Three Points – Davis-Lakers, gioco a perdere

La volata finale prima della sospiratissima pausa per l’All-Star Weekend è stata vissuta all’insegna delle strisce. Chiaramente non parliamo di droga, sebbene i giocatori siano stremati e soprattutto noi, arrivati a metà febbraio, non abbiamo ancora fatto battute su Mohamed Bamba. James Harden ha allungato a 31 la serie di partite con almeno 30 punti a referto (eguagliando Wilt Chamberlain) e Russell Westbrook ha scritto l’ennesima pagina di storia con 10 triple-doppie consecutive (superando Wilt Chamberlain). Anche i New York Knicks hanno centrato un ‘prestigioso’ record: le 18 sconfitte filate sono quanto di peggio la franchigia abbia mai fatto in 73 anni di vita. E dire che ce ne voleva, d’impegno…
Messa agli archivi la trade deadline, questa edizione di ‘Three Points’ non poteva che partire con il tema più ‘caldo’ delle ultime settimane: L’affaire Davis-Lakers.

 

1 – Davis-Lakers, gioco a perdere

Anthony Davis e LeBron James sognano un futuro insieme in maglia Lakers
Anthony Davis e LeBron James sognano un futuro insieme in maglia Lakers

Come cantava Amy Winehouse, Love is a losing game, ma anche la vicenda Anthony Davis – Los Angeles Lakers si è rivelata un gioco senza vincitori. Piccolo riassunto, per chi si fosse sintonizzato solo ora: Anthony Davis è uno dei migliori giocatori NBA, le cui ambizioni di gloria sono però limitate da una squadra, i New Orleans Pelicans, che non riesce a uscire dal tunnel della mediocrità. Qualche settimana fa, Davis comunica al suo agente, Rich Paul, il suo desiderio di cambiare aria, e quest’ultimo pensa bene di rivelare la notizia al ‘principe’ del mercato NBA, il giornalista Adrian Wojnarowski. Non solo: Paul informa la stampa che al suo assistito piacerebbe davvero giocare con i Lakers, tanto da ritenerli l’unica franchigia con cui rinnoverebbe il contratto, la cui scadenza (con player option sulla stagione successiva) è prevista per l’estate 2020. Nei suddetti Lakers gioca un certo LeBron James, noto per essere il più grande cestista vivente e per avere dunque un’enorme influenza sulle decisioni del front-office. Durante la stagione, James non solo aveva speso parole al miele per Davis, ma si era spinto un po’ oltre, invitandolo a una deliziosa cenetta in cui discutere del proprio futuro, possibilmente comune. Tutte mere supposizioni, fino alla fatidica richiesta di cessione. Piccolo dettaglio: l’agente del signor James è nientemeno che… Rich Paul, lo stesso del signor Davis. Eccoci dunque alle intense settimane appena trascorse: da una parte la dirigenza Lakers, che arriva a offrire a quella dei Pelicans tutti i giocatori del roster, dall’altra New Orleans, che si ostina a rifiutare, oltretutto ‘perculando’ Magic Johnson e soci in svariati modi. Scoccate le 21 italiane di giovedì 7 febbraio, la trattativa sfuma ufficialmente, almeno fino al termine della stagione.

Da questa patetica commedia escono male tutti i protagonisti coinvolti. In primis lo stesso Davis, ovviamente. Il fatto che abbia voglia di competere per il titolo non è certo una colpa (anzi, ne invocavamo a gran voce la ‘liberazione’ in una recente edizione di ‘Three Points’), ma permettere che le sue intenzioni venissero rese pubbliche in questo momento della stagione gli ha inevitabilmente gettato addosso le ire dei tifosi, pronti a sommergerlo di fischi da qui ad aprile. Davis ha tolto ai Pelicans gran parte del vantaggio nelle trattative, costringendoli a studiare in fretta e furia una soluzione per trarre il maggiore profitto possibile dal suo ormai certo addio. Per la franchigia della Louisiana, la partenza della sua più grande stella non sarà solo un problema tecnico, bensì un fortissimo colpo alla credibilità dell’organizzazione stessa. Se a tutto questo sommiamo la già scarsa affluenza di pubblico e le parole (come sempre a sproposito, ma che potrebbero nascondere un pensiero condiviso da altri) del padre di Lonzo Ball, che di fatto hanno indicato New Orleans come una destinazione indesiderata dagli aspiranti All-Star, capiamo che un possibile trasferimento della franchigia non sia un’idea da scartare a priori.
Poi, ci sono i Lakers. Probabilmente, LeBron James, Magic Johnson e Rob Pelinka avevano un piano ben preciso in testa, nel momento in cui il sodalizio tra le parti è stato ufficializzato. Forse si aspettavano di poter arrivare subito a un’altra stella. Magari Paul George, che avrebbe prontamente seguito il Re a Hollywood. Oppure Kawhi Leonard, che i San Antonio Spurs avrebbero spedito senza problemi in California. Finora, tutti questi progetti sono miseramente falliti: PG13 è rimasto a Oklahoma City, Leonard è finito a Toronto e Davis ‘delizierà’ i tifosi dei Pelicans per almeno altri due mesi. Quello che è certo è che il celeberrimo ‘nucleo giovane’, decantato da Magic e soci come il fulcro del progetto gialloviola, è stato sacrificato senza remore sull’altare del grande colpo, dell’irresistibile richiamo del ‘vincere subito’. Inevitabile, quando il tuo giocatore di punta si avvia verso i 35 anni, mentre a tutti gli altri serviranno forse due o tre stagioni per far fruttare il loro potenziale. Però, ora che la ‘pazza idea’ Davis è sfumata, bisognerà ricucire gli strappi. Saranno pure dei professionisti, ma non si prospetta un’impresa semplice. Nel frattempo, le sconfitte si accumulano, e l’esclusione dai playoff, che suonerebbe come un fallimento epocale, diventa un’ipotesi sempre meno assurda

La principale ‘vittima’ di questa vicenda, però, avrebbe potuto essere il sistema NBA, da sempre basato sul potere contrattuale delle franchigie e ora scosso fino alle fondamenta da casi come questo, o come quelli di Leonard e Kyrie Irving. Casi in cui sono i giocatori, o peggio, gli agenti a cercare di cambiare gli equilibri della lega, forzando la mano ai proprietari. Forse anche questo aspetto ha inciso sulla scelta di Dell Demps, general manager dei Pelicans, di declinare l’offerta. Forse, che Anthony Davis non sia (ancora) finito ai Lakers, o che perlomeno che non ci sia finito in questo modo, è un bene per tutti.

