Draft NBA, i Phoenix Suns preferiranno Ja Morant a Williamson con la prima scelta?

I Phoenix Suns avranno il prossimo 14 maggio il 14% di probabilità di aggiudicarsi la prima scelta assoluta al prossimo draft NBA, al pari di New York Knicks e Cleveland Cavaliers.

L’oggetto del desiderio delle 15 squadre che prenderanno parte al “tragico sorteggione” Zion Williamson ha finalmente sciolto ogni riserva è si è candidato a diventare il primo nome chiamato dal Commissioner NBA Adam Silver il prossimo 20 giugno a Brooklyn, sede del draft 2019.

Come riportato da Sam Vecenie di The Athletic però, qualora i Suns dovessero spuntarla il prossimo 14 maggio, la scelta di Williamson potrebbe apparire meno obbligata di quanto pronosticato.

I Phoenix Suns di Robert Sarver e del neo general manager James Jones potrebbero decidere di puntare su Ja Morant, fenomenale point guard di Murray State e possibile aggiunta perfetta ad un roster di talento ma privo di una point guard di livello.

La presenza di tanti ali a roster (Kelly Oubre Jr – in caso di riconferma – Josh Jackson, T.J. Warren) e di un lungo con potenziale da All-Star (Deandre Ayton) oltre che alla certezza Booker, potrebbe indurre indurre i Suns a tentare di completare un quintetto giovane ed atletico, affiancando a Devin Booker un secondo trattatore della palla.

Morant è pronosticato dalla quasi totalità degli addetti ai lavori come seconda chiamata assoluta, sebbene la presenza di Collin Sexton potrebbe indurre Cleveland a puntare su R.J. Barrett di Duke in caso di sorteggio favorevole ai Cavs.

In caso di seconda chiamata assoluta, i Phoenix Suns non esiteranno a selezionare Ja Morant, ma in caso di “urne favorevoli”, sarà veramente possibile per i Suns rinunciare ad un talento potenzialmente mai visto come quello di Zion Williamson?

New York Knicks, Mills: “Fizdale grande lavoro, tante star interessante a noi”

Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: "Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno"

La pessima stagione dei New York Knicks ha lasciato più di una cicatrice  nel cuore dei tifosi newyorchesi. Una stagione difficile, chiusa con 17 vittorie e 65 sconfitte, non è sicuramente il segnale positivo che si aspettavano i tifosi della squadra simbolo di New York.

Knicks, Steve Mills su coach Fizdale: “Ha fatto un grandissimo lavoro”

Steve Mills, presidente dei Knicks, recentemente intervistato da Marc Berman del New York Post ha giudicato positivamente la stagione dei Knicks sotto la guida di coach David Fizdale.

Siamo veramente soddisfatti per il lavoro svolto da coach Fizdale. Ha creato un forte legame umano e professionale tra la sua figura e quella dei giocatori, sviluppato una responsabilizzazione all’interno dello spogliatoio, costruito delle basi stabili per il futuro creando una solida etica del lavoro. Ha fatto veramente un ottimo lavoro. La cosa più difficile per qualsiasi allenatore venuto da stagioni difficili, è quella di iniziare una nuova stagione senza farsi ostacolare dal record negativo e dalle sconfitte di quella precedente” 

Mills hai poi concluso l’intervista affermando di attendere con grande trepidazione la prossima free agency ed i tanti nomi che circolano intorno ai Knicks.

“Siamo allo stesso tempo speranzosi ed non vediamo l’ora. Finalmente siamo sulla strada giusta. Ogni giorno la lista dei grandi giocatori interessati a New York si allunga. Le recenti modifiche apportate all’interno dell’organizzazione sono state uno dei fattori chiave per ritornare una squadra capace di attrarre grandi giocatori. Lo abbiamo saputo direttamente dagli agenti dei giocatori, dai giocatori stessi durante le interviste circa la possibilità di un possibile trasferimento a New York. Qualcosa di importante sta per accadere, qualcosa di veramente buono”

Knicks, l’estate della svolta definitiva, tra Kevin Durant e Zion Williamson

L’estate di  Scott Perry, GM dei Knicks, sarà un estate diversa dalle altre. Tra free agency e trade market, la rotta di New York sarà una delle più trafficate dell’intera lega.

