John Wall parla dopo l’operazione al tendine d’Achille: “Ora penso soltanto a riposarmi”

John Wall infortunio

John Wall parla della sua situazione dopo l’intervento al tendine d’Achille. Filtra ottimismo per i suoi tempi di recupero in vista del futuro dei suoi Wizards.

John Wall: “In questo momento la priorità è tornare in perfetta salute”

La rivoluzione in casa Washington Wizards sembrerebbe essere appena cominciata.

Nonostante in queste ultimi giorni di mercato la squadra allenata da coach Brooks ha accolto i suoi nuovi acquisti come Bobby Portis, Jabari Parker e Wesley Johnson; il front-office dei Wizards è rimasto con il fiato sospeso riguardo le condizioni della sua stella John Wall.

Il più grande investimento del team della Capitale ha superato con successo l’operazione al tendine d’Achille effettuata la scorsa notte sempre in quel di Washington, che purtroppo lo terrà lontano dai campi almeno per la prossima stagione.

Stando a quanto riportato in queste ultime ore dal ‘Washington Post‘, il recupero di Wall è stimato intorno agli 11-15 mesi, ma lo stesso giocatore dei Wizards ha deciso che se necessario il suo stop potrebbe essere ancora più lungo.

A confermare l’indiscrezione dell’insider Candace Buckner, sono arrivate infatti le parole dello stesso John Wall a poche ore di distanza dall’intervento al tendine d’Achille.

Ecco le sue parole riportate sempre dal ‘Washington Post‘:

Sono grato allo staff medico dei Wizards per aver accelerato i tempi dell’operazione. In questo momento mi aspettano 4-5 mesi di stop assoluto e poi comincerò con molta calma la mia riabilitazione. Il mio processo ora è costituito da priorità, che bisogna cominciare a selezionare dopo infortuni del genere. In primis l’obiettivo è rientrare in perfetta salute sia nella riabilitazione, sia in campo quando terminerò tutto il processo di recupero. Poi ora voglio soltanto riposarmi. Molti altri giocatori hanno avuto problemi seri di salute dopo infortuni così gravi. Non voglio peggiorare la situazione”.

 

Otto Porter va ai Chicago Bulls, Jabari Parker e Bobby Portis agli Wizards

Gli Washington Wizards avrebbero spedito Otto Porter Jr ai Chicago Bulls, in cambio di Jabari Parker e Bobby Portis, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

 

I Chicago Bulls avrebbero incluso una seconda scelta al draft NBA 2023, come riportato da Adrian Wjnarowski di ESPN.

 

Gli Wizards dicono con ogni probabilità addio ad ogni residua possibilità di post-season con la partenza di Porter. Jabari Parker diventerà con ogni probabilità free agent a fine stagione (team option sul secondo anno del biennale da circa 40 milioni di dollari per l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks).

 

Bobby Portis è all’ultimo anno del proprio contratto da rookie e diventerà free agent a fine stagione. Il prodotto di Arkansas sarà eleggibile per una qualifying offer annuale da 3.4 milioni di dollari a partire dal 1 luglio.

 

Come riportato da David Aldridge di The Athletic, la mossa degli Wizards consentirà a Washington di rifirmare in estate i giovani Tomas Satoransky e Thomas Bryant, due delle ben poche note positive della sventurata stagione nella capitale.

 

 

 

 

E’ una sensnazione un po’ strana” Così Bradley Beal sulla cessione di Otto Porter “Ma noi siamo dei professionisti, e come tali dobbiamo comportarci. Vengono prese delle decisioni, alcuni giocatori partono ed altri arrivano. Non possiamo farci molto. Otto (Porter, ndr) è stato per tanti anni parte di questa squadra… guardiamo avanti. Porter ha le qualità per diventare il leader di una squadra giovane, so che farà benissimo a Chicago. Noi diamo il benvenuto a Bobby (Portis, ndr) e a Jabari (Parker, ndr) e guardiamo avanti

John Wall-infortunio: i tempi di recupero

Novità per gli Wizards sul tema John Wallinfortunio: infatti secondo quanto riportato da Shams Charania sul suo profilo Twitter, la stella degli Washington Wizards si è sottoposto ad un intervento chirurgico dopo essere caduto in casa e rotto di conseguenza il tendine d’achille. I tempi di recupero per il play di Washington non sono più gli originali 6-8 mesi, infatti dopo la caduta i tempi di recupero si sono allungati e diventati 12 mesi. Staremo a vedere se gli Wizards tenteranno di rimpiazzarlo in qualche modo anche magari nella prossima Free Agency

Raptors, un tiratore per i playoffs e le carte in regola per Bradley Beal

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Toronto Raptors alla ricerca di un tiratore, con la suggestione Bradley Beal.

