Steve Kerr sulle “non-parole” di Westbrook: “Potrebbe essere pericoloso per la lega”

Kerr su Westbrook

La brutta situazione degli Oklahoma City Thunder in questi playoffs sta generando malumori tra i protagonisti, tanto che Steve Kerr ha voluto attaccare Russell Westbrook. Il motivo della discussione è stato generato dalle mancate risposte in conferenza stampa dell’ex MVP.

Steve Kerr su Westbrook: le parole

Nervosismo, pressione. Molti sono i motivi per cui una persona non è disposta a parlare. Il comportamento di Westbrook di venerdì nella conferenza stampa post-game ha sollevato alcune critiche, una arrivata direttamente da Steve Kerr.

L’allenatore dei Golden State Warriors ha giudicato negativamente la condotta del numero 0 dei Thunder, che si è rifiutato di rispondere alle domande di Berry Tramel del The Oklahoman. Questo atteggiamento verso la stampa – secondo Kerr –  potrebbe rovinare tutto ciò che si è creato in questi anni, dal rapporto tifosi-giocatori alla popolarità generale della NBA.

Penso che possa essere pericoloso per la lega. Dobbiamo stare molto attenti. Siamo in un bel momento attualmente, siamo popolari, i fan amano il gioco, la dinamica sociale e anche la moda. Ma soprattutto amano il legame con i giocatori. Devi fornire risposte ai tifosi. Fa parte del gioco. Non c’è bisogno di grandi risposte, ma la non comunicazione può essere pericolosa perché i tifosi sono abituati a vedere giocatori educati. Non uccidiamo la lega

 

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The teleporting Brodie 😂 #whynot @MountainDew

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E’ intervenuto direttamente anche il giornalista in questione Berry Tramel. Per lui il problema non è personale, ma generale.

L’idea che Westbrook abbia qualche problema con me è sbagliata. Credo abbia un problema con la stampa in generale. Non so dove sia nata questa sua diffidenza, ma so che i Thunder gliel’hanno permesso e questo ha fatto peggiorare le cose negli anni. Ormai è troppo tardi per rimediare

A rincarare la dose Jusuf Nurkić – fuori per infortunio – che con un tweet nella notte ha voluto provocare i suoi avversari, finiti sotto 3-1 nella serie.

Steve Kerr coccola il miglior Kevon Looney della stagione: “Teniamocelo a lungo!”

Steve Kerr coccola Kevon Looney, giocatore diventato essenziale per le fortune dei Golden State Warriors dopo l’infortunio di DeMarcus Cousins.

Rimesso sotto contratto per un’ulteriore stagione dopo tre annate in maglia Warriors per fare da affidabile riserva del neo acquisto Cousins l’estate scorsa, Looney dovrà di nuovo vestire i panni del centro titolare per i bi-campioni NBA in carica, alternandosi con col veterano Andrew Bogut.

Le prime tre partite della serie contro i Los Angeles Clippers hanno visto Kevon Looney viaggiare a 11.7 punti e 3.7 rimbalzi di media a partita, in nemmeno 18 minuti d’impiego. Efficienza garantita da parte di un giocatore che, dopo due stagioni solide in un minutaggio ridotto avrebbe potuto ottenere un contratto più vantaggioso altrove, già l’estate scorsa.

L’anno scorso, dopo che la squadra non gli aveva proposto la qualifying offer, ero terrorizzato all’idea di vederlo andare via, era stato un giocatore così importante per noiCosì Kerr al San Francisco ChronicleMa siamo stati fortunati che non ci siano state squadre in grado di offrirgli di più, visto il mercato contratto dell’estate scorsa. E spero che quest’anno saremo in grado di tenerlo qui ancora, e a lungo, perché negli anni (Looney, ndr) si è dimostrato un giocatore davvero importante per noi“.

