Gentry “replica” a Anthony Davis, “E’ tutto gente?” No, ma è comunque tanta roba!”

anthony davis

Anthony Davis si presentò lo scorso 9 aprile all’ultima uscita stagionale dei suoi Pelicans in borghese, vestendo una maglietta che riprendeva, sarcasticamente, il famoso motto Looney Tunes: “That’s all, folks!” (“E’ tutto, gente!”).

Una scelta poco elegante per AD, utile però a ribadire la sua ferma decisione di lasciare al più presto la Lousiana ed una squadra non più in grado – secondo il giocatore – di garantirgli un livello minimo accettabile sul lungo termine.

Chiedendo la trade, Davis aveva consapevolmente rinunciato alla possibilità di sottoscrivere con i Pelicans un “supermax contract” da circa 220 milioni di dollari in 5 anni, che a partire dall’estate 2020 avrebbe fatto di lui il giocatore più pagato della NBA. Volando a Los Angeles, sponda Lakers, l’ex Kentucky Wildcats dovrà rinunciare l’estate prossima ad una fetta significativa di quel contratto, in caso di rinnovo con i Lakers o – ipotesi improbabile – di partenza presso altro lido.

E’ pertanto altrettanto improbabile che Anthony Davis possa decidere nei prossimi giorni di rinunciare alla “trade kicker”, al bonus contrattuale da circa 4 milioni di dollari previsto dal suo contratto in caso di trade (una bella differenza: da 27 a 31 milioni di dollari per la prossima stagione). Un’eventuale rinuncia farebbe altresì comodo ai Los Angeles Lakers, al lavoro per limare lo spazio salariale a disposizione per completare una squadra al momento cortissima, dopo le partenze di Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e della quarta scelta assoluta al draft 2019 (girata di nuovo ad Atlanta) in direzione New Orleans.

Con la trade destinata a chiudersi il 6 luglio (fine della settimana di moratoria sugli scambi prevista dalla NBA dopo la partenza della free agency), e la quasi impossibilità di coinvolgere una terza squadra nell’affare Davis (I Pelicans hanno già scambiato, in una trade separata, la quarta scelta assoluta DeAndre Hunter da Virginia agli Atlanta Hawks), tutto lascia pensare che i Los Angeles Lakers potranno disporre per la prossima free agency di una cifra lontana dai 32 milioni utili per un terzo “max slot” (ergo per giocatori del calibro di Kyrie Irving, Kemba Walker, Jimmy Butler), e più compresa tra 24 e 28 milioni di dollari.

Alvin Gentry su Anthony Davis: “La trade? E’ arrivato un vero ben di Dio!”

Dall’altra parte del “filo”, i New Orleans Pelicans hanno ottenuto per la loro superstar un bottino pieno. Il terzetto Ball-Ingram-Hart darà profondità nel reparto guardie assieme a Jrue Holiday, E’Twaun Moore ed il terzo anno da Duke Frank Jackson, i minuti di Davis saranno parzialmente coperti da Zion Williamson, Kenrich Williams, Jahlil Okafor e dal prodotto di Texas Jaxson Hayes, per una squadra che necessiterà comunque di un giocatore di rotazione affidabile nel reparto lunghi.

la trade Davis ed i movimento pre-draft hanno portato in Louisiana un patrimonio prezioso di scelte future. I Los Angeles Lakers hanno incluso nell’affare tre prime scelte (2021 o 2022; 2023 e 2024), da Atlanta sono arrivate in cambio di Hunter le scelte di Hayes, e della guardia da Virginia Tech Nickeil Alexander-Walker, canadese e cugino di Shai Gilgeous Alexander, giovane talento dei Los Angeles Clippers.

Al secondo giro, gli Atlanta Hawks hanno spedito a New Orleans i diritti sul brasiliano Marcos Louzada Silva, “Didi”, prospetto 19enne del Sesi\Franca.

Un “ben di Dio” per usare le parole di coach Alvin Gentry. Ben di Dio arricchito dalla partenza in direzione Atlanta di Solomon Hill e del suo ricco contratto in scadenza 2020, che ha donato ai Pelicans circa 30 milioni di dollari di spazio salariale da impiegare subito, o in futuro.

Cosa ho pensato vedendo quanti asset David Griffin (vice presidente dei Pelicans, ndr) è riuscito a portare qui?” Così coach Gentry a Andrew Doak di WWLTVBeh… that’s a haul, folks! (“è un bel po’, gente!”).