Il sogno probito di ogni contender NBA, la guardia degli Washington Wizards Bradley Beal, non è mai stato ufficialmente in vendita. Il prdotto di Florida ha sin dalle prime difficoltà della squadra rispedito al mittente ogni voce di mercato che lo riguardasse, dedicandosi anima e corpo alla difficile rincorsa ai playoffs.

Voto di fedeltà rinnovato in quel di Londra, prima della vittoria dei suoi Wizards sui New York Knicks nell’edizione 2019 di NBA London Game, per voce del proprietario della squadra Ted Leonsis: “Bradley (Beal, ndr) mi ha promesso i playoffs, i Washington Wizards non si daranno mai al tanking“.

La disgraziata stagione di Washington (un inizio da incubo, l’infortunio di Dwight Howard, i problemi di spogliatoio, le trade, lo stop di John Wall) ha dato presto il via libera alle fantasie (di mercato) più sfrenate sull’ex Florida Gators, autore sinora di una stagione da quintetto All-NBA (24.9 punti, 5 rimbalzi e 5 assist a gara con il 35.4% da dietro la riga dei tre punti in ben 37.3 minuti a partita), e destinato alla sua seconda convocazione consecutiva all’All-Star Game.

Los Angeles Lakers e Toronto Raptors le squadre più attrezzate per intavolare una – al momento improbabile – trade per la stella degli Washington Wizards. Del valore attuale – e soprattutto di mercato – dello “young core” dei Lakers si è già detto di tutto in soli tre mesi di regular season.

Toronto Raptors e Bradley Beal, serve un tiratore…

 

I lanciatissimi Raptors (35-13) hanno superato alla grande la prima metà di una stagione che potrebbe definire i destini della pallacanestro in città per i prossimi 10 anni. Ad Est, Toronto è assieme ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo la favorita d’obbligo per la finale NBA. Il General Manager dei Raptors Masai Ujiri ha puntato tutto su Kawhi Leonard, con l’obiettivo di convincere l’MVP delle finali 2014 a rimanere in Canada oltre la presente stagione.

Una corsa trionfale sino alle Finals aiuterebbe. Mettere le mani su un giocatore di 26 anni, una stella nascente della nuova generazione di fenomeni NBA che sarà sotto contratto per altre due stagioni oltre all’annata in corso garantirebbe continuità al progetto Raptors anche in caso di addio di Leonard e – cosa più importante – potrebbe rivelarsi la carta giusta per trattenere l’ex Spurs in città a lungo.

I Toronto Raptors sono alla ricerca di un tiratore che possa aumentare la pericolosità dall’arco degli uomini di coach Nick Nurse. I Raps sono 24esimi per percentuale, ma 11esimi per tentativi da tre punti a gara.

Kyle Lowry sta viaggiando con il massimo in carriera per assist (9.4) ma il suo 31.1% da dietro l’arco è la peggior prestazione dalla stagione 2009\10 per la guardia 32enne.

Poco meglio del 4 volte All-Star Lowry fanno gli specialisti C.J. Miles (28.9%) e Fred VanVleet (36%). Danny Green sta vivendo in canada una seconda giovinezza, mentre i giovani Paskal Siakam (candidato al premio di giocatore più migliorato dell’anno) e OG Anunoby non sono ancora diventati tiratori affidabili (i playoffs potrebbero metterne a nudo i limiti in questo senso) Il nuovo arrivo Patrick McCaw non può essere la risposta ai problemi al tiro pesante dei Raptors.

Un pacchetto incentato su Jonas Valanciunas, OG Anunoby (Siakam è considerato incedibile) e\0 C.J. Miles e scelte future (Toronto detiene i diritti su tutte le proprie future scelte ad eccezione di quella del 2019 di proprietà degli Spurs) – ed eventuali variazioni sul tema – sarebbe quanto di meglio gli Washington Wizards potrebbero sperare di ottenere a febbraio (i Los Angeles Lakers non intendono muoversi). Valanciunas ha 26 anni ed un contratto in scadenza nel 2020 (player option, come Miles), OG Anunony è un prospetto di grande potenziale.

