Tatum: “Voglio rimanere ai Celtics per tutta la mia carriera”

Jayson Tatum Boston Celtics

La ricostruzione effettuata dai Boston Celtics e dal suo general manager Danny Ainge è stata veloce e molto efficace. In poco tempo, i biancoverdi hanno rigenerato il proprio roster e sono tornati competitivi. Un simbolo delle scelte corrette fatte da Ainge è ben visibile in Jayson Tatum. Il numero 0 è alla sua seconda stagione in NBA, ma la sua maturità e il suo talento sono evidenti. JT rappresenta anche un asset molto importante per Boston. Non è un caso che si parla di un suo trasferimento molto probabile nel caso in cui i Celtics riuscissero ad ottenere Anthony Davis. Tatum ha dei margini di miglioramento ancora molto ampi, e già negli scorsi PlayOff ha dimostrato di poter trascinare da solo una squadra.

 

Tatum: “Voglio essere un Celtic a vita”

Proprio a causa di tutte le voci che lo vogliono lontano dal Massachusetts, il numero 0 ha più volte dichiarato di essere tranquillo per il suo futuro. Intervistato da ESPN, si è soffermato nuovamente sull’argomento:

So che c’è un business che è il motore di tutto, ma io gioco a basket. Devo controllare solo ciò che posso, ma amo essere nei Celtics. Voglio giocare qui per tutta la mia carriera. Nel periodo delle trade si sente la tensione. Tutti guardano il proprio telefono. Ci sono tante voci, tanti rumors e cose così. E’ difficile anche pensare a cosa può succedere, quindi provo a ignorare il più possibile tutte le voci

Da un lato la possibilità che i numerosi giovani dei Celtics possano diventare determinanti in futuro. Dall’altro la necessità immediata di ottenere un All-Star per poter competere per l’anello. Per Ainge non sarà un’estate molto semplice.

Tobias Harris-76ers il matrimonio giusto al momento giusto

Tobias Harris-76ers.

Tobias Harris-76ers... chi vince la trade andata in scena prima della deadline con i Los Angeles Clippers? La sessione di mercato NBA del 2019 verrà ricordata come una delle più movimentate dell’ultimo decennio infatti, abbiamo già assistito al cambio di maglia di un giocatore del calibro di Porzingis, passato dai Knicks ai Mavericks, alla richiesta di trade da parte di Anthony Davis e last but not least, come si direbbe dall’altra parte dell’oceano, allo scambio che manderà a Philadelphia Tobias Harris, Boban Marjanovic e Mike Scott in cambio di Landry Shamet, Wilson Chandler, Mike Muscala, 2 scelte future al primo giro ( 2020 via 76ers e 2021 via Miami Heat) e 2 scelte al secondo giro ( 2021 e 2023) ai Los Angeles Clippers. In questo articolo, si analizzerà inizialmente ogni asset facente parte di questo accordo e successivamente, dopo aver delineato le situazioni delle due franchigie alla luce di questa trade, cercheremo di trarre delle conclusioni specificando chi, a mio modesto parere, ha avuto i maggiori benefici dallo scambio.

God does not give us overcoming life. He gives us life as we overcome. #33 #TTP

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Tobias Harris-76ers: che innesto è il ragazzo ex Clippers?

 

I 76ers, con l’innesto di un’ala come Tobias Harris saranno in grado di schierare un quintetto da paura composto da: Simmons, Redick, Butler, Harris ed Embiid. Per quanto riguarda invece la panchina, coach Brett Brown grazie a Mike Scott, stretch four con molti punti nelle mani, e Boban Marjanovic, centro di “soli” 222 cm (!!), potrà vantare una bench unit più completa rispetto a prima che, con le consolidate presenze di McConnell,Bolden,Korkmaz e Amir Johnson oltre al fantasma di Zhaire Smith, ed il nuovo arrivato Simmons con l’ex Rockets James Ennis, sarà in grado di dare un apporto migliore.