Grazie alla trade che ha portato Porzingis a Dallas, lo spazio salariale dei Knicks è sufficiente per puntare seriamente a free agent del calibro di Kevin Durant, Kemba Walker e Kyre Irving.

Nonostante i Knicks non accedano ai playoffs dalla stagione 2012-2013 ed abbiano avuto la scorsa stagione il peggior record nella storia della franchigia, I Knicks e la città di New York  rimangono sempre una realtà affascinante in cui giocare e vivere.

Il nome di Kevin Durant si trova attualmente in cima alla lista del GM dei Knicks. Poche settimane fa, tifosi e analisti davano già per certo il passaggio di Durant dai Golden State Warriors ai Knicks.

Inoltre, i New York Knicks hanno ottime possibilità di aggiudicarsi la prima scelta al draft NBA di giugno. Prima scelta che si traduce automaticamente con il nome di Zion Williamson. Vedere quindi l’ex Duke vestire la maglia dei Knicks è molto più di un semplice sogno.

Tra sogni proibiti e certezze incrollabili, l’estate dei Knicks potrebbe segnare l’avvento di una nuova era nella NBA. Parola di Scott Perry e Steve Mills.

Zion Williamson si dichiara eleggibile al draft NBA 2019

Duke University

Zion Williamson ha annunciato la sua partecipazione al draft NBA 2019, come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter.

Il freshman di Duke sarà con ogni probabilità la prima chiamata assoluta al prossimo draft. La lotteria che deciderà l’ordine di scelta per le prime 15 squadre NBA si terrà il prossimo 14 maggio a Chicago.

Il draft NBA 2019 sarà nel segno dei Duke Blue Devils: oltre a Zion Williamson, vi parteciperanno gli ex compagni di squadra Cameron Reddish ed R.J. Barrett.

Il draft 2019 si terrà il prossimo 20 giugno al Barclays Center di Brooklyn, New York. Cleveland Cavs, Phoenix Suns e New York Knicks avranno ciascuna il 14% di probabilità in sede di “lottery” di aggiudicarsi la prima chiamata assoluta, ed il diritto di accaparrarsi uno dei talenti – atletici e tecnici –  collegiali più fulgidi mai apparsi negli ultimi anni.

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Zion Williamson: “Se sarò al prossimo draft NBA? Chi lo sa…” Ewing rappresenterà i Knicks

Road to Nba Draft 2019

Zion Williamson, il prospetto numero 1 d’America, ha ricevuto il “John R. Wooden Award“, titolo che premia il miglior giocatore NCAA dell’anno.

Mentre i suoi compagni di squadra R.J. Barrett e Cameron Reddish hanno nei giorni scorsi sciolto le riserve ed annunciato il loro ingresso al prossimo draft NBA, Williamson ha deciso di tenere il più possibile sulla corda tifosi, squadre ed addetti ai lavori circa le sue intenzioni:

Dal palco dei College Basketball Awards, alla fatidica domanda sulla sua partecipazione al draft 2019, Zion Williamson ha risposto “Who Knows?“, “Chi lo sa?”, risolvendosi poi nel caratteristico sorrisone a 32 denti.

Williamson ed i tanti prospetti non ancora ufficialmente iscritti al draft NBA 2019 avranno tempo sino al 21 aprile per comunicare la loro eventuale partecipazione.

Zion Williamson, Patrick Ewing rappresenterà i Knicks alla lottery

I New York Knicks, favoriti d’obbligo ma tutt’altro che sicuri di conquistarsi la tanto desiderata prima scelta assoluta al prossimo draft (ergo, Zion Williamson), si affideranno alla cabala ed ai ricorsi storici per “aumentare” le loro chance: la leggenda Patrick Ewing rappresenterà la squadra il prossimo 14 maggio a Chicago, quando la NBA estrarrà l’ordine di scelta delle 15 squadre da lotteria.