E Bradley?:

Bradley vuole vincere, vuole competere al massimo livello possibile, vuole giocare per il titolo. Credo che stia iniziando a vedere dei progressi (a Washington, ndr), ed il ragazzo è intenzionato a fare qualsiasi cosa per aiutare e guidare la sua squadra. Gli Wizards sono finiti sul fondo (ad inizio stagione, ndr), ed ora Bradley sta cercandi di fare di tutto per tirarli fuori

– Mark Bartelstein, agente di Bradley Beal –

Wizards, Otto Porter Jr può rimanere: si allontana l’ipotesi di una trade

Gli Washington Wizards, reduci dal successo del NBA London Game contro i Knicks, sono intenzionati a trattenere l’ala Otto Porter Jr.

Secondo quanto riportato da Zach Lowe di ESPN.com, il front office degli Wizards non avrebbe interesse nel valutare “contropartite incentrate su scelte future e giovani”. Il contratto del venticinquenne non è certamente dei più comodi da muovere in sede di trade. Il contratto di Porter prevede circa 26 milioni di dollari per questa stagione, cifra che aumenterà fino a 27 milioni nella prossima.

Otto Porter Jr, una stagione sottotono

 

Il nativo del Missouri non è stato in questa stagione all’altezza di cotanto contratto. Per Porter 12.8 punti, 5.7 rimbalzi e 1.9 assist a partita. Numeri di tutto rispetto, ma non per un giocatore dal grande potenziale, e dallo stipendio elevato. Cifre – complice anche un infortunio che ha limitato il prodotto di Georgetown a sole 33 gare disputate – notevolmente inferiori a quelle dello scorso anno.

L’infortunio di John Wall ha rimescolato le carte in casa Wizards. Dopo la trade che ha portato Kelly Oubre Jr. a Phoenix, Otto Porter Jr è diventato la seconda opzione offensiva della squadra per coach Scott Brooks, dietro all’All-Star Bradley Beal.

I destini degli Wizards dipenderanno soprattutto dal rendimento di Porter, e Washington conta ancora sull’apporto dell’ex Georgetown Hoyas per puntare ai playoff. Una delle storiche pretendenti di Otto Porter Jr, i Sacramento Kings, potrebbero arrivare ad offire un “pacchetto” incentrato su Justin Jackson e Bogdan Bogdanovic, sebbene in California uno degli obiettivi principali in queste fasi finali di mercato rimane liberarsi dei contratti di Zach Randolph e Kosta Koufous.

Wizards vincenti a Londra, Ted Leonsis suona la carica: “Tanking? Mai, nostro obiettivo i playoffs”

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Ted Leonsis, proprietario degli Washington Wizards, aveva un sogno: “50 vittorie e la finale di Conference – come minimo”. Il trionfo nella Stanley Cup 2018 dei suoi Washington Capitals avrebbe dovuto funzionare da trampolino di lancio per degli Wizards forti di 3 All-Star (Wall-Beal-Howard) e di una panchina rinforzata dagli arrivi di Jeff Green da Cleveland e dalla Finale NBA, e di Austin Rivers dai Los Angeles Clippers.

Era solo ottobre.

4 mesi malcontati dopo, gli Washington Wizards (19-26) di Bradley Beal, Tomas Satoransky e poco altro sbarcano a Londra per sfidare i New York Knicks e tenere vive le speranze di playoffs, nonostante una prima metà di stagione da incubo.

Un posto di rincalzo ad Est non si nega a nessuno, da anni ormai. Fuori John Wall (intervento al piede sinistro, stagione finita), fuori da subito Dwight Howard (seconda operazione alla schiena, rientro previsto a… chissà), via Austin Rivers, via Kelly Oubre Jr, dentro il talismano Trevor Ariza, minuti di valore per la classe operaia NBA, rappresentata al suo meglio da Sam Dekker da Cleveland, dal secondo anno Thomas Bryant, persino dall’undrafted Chasson Randle, passato anche dalla massima serie ceca.

Alla o2 Arena di Londra il copione funziona alla perfezione, e salva “capra e cavoli” per la NBA nonostante le assenze per infortunio ed i problemi di politica internazionale.

Wizards sotto di 10 all’intervallo, sotto di 12 a fine terzo quarto contro dei Knicks (10-34) privi di Trey Burke, Enes Kanter, ovviamente di Kristaps Porzingis (“non schierato” nemmeno per gli autografi) e guidati dall’arrembante Emmanuel Mudiay (25 punti e 7 rimbalzi a fine gara).

Un quarto quarto giocato all’assalto riporta (ça va sans dire) gli Wizards in partita. Dekker suona la carica, Beal e Otto Porter Jr (20 punti e 11 rimbalzi in uscita dalla panchina) sorpassano a destra i Knicks (92-91) con 4:34 ancora da giocare. Mudiay non permette alla gara di sfuggirgli di mano ed a 33 secondi dal termine il punteggio dice +1 New York (100-99 su canestro di Noah Vonleh).