Un patrimonio che, sommato al potenziale di Zion Williamson e dei giovani Lonzo Ball e Brandon Ingram (oggi più esperti, rodati dall’esperienza ai Los Angeles Lakers e lontani dalle luci della ribalta di LeBron James) ed alla leadership di Jrue Holiday ha sicuramente già oggi “addolcito la pillola” della separazione dal più grande giocatore che la franchigia abbia mai avuto, e che potrebbe in futuro accelerare vertiginosamente il lungo percorso di ricostruzione della squadra sul Golfo della Louisiana.

Las Vegas Summer League 2019, esordio per Zion Williamson e RJ Barrett

summer league zion williamson

Appuntamento alla Summer League 2019 per Zion Williamson e R.J. Barrett, le due star del draft NBA 2019 appena tenutosi a Brooklyn, NY.

New Orleans Pelicans e New York Knicks saranno naturalmente tra le squadre che parteciperanno al torneo estivo, ed il prossimo 5 luglio sarà il giorno della sfida diretta tra i due ex compagni di squadra a Duke University. A Las Vegas, diventato in questi ultimi anni l’appuntamento estivo NBA più importante, voleranno anche delle selezioni nazionali di Croazia e Cina.

32 le squadre partecipanti, cinque partite per ogni squadra partecipante ed i playoffs per le squadre qualificate alla seconda fase per la MGM Resorts NBA Summer League 2019 al Thomas & Mack Center and Cox Pavillion di Las Vegas, casa dei Runnin’ Rebels di UNLV.

Non sarà a Las Vegas, almeno dall’inizio, la seconda scelta assoluta al draft 2019 Ja Morant dei Memphis Grizzlies. Morant inizierà ufficialmente la sua avventura NBA il prossimo 1 luglio alla Summer League di Salt Lake City, una tre giorni cui parteciperanno Cleveland Cavaliers, San Antonio Spurs, Utah Jazz ed ovviamente i Grizzlies.

Morant raggiungerà Las Vegas dopo la fine del torneo a Salt Lake City. La MGM Resorts NBA Summer League 2019 si terrà tra 5 e 15 luglio.

La Summer League di Las Vegas segnerà dunque il debutto NBA per Zion Williamson, una delle prime scelte più attese dell’era moderna. Ne è consapevole il Grande Capo in casa Pelicans David Griffin, che ha voluto immediatamente alleviare la pressione sulle possenti spalle del prodotto di Duke:

“Questa è ancora la squadra di Jrue Holiday. Zion dovrà imparare come si vince ad un livello alto. Quando arriverà il momento in cui questo testimone gli verrà passato, accadrà. Ma il momento non è ora. (…) Lasciamo che Williamson sia un ragazzino. Non descrivetelo come il salvatore di questa franchigia, non lo è. E’ qui per unirsi alla nostra franchigia.”

Trade Anthony Davis, ufficialità prevista per il 6 luglio

trade Anthony Davis

L’ufficialità della trade che ha spedito Anthony Davis dai New Orleans Pelicans ai Los Angeles Lakers dovrebbe arrivare il 6 luglio, come riportato da Sam Amick di The Athletic.

Ciò era stato anticipato da Adrain Wojnarowski di ESPN. Egli aveva fatto sapere che nel caso in cui una terza franchigia si fosse aggiunta nella trattativa, non si sarebbe aspettato fino alla fine del prossimo mese per ufficializzare l’accordo.

Tale ipotesi si è concretizzata quando gli Atlanta Hawks hanno ricevuto la quarta scelta assoluta dai Pelicans, in origine dei Lakers. In questo scambio NOLA ha ricevuto le scelte numero 8, 17 (primo giro), e 35 (secondo giro), massimizzando la cessione della propria star.

Trade Anthony Davis, cosa cambia dopo la trade con Atlanta

La data di ufficialità della trade per AD ha particolare importanza per le questioni economiche delle società coinvolte, soprattutto dei Lakers.

Al momento i gialloviola hanno a disposizione 23.7 milioni di dollari di spazio salariale. Diventerebbero 27.7 se Davis rifiutasse il trade kicker da 4 milioni presente nel proprio contratto. Se la trade venisse annunciata il 30 luglio potrebbero avere la possibilità di offrire un max contract.

La dirigenza losangelina proverà a liberare ulteriore spazio attraverso la cessione dei giocatori che ancora fanno parte del proprio roster, ad eccezione di LeBron James e Kyle Kuzma. Mo Wagner, Isaac Bonga e Jemerrio Jones sono gli uomini sul mercato.

Nel caso in cui riuscissero a liberarsi di questi stipendi, potrebbero andare alla ricerca di un altro grande free agent, come Kyrie Irving, Kemba Walker o Kawhi Leonard. In caso contrario potranno sfruttare il salary cap per ingaggiare diversi giocatori di medio-alto livello a supporto della coppia LeBron-Davis.