Il piano è questo” Chiude Steve Kerr. Kevon Looney sarà di nuovo free agent a fine stagione, ed il suo compagno Andre Iguodala spera di vedere premiati in futuro gli sforzi del lungo ex UCLA, anche lontano dagli Warriors: “Spero che possa avere il contratto ed i soldi che merita, quindi non qui (riferendosi alla situazione salariale di Golden State, ndr)”.

La NBA ha intanto annunciato di aver rescisso il doppio fallo tecnico assegnato a Kevin Durant e JaMychal Green durante il terzo quarto di gara 3 allo Staples Center di Los Angeles.

Kevin Durant è perfetto in gara 3, Clippers demoliti e Warriors avanti: “Aggressivi sin dall’inizio”

Kevin Durant si scrolla di dosso Patrick Beverley ed i Los Angeles Clippers nella larghissima vittoria dei suoi Golden State Warriors allo Staples Center di L.A. in gara 3.

38 punti ed un primo quarto perfetto per Durant, e partita indirizzata verso il risultato finale di 132-105 da un primo periodo da 41 punti segnati per gli Warriors.

Andrew Bogut prende il posto di DeMarcus Cousins in quintetto e chiude la sua partita con 8 punti, 14 rimbalzi e 5 assist in 25 minuti di gioco.

Ordinaria amministrazione per Steph Curry (21 punti in soli 20 minuti) e Klay Thompson (12 in 33 minuti). Kevin Durant, reduce da una partita da 9 palle perse, 8 tiri tentati, e terminata anzitempo per raggiunto limite di falli, attacca la gara dal primo possesso di gara 3, giocando spalle a canestro contro il più piccolo Beverley ed inducendo coach Steve Kerr a chiamare continuativamente giochi per lui.

E’ stato aggressivo sin dalla palla a due, sia in attacco che in difesa” Così Kerr “Lo aveva detto ieri (mercoledì, ndr), lui è Kevn Durant, non serve sapere altro. Un due volte MVP delle finali NBA reduce da una brutta partita, il risultato non poteva che essere questo“.

38 punti, 14 su 23 al tiro e 7 assist nella gara di Kevin Durant: “Coach Kerr ha chiamato alcuni giochi per me all’inizio, e questo ha segnato il ritmo della partita. Post-up, passaggi consegnati, qualcosa che volevamo fare subito ad inizio partita: sfruttare il post ed i blocchi di Andrew Bogut. Siamo stati pazienti in attacco“.

I 38 punti di Durant sono valsi un piccolo ma significativo traguardo per la star degli Warriors, che ha superato Magic Johnson al 14esimo posto nella lista dei migliori marcatori di ogni epoca ai playoffs NBA. Il prossimo in lista? Hakeem Olajuwon.

Riconosce la netta sconfitta di gara 3 l’avversario giurato di Kevin Durant in questa serie, Patrick Beverley: “Mi ha portato in post basso da subito. Sapevo che (Durant, ndr) sarebbe stato aggressivo dall’inizio, ha segnato subito un paio di canestri e le cose per lui sono diventate più facili. Io dovrò fare un lavoro migliore per evitare che prenda posizione così facilmente, ma oggi è stato grande, merito a lui“.

Durant e JaMychal Green si sono visti fischiare un doppio fallo tecnico durante il terzo quarto. Un fischio che ha lasciato sorpreso l’ex OKC Thunder: “Io e Green stavamo solo commentando un’azione, ed è arrivato il fischio da chissà dove (…) spero venga rescisso al più presto perché non vorrei condizionare la mia squadra, ne pensare che gli arbitri mi abbiano preso di mira“.

Durant è oggi a quota 3 falli tecnici (in altrettante partite), a quota 7 scatterebbe di default la sospensione per una partita.