Sbaglia Beal da tre, ri-sbalgia Kevin Knox sempre da tre (infrazione di 24 secondi annessa) e con 0.4 decimi di secondo sul cronometro della partita è Thomas Bryant a depositare nella retina l’assist di Trevor Ariza per il definitivo 101-100 (Allonzo Trier devia il layup di Bryant ma la palla è già in parabola discendente).

 

Washington Wizards, Ted Leonsis: “Tanking? Mai”

 

Vittoria, coriandoli e speranze di playoffs sempre vive per gli Washinton Wizards. Le circostanze hanno costretto Mr. Leonsis a correggere il tiro, ma non hanno fiaccato la volontà di vedere la sua squadra ancora tra le 16 grandi:

Si fissano degli obiettivi, ed è a questi che bisogna guardare. Il nostro obiettivo è fare i playoffs, e fare meglio di quanto fatto lo scorso anno. Questo farebbe della nostra stagione un successo, nonostante tutto. E incoraggiante sapere che nessuno dei ragazzi si stia piangendo addosso. Per tanti di loro è una nuova opportunità, ci sono giocatori che stanno avendo tanti minuti, e tutti vogliono trarre il massimo da tale opportunità. L’obiettivo della squadra sono i playoffs

– Ted Leonsis sugli Washington Wizards –

 

Con la vittoria di Londra, sale a 7-4 il record degli Wizards in assenza John Wall. Bradley Beal è uno dei motivi principali della tenuta della squadra:

Bradley Beal me l’ha promesso: ‘andremo ai playoffs, abbiamo abbastanza armi, non la deluderemo’ Per cui, chi sono io per cambiare piani in corsa? Ninete scuse, per noi sarebbe stato facile dare la colpa agli infortuni, ma non lo faremo (…) siamo stati a Philadelphia, loro avevano scarpe con il motto ‘Trust The Process’. Per anni (i Sixers, ndr) hanno faticato (…) giocare a perdere sistematicamente è una cosa rischiosa, non credo si possa ordinare a giocatori e staff di perdere apposta. Noi non ci daremo mai al tanking. Quando rilevai la squadra, il nostro piano fu liberarsi dei contratti pesanti e ricostruire via draft. E l’abbiamo fatto, siamo stati in grado di trattenere qui le nostre prime scelte con un secondo, a volte con un terzo contratto. Questa è stata a nostra versione di “The Process”. E non è una cosa che ho intenzione di ripetere a breve, per cui non dirò a nessuno di cercare di non vincere troppe partite. Se questa squadra sarà in grado a fine stagione di partecipare ai playoffs, sarà un risultato fantastico (…) se non saremo in grado di tener fede ai nostri obiettivi, allora bisognerà prendere dei provvedimenti, questo è certo. Ci penseremo a tempo debito, ma ora siamo solo alla 40esima partita. Le decisioni possono attendere

Pronostici NBA 18-19: Wizards-Knicks, Global Games a Londra

Bradley Beal

Pronostici NBA 18-19: Wizards-Knicks non sarà di certo il match più atteso dell’anno, ma nella cornice della 02 Arena di Londra e alle 21 orario italiano è un incontro da non perdere. La punta di diamante è Bradley Beal, che data l’assenza di Wall ha preso le redini della squadra e si sta dimostrando un All-Star di primo rilievo.

Il re dei Paperoni NBA altri non è che il miglior tiratore di sempre: Stephen Curry

Ennesima notte storica per Stephen Curry, che produce per la terza volta consecutive 8 triple nella vittoria dei Warriors sui Pelicans. Nonostante il solito James Harden, a prendersi la scena a Houston sono i Nets di un clamoroso Spencer Dinwiddie (33 punti, 10 assist e le giocate clutch della partita). Vittoria chiave dei Celtics sui Raptors, guidati da un ottimo Kyrie Irving (27 punti e 18 assist).

Pronostici NBA 18-19: Wizards-Knicks a Londra

Washington Wizards (18-26) vs New York Knicks (10-33). Come dicevamo sopra, non la partita che speri di vedere se i campioni della Nba vengono a giocare in Europa. La squadra della capitale è ancora in gioco per un posto ai Playoff anche se la pessima difesa di squadra (penultima della lega) non fa pensare bene per il futuro. Bradley Beal sta segnando e coinvolgendo a più non posso i compagni, confermandosi un grande realizzatore e mostrando di avere anche doti da leader. Il ritorno di Otto Porter da un pò di dinamicità agli schemi dei maghi, anche se le assenze di Morris, Howard e del citato Wall non permettono di vedere il potenziale del team. C’è curiosità nell’osservare Thomas Bryant e se potrà mantenere un posto saldo a roster.

