76ers a valanga sui Twolves, Jimmy Butler: “Bello batterli”, Embiid: “Ancora battuti dalle terze linee…”

Dominio difficile da spiegare a parole dei Philadelphia 76ers (29-16) tra le mura amiche del Wells Fargo Center, contro i Minnesota Timberwolves. I Sixers convertono il 59.8% dei loro tiri a canestro, segnano 21 tiri da tre punti, 83 punti nel solo primo tempo di gioco e proseguono senza sosta sino al 149-111 finale.

Jimmy Butler chiude con 19 punti e 8 su 10 al tiro la sua prima partita contro la sua ex squadra. Joel Embiid top scorer di serata con 31 punti e 13 rimbalzi, mentre Ben Simmons sfiora l’ennesima tripla-doppia stagionale e chiude con 20 punti, 11 rimbalzi, 9 assist e 3 stoppate.

Tutto il quintetto base di coach Brett Brown chiude in doppia cifra per punti segnati (15 per J.J. Redick, 14 per Wilson Chandler), tutti i giocatori impiegati da Philadelphia segnano almeno un punto.

Vincere conta più di ogni cosa, il fatto di giocare aggressivo è una conseguenza di questa mia volontà di vincere. Joel (Embiid, ndr) è un mostro, un giocatore dominante su entrambi i lati del campo, ci stiamo ancora ambientando, entrambi cerchiamo di tenere coinvolta l’ntera squadra in attacco. C’è ancora del lavoro da fare ma ci arriveremo. Minnesota? Volevo batterli, ma io voglio battere tutti (…) mi aspettavo una gara del genere, tante facce familiari, poco trash-talking, sono contento di averli battuti. Mi sono congratulato con coach Saunders a fine partita. Io gioco per vincere, e quando si vince ed io posso dare il mio contributo, non c’è molto altro di cui possa preoccuparmi. Quando si perde, quella è un’altra storia

– Jimmy Butler dopo Sixers-Twolves –

 

 

Buio pesto per Minnesota (21-23). Il ritorno in campo di Derrick Rose non basta agli uomini di coach Ryan Saunders, Karl-Anthony Towns viene travolto dal rivale diretto Joel Embiid, e la point-guard di riserva Tyus Jones rimedia un infortunio alla caviglia dopo appena 11 minuti di gioco.

Le’x di giornata Butler non ha evidentemento voluto infierire sulla sua ex squadra nel post partita. Il perfido Joel Embiid ha invece pensato di rievocare uno degli episodi più celebri della breve permanenza a Minneapolis dell’ex giocatore dei Chicago Bulls, tramite il proprio profilo ufficiale Twitter:

 

Il rifermento della star camerunense dei Philadelphia 76ers è all’ormai celeberrimo primo allenamento di Jimmy Butler con i Minnesota Timberwolves in preparazione della stagione 2018\19. Un furioso Butler ingaggiò un duello personale con staff tecninco, dirigenza e titolari, disputando e vincendo una partitella assieme alle seconde e terze linee della squadra, alzando la voce e sfidando compagni e proprietà.

Knicks, idea Ricky Rubio per Gennaio

Secondo i “Giganti Del Basket”, i New York Knicks sarebbero intenzionati ad aggiungere al proprio roster un playmaker da aggiungere ai vari Josè Calderon, Jerian Grant e Langston Galloway. La dirigenza starebbe pensando a una trade a gennaioper arrivare a un giocatore da affiancare Melo e in grado di dargli la palla con molta più frequenza ed intensità rispetto a quanto avvenuto lo scorso anno, in cui i Knicks hanno terminato con una media di 19 assist a partita.

Una di queste piste porterebbe a Ricky Rubio, attualmente in forza ai Minnesota Timberwolves. Secondo Gary Washburn del Boston Globe, la dirigenza di Minnie starebbe cominciando a perdere la pazienza con lo spagnolo e starebbe valutando l’ipotesi di una trade a metà anno: l’ago della bilancia in questo caso è Tyus Jones, rookie scelto con la chiamata numero 24 ma che ha ben impressionato durante la summer league. Se il giovane prodotto di Duke dovesse incidere sin dall’inizio, niente fermerebbe la dirigenza di Minnesota nel perseguire un progetto basato su un quintetto interamente composto da giovanissimi e a mettere da parte diversi membri della vecchia guardia.

Al momento però bisogna ricordare che il contratto di Rubio non è alla portata dei Knicks: nonostante ciò già in passato la dirigenza arancioblù aveva già provato ad assicurarsi (nella stessa condizione salariale) Eric Bledsoe e Ty Lawson, che non sono esattamente due giocatori low cost.