 

Questa mossa ci fa capire la mentalità dei Sixers che, integrano ai loro Big 3 un altro giocatore che secondo il parere generale avrebbe meritato la presenza all’All Star Game di Charlotte. Prima di essere scambiato, Harris stava viaggiando con una true shooting percentage intorno al 60%, questo tipo di dato, che sta diventando uno dei più analizzati e rilevanti per gli scout, tiene conto delle percentuali di un giocatore sia per quanto riguarda il tiro da 3, il tiro da 2 ed i tiri liberi, attribuendo ovviamente maggior importanza al tiro dalla lunga distanza. Per dare un termine di paragone, possiamo confrontare le statistiche del prodotto dell’University of Tennessee con quelle registrate da LeBron James nella sua miglior annata statistica con la casacca dei Miami Heat, dal momento che The King aveva una true shooting percentage intorno al 65%, testimoniando come l’annata di Tobias sia one to remember, altro termine preso in prestito dal gergo americano. Dal punto di vista contrattuale invece, Phila scambia dei contratti in scadenza come quelli di Chandler e Muscala e si priva di un sostanziale minimo salariale di Shamet acquisendone altri 3 che termineranno quest’estate, inoltre la dirigenza 76ers da quanto trapela, ha intenzione di rifirmare sia Butler che Tobias, in modo da avere 4 giocatori di riferimento per i prossimi anni.

 

Passando alla squadra angelena invece, bisogna notare come il GM Jerry West non sia mai banale nei suoi movimenti, anche perchè nell’anno e mezzo in cui ha avuto il controllo delle operazioni di mercato dei Clippers si è “liberato” di giocatori come Griffin, DeAndre Jordan e lo stesso Tobias Harris, senza dimenticare Chris Paul. Ancora una volta mr. The Logo ( soprannome di West dal momento che è sua la sagoma raffigurata nel logo dell’NBA), ha compiuto una mossa scaltra, poichè se è vero che i Clippers si stanno preparando ad una free agency 2019 scintillante, il povero Harris non sarebbe stato rifirmato alle cifre da lui richieste e , pur di perderlo a zero, Los Angeles si è assicurata un buon giovane quale Shamet e ben 4 scelte future che non fanno mai male.

 

La chiave di lettura secondo me è la seguente: i 76ers si assicurano un ottimo giocatore integrandolo ad una squadra già ben strutturata che , una volta rifirmato, entrerà a far parte definitivamente del Process di Philadelphia, dall’altra parte i Clippers si privano a malincuore di quello che stava mostrando a tutti gli effetti di essere il loro miglior giocatore, col solo obbiettivo di liberare ulteriore spazio salariale in modo da poter provare a firmare stelle del calibro di Leonard, Durant e compagnia ed ottengono scelte ottime per provare anche qualche trade interessante in estate. Niente male

 

Se volessimo cercare a tutti i costi una vincitrice, pesando lo scambio pound per pound (prometto che è l’ultima espressione presa dal vocabolario a stelle e strisce), alla luice del fatto che con tutta probabilità i Sixers estenderanno il contartto di Harris è palese che ne traggano loro i  maggiori vantaggi, però è anche vero che i Clippers non potranno essere definiti quali perdenti della trade qualora riuscissero ad accaparrarsi le prestazioni di Leonard piuttosto che di Thompson o altri giocatori di quello spessore.

 

Non ci resta che aspettare il 1 luglio 2019 per vedere come si svilupperà questa vicenda e, in attesa di quella data, godiamoci lo spettacolo che l’NBA è in grado di offrirci ogni giorno

From The Corner #32: In pacem di Dennis Smith Jr.

Dennis Smith Jr.-knicks

Lo disse, il Micione, me lo ricordo bene, vestiva la maglia vinaccia ma la bocca inviperita colpiva quello che ha fatto la recentissima storia, sedendo sul pino, dei gialloviola, per i quali, magari non lo avessimo appreso, sono i suoi colori attuali infortunio permettendo: Dennis Smith Jr. si parliamo di lui.

Ovviamente la freccia era rivolta a Phil Jackson, in un mashup che piace tra cui la NBA, Beautiful e soap opera assortite (senza tralasciare le storie parallele tipo MJ, Phil Jackson, Magic ecc. ci siete? ecco, piano corretto). Disse bene e rotondo: “I Knicks hanno sbagliato a non prendere Dennis Smith Jr.” e chi non lo scelse fu proprio il fantasma del baffo che mediava tra Shaq e Kobe ad inizio millennio.