Gli ospiti stanno anche peggio, con un record da “Tanking” selvaggio. Oltre all’assenza di Porzingis (misterioso ormai il suo utilizzo, probabilmente out per la stagione), c’è quella di Enes Kanter, per i problemi con il suo paese natio, la Turchia. Non è ovviamente questa la sede per parlare della situazione, quantomeno pericolosa, del centro turco, che ha scelto di non partecipare alla trasferta europea. Poco anche da dire sul campo, dove i Knicks sono il quartultimo attacco della Nba e la terzultima difesa.

Quote

  • Money Line: Wizards (quota 1.31)
  • Handicap: Wizards -7.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 228.5

Suggerimento

  • Under 235.5 (1.48)

Pronostici NBA 18-19: dopo Wizards-Knicks, i Pacers attendono i 76ers

Indiana Pacers (29-14) vs Philadelphia 76ers (29-16). Record similare per le due compagini, che propongono una pallacanestro differente. I Pacers fanno della difesa il loro punto forte (primo def rating), con una coralità offensiva spiccata (ben 6 giocatori in doppia cifra di media). Victor Oladipo resta il punto di riferimento ma avere a disposizione un arsenale variegato sia nei piccoli che nei lunghi sta facendo la differenza per coach McMillan. Gli ospiti vivono delle loro folate offensive, che permettono poi di rimanere concentrati in attacco. Tra tutti il più ondivago è Joel Embiid che sicuramente è un difensore d’elite, ma che può uscire dal match se in attacco va fuori giri. Siamo tutti in attesa del definitivo salto di qualitrà di Ben Simmons, che ha un’unica strada per crescere: lavorare, lavorare e ancora lavorare su un tiro affidabile, quantomeno dalla media. Piccola pillola statistica, nei due incontri precedenti in stagione a vincere è sempre stata la squadra in trasferta (1 vittoria per parte).

Quote

  • Money Line: Pacers (quota 1.78)
  • Handicap: Pacers -2.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 224.5

Suggerimento

  • Over 216.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Charlotte Hornets vs Sacramento Kings: over 217.5 (1.40)
  • Oklahoma City Thunder vs Los Angeles Lakers: Thunder -4.5 (1.50)

Miami Heat-Washington Wizards vista dal vivo. Un vero e proprio spettacolo!

La sera del 4 gennaio mi trovavo a Miami,FL per un viaggio di piacere. Ho avuto la fortuna di assistere direttamente dall’American Airlines Arena alla partita degli Heat, che quella sera ospitavano i Washington Wizards. Indipendentemente dalla bellezza della partita, giocata punto a punto fino ai secondi finali e vinta dagli Heat per 115-109, vorrei parlarvi di quanto bello sia assistere alle partite NBA dal vivo, direttamente nei palazzetti sportivi americani. Proprio in questi giorni in cui continuiamo ad assistere a problemi negli stadi italiani (riferendomi sopratutto al calcio), la testimonianza di un evento americano vissuto dal vivo probabilmente potrà aiutare a capire il gap che ancora c’è con loro.

E’ sport, ma anche spettacolo

Innanzitutto è necessario sottolineare l’organizzazione perfetta che ho trovato all’American Airlines Arena. Il biglietto era elettronico, fila di 5 minuti, controlli efficienti e veloci ed ero subito dentro. All’interno del palazzetto si trova di tutto: cibo e bevande, ruota della fortuna dove vinci premi, store degli Heat con un capo in omaggio solo per la sera della partita (in quel caso era una felpa degli Heat a soli 20 dollari), addetti presenti ovunque a cui rivolgersi in caso di necessità.

Sono arrivato 45 minuti prima dell’inizio della partita, ma annoiarsi è impossibile. Il dj coinvolge tutti con la musica, e sono subito pronti a inquadrarti nello schermo presente al centro del palazzetto in alto, quindi c’è la gara a chi viene ripreso prima.

Dopo il riscaldamento, inno americano e presentazione dei giocatori. Spettacolare ovviamente quella della squadra di casa, con il fuoco che veniva provocato ogni volta che veniva presentato un giocatore degli Heat. Fantastici anche i giochi di luce e il video della presentazione pre-partita.