Steve Kerr sul quintetto Warriors, “Iguodala giocherà spesso al posto di Cousins”

Dopo una vittoriosa gara 1, i Golden State Warriors sono pronti a sfidare nuovamente nella notte i Los Angeles Clippers, in un match valido per il primo turno dei playoffs NBA. Coach Steve Kerr ha però aperto alla possibilità di vedere un’importante cambio nel quintetto titolare della franchigia californiana, con Andre Iguodala al posto di DeMarcus Cousins per affiancare Stephen Curry, Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green.

“È il miglior quintetto della lega, quindi lo useremo molto di più durante i playoffs rispetto a quanto fatto nella regular season” , ha detto l’ex giocatore dei Bulls ai microfoni di Nick Friedell di ESPN.

Questa scelta consentirebbe agli Warriors di usufruire della grande velocità di cui sono dotati i cinque campioni NBA, pur non potendo competere con la fisicità dei centri avversari.

Iguodala in quintetto: quale destino per DeMarcus Cousins?

Le parole di Kerr provocano certamente qualche perplessità riguardo il ruolo di DeMarcus Cousins, che sarebbe costretto dunque a partire dalla panchina.

Diventerebbe di certo un grande rinforzo dalla panchina, senza escludere la possibilità di vederlo tra i cosiddetti “Hamptons Five” in sostituzione di Draymond Green, permettendo a Golden State di avere in campo cinque all stars, nonché eccellenti tiratori da tre.

Gli Warriors non si preoccupano degli arbitri, Kerr: “Ai Playoff tutto diverso”

Steve Kerr playoffs

Abbiamo visto tante volte durante la stagione regolare diversi membri dei Golden State Warriors prendersela con gli arbitri. Come, ad esempio, dopo la sconfitta recente all’overtime contro i Minnesota Timberwolves, quando Curry definì con ironia l’arbitro l’MVP della serata.

Ora, tuttavia, si avvicina il periodo più importante della stagione NBA, i Playoff. Dopo tante diatribe, Steph Curry non sembra preoccuparsi dell’impatto che gli ufficiali di gara avranno sulle partite di Postseason. Per Nick Friedell di ESPN, Steph ha dichiarato durante l’allenamento del venerdì:

“Il problema più grande per noi, ed è stato argomento di conversazione nelle ultime settimane, è che gli arbitri fischiano quello che vedono e questo non ci può distrarre da ciò che stiamo provando a fare. Continueremo ad impegnarci, a dare il massimo e a gasarci per le nostre giocate, e non possiamo permettere a buone o cattive chiamate arbitrali di fermarci dal farlo, ed influenzare una serie o una partita. Vedrete come attiveremo il nostro interruttore”

Kerr: “Ai Playoff tutto diverso”

Anche Coach Steve Kerr ha trattato l’argomento ufficiali di gara:

“Ai Playoff non è possibile arbitrare come in Regular Season. Se lo facessero, le partite durerebbero ore e ci sarebbe un fallo in ogni azione. Perciò chiarito questo, dico ai fan che urleranno davanti alla TV <Quello in Regular Season sarebbe stato fallo!> che no, non è così che funziona. Il compito degli arbitri nei Playoff è di assecondare lo scorrere della partita, ed è molto difficile con le difese fisiche dei Playoff. (…) Chiaramente questo è molto difficile, e non sono bene come facciano. Ma è per questo che la Lega prende solo gli arbitri migliori”

Il primo turno Playoff vedrà contrapposti a Golden State i Los Angeles Clippers. La squadra di Kerr sembra avere tutti i favori del pronostico sulla compagine di Danilo Gallinari. Sarà comunque un banco di prova interessante per vedere come gli Warriors approcceranno questa Postseason.

Warriors, sedicesimo fallo tecnico per Kevin Durant, ma non sarà sospeso per gara 1

Ci ha messo pochissimo Kevin Durant, la stella dei Golden State Warriors, a vedersi fischiato il sedicesimo fallo tecnico in stagione, nella partita di ieri contro i Memphis Grizzlies.