 

2 – Big Four

Ci saranno anche I Raptors di Kawhi Leonard e i Sixers di Jimmy Butler nella corsa alle NBA Finals 2019
Ci saranno anche I Raptors di Kawhi Leonard e i Sixers di Jimmy Butler nella corsa alle NBA Finals 2019

A dire il vero, una vincitrice chiara di questa trade deadine c’è, ed è la tanto vituperata Eastern Conference. Mentre i Lakers si affannavano nel disperato ‘corteggiamento’ ad Anthony Davis, altre squadre hanno approfittato della recente finestra di mercato per mettere a segno importanti colpi.

Particolarmente aggressivi sono stati Philadelphia 76ers e Toronto Raptors. I primi, che a stagione in corso avevano già messo le mani su Jimmy Butler, si sono aggiudicati anche Tobias Harris, protagonista di un eccellente avvio di stagione con i Los Angeles Clippers. Completato il notevole quintetto (Simmons-Redick-Butler-Harris-Embiid), il general manager Elton Brand ha rinforzato anche la panchina, con gli innesti di Boban Marjanovic, Mike Scott, James Ennis e Jonathon Simmons. Toronto si è invece aggiudicata Marc Gasol, ‘scippandolo’ ai Memphis Grizzlies (i contratti da rinnovare di Jonas Valanciunas, Delon Wright e C.J. Miles in cambio dell’uomo-simbolo della tua storia; si poteva fare decisamente meglio…) e ha arricchito la second unit con l’esperienza di Jeremy Lin. Una serie di mosse che estremizza ulteriormente quel concetto di ‘proviamoci subito’ che sembra regnare sovrano, in una Conference senza più LeBron James e (forse) senza ancora Kevin Durant. Se i piani a lungo termine vanno a farsi benedire (soprattutto in casa Sixers), è indubbio che, per il 2018/19, queste due formazioni abbiano tutte le carte in regola per puntare alle NBA Finals.

Così, la caccia al trono dell’Est diventa ufficialmente una corsa a quattro (dato che gli Indiana Pacers hanno perso Victor Oladipo, out for the season). Le altre pretendenti, Boston e Milwaukee, sono state più ‘conservative’: i Celtics non si sono mossi (in attesa del secondo capitolo della saga-Davis, in onda a luglio), mentre i Bucks hanno ceduto l’ ‘oggetto misterioso’ Thon Maker e aggiunto Nikola Mirotic. Vero, a New Orleans il serbo-spagnolo è calato vistosamente dopo i due ‘trentelli’ con cui aveva aperto la stagione, ma la sua capacità di aprire il campo è come la Nutella sul pane, per la squadra di Mike Budenholzer e Giannis Antetokounmpo. Tra le ‘Big Four’, Milwaukee è l’unica ad avere già un’identità ben precisa; Toronto e Phila dovranno riorganizzarsi con i nuovi innesti, mentre Boston sembra ancora un cantiere aperto, con la solidità dello scorso anno che sta lasciando sempre più spazio ai dissapori interni. Si preannuncia comunque una lotta entusiasmante, che però dovrà passare da molti ‘se’. Se i Celtics dovessero ritrovarsi, se i ‘maschi alfa’ di Brett Brown si sintonizzassero sulla stessa lunghezza d’onda, se Gasol si rivelasse il tassello mancante per far svoltare un’eterna incompiuta e se Milwaukee tenesse questi ritmi fino alla fine, allora potremmo avere davanti a noi i playoff più entusiasmanti degli ultimi anni. Almeno sulla costa atlantica, e almeno per questa stagione.

 

3 – Ricomincio da capo

Jonathon Simmons e Markelle Fultz, protagonisti dello scambio tra Magic e Sixers
Jonathon Simmons e Markelle Fultz, protagonisti dello scambio tra Magic e Sixers

Nell’omonimo film, Bill Murray ripete continuamente la stessa giornata. Se inizialmente la cosa lo destabilizza, col tempo riesce a trovare il modo di sfruttare al meglio la situazione, cambiando in positivo il corso degli eventi. Per Markelle Fultz, il Giorno della Marmotta sarebbe quasi certamente il 22 giugno 2017, data in cui i Philadelphia 76ers lo hanno selezionato con la prima scelta assoluta al draft.
Quello che per tutti è un grande onore, per moltissimi si trasforma presto in un fardello troppo pesante da reggere. Fultz è arrivato in NBA dopo una carriera collegiale durata la miseria di 25 partite, spesa come unico giocatore di alto livello nei non irresistibili Washington Huskies. A differenza di molte altre top picks, non è approdato in una franchigia in ricostruzione, dove pazienza e minuti non sono mai negati ai giovani. E’ stato invece catapultato in una versione dei Sixers che stava finalmente abbandonando ‘The Process’, pronta a lanciarsi verso una nuova scalata ai vertici della Eastern Conference. Una squadra che non poteva permettersi di aspettare i progressi di Fultz, specialmente se rallentati da un misterioso infortunio a una spalla che sembrava condizionarne la meccanica di tiro. Dopo qualche apparizione in regular season e i playoff visti dalla panchina, i nuovi problemi fisici e la contemporanea impennata delle ambizioni di Phila hanno decretato come una separazione fosse l’unico epilogo possibile. Il giorno della trade deadline, ecco l’offerta degli Orlando Magic: Jonathon Simmons, una prima e una seconda scelta futura in cambio del talento proveniente dal Maryland.