Pace col Karma fatta, NY-Dennis Smith Jr.

Che poi, a dire ancor di più la verità, si sapeva che a Kristaps non piacesse l’ambiente della Grande Mela. Non che ci sia qualcuno a cui piaccia davvero, e non solo nel basket, vedi Giants e Jets di quelli del Super Bowl. Ma addirittura stupirsi per la trade appena strutta lo trovo un po’ ipocrita, con tutto il rispetto parlando.
Ed il dispiacere diventa ancora più grande quando vedi che contropartita ha ottenuto NY, la quale le ha permesso di redimersi dopo le parole di LeBron cui sopra: Dennis Smith Jr., infatti, è un nuovo Knickerbocker e mentre il mondo si sta entusiasmando e galvanizzando (e ne hanno ben donde, s’intende) per l’imminente coppia Doncic-Porzingis, io non riesco a pattinare via dal pensiero del povero Dennis.
Si la stagione è statisticamente peggiore alla scorsa, quando ebbe la cupidigia di avere quasi tutti i palloni in mano, tanto da inserirlo nella parte seria dei discorsi riguardanti il ROY. E forse la problematica principale è che semplicemente non ha ancora fatto quella esplosione che ci si aspettava da lui. Ma a dire la verità ci sarebbe da considerare qualche guaio fisico patito durante la stagione in corso ed un ancora non facile assestamento insieme al suo (ormai) ex compagno sloveno. Insomma, il talento tecnico, fisico ed intellettuale c’è, bastava solo un po’ di fiducia in più, cosa che a Dallas potevano pure concedere data la non impellenza di classifica. Dite che è meglio avere Porzingis in quel contesto? Solo perchè c’era Nowitzki, vi rispondo io (dato che ormai ha preso la via del mare da un paio d’anni).

Si apre comunque un capitolo nuovo per il Dennis da tripla doppia proprio contro i Knicks, durante la sua ultima uscita. Un capitolo che spero per lui possa trovare la via verso le stelle che merita e che può percorrere. A New York trova una prateria inesplorata che può sorprendersi ancora di più per le sue prodezze in campo e dove può sentire ancora di più la maglia attaccata sulla pelle. E poi giochi pur sempre al Madison, cosa che non butterei mai via…

Ah, piccola deviazione: ora c’è DeAndre a proteggere il ferro, Zion può arrivare tranquillamente.

Rumors Lakers: Kawhi Leonard ed Anthony Davis i due obiettivi principali per l’estate

Rumors Lakers continui, dopo le voci di un possibile licenziamento di Walton, arrivano novità che riprendono quanto raccontato da Adrian Wojnarowski. L’insider di ESPN infatti aveva fornito importanti aggiornamenti poco tempo fa. Secondo il famoso giornalista, i Los Angeles Lakers hanno l’intenzione di rafforzare la propria rosa in estate con 2 grandissimi colpi e proveranno a farlo nonostante una stagione piuttosto negativa. Oggi rimbalza dagli Stati Uniti una nuova conferma, i Lakers sono pronti anche a scambiare le loro prossime scelte ed i giovani pur  di mettere in piedi una squadra di livello assoluto intorno al Re, che è sembrato piuttosto frustrato nelle ultime giornate.

Di chi si tratterebbe?  L’attuale ala dei Toronto Raptors, Kawhi Leonard, e del centro dei New Orleans Pelicans, Anthony Davis.

Obiettivo #1 Kawhi Leonard

Se Kawhi dovesse lasciare Toronto, la meta prescelta potrebbe essere proprio LA, sponda Clippers o sponda Lakers. I Los Angeles Lakers seguono molto la pista che li porterebbe a Kawhi Leonard. Il numero 2 diventerà free agent in estate con buona pace dei Raptors che potranno poi provare a rifirmarlo. Non ha mai nascosto la sua voglia di tornare a casa, appunto la California. E Wojnarowski ha confermato che per il giocatore dei Raptors l’obiettivo principale è quello di andare a giocare a Los Angeles. Non è chiaro se il giocatore preferisca i Lakers o i Clippers, ma i gialloviola certamente proveranno in tutti i modi a convincere Leonard a sposare la loro causa.