In condizioni normali questo sarebbe sinonimo di squalifica. Fortuna sua e degli Warriors che ieri si è giocata l’ultima gara di regular season e con l’inizio della post season il computo dei falli tecnici verrà azzerato.

Kevin Durant si vede affibbiare il fallo tecnico da Kane Fitzgerald quando sul cronometro ci sono ancora 9:39 da giocare nel primo quarto. Al fischio segue il disappunto dello stesso Durant e di coach Steve Kerr.

Così Durant nel post partita: “L’ho urtato ma è stato un contatto accidentale, stavo solamente andando a pulire le scarpe fuori dal campo, lui ha pensato che lo stessi seguendo verso il tavolo centrale“, Continua poi giustificandosi: “mi pulisco le scarpe ogni volta che il gioco si ferma“.

Kevin Durant, 16esimo tecnico ma niente squalifica

Momenti di apprensione sulla panchina Warriors successivamente all’assegnazione del fallo tecnico. Coach Kerr si è girato subito verso il Vice President of Communications Raymond Ridder, seduto in panchina, chiedendo: “Sarà sospeso?“, la risposta ha avuto esito negativo (i falli tecnici della regular season non sono rilevanti nella postseason) e gli animi dell’allenatore si sono subito calmati.

Kevin Durant non salterà dunque la prossima partita, poiché questa coinciderà proprio con l’inizio dei playoffs.

Sabato 13 aprile la Oracle Arena di Oakland ospiterà la gara 1 di primo turno, dove i campioni in carica se la vedranno con i Clippers di Danilo Gallinari. Sarebbe stato quindi un grosso problema per gli Warriors cominciare la post season senza il numero 35, viste anche le condizioni precarie di Steph Curry, infortunatosi alla caviglia dopo meno di dieci minuti contro i Pelicans e fuori dalla partita di ieri contro i Grizzlies.

Solo un piccolo spavento per Steve Kerr quindi. Durant che ha chiuso la sua regular season con una prestazione da 21 punti e 6 assist in 18 minuti nella sconfitta esterna per 132-117 in casa dei Memphis Grizzlies, potrà tranquillamente essere in campo domenica alle 2.00 ora italiana.

Il numero 35 dei Warriors ha lasciato trapelare ultimamente del nervosismo, visibile già nella partita contro i Pelicans, dove è stato espulso in conseguenza di un doppio fallo tecnico.

“We Believe”, gli Warriors salutano la Oracle Arena: “Oakland, ci vediamo ai playoffs!”

I Golden State Warriors disputano l’ultima partita (di regular season) alla Oracle Arena e ad Oakland, e scelgono la squadra del 2007 capitanata da coach Don Nelson per rendere omaggio alla città ed al loro pubblico.

Steph Curry e soci sigillano il primato nella Western Conference travolgendo dei rimaneggiati Los Angeles Clippers (131-104 il risultato finale), ed indossando la maglia che fu di Stephen Jackson, Baron Davis, Andris Biedrins e Monta Ellis.

Una precisa scelta della squadra, che ha deciso di sorprendere i giocatori tenendo nascosta la notizia fino all’ultimo, e scelto di “citare” una delle edizioni Warriors più amate dal pubblico della vecchia Oracle Arena, la squadra capace di abbattere la testa di serie numero 1 Dallas Mavericks al primo turno dei playoffs 2007.

Prima della palla due è coach Steve Kerr a prendere la parola:

Oggi è l’occasione per festeggiare come se fosse l’ultima partita qui alla Oracle, ma per fortuna ce ne saranno altre prima della fine, ed avremo bisogno di ogni singola goccia della vostra energia e di tutto il vostro supporto (…) abbiamo qui con noi un banner che celebra i 47 anni passati in questa arena, e questo banner sventolerà alto dall’anno prossimo nel nuovo Chase Center. Grazie a tutti, ci vediamo ai playoffs!