In Florida, Markelle avrà la possibilità di svegliarsi di nuovo su quel letto, magari con I Got You Babe di Sonny & Cher alla radio, e di ricominciare da capo la sua carriera NBA. Si troverà in una realtà che ha ormai perso ogni speranza di trovarsi in casa un uomo-franchigia, dopo anni passati ad accumulare ‘oggetti misteriosi’, giocatori dall’indubbio potenziale, ma mai in grado di esplodere. Questo 2018/19 era iniziato con gli squilli di tromba, anche grazie a Nikola Vucevic, unico All-Star dei Magic dopo Dwight Howard, salvo poi inabissarsi come tutte le altre stagioni. Il buon avvio, oltretutto, ha compromesso un buon piazzamento alla draft lottery, riducendo all’osso le chance di accaparrarsi lo Zion Williamson di turno. Chissà che la via d’uscita da questa tetra spirale non possa essere proprio Markelle Fultz. Dovrà soltanto lasciarsi alle spalle i complicatissimi esordi e mostrare sul campo il motivo per cui, alla vigilia di un draft così ricco, nessuno avesse dubbi su chi sarebbe stato scelto per primo. Facile, no?

Jeremy Lin, esordio vincente in maglia Raptors: “Stanco di dover guardare i playoffs da casa”

Jeremy Lin è ufficialmente un giocatore dei Toronto Raptors. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers ha fatto il suo esordio in maglia Raptors nella serata di mercoledì alla Capital One Arena di Washington, contro gli Wizards di Bradley Beal.

Nella serata del career high da 44 punti di Pascal Siakam, sono 8 i punti messi a referto da Lin, seguiti da 5 assist e 5 rimbalzi in 23 minuti di gioco. Raptors privi di Kawhi Leonard (riposo programmato) e Fred VanVleet (infortunio alla mano sinistra e 3-5 settimane di stop), che chiudono la contesa nel terzo periodo, chiuso 44-28 dagli uomini di coach Nick Nurse.

L’avventura a Toronto rappresenterà per l’ex Atlanta Hawks Jeremy Lin la possibilità di superare per la prima volta in carriera il primo turno di playoffs. E’ questa una delle ragioni che ha spinto il giocatore di origini taiwanesi a raggiungere il Canada, come riportato da Eric Koreen per The Athletic.

Ero stanco di dover guardare i playoffs da casa. Toronto è fantastica, è così bello che quasi non mi sembra nemmeno di meritarmelo

– Jeremy Lin sui Toronto Raptors –

I Toronto Raptors (43-16) occupano attualmente la seconda piazza nella Eastern Conference dietro ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, e con rispettivamente 4 e 5 partite di vantaggio su Indiana Pacers e Boston Celtics.

Lin aveva nei giorni scorsi raggiunto un accordo sulla buonuscita da Atlanta, dopo la mancata trade entro la deadline di 7 giorni fa. L’assenza di Fred VanVleet garantirà da subito minuti in uscita dalla panchina al veterano da Harvard, giunto alla sua nona stagione NBA, ed alla sua ottava squadra.

Pau Gasol augura il meglio al fratello Marc: “Grizzlies corretti con lui, grande chance a Toronto”

Pau Gasol vuole solo il meglio per il suo fratellino Marc, fresco rinforzo dei Toronto Raptors che si apprestano ad ingaggiare battaglia per la vetta della Eastern Conference in questi ultimi due mesi di regular season.

Da nemmeno una settimana, e dopo ben 18 stagioni, nessun componente della famiglia Gasol indossa più una maglia dei Memphis Grizzlies. Risale al febbraio 2008 il passaggio di consegne tra Pau e Marc, i cui diritti vennero scambiati dai detentori Los Angeles Lakers in cambio dei servigi del fratello maggiore.

A Los Angeles, Pau Gasol avrebbe poi raggiunto per 3 volte la Finale NBA (due i titoli vinti). Ed è proprio Pau ad augurare a Marc la medesima fortuna, in quel di Toronto, Ontario:

“(La trade) dice tutto dei Memphis Grizzlies. Anni fa mi permisero di trasferirmi in una squadra vincente, ed ora hanno permesso a Marc di fare lo stesso. Credo sia un segno di grande rispetto ed apprezzamento per un giocatore. Chiaramente (i Grizzlies, ndr) hanno dovuto attendere il momento giusto, ottenere la giusta contropartita, giocatori , scelte… credo che Marc abbia ora una grande opportunità a Toronto, spero possa avere successo. Mi dispiace che l’era Gasol sia terminata a Memphis, ma sono contento per Marc

– Pau Gasol sul fratello Marc –

Raptors, Fred VanVleet (pollice sinistro) si ferma, pronto Jeremy Lin

La guardia dei Toronto Raptors Fred VanVleet sarà costretta a fermarsi per almeno 3 settimane, a causa di un problema al pollice della mano sinistra.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Come riportato da Chris Mannix di Sports Illustrated, VanVleet si è procurato una lesione parziale di un legamento del pollice, e le condizioni della point-guard al terzo anno dei Raptors saranno rivalutate tra 3 settimane.

Ruolo e minuti di VanVleet saranno ricoperti nelle prossime uscite dei Toronto Raptors da Jeremy Lin, arrivato in Canada nella serata di lunedì dopo l’accordo sulla buonuscita raggiunto con gli Atlanta Hawks. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers coprirà inoltre il “buco” nelle rotazioni di coach Nick Nurse aperto dalla partenza in direzione Memphis di Delon Wright.

In questa stagione, Fred VanVleet ha viaggiato sinora a 10.5 punti e 4.6 assist in 26.8 minuti d’impiego, in uscita dalla panchina.