Anthony Davis-Lakers: c'è l'opzione per la stagione 2020 secondo 'Espn.com'
Anthony Davis-Lakers: c’è l’opzione per la stagione 2020 secondo ‘Espn.com’

 

Obiettivo #2 Anthony Davis

Anthony Davis è stato vicino e lontano dal vestire purple and gold durante il mercato invernale, nell’ultima finestra disponibile prima della deadline. Nulla di fatto, GM dei Pelicans licenziato ed ora una situazione da sistemare ma con AD pronto a dire addio a NOLA.

Come si svilupperà la situazione estiva? Magic dovrà provare a mettere sul piatto per i Pelicans un bel gruzzolo di scelte future e di talenti che possano andar bene a New Orleans anche se al momento tutti i giovani sembrano essere svalutati dopo la prima annata di LeBron James. Ovviamente non mancheranno le offerte ai Pelicans e per questo motivo i Lakers dovranno andare All In per provare a metterlo sotto contratto e prolungargli quest’ultimo per molte stagioni legando il monociglio alla possibile dinastia purple and gold.

 

Aggiungere due giocatori di questo calibro a LeBron James farebbe dei Lakers una squadra pronta alla conquista del titolo NBA. Ovviamente bisognerebbe capire di che livello sarebbe il supporting cast, ma senza dubbio tre giocatori del genere farebbero la differenza contro qualsiasi squadra.

Ancora non è chiaro cosa succederà, ma si prospetta un’estate di fuoco per i tifosi gialloviola.

Nikola Mirotic: arriva la trade, finisce ai Pelicans

Diciannovesima giornata Dunkest

Nikola Mirotic gli aggiornamenti sulla trade sono finalmente arrivati: il montenegrino naturalizzato spagnolo infatti giocherà con i New Orleans Pelicans per questo scorcio di stagione, i playoffs ed il prossimo anno grazie alla trade che lo ha spedito a NOLA da Chicago.

I dettagli della trade: Nikola Mirotic ai Pelicans con una seconda scelta del prossimo anno (che era di New Orleans stessa ed era stata ceduta in estate a Chicago). I Bulls ricevono Asik, Nelson, Tony Allen e la prima scelta dei Pelicans protetta 1-5,

Nikola Mirotic: la decisione dei Bulls prima dello scambio

I Chicago Bulls non sanno più che pesci prendere con Nikola Mirotic, ma nella giornata di ieri sembrano essere arrivati ad una drastica soluzione. La franchigia infatti, avrebbe scelto di non far più giocare il giocatore spagnolo fino al termine della trade deadline.

La decisione sarebbe arrivata dopo l’ennesima trade sfumata con i New Orleans Pelicans, che ad oggi erano i più interessati al ragazzo. Nikola Mirotic inoltre, dopo gli spiacevoli eventi col compagno Bobby Portis, non ha mai nascosto la sua voglia di partire da Chicago.

Nonostante tutto questo però, il numero 44 in questa stagione ha dato una gran mano alla propria franchigia, ottenendo una media di: 16,8 punti, 6,4 rimbalzi e il 42,9% oltre l’arco dei 3 punti.

Nuovi scenari

Ad oggi, dopo il fallimento dei New Orleans Pelicans, la franchigia più vicina al ragazzo sembra essere quella degli Utah Jazz. La franchigia potrà trattare in maniera più diretta con Nikola Mirotic, vista la sua no-trade clause. La possibilità di veto del giocatore però, potrà essere inibita se verrà pagata la team option da $ 12,5 MM nella prossima stagione.

I Jazz sono molto interessati a trattare il ragazzo, che dalla sua, spera soprattutto che tutta questa vicenda si chiuda in fretta.

Riusciranno i Chicago Bulls ha chiudere una storia che ormai va avanti da due stagioni ?

 

Cleveland Cavaliers: “E ora si tratta per DeAndre Jordan”

DeAndre Jordan è ormai da tempo nel mirino di molte squadre, ma ultimamente è stato sempre di più accostato alla franchigia dei Cleveland Cavaliers. La trattativa è ancora nella fase centrale, ma alcuni scenari sono già ipotizzabili.