Il nuovo sistema di estrazione assegna ai Knicks il 14% di probabilità di conquistare la prima chiamata assoluta (percentuale condivisa con Phoenix Suns, e Cleveland Cavs, “immediate inseguitrici” dei Knicks nella tradizionale gara a perdere di fine stagione).

Patrick Ewing, leggenda vivente dei New York Knicks ed a sua volta prima scelta assoluta nel lontano 1985, prenderà il posto che ormai 34 anni fa occupò un altro grande ex, Dave DeBusschere.

Ewing, prodotto di Georgetown, giocò 16 stagioni a New York, disputando e perdendo 2 finali NBA (1994 e 1999), e diventando il miglior marcatore ogni epoca della squadra.

LaVar Ball: “Zion Williamson? Mio figlio LiAngelo è più forte di lui”

Zion Williamson? Mio figlio LiAngelo è più forte di lui“, parola del papà NBA per eccellenza, LaVar Ball.

LaVar Ball, fondatore di Big Baller Brand e life-coach, rappresentante e difensore strenuo della sua dotata prole, non perde occasione per rendere nota la sua opinione su qualsiasi ambito possa interessare uno dei suoi tre figli, Lonzo, LiAngelo e LaMelo.

Lonzo Ball, point-guard titolare dei Los Angeles Lakers e futuro della squadra, ha appena annunciato di aver cambiato agente e di essersi affidato alla Creative Artists Agency, quotata agenzia consigliata dall’onnipresente laVar.

Oggi è invece il turno di LiAngelo, fratello minore di Lonzo ed “esule” di UCLA, subire gli effetti dell’eccesso di zelo paterno di LaVar, che ha paragonato il figlio al prospetto numero 1 d’America Zion Williamson, in uscita da Duke.

Se (LiAngelo, ndr) fosse uscito dal college oggi” Così LaVar Ball “Sarebbe la prima scelta assoluta. Williamson non potrebbe mai farcela contro di lui. Zion è grosso, ma LiAngelo è più forte di lui e tira molto meglio di lui. Vi garantisco che ‘Gelo farà la Summer League quest’anno ed otterrà un contratto NBA, è già oggi una delle guardie fisicamente più forti, un metro e 96 per 100 chili, sa tirare da qualunque distanza, giocare spalle a canestro… vedrete“. Dopo una carriera liceale chiusa con una valutazione  “a 3 stelle” in uscita da Chino Hills High School, LiAngelo Ball – guardia di 196 cm – era stato reclutato da UCLA.

Ball non ha mai giocato una partita con i Bruins, finendo il 7 novembre 2017 coinvolto in un caso di taccheggio a Hangzhou in Cina, dove la squadra si trovava per l’esordio stagionale. LiAngelo e due suoi compagni vennero arrestati e solo il lavoro delle diplomazie cinesi ed americane scongiurò il rischio di un processo per i tre rei confessi.

Un incidente che decretò la sospensione per Ball, che un mese più tardi – su consiglio del padre LaVar – abbandonò UCLA e si trasferì in Lituania assieme al fratello minore LaMelo, per giocare nel BC Prienai nella massima serie lituana. Al termine dell’avventura sul Baltico, LiAngelo Ball si è reso eleggibile al draft NBA 2018, non venendo però selezionato da alcuna squadra.

La carriera del 20enne LiAngelo è poi proseguita nella Junior Basketball Association, lega fondata da LaVar Ball, con la maglia dei Los Angeles Ballers, in 4 partite di stagione regolare condotte ad una media di 51.8 (!) punti a partita.

Michigan State batte Duke, Zion Williamson: “Draft? Probabile”

Duke University

La stagione di Zion Williamson e R.J. Barrett si è conclusa contro la Michigan State di coach Tom Izzo ad una fermata dalla Final Four di Minneapolis. Gli Spartans hanno battuto i Blue Devils di coach Mike Krzyzewski per 68-67, in una partita risolta dal tiro da tre punti di Kenny Goins a 30 secondi dal termine.