Jeremy Lin, buyout con Atlanta: firmerà con Toronto

I Toronto Raptors chiudono un altro colpo di mercato. Dopo aver ingaggiato nelle scorse ore Ben McLemore, e Marc Gasol attraverso la trade con Memphis; secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski hanno raggiunto un accordo con Jeremy Lin. Il giocatore otterrà il buyout dagli Atlanta Hawks, in cui milita attualmente, per accasarsi alla franchigia canadese.

In questa stagione, nonostante il minutaggio mediamente inferiore ai 20 minuti, è stato in grado di realizzare 10.7 punti e 3.5 assist a partita, tirando con il 46% dal campo in 51 partite giocate con Atlanta.

Nelle scorse settimane si era parlato di un interessamento dei Sacramento Kings nei confronti dell’ex-Knicks, ma allo scadere della trade deadline il n°7 sembrava destinato a concludere la stagione in Georgia.

Dopo una carriera purtroppo ricca di infortuni, Jeremy Lin potrà finalmente far parte di una contender. Il suo apporto dalla panchina potrà rivelarsi di grande importanza per Toronto, che in questo modo completa il proprio roster occupando l’ultimo dei 13 slot del proprio roster.

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Nets, sfida ad Est che apre la settimana

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Nets è un incontro molto interessante nella Eastern Conference. I nuovi Toronto Raptors, quelli con Marc Gasol, sfidano i bianconeri che hanno ritrovato Caris Levert dopo l’infortunio che sembrava potesse tenerlo fuori per tutta la stagione. Dopo l’incontro in Canada, derby texano tra Houston Rockets e Dallas Mavericks.

OKC-Dallas Mavericks

Hype o no, Luka Doncic sta facendo una stagione fuori dal normale: l’ultimo quarto del match contro Portland ha visto il rookie prendere in mano la situazione e ribaltare un -14. Nella sfida tra difese “allegre”, i 76ers superano i Lakers (Joel Embiid 37) mentre i Warriors superano gli Heat alla Oracle Arena grazie ad una rimonta nel finale (Kevin Durant 39 punti).

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Nets

Toronto Raptors (41-16) vs Brooklyn Nets (29-28). In Canada si fa sul serio. Con l’arrivo di Marc Gasol, i dinosauri fanno un ulteriore step in avanti, per esperienza e per capacità in vista Playoff. Rimane ora da verificare la rotazione con lo spagnolo, partito in panchina nella sua prima apparizione con la nuova casacca. Con 4 vittorie consecutive il divario dai Bucks che comandano la Conference si è ora assottigliato ad una sola partita di distanza, segno che i tempi sono maturi per qualcosa di importante. Basterà questo per convincere Kawhi Leonard a rifirmare in estate, creando così il nucleo per gli anni in divenire?

Gli ospiti hanno ritrovato Caris Levert dopo il tremendo infortunio subito nella prima fase della stagione regolare. Un innesto anche dal punto di vista psicologico per la squadra di Atkinson, che a meno di crolli farà i Playoff. La crescita di D’Angelo Russell lo porterà anche alla prima convocazione all’All Star Game: l’ex Lakers in un ambiente “più comodo” di quello giallo-viola ha avuto l’opportunità di lavorare sulla sua pallacanestro e i risultati si vedono. Non appena tornerà dall’infermeria anche Spencer Dinwiddie, i Nets potranno rappresentare la mina vagante della Eastern Conference.

Quote

  • Money Line: Raptors (quota 1.16)
  • Handicap: Raptors -10.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 227.5

Suggerimento

  • Over 221.5 (1.50)

Pronostici NBA 18-19: dopo Raptors-Nets, derby in Texas

Houston Rockets (32-23) vs Dallas Mavericks (26-29). Anche i razzi si sono rinforzati in concomitanza della fine delle trade.  Con il poco margine a disposizione, le acquisizioni prima di Faried e poi di Iman Shumper possono essere fondamentali in vista post season. Nel frattempo sul parquet continua il dominio di James Harden, che sta continuando a performare con cifre incredibii. La domanda per tutti è sempre la stessa: reggerà il numero 13 anche in sede di Playoff, magari con l’aiuto di qualcuno, per ripercorrere le orme dello scorso anno? Come detto in precedenza, Dallas ha trovato in Doncic il suo uomo franchigia del futuro. Con lo scambio per arrivare a Kristaps Porzingis, i Mavs hanno completato un super colpo in ottica prossima stagione e lo spazio salariale consentirebbe un ulteriore colpaccio. Solo il tempo dirà se è stato una buona mossa da parte di Cuban.

Quote

  • Money Line: Rockets (quota 1.18)
  • Handicap: Rockets -10.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 221.5

Suggerimento

  • Under 229.5 (1.44)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Indiana Pacers vs Charlotte Hornets: Pacers (1.45)
  • Minnesota Timberwolves vs Los Angeles Clippers: Timberwolves (1.45)
  • Oklahoma City Thunder vs Portland Trail Blazers: Thunder -3.5 (1.55)

Hornets, arriva Shelvin Mack, i Raptors confermano Chris Boucher

Gli Charlotte Hornets “reclamano” il contratto della point guard Shelvin Mack dalla lista dei giocatori svincolati, dopo la trade che aveva portato l’ex giocatore dei Memphis Grizzlies ad Atlanta, ed il successivo rilascio da parte degli Hawks.

Con l’arrivo di Mack, che sarà free agent a fine stagione, gli Hornets (27-28) aggiungono profondità ed esperienza nel reparto guardie, alle spalle di Kemba Walker, Tony Parker e del secondo anno da Kentucky Malik Monk.

In 53 partite disputate con la maglia dei Memphis Grizzlies, Shelvin Mack ha viaggiato a 7.9 punti e 3.4 assist a gara.