Ad oggi, tutto sembrerebbe ruotare intorno a due fattori principali: la scelta al Draft 2018(Brooklyn Nets) in mano ai Cleveland Cavaliers; e la futura decisione di fine stagione del King LeBron James.

Il primo fattore: scelta al Draft 2018

La scelta al Draft 2018 dei Brooklyn Nets, in mano ai Cleveland Cavaliers  ad oggi, è sicuramente il fattore più rilevante di questa ipotetica trade. I Los Angeles Clippers infatti, avrebbero richiesto come contro partita per il loro centro, il futuro giovane rookie dei Cavs.

La franchigia del King ovviamente, non è disposta a privarsi così facilmente di una scelta futura e per questo attualmente, la trade non si riuscirebbe a chiudere.

Per Adrian Wojnarowski di ESPN infatti, i Cleveland Cavaliers si starebbero tenendo buona la scelta al Draft per un eventuale Big in entrata.

Il secondo fattore: LeBron James

Il secondo fattore può essere considerato il meno rilevante in scala temporale, ma allo stesso tempo rivoluzionerebbe l’intera franchigia.

Stiamo parlando di un ipotetico addio di LeBron James a fine stagione, per molti impossibile, ma ad oggi ipotizzabile per fino dalla dirigenza dei Cleveland Cavaliers. Proprio per questo, se dovesse partire LeBron James, a quel punto ci sarebbe più facilmente spazio per DeAndre Jordan ed un eventuale big.

Questo significa infine, che il fattore LeBron James potrebbe intervenire ed influenzare il fattore scelta al Draft 2018, che potrebbe partire lo stesso, proprio grazie alla creazione di un ingente monte salari a disposizione della franchigia dell’Ohio State.

Le voci intorno a questo affare stanno sempre di più prendendo piede, ma prima di avere risultati concreti bisognerà ancora aspettare.

Pelicans pronti a fare di tutto per rifirmare Cousins

Warriors-Cousins-DeMarcus Cousins Pelicans

Sembrano smuoversi le acque del Mississippi, parliamo della presunta trade che coinvolgerebbe il centro Demarcus Cousins, che diventerà unrestricted free agent nella prossima stagione. I New Orleans Pelicans sembrano intenzionati a rifirmare il giocatore ex Wildcats, decidendo di formare, salute permettendo, un frontcourt di assoluto livello insieme all’altra stella Anthony Davis.

Cousins è arrivato la scorsa stagione in una trade con Sacramento che ha coinvolto anche l’israeliano Omri Casspi in cambio di Tyreke Evans, Langston Galloway e Buddy Hield che sono approdati in California. Le statistiche di Cousins sono davvero impressionanti, viaggia a 25.9 punti, 12.6 rimbalzi, 5.1 assist, 1.5 recuperi, and 1.5 stoppate a partita. Una delle sue stagioni migliori numeri alla mano, capace di segnare con il 48.2% ogni 100 possessi.

New Orleans attualmente detiene un record di 20-19, che la candidano ad un posto nelle magnifiche otto ad ovest, un traguardo che fino a qualche stagione fa sembrava davvero una chimera.

Mossa indiscutibile quella di offrire un contratto a Cousins, anche se i ragionamenti sul roster da parte dei Pelicans deve essere fatto. Se da una parte la frontcourt titolare sembra essere convincente, il reparto dietro non pare fornito in modo sufficiente per competere ad alto livello ai playoffs, con i soli Holiday e Rondo come nomi di riferimento. Troppo scarna anche la panchina.

Molti sono gli scenari che i Pelicans devono prendere in considerazione, per capire cosa vogliono fare da grandi e a quali obiettivi ambire.

Cousins: “Sono stato ingenuo nell’essere fedele ai Sacramento Kings”

DeMarcus Cousins

DeMarcus Cousins racconta ai microfoni di ESPN la sua delusione nei confronti dei Sacramento Kings. Secondo il giocatore infatti, è stato un grande errore pensare di esser fedeli ad una franchigia come quella di Sacramento. Tra i suoi più grandi rammarichi, c’è quello di non aver lasciato prima la franchigia.

La trade che vedeva protagonista Boogie, se ricordate bene, fu un vero e proprio fulmine a ciel sereno per tutti. Infatti, l’annuncio fu così tanto inaspettato, che il giocatore lo apprese durante un’intervista.