Non sono bastati a Duke i 24 punti, 14 rimbalzi e 3 stoppate di Zion Williamson, ed i 21 punti con 6 rimbalzi e 6 assist di R.J. Barrett.

Con l’eliminazione alle “elite eight” del torneo NCAA dei Blue Devils termina con ogni probabilità la carriera universitaria dei due gioielli di Durham, che saranno due tra le stelle principali del prossimo draft NBA.

Subito dopo la bruciante sconfitta, Williamson non ha voluto rendere ufficiale la sua iscrizione al draft, una decisione “importante, sulla quale dovrò discutere con i miei genitori. Ogni anno qui a Duke c’è un gruppo di giocatori che se ne va, e che può potenzialmente passare tra i pro, quindi bisogna godersi i momenti passati con questa squadra, perché questa cambia di anno in anno“.

Chiaramente, c’è un’ampia possibilità che sarò al prossimo draft” ha poi dichiarato Williamson.

Zion Williamson sarà con ogni probabilità la prima scelta assoluta del prossimo draft NBA. Il suo compagno di squadra R.J. Barrett, assieme a Ja Morant di Murray State, le possibili seconda e terza chiamata.

Oltre al duo Williamson-Barrett, Duke riuscirà a “piazzare” con ogni probabilità un terzo giocatore tra le prime 10 chiamate, la guardia freshman Cameron “Cam” Reddish. La Final Four di Minneapolis vedrà affrontarsi oltre a Michigan State anche la Texas Tech di Jarret Culver, Virginia Tech e Auburn.

“Zion porterebbe i Knicks dall’inferno al paradiso” Parola dell’Hall of Famer Earl Monroe

Duke University

Sarebbe come fare un salto in paradiso” Così Earl Monroe ha commentato un eventuale approdo di Zion Williamson ai New York Knicks.

Monroe, leggenda dei Knicks ed hall of famer dal 1990, ha portato un titolo NBA nella Grande Mela nel 1973, l’ultimo della franchigia. In squadra con Wilt Frazier, sconfisse alle Finals i Los Angeles Lakers di Wilt Chamberlain e Jerry West.

I Knicks avevano appena vinto un primo titolo, nella stagione 1969\70. In quel decennio era dunque molto chiaro cosa servisse per vincere, sia all’organizzazione, che ai giocatori. Per questo le parole di Monroe fanno sognare i tifosi newyorkesi.

Amerebbero il suo gioco e sono davvero pronti per questo ragazzo. Se dovesse veramente finire a New York, sarebbe incredibile per i tifosi” Così il quattro volte All-Star ha concluso la sua dichiarazione al microfono di Alex Kennedy, per Hoops Hype.

La fisicità esagerata di Zion Williamson sembra non preoccupare più gli executive NBA

Negli ultimi anni, fin da quando tutto il mondo della NBA ha iniziato a notarlo in High School, si è parlato del fisico di Zion. Se da un lato ha sempre destato stupore e ammirazione, dall’altro ha preoccupato gli addetti ai lavori delle squadre della Lega.

A 18 anni, Williamson 129 chili, una massa davvero importante anche per una stazza di 201 cm, capace di far sembrare molto, molto esili i suoi colleghi alle scuole superiori e al college.

I dubbi riguardo tutto questo erano tanti: in che stato può arrivare un fisico del genere sostenendo i ritmi NBA anche solo fino a 25 anni? Il gioco messo in mostra dal giovane talento, tra le altre cose, non è affatto statico, ma fortemente dinamico. Questo si presentava come un ulteriore pericolo per la sua situazione apparentemente al limite.

Ancora Alex Kennedy ha riportato:

C’erano alcuni executive preoccupati che il suo peso potesse diventare un rischio? Che, se fuori controllo, lo portasse a infortuni gravi e a ledere il suo atletismo? In ogni caso, dopo aver visto la sua passione per lo sport e la sua dedizione al lavoro, non sono più in dubbio su questo. Si è diffusa la convinzione di poter tenere il suo peso sotto controllo

Infortunio Zion Williamson: pronto il rientro stanotte contro Syracuse

Infortunio Zion Williamson: pronto il rientro stanotte contro Syracuse

Infortunio Zion Williamson ormai alle spalle per la stella del prossimo Draft Nba. Duke riabbraccia in vista del Torneo ACC la sua stella per il match di stanotte contro Syracuse.

