza: nel 2018 sarà la Città degli Angeli e di Hollywood ad ospitare il weekend vetrina della lega. Los Angeles era già stata scelta nel 2004 e nel 2011 e in entrambi i casi né i Lakers né i Clippers avevano fatto gli onori di casa, e sarà così anche nel 2018.

Nonostante l’agonismo sia ormai vicino allo 0 nell’All Star Game ed eccezion fatta per l’ultimo, clamoroso Slam Dunk Contest (gli altri somigliavano più a delle imitazioni di quelli passati), il fascino di questo weekend resta intatto. Ma soprattutto si tratta dell’evento commerciale più globale che l’NBA possa offrire per allargare ulteriormente i suoi già larghi confini. Non a caso negli ultimi anni sono state selezionate New Orleans, New York e Toronto (sede dell’ultima edizione), posti decisamente famosi e attraenti.

Un’eccezione in questo senso sarà rappresentata da Charlotte: la ridente città del North Carolina non ha certo il potenziale e il nome delle location sopracitate, ma per Michael Jordan non si può non fare uno strappo alla regola:  l’anno prossimo a febbraio coloro che parteciperanno al famigerato evento si riuniranno tutti alla Time Warner Cable Arena.

Cavs @Lakers 120-118 : Cleveland saccheggia lo “Staples Center” con uno splendido Loul Deng

Alla sua terza partita con la canotta dei Cavs, Luol Deng (27 pts, 5 rbz, 4 ass) lascia la sua impronta in trasferta contro i Lakers con un sontuoso 5/5 dalla lunga distanza.

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Partita sempre equilibrata con i Lakers che chiudono in vantaggio la prima frazione di gara.

Nel secondo tempo (piu precisamente nel terzo quarto) Cleveland piazza il break decisivo che permetterà agli uomini di coach Brown di vincere.

Oltre a Deng, dalla lunga distanza hanno contribuito anche il rookie Matthew Dellavedova (11 pts, 3/5 da tre punti), Dion Waiters (17 pts, 2 rbz, 4 ass, 2/2 da tre punti) e un discreto Kyrie Irving (13 pts, 1 rbz, 4 ass, 2/2 da tre).

Da segnalare anche i 18 punti con 18 rimbalzi e 6 assist per il solito Varejao , mentre Tristan Thompson chiude con 15 punti e 13 rimbalzi.

 

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In casa Los Angeles best-scorer è Nick Young (28 pts, 1 rbz, 6 ass) seguito da Joodie Meeks (26 pts, 3 rbz, 4 ass).

Stoico Pau Gasol che ha giocato una buona partita (anche se troppo spesso lasciato solo in difesa dai suoi compagni contro Varejao e Thompson) nonostante un fastidio ad un ditto del piede.

Lo spagnolo chiuderà con 20 punti, 12 rimbalzi e 3 assist.

 

UP Next Lakers: Mercoledì @ Phoenix

UP Next Cavs : Mercoledì @ Portland

Celtics @Clippers 105-111: seconda vittoria per Doc Rivers contro il suo passato, sesta sconfitta consecutiva per i Celtics

Nonostante l’assenza per infortunio di Chris Paul (3/5 settimane-spalla destra) i Clippers continuano a vincere allo Staples Center (16 vittorie su 19 partite casalinghe disputate).

Solita gara concreta per Blake Griffin (29 pts, 6 rbz, 8 ass) ben assistito da Jamal Crawford (26 pts, 2 rbz, 6 ass) e da DeAndre Jordan (11 pts, 13 rbz).

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Per Boston discreta prova per Jordan Crawford (24 pts, 2 rbz, 8 ass) e per Bradley (24 pts, 4 rbz, 2 ass).

Sicuramente troppe le palle perse dai Celtics (18), che hanno innescato puntualmente il portentoso attacco dei Clippers (meravigliosa la schiacciata di Griffin su Humphries).

 

UP Next Clippers : Venerdì vs LA Lakers

UP Next Celtics : Venerdì @ Golden State