Nulla di peggio per un ragazzo come DeMarcus Cousins, che nei Kings aveva riposto fiducia e fedeltà, ricevendo però, solo un biglietto di sola andata per New Orleans.

Le malinconiche dichiarazioni di Boogie

“Ho avuto la possibilità di andarmene più volte, ma ho combattuto per rimanere. Avevo i miei manager che mi dicevano di partire, ma io ho voluto combattere per rimanere. Avessi saputo prima come sarebbe andata a finire me ne sarei andato via molto prima”.

L’intervista va avanti e Boogie continua lo sfogo: “Non hanno avuto nessun tipo di pensiero, hanno agito come business man e non hanno dato valore alla lealtà. Non è bello finire in una franchigia che non premia l’impegno morale di un giocatore”.

“Sono stato uno sciocco nell’essere fedele ai Sacramento Kings“.

Dal momento della trade DeMarcus Cousins non ha più messo piede a Sacramento, ma lo farà nella prossima partita dove finalmente avrà il confronto tanto desiderato con quelli che per lui ormai sono traditori.

 

 

Alex Len firma una qualyfing offer da $ 4,2M con i Phoenix Suns

Alex Len Suns

Alex Len giocherà un altro anno con i suoi Phoenix Suns.

Il giocatore, visto il suo impiego nel team, avrebbe preferito partire verso altri lidi in questa off season.

Purtroppo per lui non sono arrivate le offerte sperate, o perlomeno sono arrivate ma non accontentavano i suoi bisogni.

I Phoenix Suns, comunque, reputano il giocatore utile alla loro causa e hanno deciso di prolungare i rapporti fino alla prossima stagione.

La decisione è arrivata nella giornata di ieri con il consenso di tutte e due le parti.

alex-len
#ALEX LEN

L’OFFERTA

Alex Len ha accettato una qualifyng offer da $ 4,2M, che dopo la fine della stagione lo farà tornare free-agent.

A quanto ci dice Shams Charania del The Vertical, questa sarebbe stata l’offerta più alta fatta al giocatore in tutta questa off-season.

Ora il ragazzo dovrà sfruttare al meglio questo ultimo anno a Phoenix per mettersi in mostra, così da poter ottenere il contratto da lui tanto desiderato.

In quattro stagioni NBA, Alex Len ha fatto registrare: 6.9 punti, 6.2 rimbalzi e 1.1 blocchi di media, senza riuscire però ad ottenere un posto fisso nel quintetto dei Suns.

Se il giocatore vorrà ambire a qualcosa in più, dovrà di certo aumentare il suo tabellino statistiche, e soprattutto far si che la sua presenza in campo si senta mentre gioca.

 

 

Carmelo Anthony spera di diventare un componente degli Houston Rockets prima di lunedì

Dopo mesi di attesa, sembra che la vicenda Carmelo Anthony si avvii verso un epilogo.

Il giocatore infatti, in queste ultime ore, ha chiesto espressamente ai New York Knicks di essere ceduto entro lunedì.

La destinazione sarebbe ovviamente Houston, dove, a quanto dice il New York Daily News, la famiglia si sarebbe già ambientata da tempo.

Carmelo Anthony vorrebbe essere ceduto prima di lunedì, per evitare di cominciare il training camp con la propria squadra.

CON LA TESTA GIA’ A HOUSTON

A pretendere la trade non c’è solo Carmelo Anthony, ma bensì anche la sua intera famiglia.

La moglie ha dichiarato alle agenzie locali di esser quasi certa dello spostamento del marito, tanto da considerarlo già fatto da mesi.

La passione per Houston, quindi, è diventata un affare di famiglia, tanto da mobilitare anche la consorte di Melo, che intanto attende speranzoso la chiusura della trade.

#CHRIS PAUL
#JAMES HARDEN
#CARMELO ANTHONY

LA TRADE

Lo scambio che porterebbe Carmelo Anthony alla corte degli Houston Rockets non è ancora stato definito, ma di certo una pedina importante sarà Ryan Anderson.

