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Luke Walton si racconta: Quando Kobe me ne fece 70

di Daniele Ciano

L’attuale Head Coach dei Los Angeles Lakers Luke Walton ha recentemente raccontato in un podcast di nome “Open Run”,  di un allenamento “particolare” in cui Kobe Bryant gli fece ben capire cosa significasse giocare al suo fianco, e che tipo di mentalità vincente avesse il Black Mamba.

“Ricordo che era il mio anno da Rookie, ed arrivai leggermente in ritardo all’allenamento. La sera prima avevo fatto parecchio tardi e bevuto un tantino di troppo. Kobe e Shaq capirono subito cosa avessi fatto la sera prima. Probabilmente sentivano l’odore dell’ alcool che mi portavo dietro.

Prima di cominciare l’allenamento Kobe disse esplicitamente a tutti i miei compagni, che gli era letteralmente “PROIBITO” aiutarmi nella fase difensiva, e che ero IO quello che doveva marcare LUI per tutta la durata dell’allenamento.

In un primo momento mi sembro divertente, pensai ‘Oh sarà divertente!‘, ma nei suoi occhi vedevo qualcosa di diverso, qualcosa del tipo: ‘Io so riconoscere la debolezza, ora ti distruggo!’ Mi umiliò. Ne mise a segnò probabilmente più di settanta. Non riuscivo a fermarlo in nessun modo. Chiedevo disperatamente aiuto ai miei compagni di squadra, aiuto che come potrete immaginare, non arrivò mai. Ma hey, il suo Killer Instinct, la sua etica di lavoro mi hanno segnato per sempre. Porterò sempre con me la sua eredità.

Vi dico una cosa che forse non conoscete di Kobe Bryant, non importa se sei titolare, l’ultimo della rotazione o semplicemente un panchinaro incallito, il cinque volte campione NBA non fa favoritismi, ne ammette distrazioni.”

Può quindi dormire sonni tranquili Walton nel caso dovesse notare un atteggiamento apatico e autodistruttivo da parte dei suoi giovani ragazzi. Può sempre mandarli in pellegrinaggio dal diciotto volte All-Star e cinque volte campione NBA Kobe Bryant per una lezione di vita e di basket che difficilmente dimenticheranno.

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