Infortunio Zion Williamson: le ultime sulle condizioni della stella di Duke

In attesa di capire il suo destino, si spera in Nba nella prossima stagione, Duke ora ha una ragione per poter sorridere in vista del momento più importante della sua stagione cestistica.

Stando a quanto riportato in queste ore da ‘TheScore.com‘, la stella dei Blue Devils allenata dal leggendario coach K, potrà fare il suo ritorno in campo questa notte per il match contro Syracuse valido per il Naismith Trophy.

Duke, che in assenza dello stesso Zion ha vinto 3 partite e perse 3, ritrova il suo numero 1 dal lontano 20 febbraio; giorno del suo infortunio al ginocchio incassato nel corso del match contro North Carolina.

Ritorno importante dunque per il prospetto più importante della stagione 2018/19 Ncaa, che prima del suo infortunio di quasi un mese fa ha messo a segno circa 23 punti, 9 rimbalzi, 2 rubate, 2 assist e 1 stoppata di media a partita, che è valso a Duke University un bilancio complessivo davvero positivo (23 vittorie e 2 sconfitte in questa stagione).

Condizioni infortunio di Zion Williamson: salterà il derby contro UNC, ma tornerà per il torneo di Conference

Duke University

Sono pochissime le possibilità di rivedere Zion Williamson in campo nel match di chiusura della regular season NCAA. Match che vedrà di fronte i college di Duke e North Carolina, squadra contro il quale si è infortunato il nativo di Salisbury, il prossimo sabato 9 marzo. L’allenatore dell’università di Durham, Mike Krzyzewski, crede che la sua matricola tornerà sul parquet di gioco già dalla prima partita del torneo ACC, stando a quanto riportato David M. Hale di ESPN.

Coach Krzyzewski sull’infortunio di Zion Williamson

Zion ha ripreso ad allenarsi, ma adesso deve ritrovare la forma e il ritmo gara prima di poter tornare in campoha dichiarato il coach dei Blue Devils. “Non penso che riuscirà a tornare per l’importantissima gara di sabato al Dean Smith Center. Però sarei sorpreso se non potessi schierare Zion già nella prima gara del torneo di Conference“.

La distorsione al ginocchio destro subita da Williamson il 20 febbraio scorso lo ha tenuto fuori da quella che poteva essere la sua ultima partita casalinga con la canotta di Duke. Con ogni probabilità questo incidente negherà al numero 1 del college di Durham di giocare il suo ultimo match di RS. Zion Williamson dovrebbe riuscire a giocare per intero (salvo nuovi imprevisti) il prossimo torneo di ACC division.

Al ragazzo piacerebbe tanto tornare a giocare già contro i Tar Heelsha aggiunto Krzyzewski. “Purtroppo sarà molto difficile che sia già pronto per questo weekend. Per ora riprenderà gli allenamenti con i compagni, poi vedremo. Però questa voglia di tornare a giocare è un ottimo segnale per noi, soprattutto con la post-season in vista“.

Ecco quanto ha pesato l’infortunio di Zion Williamson sulla stagione di Duke

Il torneo ACC partirà il prossimo 12 marzo, anche se vista l’alta posizione in classifica del college di Duke, i Blue Devils salteranno il primo turno e debutteranno il 13.

La partita contro UNC sarà comunque fondamentale per cammino nel torneo di Conference. Il derby del North della Carolina sarà cruciale per i due team, visto che Duke è oggi terza con un record di 14-3, ad una sola vittoria di distanza da Virginia. In più la seconda in classifica nella ACC Division è proprio North Carolina. Quindi, il risultato della sfida di sabato significherebbe una posizione guadagnata o persa per entrambe le squadre.