Il giocatore di Houston ha un contratto molto oneroso per la società, che sarebbe disposta a scambiarlo, insieme ad altri giocatori, per far spazio a Melo.

Inoltre, non dovesse esserci una soluzione interna ai Rockets, la franchigia avrebbe già pronte delle squadre da coinvolgere nel commercio, per chiudere al più presto la trade.

Purtroppo per Houston, gli ultimi cambiamenti del front office dei Knicks non hanno aiutato lo svolgimento dell’affare, che al posto di trovare una svolta ha subito un rallentamento.

SCENARI POSSIBILI

Attualmente, gli scenari possibili rimangono due: il primo vedrebbe la permanenza di Carmelo Anthony ai New York Knicks; il secondo, l’approdo all’ultimo istante del numero 7 in quel di Houston.

Dovesse verificarsi il primo scenario, vedremo con molta probabilità un’annata negativa per Melo, che sarebbe costretto a giocare in una franchigia ormai non più gradita.

Se invece i Knicks riusciranno ad accontentare le richieste del loro campione, allora vedremo il formarsi di un nuovo Big 3, che si candiderebbe ufficialmente alla corsa per il titolo NBA.

 

 

 

 

 

 

 

New Orleans Pelicans: Firmato Martell Webster per il training camp

Martell Webster, grazie ai New Orleans Pelicans, potrebbe tornare sui pitturati NBA dopo 2 anni di assenza.

Infatti, sappiamo da Associated Press che l’ex ala piccola dei Portland Trail Blazers prenderà parte al training camp della squadra.

Il giocatore parteciperà agli allenamenti sotto contratto, e potrà essere scartato anche prima dell’inizio stagione.

L’accordo, perciò, non garantirà la permanenza di Webster, che dovrà giocarsi le sue carte migliori per poter convincere lo staff.

Il ragazzo potrebbe essere un’ottima mossa dei Pelicans, che andrebbero a ricoprire un buco nella rotazione con un buon e atletico tiratore.

CHI E’ MARTELL WEBSTER ?

Martell Webster ha ormai 31 anni, ma ad inizio carriera fu scelto come 6 scelta al Draft e dimostrò grandi doti.

La sua prima stagione NBA infatti, ha fatto segnare a tabellino 17,5 minuti di media per partita con 6,6 punti portati in dote alla propria squadra.

Purtroppo per lui, a Portland non serviva il suo apporto, e queste fece si che il giocatore cominciasse a girare tra D-League ed NBA.

Infine, dopo la su ultima esperienza NBA nel 2015 con i Washington Wizard , Martell Webster non ha più trovato una squadra rimanendo inattivo fino ad oggi.

Per lui, quindi, sarà un’occasione importantissima e speriamo che possa sfruttarla al meglio, convincendo lo staff dei New Orleans Pelicans ad inserirlo nel roster di quest’anno.

 

New York Knicks: Firmato Jarrett Jack nella notte

I New York Knicks sono ormai ad un punto di svolta, e per tutelarsi dal disordine iniziale del cambiamento hanno deciso di fare affidamento su Jarrett Jack.

Il playmaker veterano non sarà di certo un giocatore che sposta gli equilibri, ma potrà dare una mano ai giovani nel loro percorso di crescita.

Oltre a questo, Jack figurerebbe da mediatore esperto tra società e spogliatoio.

La scelta dei New York Knicks è ricaduta sul playmaker proprio in nottata, per coprire l’ultimo tassello mancante in quel ruolo.

#1 JARRETT JACK

LA TRATTATIVA

Jarrett Jack ha deciso, con la società, di stipulare un contratto di 1 anno non garantito.

La trattativa è stata molto semplice, e il giocatore ha accettato di non essere coperto a livello contrattuale vista la sua ultima stagione.

Nell’ultima RS, Jack ha giocato per i New Orleans Pelicans, disputando però solo due partite in tutta la stagione.

Le cifre della sua carriera registrano 11 punti di media e 4,5 assist per partita, che saranno utili ai nuovi New York Knicks di coach Jeff Hornacek, in cerca di tanta esperienza.

In attesa che la situazione Carmelo Anthony trovi una soluzione, la franchigia newyorkese ha deciso di muoversi in anticipo ed evitare un’altra stagione di delusioni.