 

Draft 2019, Zion Williamson è la prima scelta e si commuove: “Tutto merito di mamma”

Mancava solo l’ufficialità, che è arrivata intorno all’una e mezza di questa notte. Zion Williamson è la prima scelta assoluta del Draft 2019, opera dei New Orleans Pelicans. Come prevedibile, il ragazzo prodigio, prodotto di Duke University, ha catturato l’attenzione dei media per tutta la notte delle scelte.

Come se la campagna di ESPN, “inizia l’era di Zion“, non fosse abbastanza, il nuovo giocatore di Coach Alvin Gentry si è presentato con un elegante completo bianco, richiamo non troppo velato a quello indossato da Lebron James durante il Draft 2003.

Che il ragazzo abbia il potenziale per poter puntare, quantomeno, ad avvicinarsi a quanto fatto dal “King” è indubbio. Resterà da vedere se sarà in grado di sfruttarlo al massimo e nel modo più corretto.

Subito dopo la sua chiamata, Zion si è sottoposto all’intervista di rito a bordo palco. Arrivato ai microfoni di ESPN visibilmente emozionato, una volta raggiunto dalla mamma, Sharonda Sampson, non è riuscito a trattenere le lacrime di gioia e commozione.

“Non  so cosa dire, non ho mai pensato che sarei stato in questa posizione. Non sarei mai stato qui non fosse stato per mia madre. Ha messo i suoi sogni da parte in favore dei miei.”

Detto ciò le lacrime lo hanno sopraffatto togliendogli la parola. E’ stato allora il turno di Sharonda di condividere le sue emozioni:

“Zion ha lavorato da quando aveva 5 anni per questo. Sono così felice per lui. In questi anni ho visto un ragazzo che ci ha sempre ascoltati, ha sempre creduto nel suo processo di crescita. E siamo qui oggi.”

Il ragazzo ha poi raccontato delle sue sensazioni prima e durante la sua chiamata:

“Le persone ti dicono ‘beh si sapeva che saresti stato chiamato per primo’, ma non puoi saperlo finché non succede davvero. Ho sentito il mio nome, sono salito a stringere la mano al commissioner (Adam Silver, ndr) senza una lacrima. Ma poi, l’intervista con mia madre affianco, non sono riuscito a trattenermi.”

Alla città che lo accoglierà ha lanciato un messaggio molto semplice e diretto:

“Balliamo!”

David Griffin racconta il Draft di Zion Williamson

Subito dopo la scelta, il vice presidente dei New Orleans Pelicans, David Griffin, ha discusso della situazione della sua franchigia dopo l’approdo dell’esterno ex Duke.

“Stiamo iniziando ad andare in crescendo. E’ solo l’inizio della nostra crescita.”

Esordisce così, come riportato da ESPN, la testa pensante a capo dell’organizzazione. Continua poi descrivendo cosa si aspetti dal suo nuovo uomo copertina:

“Questa è ancora la squadra di Jrue Holiday. Zion dovrà imparare come si vince ad un livello alto. Quando arriverà il momento in cui questo testimone gli verrà passato, accadrà. Ma il momento non è ora. (…) Lasciamo che Williamson sia un ragazzino. Non descrivetelo come il salvatore di questa franchigia, non lo è. E’ qui per unirsi alla nostra franchigia.”

Intanto, a New Orleans si staranno sicuramente godendo la gioia di essere diventati la casa di Zion Williamson, senza dimenticare l’ottimo lavoro svolto da Griffin nelle ultime settimane e durante il Draft.

Draft NBA, ad Atlanta la quarta, Hawks pronti ad inserirsi nella trade Davis-Lakers

atlanta hawks

Gli Atlanta Hawks rilevano la quarta scelta assoluta al draft NBA 2019 dai New Orleans Pelicans, in cambio delle scelte numero 8, 17 (primo giro), e 35 (secondo giro).

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. I Pelicans includono nell’affare l’ala Solomon Hill, la scelta numero 57 al draft 2019 ed una futura seconda scelta, dirette ad Atlanta.

Con la quarta scelta assoluta, gli Hawks hanno dunque selezionato l’ala da Virginia DeAndre Hunter, indicato come tra i giocatori favoriti da Travis Schlenk, General Manager di Atlanta, e l’ideale da affiancare al duo Trae Young- John Collins.

Con la scelta numero 8, appena ottenuta dagli Hawks, i New Orleans Pelicans hanno selezionato il lungo di Texas Jaxon Hayes. La front-line Zion Williamson-Hayes potrebbe essere una delle più atletiche della NBA già oggi.

In un’operazione secondaria, gli Hawks hanno spedito ai Cleveland Cavaliers una scelta al primo giro con protezioni per il draft 2020.