È pur vero che i Blue Devils, da quando Williamson è si è infortunato, hanno un record di 3-2 e che nell’ultima partita contro i Tar Heels hanno perso. In queste 5 sfide è decisamente salito di livello R.J. Barrett e un derby rimane sempre una partita a parte, soprattutto se è così sentito e decisivo.

Kobe Bryant: “Zion Williamson ha preso un impegno con Duke, deve portarlo a termine”

Quando la NCAA diventa una (temporanea) prigione per giocatori già palesemente pronti per il “piano di sopra”.

 

Kobe Bryant, la leggenda dei Los Angeles Lakers, ha detto la sua su Zion Williamson e sul recente e per fortuna lieve infortunio del talentissimo di Duke, a latere di un’ampia intervista concessa a Marc J.Spears di ESPN.

 

Sostanzialmente, i giocatori dovrebbero poter fare quello che vogliono con le loro carriere” Così Bryant “Dovrebbero essere loro a poter decidere se andare al college o meno“.

 

Ha fatto la sua scelta, è andato al college per giocare ed ora deve giocare, se sta bene. Gli infortuni fanno parte del mestiere. Williamson ha preso un impegno con se stesso e con l’università che lo ha reclutato, ed ora ha il dovere di portarlo a termine. Vorrei vedere Zion riprendersi dall’infortunio, tornare in campo e dominare. Me lo aspetto, da lui

 

– Kobe Bryant su Zion Williamson –

 

Zion Williamson, probabilissima prossima prima scelta assoluta al draft NBA 2019, si era infortunato il 20 febbraio scorso durante i primi secondi di partita tra Duke e North Carolina. La scarpa sinistra di Williamson si era squarciata su un fianco dopo un movimento di potenza dell’ala mancina di Duke, che si era procurato nell’occasione una lieve distorsione al ginocchio destro.

 

Limite minimo d’età draft NBA, Adam Silver propone alla NBPA l’abbassamento a 18 anni

Limite d’età draft NBA, la lega ha ufficialmente inoltrato all’Associazione Giocatori la proposta di abbassare il limite d’età minimo per accedere al Draft NBA a 18 anni, come riportato da USA Today.

 

A seguito della proposta, la presidente della NBPA Michele Roberts si sarebbe riservata di esaminare la richiesta a partite dalla prossima settimana. Colloqui informali tra NBA ed Associazione Giocatori riguardo a limite minimo d’età ed eleggibilità dei giovani prospetti per la G-League sono in essere già da alcune settimane, e lo stesso Commissioner Adam Silver è sempre stato un forte sostenitore della necessità di abbassare l’attuale limite di 19 anni d’eta compiuti per l’iscrizione al draft NBA.

 

 

La NBA guarda al 2022 quale anno primo della riforma. Ogni modifica dell’attuale regolamento necessiterà l’approvazione di lega ed NBPA.

 

Il recentissimo quanto bizzarro infortunio occorso alla probabile prima scelta assoluta al prossimo draft ZionWilliamson di Duke, ha riportato all’attualità la questione su utilità e convenienza di imporre a giocatori 18enni già in possesso di qualità fisiche e tecniche “sufficienti” un anno di “ferma” al college (rischiando così infortuni seri e – di fatto – perdendo milioni di dollari di potenziali contratti professionistici).

 

 

Il limite d’età minimo di 19 anni fu introdotto dall’ex Commissioner NBA David Stern.

 

Nuove regole NCAA, NBA spiazzata. Agenti e limite d’età per il draft i nodi

 

La cooperazione tra NBA, NCAA e USA Basketball porrà fine alla “one-and-done rule”?

Infortunio Zion Williamson, Nike annuncia indagine interna, Puma ne approfitta

Duke University

Infortunio Zion Williamson, le calzature (rigorosamente Nike) del fenomeno di Duke non hanno saputo reggere l’irruenza atletica della futura probabile prima scelta assoluta al draft NBA 2019, rischiando di comprometterne la stagione.