Poi inizia la partita, ma già ti sei divertito tantissimo. Vedere i giocatori e ciò che fanno dal vivo è tutta un’altra cosa. A ogni timeout si inventano qualche competizione tra gli spettatori per vincere soldi in beneficienza, ci sono le ragazze pon-pon e si balla. Durante la partita alcuni ragazzi si mettono in ogni settore dello stadio per animare gli spettatori e regalano gadget a chi tifa di più.

La vera differenza tra la nostra mentalità e la loro

Come scritto sopra, è stata una partita giocata punto a punto, in bilico fino alla fine grazie alla solita grande prestazione di Beal e a un dominante Whiteside. Nonostante questo, nessuna offesa per avversari o arbitri, nessun problema tra i tifosi, clima allegro e sereno. Probabilmente, anche se Miami Heat-Washington Wizards fosse finita con una vittoria degli ospiti, la gente sarebbe uscita fuori dal palazzetto comunque divertita e contenta di aver passato una bella serata. E’ proprio un’altra mentalità.

Wizards, prima tripla doppia in carriera per Satoransky e Bucks KO: “Difesa e tiro da tre punti le chiavi “

Prima tripla doppia in carriera per Tomas Satoransky, la point-guard ceca ex Barca ed un Bradley Beal da 32 punti conducono gli Washington Wizards alla vittoria casalinga per 113-106 su dei Milwaukee Bucks privi di Giannis Antetoukounmpo.

Un problema muscolare ferma precauzionalmente il greco dei Bucks, Ersan Ilyasova prende il posto di Giannis in quintetto base e chiude con 12 punti e 5 rimbalzi in 25 minuti di gioco. Khris Middleton ed Eric Bledsoe si caricano sulle spalle l’attacco della squadra allenata da coach Mike Budenholzer, ma le percentuali di tiro dei due ne risentono. Middleton chiude con 21 punti e 3 su 9 dalla lunga distanza, mentre l’ex Clippers e Suns non fa meglio di 7 su 21 al tiro, ma sfiora la tripla doppia (18 punti, 8 rimbazli e 9 assist).

I Bucks chiudono con 13 su 40 da dietro l’arco, mentre per gli Wizards il solo Trevor Ariza segna 6 delle 12 conclusioni pesanti tentate (20 punti in 40 minuti per l’ex Rockets). Bradley Beal piazza l’ennesima prova da almeno 24+5+5 della sua stagione (32 punti, 5 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi) e Satoransky guida le danze per gli Wizards, siglando la sua prima tripla doppia in carriera (18 punti, 12 rimbalzi e 1o assist in 35 minuti d’impiego).

Gli Washington Wizards fanno gruppo contro la cattiva sorte che ha privato la squadra di coach Scott Brooks di John Wall (operazione al piede destro e stagione finita), Dwight Howard (schiena) e Markieff Morris (collo), e salgono a 18-25 (5 vinte e 3 perse dallo stop forzato di Wall). Record valido per la decima piazza ad Est, a due partite di distanza dagli Charlotte Hornets.

Wizards, Tomas Satoransky: “Siamo migliorati in difesa”

 

Nel posta partita, arrivano per Tomas Satoransky i complimenti pubblici di Bradley Beal: “E’ stato grande, siamo tutti contenti per lui. A fine partita gli abbiamo fatto una bella doccia celebrativa, ci ha dato grande energia ed ha saputo cogliere il momento“.

Così il diretto interessato a fine gara:

Siamo migliorati molto in difesa ultimamente, in campo si vede. Lottiamo su ogni possesso, anche quando il nostro attacco non gira. Nel secondo quarto qualche palla persa di troppo avrebbe potuto scoraggiarci, ma abbiamo tenuto duro e siamo rimasti in partita. abbiamo difeso di squadra e tirato bene in attacco (…) era solo questione di tempo, i tiri che creiamo sono buoni, Jeff (Green, ndr) e Trevor (Ariza, ndr) hanno trovato ritmo nel secondo tempo, quando ne avevamo bisogno (…) La tripla doppia? E’ una bella iniezione di fiducia, le partite NBA sono così, bisogna riuscire a rimanere continui per tutto l’arco della gara

– Tomas Satoransky –

I Washington Wizards vincono per la prima volta ad OKC. George: “Partita strana”

Limbo NBA

I Washington Wizards battono gli Okhlaoma City Thunder per 116-98, in quella che, probabilmente, è una delle vittorie più inaspettate della stagione fin ora. Ciò che la rende ancora di più sorprendente è che, quella di domenica notte, è stata la prima vittoria della storia degli Wizards in casa dei Thunder.