I Golden State Warriors giocheranno dalla prossima stagione nel nuovissimo Chase Center di San Francisco, la città “gemella” di Oakland dal lato opposto della Baia di San Francisco: “Per 47 anni voi tifosi avete accompagnato la squadra attraverso ogni tipo di difficoltà” prosegue Kerr “Ed ora questa squadra ha ripagato tutto questo affetto. Sin dal primo momento in cui ho messo piede in questa arena, nel lontano 1988 durante la mia prima stagione, ho sentito tutta l’energia che proviene da questo parquet e dal pubblico. Qui ho avuto modo di vivere e commentare la partita NBA più rumorosa della mia carriera, la gara 6 di quegli Warriors, quelli di “We Believe”, e  per tutto l’entusiasmo, il tifo e la vicinanza che mi avete dato da allenatore della squadra, e che ci avete dato, grazie di cuore“.

A Golden State non hanno dubbi: i Lakers e Lebron torneranno

Curry-contro-lebron-james

La storia principale della NBA nelle ultime settimane sono stati, ovviamente, i fallimenti dei nuovi Los Angeles Lakers di Lebron James. In tanti hanno espresso la loro sulla situazione e sulle colpe da assegnare, tra giocatori, allenatore e front-office.

Questa notte i Lakers, o quello che ne rimane, sono stati sconfitti dai Golden State Warriors. E anche le stelle di Oakland hanno detto la loro sulla questione gialloviola.

Curry: Lebron e i suoi si riorganizzeranno, Walton è in gamba!

Steph Curry ha incontrato Lebron nelle ultime quattro Finali NBA, con un record positivo di 3-1. Questa notte i due non si sono incontrati sul campo per l’ultima volta in stagione, avendo James chiuso la sua annata con qualche settimana d’anticipo.

Ovviamente non si incontreranno per la quinta volta di fila alle Finals, dalle quali il numero 23 gialloviola mancherà per la prima volta dopo 8 partecipazioni consecutive. Curry ha parlato così, durante il riscaldamento pre-partita, della serie interrotta del “King” e della questione Lakers per Ohm Youngmisuk, penna di ESPN:

“E’ diverso, ma alla fine a quante finali è stato? Otto? Questa per lui è un’esperienza come nuova, in meglio o in peggio (…) Ovviamente il resto della Lega è pieno di talento e proseguirà, ma lui potrà sempre vantare questa ottima serie di stagioni”.

Il suo compagno Kevin Durant è d’accordo con lui:

“Senza dubbio è una situazione strana per lui. Ma è una nuova esperienza. Non siamo abituati ad avere tutto questo tempo libero per staccare dallo sport e dalla vita ad esso connessa. Lui potrà farlo subito dopo la stagione (…) Forse un bel po’ di riposo gli farà bene”.

Curry ha parlato di quello che si aspetta dai gialloviola per il prossimo anno:

“Sono abbastanza sicuro che saranno in grado di resettare tutto e rifare gruppo la prossima stagione (…) Ovviamente quando Lebron arriva nella tua squadra le aspettative raggiungono picchi altissimi, e tutti gli infortuni non hanno aiutato”.

Ha infine speso qualche parola per Coach Luke Walton.

“Sinceramente non sono cosa gli succederà, chi lo sa, ma gli faccio gli auguri per il futuro. E’ un Coach in gamba, chiunque sarebbe fortunato ad essere allenato da lui”.

Per Steve Kerr il lavoro di Walton è stato impossibile

Tutti conoscono ormai l’attuale situazione della panchina Lakers, una scottante telenovela che prosegue da un mese. In tanti hanno espresso i loro pensieri a riguardo, e il pluri-campione NBA Steve Kerr non è voluto essere da meno.