Toronto Raptors, conferma per Chris Boucher

I Toronto Raptors firmano l’ala al secondo anno Chris Boucher per il resto della stagione. I termini dell’accordo non sono stati resi noti.

Il canadese Boucher, firmato ad inizio stagione con un “two-way contract”, ha disputato finora 16 partite in maglia Toronto Raptors (3.9 punti e 1.8 rimbalzi a gara). Il prodotto di Oregon ha disputato una stagione importante in G-League, tra le fila dei Toronto 905, viaggiando a 27.6 punti e 11.1 rimbalzi a gara, in 23 partite disputate.

Come riportato da CBC.Sport.ca, i Raptors hanno inoltre firmato per il resto della stagione la guardia al secondo anno Malcom Miller.

Ben McLemore riparte da Toronto: firmerà un decadale

Continuano i colpi di mercato dopo lo scadere della trade deadline. Protagonisti i Toronto Raptors, che dal mercato dei free agent aggiungono al proprio roster Ben McLemore, dopo che il giocatore è stato tagliato dai Sacramento Kings.

Come riportato da Shams Charania, l’ex Memphis firmerà un contratto dalla durata di 10 giorni.

Con la maglia della squadra Californiana, ha deluso le aspettative realizzando solo 3.9 punti in 19 match disputati.

Nonostante ciò può risultare molto utile per i Raptors, fornendo un ottimo apporto dalla panchina. La squadra canadese d’altra parte si cautela con il contratto decadale. Questo tipo di accordo servirà a cercare di capire, in così breve lasso di tempo, quanto l’aggiunta di Ben McLemore risulterà importante. Va tenuto inoltre in considerazione, che McLemore non disputa tutte le 82 partite della regular season dalla stagione 2014-2015.

La mossa di Toronto conferma la grande attezione al mercato dei buyout per le contender oltre che per le squadre che lottano per i playoff come già fatto da Detroit Pistons e Indiana Pacers.

 

Raptors, Kyle Lowry è preparato: “Trade? Ujiri farà ciò che deve, gli interessi della squadra al primo posto”

La Eastern Conference è appena diventata un posto un poco peggiore per tutte le squadre che non si chiamino Philadelphia 76ers.

 

La maxi-trade che ha portato Tobias Harris ai Sixers potrebbe aver reso la squadra allenata da coach Brett Brown un ostacolo insuperabile per le altre prime della classe ad Est, e la volontà del GM dei 76ers Elton Brand di trattenere a tutti i costi il nuovo arrivato Harris e Jimmy Butler oltre la presente stagione potrebbe spingere le rivali a correre ai ripari, già entro giovedì.

 

I Milwaukee Bucks si guardano attorno da giorni. L’interesse dei capiclassifica della Eastern Conference per Anthony Davis non ha avuto alcun seguito concreto, e le uniche operazioni davvero ponderate dal GM Jon Horst riguardano il mercato in uscita (Tony Snell) e – chissà – qualche occasione dell’ultimo minuto in entrata (Nikola Mirotic).

 

 

Discorso più complesso per i Toronto Raptors. Masai Ujiri ha tentato nella serata di martedì un approccio con i Memphis Grizzlies per entrambi Mike Conley e Marc Gasol, proponendo Jonas Valanciunas e Kyle Lowry quali contropartite.

 

I colloqui tra le due squadre si sarebbero arenati velocemente, ma l’ex executive dei Denver Nuggets Ujiri avrebbe informato la sua point-guard 5 volte All-Star (sarà a Charlotte) dell’eventualità di essere coinvolto in una trade entro la trade deadline di giovedì notte.

 

Qualcosa a cui Kyle Lowry è da tempo preparato.

 

Kyle Lowry: “Fa parte del gioco, i Raptors faranno ciò che sarà meglio per loro”

 

Prima di mettere radici a Toronto, Ontario, Kyle Lowry è stato protagonista di due trade distinte. La prima spedì il prodotto di Villanova a Houston, dopo due stagioni passate a Memphis. La seconda portò Lowry in Canada quattro anni dopo.

 

Fa parte del gioco, funziona così. So che può sembrare banale. I rumors? non so nulla, sarebbe bello ricevere una chiamata di rassicurazioni ma non è una cosa che (i Raptors, ndr) sono tenuti a fare. Io sono un giocatore e sono pagato per fare il mio lavoro, se vorranno chiamarmi, lo apprezzerò. Se non lo faranno, capisco le ragioni (…) sono a Toronto da sei anni, ho dato tutto per questa squadra. Sono sicuro che se ci fosse qualcosa in ballo, mi chiamerebbero e mi direbbero: ‘Kyle, questa è la situazione al momento’

 

– Kyle Lowry sulle voci di trade –

 

Dopo la trade che coinvolse in estate il compagno di reparto e sodale DeMar DeRozan, i rapporti tra Lowry e Masai Ujiri – l’uomo che nel 2013 credette nel talento dell’ex point guard degli Houston Rockets – si sono raffreddati: “(Ujiri) è il Presidente della mia squadra, e niente di più. Io vengo qui tutti i giorni e faccio il mio lavoro, e lo stesso per lui. La situazione è questa“, così Kyle Lowry poco più di un mese fa a Rachel Nichols di ESPN.

 

Prosegue Lowry:

 

Credo che i Raptors faranno ciò che sarà meglio per loro, e prenderanno una decisione autonoma. Non credo ci sia nulla che io possa dire o fare per cambiare lo stato delle cose. Un management agisce nell’interesse della squadra. Qualsiasi decisione verrà presa, sarà fatta nell’esclusivo interesse dell’intera organizzazione

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Bucks, sfida vertice dell’Est

Antetokounmpo

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Bucks, probabilmente il meglio che la Eastern Conference (Boston permettendo). La prima e la seconda della classe in una sfida anche tra candidati Mvp Leonard e Antetokounmpo, che stanno guidando le rispettive franchigie. Altro incontro di rilievo nella notte è la sfida tra Warriors e 76ers nella Baia.