Nel caso in cui dovesse sfumare la trattativa per Rubio, non mancano comunque le alternativa per Phil Jackson, a partire da Mario Chalmers dei Miami Heat. Oltre a lui, anche Brandon Jennings e Norris Cole sono possibili nomi per New York che, dopo aver fallito lo scorso anno l’assalto a Dragic, vuole assolutamente trovare un playmaker in grado di affiancare (e completare) Carmelo Anthony e il suo modo di giocare, ovviamente all’interno del sistema di gioco della TPO.

T’Wolves: ecco la firma di Jones

I Minnesota Timberwolves aggiungono un ulteriore tassello al proprio roster, denso di talenti molto giovani: si tratta di Tyus Jones, PG uscito dall’università di Duke. Jones, ventiquattresima chiamata assoluta, è arrivato tramite trade dai Cleveland Cavaliers proprio la notte del Draft 2015, in cambio di Cedi Osman (scelta numero 31) e Rakeem Christmas (scelta numero 36). Nonostante la franchigia di Minneapolis non abbia ancora ufficializzato la firma del giocatore, secondo Darren Wolfson di 1500 ESPN Twin Cities il ragazzo avrebbe firmato il contratto già da qualche giorno.

Tyus Jones
Tyus Jones

Dando un’occhiata alla rookie scale, il sistema che regola il salario dei rookie in base all’ordine di chiamata, Jones può guadagnare un massimo di 4,263,613 dollari (poco più di 4 milioni di dollari) in quattro anni di contratto, così distribuiti:

  • $1,282,080 al primo anno;
  • $1,339,680 al secondo anno;
  •  $1,397,400 alla terza stagione;
  • $2,444,053 al quarto anno.

Il ragazzo è dotato di un’ottima visione del gioco, un grande senso della posizione in campo e di un’innata leadership. Jones, inoltre, è stato il miglior giocatore delle final four del torneo NCAA presso la propria università, ed Eddie Scarito di Hoops Rumors lo ha definito “il miglior playmaker puro di questo Draft”.

Ottima aggiunta dunque per i Timberwolves, che con il ritorno di Garnett potranno contare non solo sulla gioventù dei ragazzi a roster, ma anche sul carisma e sull’esperienza di chi le Finals NBA le ha giocate più volte e le ha anche vinte. Tyus Jones farà compagnia a Ricky Rubio, Zach LaVine, Lorenzo  Brown e Kevin Martin nel reparto guardie, reparto che sta finalmente prendendo forma e sta diventando molto interessante: l’estro creativo di Rubio e l’esplosività di LaVine si vanno a mescolare con le ottime abilità di shooter di Brown e Martin, e l’arrivo di Jones aggiunge ancora qualità al reparto guardie dei Wolves.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

 

Timberwolves: in arrivo Jones per Christmas e Osman

Un’altra trade post-draft si è consumata nella notte. E’ il caso dei Minnesota Timberwolves, franchigia dal roster giovane ed in continua evoluzione, che acquisiscono la PG Tyus Jones, scelta nel Draft di ieri dai Cleveland Cavaliers con la chiamata numero 24, e cedono alla franchigia dell’Ohio le scelte 31 e 36, rispettivamente Cedi Osman, esterno di origine turca, e Rakeem Christmas, lungo che arriva direttamente dal college di Syracuse.

Sicuramente una point guard fa comodo a Minnesota, che oltre ad aggiungere dell’ottimo play making alla propria azione offensiva aggiunge un talento non da poco al proprio roster, peraltro ottenuto scambiando due scelte relativamente basse. D’altra parte, alla causa dei Cavs, potrebbe tornare più utile Rakeem Christmas nel ruolo di centro, rispetto ad un Cedi Osman che, alla luce del roster attuale di Cleveland che negli spot di SG ed SF ha già J.R. Smith e LeBron James. A livello salariale, invece, in Ohio fa comodo ottenere due contratti non garantiti, in virtù delle scelte al secondo giro, soprattutto per lo spazio salariale che abbonda di certo a Cleveland. In casa Timberwolves invece si bada a far crescere un nuovo talento come Tyus Jones, che avrà comunque un contratto sì garantito, ma a cifre contenute, in virtù della chiamata piuttosto bassa.