Per il giornalista Californiano Kyle Goon ha dichiarato:

“Il lavoro ai Lakers è stato impossibile. Sarebbe stato impossibile per chiunque. Troppi infortuni ne hanno frenato lo sviluppo. Precedentemente nella stagione sembravano pronti a interrompere l’astinenza dai Playoff, ma gli infortuni come quello di James li hanno tormentati (…) Quando ci hanno battuti a Natale giocavano come un top team dell’Ovest”.

“Sono molto dispiaciuto per loro. Io vorrei che tutti i giocatori siano sempre in salute!”

 

Cliff Dixon, amico d’infanzia di Kevin Durant, ucciso in una sparatoria ad Atlanta

Cliff Dixon, ex giocatore di Western Kentucky a livello collegiale ed amico d’infanzia della star dei Golden State Warriors Kevin Durant, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco all’esterno di un night club di Atlanta, Georgia.

La notizia è stata confermata dal dipartimento di polizia di Chamblee, Georgia. Le autorità stanno al momento indagando per omicidio.

Dopo due anni trascorsi a Western Kentucky tra 2009 e 2011, la carriera di Dixon, 32 anni, era proseguita oltreoceano. Originario di Suitland, Maryland, Dixon fu amico d’infanzia di Kevin Durant, un legame poi proseguito negli anni e con l’ingresso tra i professionisti dell’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder.

Durant aveva citato Dixon tra le persone a lui più vicine dopo la vittoria del titolo di MVP nel 2014. La madre di Kevin Durant, Wanda, ha pubblicato sul proprio profilo Twitter un sentito messaggio di condoglianze per la famiglia di Cliff Dixon.

Steve Kerr: “Momento difficile per Kevin, giocare gli sarà d’aiuto”

Kevin Durant ha voluto scendere comunque in campo per la sfida casalinga tra Golden State Warriors ed Indiana Pacers (dominata dai bi-campioni NBA in carica per 112-89).

Coach Steve Kerr ha appoggiato la decisione della sua star:

Ho parlato con kevin. E’ un momento molto difficile per lui e per la sua famiglia. Anche Quinn Cook era molto amico della vittima…. il morale oggi prima della gara era davvero basso, abbiamo fatto dell gioco il nostro rifugio (…) poter essere in campo e perdersi nel flusso del gioco, lasciarsi andare è un buon metodo per affrontare una tragedia come questa

Secondo i primi rilievi effettuati dalla polizia, Dixon sarebbe stato freddato all’esterno del ST. Lounge di Chamblee, Georgia, subito dopo il suo arrivo da un uomo che sarebbe poi fuggito a piedi.

Post Thunder-Warriors, Kerr: “La sconfitta con i Suns ci ha aperto gli occhi”

Post Thunder-Warriors, Kerr: "La sconfitta con i Suns ci ha aperto gli occhi"

Post Thunder-Warriors soddisfacente per il team della Baia. I bi-campioni Nba, la scorsa notte sono tornati ad incidere il proprio ritmo in vista dei Playoff.

Post Thunder-Warriors, coach Kerr: “I miei ragazzi stanno migliorando a vista d’occhio”

I Golden State Warriors stanno tornando ai livelli d’eccellenza. I bi-campioni Nba guidati in panchina da coach Steve Kerr hanno ottenuto uno dei successi più importanti della loro stagione.

Il team della Baia, infatti, è uscita vittoriosa dalla battaglia intensa contro gli Oklahoma City Thunder guidati da Russell Westbrook e soci, apparsi incapaci di contrastare il super quintetto della Baia.

Lo strapotere fisico e tecnico messo in mostra dai Warriors ha colpito molto lo stesso head coach Steve Kerr, che al termine del match ha elogiato la sua squadra dopo la grande prova offerta alla Chasepeake Energy Arena di Oklahoma City.