Dopo un solo minuto di gioco della classicissima Duke-North Carolina al Cameron Indoor Stadium di Durham, North Carolina, Zion Williamson cerca la virata di potenza all’altezza della lunetta. La scarpa sinistra del fenomenale Zion si apre letteralmente lungo il lato sinistro, facendo perdere aderenza al terreno al giocatore di Duke, che cade a terra dopo una torsione innaturale del ginocchio destro.

Williamson rimane a terra dolorante, prima di essere aiutato a raggiungere gli spogliatoi. Partita finita per Zion, mentre coach Mike Krzyzewski tranquillizza i reporter a fine gara parlando di una “leggera distorsione al ginocchio”, in attesa di esami più approfonditi.

Esami il cui esito si conoscerà nella serata italiana di giovedì. L’insolita dinamica dell’infortunio ha subito provocato le reazioni di personaggi del calibro di LeBron James (tra i più reattivi a twittare i suoi auguri di pronto recupero a Zion Williamson) e dell’ex POTUS Barack Obama.

L’infortunio di Zion Williamson ha rafforzato nelle ultime ore posizioni come quelle dell’ex grande giocatore dei Chicago Bulls Scottie Pippen, che aveva consigliato nelle settimane precedenti a Williamson di “sospendere” anzitempo la propria carriera collegiale onde evitare infortuni seri. La matricola di Duke aveva replicato giurando impegno assoluto e lealtà verso “Coach K” e verso l’ateneo che lo aveva reclutato e dato l’opportunità di provare il proprio talento.

Infortunio Zion Williamson, l’assicurazione e la “guerra delle sneakers”

Come riportato da Darren Rovell di ESPN, Zion Williamson sarebbe coperto da un’assicurazione contro gli infortuni, che coprirebbe eventuali danni economici e patrimoniali derivati da un infortunio serio, che potrebbe compromettere le possibilità che il freshman venga selezionato con la prima scelta assoluta al prossimo draft.

La polizza sarebbe coperta dall’ateneo, in completa osservanza delle regole.

I primi contratti dei giocatori selezionati al draft NBA sono elargiti “a scalare“, a seconda dell’ordine di chiamata. Un’eventuale “caduta” di Wiliamson lontano dalla pronosticata prima chiamata assoluta costerebbe dunque cifre nell’ordine dei milioni di dollari. La polizza stipulata da Duke interverrebbe quindi ad impattare le potenziali perdita economiche per Williamson, tanto più se l’infortunio dovesse rivelarsi di grave entità.

Dal canto suo, Nike si è subito attivata per parare ogni polemica derivata dall’insolito incidente. L’azienda di Portland ha diffuso nelle ore successive la partita un comunicato ufficiale, nel quale la compagnia ha augurato un pronto recupero a Wiliamson, ed annunciato un’indagine per chiarire i motivi del “guasto”: “Qualità e resistenza dei nostri prodotti sono della massima importanza per noi, siamo al lavoro per capire i motivi di tale problema“.

In attesa dei risultati dell’indagine interna di Nike su possibili difetti di fabbricazione del modello “PG 2.5” (scarpa signature della star degli Oklahoma city Thunder Paul George), una diretta concorrente della compagnia, la Puma, ha approfittato dell’accaduto per lanciare quella che potrebbe essere una efficace campagna di marketing, via Twitter.

Puma ha successivamente cancellato il Tweet, ottenendo però la voluta pubblicità ai danni della concorrenza.

Infortunio Zion Williamson, il precedente Ginobili

L’incidente di Zion Williamson ha inoltre ricordato un episodio analogo occorso qualche stagione fa ad Emanuel Ginobili. Durante una partita casalinga contro i Detroit Pistons, la scarpa sinistra griffata Nike del giocatore argentino dei San Antonio Spurs si squarciò completamente, dopo un cambio di direzione difensivo di Manu.

Ginobili non riportò in quell’occasione conseguenze fisiche, sebbene la dinamica dell’accaduto abbia ricordato in maniera evidente le circostanze dell’infortunio occorso a Zion Williamson.