Andrews Wiggins, prima scelta assoluta del Draft 2014
Andrews Wiggins, prima scelta assoluta del Draft 2014

Già lo scorso anno si consumò una trade dopo il Draft 2014, nella quale i Cavaliers spedirono la loro prima scelta Andrew Wiggins, poi insignito del riconoscimento Rookie Of The Year 2015, in cambio di Kevin Love, il quale invece ha dimostrato che, in un contesto come quello di Cleveland, da contender, non è spesso in grado di trascinare la franchigia come dovrebbe fare un giocatore del suo livello. La trade di quest’anno dunque sortirà gli stessi effetti di quella dell’anno passato? Sarà ancora a vantaggio di Minnesota o Cleveland riuscirà a far fruttare Osman e Christmas a dovere? Ovviamente si parla di scelte di caratura ben più bassa rispetto ad Andrew Wiggins, prima chiamata assoluta dello scorso Draft.

Mavericks, Dal Draft si punta a scegliere un playmaker o una guardia

Con un roster completamente da ricostruire, per ora sotto contratto ci sono i soli Dirk Nowitzki, Devin Harris e Chandler Parsons, i Dallas Mavericks avranno nel prossimo Draft, il quale si svolgerà il 25 Giugno a Brooklyn, la prima possibilità per aggiungere valore alla squadra grazie alla 21° scelta assoluta. I ruoli di ala piccola e ala forte sono coperti da Parsons e Nowitzki mentre quello di centro vedrà il front office dei Mavs impegnato a scegliere se riconfermare Tyson Chandler oppure puntare su qualcuno più giovane e fresco, ad esempio lo spesso citato DeAndre Jordan. Se da un lato c’è il sero rischio di perdere Al-Farouq Aminu, fondamentale in uscita dalla panchina e in difesa, il problema maggiore i Mavs lo hanno nel backcourt. L’esperimento fallito con Rajon Rondo e la probabile partenza di Monta Ellis lasciano di fatto i 2 ruoli di guardia scoperti, eccezion fatta per Harris che però è solito uscire dalla panchina.

R.J.Hunter, guardia in uscita da Georgia State
R.J.Hunter, guardia in uscita da Georgia State

Nel prossimo Draft ci sono parecchi playmaker di qualità che possono avere un immediato impatto nella NBA. Escludendo D’Angelo Russell, Emmanuel Mudiay e Cameron Payne, quasi certamente i loro nomi verranno chiamati nelle prime 15 scelte, rimangono giocatori come Tyus Jones, Jerian Grant e Delon Wright, fratello di Dorell in forze ai Blazers nell’ultima stagione. Jones, trascinatore per Duke nella finale NCAA, porte in dote un’ottima capacità di giocare i pick-and-roll unita ad un istinto naturale da realizzatore. Unica pecca, e non di poco conto, il fisico minuto che lo penalizza molto nella fase difensiva. Al contrario di Jones, sia Grant, ma soprattutto Wright, hanno dalla loro un fisico superiore allo standard per un playmaker e la difesa è un fattore importante nel loro gioco. Visto che nella lista dei free agent di questa estate i playmaker scarseggiano si potrebbe pensare che i Mavs puntino a scegliere un giocatore in questo ruolo al Draft ma potrebbero anche cercare di acquisire una guardia per tutelarsi da un eventuale partenza di Monta Ellis. In questo ruolo sono già stati visionati diversi prospetti tra i quali R.J.Hunter e Rashad Vaughn . Un’ultima ipotesi vedrebbe i Mavs puntare un’ala piccola votata alla difesa per tutelarsi dall’addio di Aminu. I nomi più caldi in questo ruolo sono quelli di Rondae Hollis-Jefferson e Justin Anderson. Dallas possiede anche la 52° scelta assoluta ma con grande probabilità cercherà di cedere questa scelta per non intaccare il salary cap.

RImane da precisare che i Dallas Mavericks recentemente non hanno puntato molto sul Draft intavolando spesso delle trade o cedendo le loro scelte per poter avere così più spazio salariale. L’ultima scelta di un certo impatto rimane quella di Josh Howard nel lontano 2003 seguito poi dai recenti bust quali Jared Cunningham, Ricky Ledo e Shane Larkin. Considerando che Cuban vuole vincere il prima possibile, visto anche l’imminente ritiro di Nowitzki, è probabile che i Mavs cedano la loro scelta per arrivare magari ad acquisire un giocatore già esperto e pronto a dare subito un contributo significativo. Fra una settimana tutti i nodi verranno sciolti e vedremo Dallas come si giocherà la 21° scelta assoluta al Draft.