Ecco le parole rilasciate da Kerr ai microfoni di ‘Espn.com‘:

I miei ragazzi stanno giocando bene e sono contento del loro apporto in questo incontro. Abbiamo difeso bene e abbiamo dato un grande apporto in difesa specie nei momenti più importanti del match. Sicuramente la sconfitta incassata in casa con i Suns ci ha aperto gli occhi. Stiamo giocando meglio e i miglioramenti si stanno vedendo. Sono ottimi presupposti per partire con il piede giusto per i Playoff”.

Infortunio alla caviglia per Durant contro i Phoenix Suns

infortunio alla caviglia per Durant

Preoccupazione nella notte in casa Warriors: infortunio alla caviglia per Durant che esce dal parquet anticipatamente. Ancora da valutare le condizioni reali del giocatore.

Infortunio alla caviglia per Durant: parla Kerr

Sconfitta inaspettata nella notte italiana, con i Golden State Warriors sconfitti dai Phoenix Suns ultimi nella Western Conference. La squadra di Steve Kerr si scontra con un Devin Booker da 37 punti, 8 rimbalzi e 11 assist che porta la franchigia dell’Arizona a imporsi contro i campioni in carica per 115 a 111.

 

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Il fanalino di coda della NBA espugna la Oracle Arena che vive momenti di apprensione per l’uscita dal campo anticipata di Kevin Durant. L’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder a 6:34 minuti dalla fine della partita si dirige negli spogliatoi per un problema alla caviglia, procuratosi dopo uno scontro fortuito con DeAndre Ayton. 

Sembra non essere preoccupato l’allenatore della squadra Steve Kerr che dopo aver parlato con il suo numero 35 riferisce a Mark Medina di Mercury News:

Penso che andrà tutto bene. Non dovrebbe fare nemmeno la risonanza magnetica. Ho parlato brevemente con lui e non pensa che sia nulla di grave

Durant ha lasciato la squadra sul 91 pari, non potendo aiutare nei minuti finali i compagni a imporsi sui Suns. Per lui nella notte:

  •  25 punti
  • 9/17 di tiro
  • 2 rimbalzi
  • 3 assist
  • 2 palle rubate

Warriors, Green: “Problemi difensivi non sono colpa di DeMarcus Cousins”

“I nostri problemi difensivi non sono da ricondurre a DeMarcus Cousins”, cosi Draymond Green ai microfoni di Nick Friedell di ESPN.com. Il lungo dei Warriors ha parlato al termine della vittoria dei suoi per 122-105 contro i Denver Nuggets nella scorsa notte.

 

Dichiarazioni forti e chiare quelle del giocatore di Golden State che non ha voluto incolpare il “nuovo innesto” per un periodo non positivo dei suoi.

 

DeMarcus Cousins show con Denver: le parole di Green e Kerr

 

“Tutti vogliono parlare della difesa di DeMarcus”, ha detto Draymond. “L’ho già detto nella scorsa partita, non abbiamo giocato con l’energia giusta e nel modo in cui dovevamo fare. A tutti piace dire che i problemi sono arrivati da quando c’è lui ma non è cosi. Dobbiamo solo tornare a giocare come sappiamo e tutto verrà messo a posto. Oggi siamo andati molto meglio ed il suo contributo è stato importante”.

 

La risposta difensiva di Cousins, tuttavia, non si è fatta attendere e Boogie ha chiuso il match con i Nuggets con 13 punti, 6 rimbalzi, 6 assist, 6 stoppate e 3 recuperi.

 

“DeMarcus è stato fantastico”, ha detto coach Steve Kerr al termine della gara. “Sei stoppate, tre palle rubate, era dappertutto in difesa: è stato grandioso il suo atteggiamento oggi”.

 

Il lungo 28enne ha saltato i primi 3 mesi della stagione per recuperare al meglio dall’infortunio al tendine d’Achille occorso nella scorsa stagione ed è stato firmato dagli Warriors con un annuale a cifre contenute per il livello di giocatore che è. Se riuscisse a rimanere su questo livello anche ai playoff sarà davvero dura battere Golden State al meglio delle 7 partite.