Un protagonista assoluto nella notte: Damian Lillard guida i Trail Blazers ad una convincente vittoria sui Jazz. Nuova tripla doppia per Nikola Jokic e vittoria dei Nuggets sul campo dei Pelicans, mentre è servito un super canestro sulla sirena di Karl-Anthony Towns ai Timberwolves per aver la meglio dei Grizzlies. Continua infine la crisi di Indiana, che perde la terza partita consecutiva contro Washington (Beal 25+6+6).

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Bucks

Toronto Raptors (37-15) vs Milwaukee Bucks (36-13). Ghiotta occasione per i Canadesi che affrontano i diretti concorrenti in casa. Solo un assente per i Raptors ovvero Valanciunas che comunque sembra sulla via del rientro in campo. Kawhi Leonard sta procedendo spedito con una stagione da vero leader su entrambi i lati del parquet. 28 punti e quasi 8 rimbalzi di media per l’ex Spurs, che ha anche il miglior defensive rating del quintetto base. Ancora ottima la stagione di Paskal Siakam, quindi ci si chiede: cosa manca?. Probabilmente lo scopriremo solo ai Playoff, in cui verificheremo se c’è stato uno step anche come mentalità vincente.

Gli ospiti stanno legittimando sempre più il primo posto con un attacco super (secondi per punti realizzati a contesa) e il miglior defensive rating dell’intera Nba. Il punto di riferimento è chiaramente Giannis Antetokounmpo, ma non si deve sottovalutare l’apporto di tutti i giocatori. Chi come Brook Lopez ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale, cambiando drasticamente il modo di giocare, chi come Bledsoe ha imparato a coesistere con il fenomeno greco. La stagione fin qui è da incorniciare per coach Budenholzer e siamo pronti a scommettere che saranno una gatta da pelare per tutti anche in post season.

Quote

  • Money Line: Raptors (quota 1.71)
  • Handicap: Raptors -2.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 228.5

Suggerimento

  • Over 219.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: dopo Raptors-Bucks, i Warriors

Golden State Warriors (36-14) vs Philadelphia 76ers (33-18). Sono 11 le vittorie consecutive dei Warriors, che stanno cercando di integrare al meglio Demarcus Cousins all’interno del sistema. Il lungo sta mostrando le sue capacità e tutto sommato una buona presenza fisica nel pitturato, pur riconoscendo le attenuanti dell’infortunio subito. Al completo la corazzata di Steve Kerr fa ancora più paura, con un arsenale infinito a disposizione e un talento spaventoso. 76ers che approfittano del momento no dei Pacers per prendersi il terzo posto nella Conference. Le voci parlano di una dirigenza in cerca di pedine per migliorare la panchina: mancano un tiratore ed un lungo che possa far rifiatare Joel Embiid. Vedremo quello che riuscirà a fare il Gm Brand, contando poi che in estate ci sarà la situazione Jimmy Butler da definire.

Quote

  • Money Line: Warriors (quota 1.22)
  • Handicap: Warriors -9.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 240.5

Suggerimento

  • Warriors -5.5 (1.50)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Detroit Pistons vs Dallas Mavericks: under 216.5 (1.44)
  • San Antonio Spurs vs Brooklyn Nets: over 218.5 (1.45)

Anthony Davis rumors continui, Pelicans “Non interessati alle offerte dei Lakers”

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

Anthony Davis Rumors, il dado è tratto.

 

Come riportato da NBAPassion.com nella giornata di lunedì, la star dei New Orleans Pelicans Anthony Davis ha reso noto alla dirigenza che non intenderà firmare in estate un’estensione contrattuale con la franchigia della Louisiana, avanzando una richiesta di trade.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, che cita le dichiarazioni dell’agente di Davis Rich Paul di Klutch Sports, “Anthony (Davis, ndr) ha richiesto una trade verso una squadra che gli consenta di giocare e competere per il titolo NBA. Il giocatore ha voluto essere chiaro ed onesto nei confronti dei New Orleans Pelicans circa le sue intenzioni, ed è questa la ragione per la tempistica dell’annuncio. Anthony ha agito nell’esclusivo interesse di entrambi giocatore e squadra“.

 

 

Anthony Davis sarà eleggibile in estate per un’estensione contrattuale quinquennale da 240 milioni di dollari complessivi con i New Orleans Pelicans. Il presente contratto di Davis scadrà nell’estate 2020 (player option sull’ultimo anno, 2020\21).

 

I Pelicans hanno reso noto di non essere interessati ad intavolare trattative per la cessione di Anthony Davis già a febbraio (la deadline per gli scambi scadrà il prossimo 7 di febbraio).

 

Anthony Davis rumors, le implicazioni contrattuali ed il futuro: i Boston Celtics

 

Una delle squadre da tempo interessate ad Anthony Davis, i Boston Celtics, non potranno – secondo le regole salariali NBA – procedere ad una trade per Anthony Davis già a febbraio. Le regole NBA vietano ad una squadra di avere a libro paga due giocatori (in questo caso Davis e Kyrie Irving) titolari della cosiddetta “designated player rookie exception”, estensione contrattuale “designata” dell’originario contratto da rookie (nota anche come “Derrick Rose rule”).

 

Kyrie irving diventerà free agent a partire dal prossimo 1 luglio. I Celtics potranno tentare di arrivare a Davis solo allora, verosimilmente “blindando” Irving con un’estensione al massimo salariale, per poi accollarsi i restanti 1+1 del contratto soggetto alla “Derrick Rose rule” di Anthony Davis, via trade.

 

I Boston Celtics hanno negli anni accumulato “asset” difficilmente eguagliabili da altre squadre potenzialmente interessate a Davis. Parrebbe difficile oggi pensare che dei New Orleans Pelicans ormai rassegnati a perdere la loro superstar possano resistere ad un’offerta che comprenda (in diverse combinazioni) i giovani Jayson Tatum, Jaylen Brown, Robert Williams, i contratti in scadenza di Aron Baynes, Semi Ojeleye, e soprattutto i diritti su alcune pregiate prime scelte oggi detenuti da Boston.