Infatti l’ultima vittoria degli Wizards contro la franchigia fu nel marzo 2008, ma, ai tempi, la squadra si chiamava ancora Seattle SuperSonics.

Washington vince meritatamente grazie ad un Bradley Beal da 25 punti, 5 rimbalzi e 6 assist, tirando però per ben 27 volte. Otto Porter, uomo di lusso dalla panca, mette a referto 20 punti, 6 rimbalzi e 5 assist.

Dall’altra parte grande delusione di un po’ tutta la squadra. Russel Westbrook piazza la dodicesima tripla doppia della stagione, 22 punti, 13 assist e 15 rimbalzi per lui, tirando però con 9/23 dal campo e perdendo ben 8 palloni. Paul George sottotono chiude con 20 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Pessimo Dennis Schroder che, in 17 minuti di utilizzo, colleziona un imbarazzante -37 di plus minus.

Tutti si aspettavano un calo degli Wizards dopo che John Wall annunciava di operarsi al tallone. Invece i maghi hanno vinto 3 delle ultime 4 partite.

Bradley Beal: “Abbiamo fatto un buon lavoro

Bradley Beal nel post partita: “Abbiamo fatto un buon lavoro, rispettando il piano partita e sapendo che loro sono una grande squadra nei rimbalzi offensivi e nel convertire in punti le palle recuperate. Così abbiamo eliminato le nostre palle perse e limitato i loro rimbalzi difensivi. Siamo riusciti a fargli prendere tiri dalla media piuttosto che tiri nel pitturato, nel quale sono top 5 nella lega.”

Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, sia collettivamente in difesa, che in attacco, muovendo la palla e condividendola.” Ha aggiunto Beal. “Siamo scesi in campo con la giusta mentalità anche grazie alle parole di Coach Brooks, che non aveva più vinto qui”.

Dall’altra parte Russel Westbrook è parso comunque ottimista: “Sono 82 partite. Non si può pensare di giocarle bene tutte quante, sarà meglio la prossima. Ogni partita ha la sua storia, ma non dobbiamo abbassare la concentrazione”

Paul George ha invece definito una “strana partita” in questo modo: “Siamo caduti nella trappola degli Wizards. Partite come queste sono scomode. Non ci sono scuse. Faremo sicuramente meglio la prossima.”

Allarme Hornets, KO a Washington, Kemba Walker è troppo solo, coach Borrego: “Non ne avevamo”

Perdere contro degli Washington Wizards privi di Dwight Howard, Otto Porter Jr, Markieff Morris e da oggi e per il resto della stagione di John Wall si può, se giochi negli Charlotte Hornets.

A washington, Wizards-Hornets termina 130-126 per gli uomin di coach Scott Brooks.

Non sono bastati agli uomini di coach James Borrego i 47 punti finali di Kemba Walker, che alla Capital One Arena di Washington DC segna 18 delle 29 conclusioni tentate (6 su 9 da dietro l’arco), e diventa così titolare di cinque delle migliori sei prestazioni offensive per un singolo giocatore della storia degli Charlotte Hornets.

La sfida degli “uomini in missione” la vince il collega di reparto e rivale Bradley Beal.

Un Beal non in grandissima serata (19 punti con 7 su 19 dal campo) ma coadiuvato dal pretoriano di ritorno Trevor Ariza (24 punti, 7 rimbalzi e 9 assist per l’ex Rockets), dal soprendente Thomas Bryant (doppia-doppia da 21 punti e 10 rimbalzi) e da un Tomas Satoransky da 20 punti e 4 triple a bersaglio in 32 minuti da titolare al posto dell’infortunato Wall.

Bradley Beal apprezza l’aiuto e ringrazia.

Cosa che Kemba Walker non può prendersi il lusso di fare, di questi tempi. Tony parker e Miles Bridges non sono della partita, la matricola da Kansas Devonte’ Graham prova a dare il suo contributo (11 punti, 4 rimbalzi e 5 assist in 22 minuti), Malik Monk viene scongelato da coach Borrego ma non incide, ed il pur positivo Michael Kidd-Gilchrist non può fare un passo senza che nessuno gli ricordi di essere stato selezionato prima dello stesso Beal, di Damian Lillard e di Andre Drummond (e di Draymond Green, se proprio vogliamo) ormai 6 stagioni addietro.