 

Anthony Davis rumors, le implicazioni salariali ed il futuro: i Los Angeles Lakers

 

I Los Angeles Lakers di LeBron James sono l’alternativa ideale ai Celtics nella corsa a Anthony Davis. I giallo-viola disporranno in estate di spazio salariale sufficiente ad aggiungere la fatidica seconda star da affiancare a James.

 

Kawhi Leonard, Klay Thompson, persino Kevin Durant tra gli obiettivi del duo Magic Johnson-Rob Pelinka. La vicenda di Paul George (ed in parte di Jimmy Butler), resosi protagonista nell’estate 2018 del “gran rifiuto“, annullando i colloqui previsti col front office losangelino e rifirmando per gli Oklahoma City Thunder, ha però fatto suonare in casa Lakers un campanello d’allarme: possibile che la nuova generazione di star NBA non veda di buon occhio l’idea di giocare in quella che – nonostante tutto – rimarrebbe la squadra di LeBron James?

 

I Los Angeles Lakers hanno già idealmente una mano sul telefono e l’elenco telefonico di New Orleans, Louisiana, nell’altra.

 

Il rischio di un’altra estate “a vuoto” in vista della free agency 2019 è concreto, ed il front office dei Lakers potrebbe valutare l’opzione di giocare d’anticipo.

 

Come riportato da NBAPassion.com nella giornata di domenica, i Lakers sarebbero disposti ad inserire la point-guard Lonzo Ball in qualsiasi pacchetto possibile per arrivare già a febbraio ad Anthony Davis.

 

Il solo Lonzo Ball (più “fillers”) non potrebbe convincere New Orleans a cedere. Kyle Kuzma o Brandon Ingram le chiavi per lanciare ufficialmente il “blitz” ed assicurarsi Anthony Davis già nelle prossime ore. La star dei New Orleans Pelicans, che sarà sotto contratto sino al 2020 (player option sulla stagioen 2020\21), vale qualsiasi sacrificio: un pacchetto forte di Ball, Kuzma (più quotato del compagno di squadra Ingram al momento), Ivica Zubac ed una futura prima scelta una delle offerte più verosimili.

 

Le difficoltà di tale affare sarebbero legate alla qualità della prima scelta proposta. Difficilmente una squadra imperniata sul duo James-Davis risulterebbe abbastanza debole da assicurare ai Pelicans una scelta tra le prime 15-20, in un periodo di tempo compreso tra 2020 e 2022 (indicativamente).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski e Dave McMenamin di ESPN nella giornata di mercoledì, i New Orleans Pelicans “non avrebbero interesse al momento” nell’ascoltare qualsivoglia offerta proveniente da Los Angeles per Anthony Davis: “Il GM dei Pelicans Dell Demps non risponderebbe al telefono” in questo momento per alcuna proposta che i Lakers vogliano avanzare da qui al prossimo 7 di febbraio.

 

Secondo McMenamin, i rumors di mercato starebbero condizionando le prestazioni e gli animi dei giovani talenti dei Los Angeles Lakers. Nella giornata di martedì, Brandon Ingram aveva parlato a lungo dei possibili scenari di trade che potrebbero coinvolgerlo. Coach Walton sta cercando di tranquillizzare i propri giocatori, allo stesso modo in cui l’ex assistente allenatore di Steve Kerr a Golden State fece un anno fa, a ridosso della trade deadline che finì per portare Larry Nance Jr e Jordan Clarkson a i Cleveland Cavs.

 

Anthony davis rumors: Bucks e Raptors disposti a tutto?

 

Come riportato da Mike Chiari di Bleacherreport.com, Milwaukee Bucks e Toronto Raptors sarebbero tra le squadre interessate alla star dei New Orleans Pelicans. Bucks e Raptors potrebbero fare la propria offerta per Davis già nei prossimi giorni.

 

I Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo (35-13) sono al momento – record alla mano – la miglior squadra NBA. Per Anthony Davis, il General Manager Jon Horst potrebbe proporre alla proprietaria dei Pelicans Gayle Benson un pacchetto incentrato sul Rookie of The Year Malcom Brogdon e sui giovani Thon Maker, D.J. Wilson, Sterling Brown o Donte DiVincenzo.

 

Ancora più suggestiva la possibile offerta che i Toronto Raptors, impegnati in una stagione “parallela” nel tentativo di convincere Kawhi Leonard a fare della capitale dell’Ontario la sua nuova casa, potrebbero sottoporre ai New Orleans Pelicans. Assieme al 4 volte All-Star Kyle Lowry, il GM Masai Ujiri potrebbe includere in una trade il talento dei giovani Fred VanVleet, OG Anunoby e soprattutto del promettente Pascal Siakam.

 

Uno dei vantaggi dei Bucks potrebbe essere la tempistica. Milwaukee potrebbe attendere luglio ed ingaggiare un ideale duello con i Boston Celtics, lusso che i Toronto Raptors non possono permettersi, in vista dell’imminente free agency di Kawhi Leonard.

 

Anthony Davis rumors: i New York Knicks

 

Con l’arrivo di David Fizdale a New York, i Knickerbockers hanno inaugurato il nuovo corso, fatto di cultura di pallacanestro, difesa, Kristaps Porzingis e scelte oculate. Il front Office dei New York Knicks è tuttora impegnato nelle ultime fasi di rimozione delle macerie ereditate dalla sciagurata gestione Phil Jackson (Enes Kanter, Courtney Lee, Tim Hardaway Jr sono sul mercato), e guarda con fiducia a draft e free agency 2019.

 

La stagione 2018\19 dei New York Knicks assomiglia finora sinistramente alle ultime. Sconfitte, tanti giocatori sul piede di partenza e tanti minuti per i tanti giovani a roster. Gli sviluppi della situazione Davis potrebbero convincere il duo Steve Mills-Scott Perry (Presidente e General Manager dei New York Knicks) a calare l’asso in direzione New Orleans, già nelle prossime ore.

 

Secondo quanto riportato da Brian Windhorst di ESPN, i Knicks potrebbero offrire ai Pelicans la scelta al primo giro del prossimo draft NBA, quello di Zion Williamson, R.J. Barrett e Ja Morant.

 

Il record attuale dei New York Knicks (10-38) potrebbe funzionare da assicurazione per New Orleans. Un pacchetto forte di Tim Hardaway Jr (preferibile ad Enes Kanter), Kevin Knox e la scelta al primo giro al draft NBA 2019 costituirebbe un’offerta che difficilmente il GM della franchigia della Lousiana Dell Demps potrebbe ignorare a priori. Il lettone Kristaps Porzingis potrebbe inoltre rappresentare una valida (per quanto clamorosa) alternativa alla cessione della prima scelta 2019.

 

Anthony Davis Rumors: i Miami Heat

 

Pat Riley potrebbe decidere di osare là dove non volle osare a novembre, quando l’operazione Miami Heat-Jimmy Butler saltò ad un passa dal lieto fine. Dopo aver convinto Riley a rinunciare persino a Josh Richardson, l’allora head coach dei Minnesota Timberwolves Tom Thibodeau tentò di chiedere qualcosa in più.

 

Qualcosa a cui l’ex capo allenatore di Los angeles Lakers e New York Knicks non avrebbe voluto arrivare per il 29enne Jimmy Butler (non se ne fece niente e Butler volò alcuni giorni dopo a Philadelphia), ma al quale rinuncerebbe per Anthony Davis.

 

Un pacchetto basato su Hassan Whiteside ed il suo ricco contratto (in scadenza nel 2020), e soprattutto sui giovani Richardson, Bam Adebayo e Justise Winslow farebbe probabilmente felice coach Alvin Gentry ed i New Orleans Pelicans (il trio Richardson-Adebayo-Winslow è oggi probabilmente superiore persino al trio di giovani Lakers Ball-Ingram-Kuzma).

 

Offerta estremamente impegnativa per Miami, che smantellerebbe in un solo colpo il meglio di quanto saputo ottenere via draft negli utlimi anni.

 

Nemmeno LeBron James seppe all’epoca resistere alle sirene di South Beach, della Florida e del suo regime fiscale vantaggioso. Davis non troverebbe però l’equivalente del Dwyane Wade annata 2010 ad aspettarlo a Miami, e difficilimente New Orleans accetterebbe meno di quanto prospettato in precedenza.

 

A dicembre, Zach Lowe di ESPN aveva riportato di un Davis non interessato a giocare per dei Miami Heat privi di giocatori come Winslow o Richardson. Alternative valide per Miami (ma non probabilmente per New Orleans) James Johnson e Dion Waiters, titolari però di contratti lunghi (2021) ed impegnativi.

 

Pat Riley tenterà il tutto per tutto, con il rischio di vedere Anthony Davis lasciare la Florida da free agent già a luglio 2020?

Pacers, grave infortunio per Victor Oladipo, il ginocchio destro fa crac: “Certamente un problema serio”

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo

Gli Indiana Pacers (32-15) battono a domicilio i primi della classe ad est Toronto Raptors, ma perdono per infortunio la star Victor Oladipo.

Con 4 minuti ancora da giocare sul cronometro del secondo quarto, Oladipo cerca di intercettare un passaggio per per l’ala dei Raptors Pascal Siakam, lanciato in contropiede. L’ex giocatore di Orlando Magic ed Oklahoma City Thunder inciampa probabilmente toccando la gamba di Siakam, davanti a lui, e cade pesantemente a terra.

Victor Oladipo rimane a terra nell’area dei tre secondi dei Pacers, toccandosi la gamba destra dolorante. I sanitari della squadra accorrono e coprono l’arto dello sfortunato giocatore, che viene trasportato fuori dalla Bankers Life Fieldhouse Arena di Indianapolis in barella.

E’ certamente un infortunio serio, ne sapremo di più dopo la risonanza magnetica di domani (giovedì, ndr). Ora non vogliamo avanzare ipotesi, però il quadro sembra serio. Victor è sempre stato il primo a stare vicino ed a tirare su il morale ai suoi compagni in situazioni come queste, ora tocca a noi fare lo stesso con lui

– Nate McMillan su Victor Oladipo –

 

Gli Indiana Pacers hanno nel secondo tempo trovato la forza per resistere all’assalto finale dei Toronto Raptors e chiudere il match sul 110-106. Per i padroni di casa, 23 punti e 15 rimbalzi per Thaddeus Young, e 17 punti con 8 assist per Darren Collison.

Per Toronto (36-14), ancora priva di Kawhi Leonard (terza gara consecutiva saltata dall’ex SPurs, riposo programmato), 23 punti e 11 rimbalzi di Serge Ibaka, 20 punti, 5 rimbalzi e 7 assist per Kyle Lowry e 16 punti con 9 palloni catturati per Pascal Siakam.

Non ho visto cosa è accaduto. Guardando il replay, sembra che la sua gamba abbia ceduto e lui (Oladipo, ndr) sia caduto a terra. Cadendo mi ha toccato da dietro, è stata una circostanza davvero sfortunata. Veramente un brutto infortunio

– Pascal Siakam su Victor Oladipo –

 

Oladipo verrà sottoposto a risonanza magnetica sul ginocchio della gamba destra già nelle prossime ore. “Dobbiamo trovare la forza di guardare avanti” Così il lungo Myles Turner nel post gara “Non dobbiamo lasciare che questo incidente ci condizioni. Ora c’è apprensione e preoccupazione, ma dobbiamo superare questo momento e continuare a giocare“.