Walker realizza 24 dei suoi 47 punti nel solo quarto periodo, sfiorando l’incredibile rimonta nei 25 secondi finali di gara. In vantaggio di 9 lughezze (125-116), gli Wizard rischiano seriamente di aggiungere un nuovo orrore alla ricca galleria stagionale. Walker, Cody Zeller e riportano a -1 gli Hornets, prima del gioco da tre punti provvidenziale di Trevor Ariza che chiude i conti.

Per Kemba Walker, la partita di Washington è la quarta escursione stagionale sopra quota 40 punti, e la 13esima in carriera.

“Stasera non ne avevamo, non siamo stati attenti in difesa ed abbiamo sbagliato troppo. Non tutti i giocatori in campo stasera hanno datto quel contributo in termini di fisicità ed attenzione. 130 punti subiti sono troppi, troppe palle perse che ci sono costate caro (…) ci faccciamo battere troppo facilmente dal nostro uomo, la nostra transizione difensiva è insufficiente. La nostra second unit ha concesso troppo a Washington, troppi rimbalzi, troppi punti facili (…) ci vuole tempo per costruire una buona intesa difensiva, sono convinto che ci riusciremo, troveremo continuità. Ora però non l’abbiamo, dobbiamo lavorare e lavorare. Stasera non abbiamo avuto risposte al loro attacco, al contrario di quanto di buono fatto nelle ultime uscite, gli Wizards hanno fatto quello che volevano di noi

– James Borrego dopo Wizards-Hornets –

Wizards, John Wall si ferma per un problema al piede sinistro, “considera l’intervento” e 6-8 mesi di stop

Wizards, John Wall consulterà uno specialista per il problema al piede sinistro, uno sperone osseo, che sta condizionando la stagione del 5 volte All-Star di Washington.

Wall è stato costretto a saltare la partita di venerdì notte alla Capital One Arena di Washington D.C.. Gli Wizards, privi di Otto Porter, Wall e Markieff Morris sono stati sconfitti per 101-92 dai Chicago Bulls di Zach LaVine, cadendo a 13-23, 10 partite sotto il .500 di vittorie.

John Wall si sottoporrà ad una visita specialistica nella giornata di sabato, come riportato da Candace Buckner del Washington Post. L’ex kentucky Wildcats ha rivelato nelle scorse settimane di soffrire da tempo di tale problema fisico, ma di aver sempre cercato di sopportare e giocare sopra il dolore.

Nelle ultime settimane, fastidio ed infiammazione sarebbero aumentate al punto tale non consentire alla star degli Wizards di muoversi efficaciemente per il parquet. Da qui la decisione di vederci più chiaro, e tentare di risolvere il problema.

Wall sarà quindi con tutta probabilità indisponibile per il prossimo impegno dei suoi Washington Wizards, la sfida casalinga contro gli Charlotte Hornets in programma domenica 30 dicembre. Il posto di Wall in quintetto base sarà coperto da Tomas Satoransky.

Così coach Scott Brooks sulle condizioni fisiche di John Wall:

Un problema del genere può essere davvero condizionante per un giocatore del suo livello. Finora John è stato in grado di gestire il fastidio, ci sono giorni buoni e giorni meno buoni, John ha una grande resistenza al dolore ed una grande capcità di sopportazione (…) ci sono alcune sere però, come stasera, in cui John non è proprio in grado di scendere in campo. E’ arrivata per lui l’ora di consultare uno specialista, vedremo quali sarrano gli esiti e le decisioni

– Scott Brooks su John Wall –

 

Gli infortuni sono diventati un problema non da poco in casa Wizards. Dwight Howard è fermo da novembre a causa di un problema alla schiena che lo terrà ai box per almeno altri due mesi.

Otto Porter Jr è invece alle prese con un problema muscolare alla gamba destra, problema che ha interssato anche il ginocchio e che ha costretto il giocatore a saltare le ultime 9 gare dei suoi Wizards. Un problema al collo ha invece costretto Markieff Morris in panchina durante la sfida di venerdì notte a Washington.

Update: John Wall opta per l’intervento, 6-8 mesi di stop

 

Come riportato da Candace Buckner nella serata di sabato, dopo il consulto specialistico John Wall starebbe seriamente considerando l’ipotesi di intevento chirurgico. Un ricorso all’operazione potrebbe risolversi in uno stop di almeno 6-8mesi per Wall. Un eventuale lungo stop per l’ex Kentucky porrebbe con ogni probabilità la parola fine alle speranze di risalita e di playoffs nella capitale.

Al momento, come riportato da Shams Charania di The Athletic, una decisione sull’intervento verrà presa non prima di una settimana, sebbene fonti interne agli Wizards vedono un John Wall “molto propenso” all’intervento.