Per i New Orleans Pelicans del neo vice-presidente esecutivo David Griffin la trade che ha spedito Anthony Davis ai Los Angeles Lakers ha fruttato – sinora – ben 5 scelte al primo giro (due da Atlanta, e 3 dai Lakers). Gli atlanta Hawks potrebbero inserirsi – e facilitare – la trade tra Pelicans e Lakers in qualità di terzo team. La trade Anthony Davis non potrà essere finalizzata prima del 6 luglio, alla fine della settimana di moratoria (1-6 luglio) prevista dal regolamento NBA.

Come riportato da Adrian Wojnarowksi, tra Pelicans e Lakers sussisterebbe un “tacito accordo” per ufficializzare la trade al 6 luglio, nel caso in cui allo scambio si aggiungesse una terza squadra.

Jahlil Okafor resta ai New Orleans Pelicans, esercitata la team option

okafor resta ai pelicans

Jahlil Okafor resta ai Pelicans, la squadra ha esercitato la team option da 1.7 milioni di dollari sul secondo anno di contratto del lungo ex Philadelphia 76ers.

A riportare la notizia è Malika Andrews di ESPN. Okafor era arrivato a New Orleans nell’estate 2018, firmando un contratto biennale parzialmente garantito. Lo staff dei Pelicans si è detto “piacevolmente colpito” dalla serietà e dal lavoro fisico svolto dall’ex giocatore dell’università di Duke.

Jahlil Okafor resta ai Pelicans, una nuova chance per l’ex 76ers

Dopo tre stagioni passate ai Philadelphia 76ers, squadra che lo scelse con la chiamata numero 3 al draft NBA 2015, Okafor era stato ceduto ai Brooklyn Nets nel dicembre 2017, dopo essere scivolato sempre più in basso nelle rotazioni di coach Brett Brown a Phila.

Chiuso da Joel Embiid, ed alle prese con alcuni problemi di disciplina e comportamentali, l’ex Blue Devils fu scaricato assieme a Nik Stauskas in cambio di Trevor Booker. A Brooklyn solo 26 partite e 6.4 punti di media a gara, in 12.6 minuti d’impiego.

Nell’agosto 2018 la chiamata dei New Orleans Pelicans, squadra in cui – grazie ad alcuni infortuni di troppo (Nikola Mirotic, Julius Randle e persino Anthony Davis) – Jahlil Okafor riesce a trovare minuti ed un minimo di fiducia nei suoi (enormi) mezzi fisici e tecnici.

A NOLA, Okafor chiude la sua stagione con 8.2 punti e 4.7 rimbalzi a partita in 59 gare disputate (24 presenze in quintetto base) e poco più di 15 minuti a partita. Abbastanza da convincere coach Alvin Gentry ed i Pelicans a concedergli una nuova opportunità, che con la partenza di Davis in direzione Los Angeles Lakers potrebbe rivelarsi l’occasione per affermarsi quale affidabile giocatore di rotazione.

I New Orleans Pelicans trattano la scelta numero 4, i Twolves offrono Covington e la numero 11

new orleans pelicans

New Orleans Pelicans, il vice-presidente della squadra David Griffin cercherà acquirenti per la scelta numero 4 appena (e ancora virtualmente) ottenuta dai Los Angeles Lakers al prossimo draft NBA, ormai alle porte.

Come riportato da Jeff Goodman di The Stadium e Marc Stein del NY Times, i Pelicans richiedono una prima scelta “ed un giocatore con un contratto vantaggioso” in cambio della quarta chiamata. Tra le squadre interessate i Minnesota Timberwolves, che avrebbero proposto a NOLA la guardia-ala Robert Covington e la scelta numero 11 al draft NBA di giovedì notte.

Covington fu spedito a febbraio a Minneapolis assieme a Dario Saric e Jerryd Bayless, in cambio di Jimmy Butler e Justin Patton, dopo due stagioni spese ai Philadelphia 76ers di Joel Embiid. In 22 partite con i Twolves, 14.7 punti e 5.7 rimbalzi di media ed il 37.2% al tiro da tre punti, con 2.3 recuperi a gara.

New Orleans Pelicans, chi arriverà dal draft (via Lakers)?

L’ex Sixers entrerà nella prossima stagione nel secondo anno di un contratto quadriennale da circa 48 milioni di dollari complessivi.

Con la chiamata numero 4 al draft di Brooklyn, New York, i New Orleans Pelicans selezioneranno con ogni probabilità – ed a meno di sorprese dell’ultim’ora tra Memphis Grizzlies e New York Knicks – uno tra Darius Garland, point guard da Vanderbilt, Jarrett Culver da Texas Tech o DeAndre Hunter da Virginia.

I Pelicans selezioneranno con la prima chiamata assoluta il fenomenale Zion Williamson da Duke.

Giorni di mercato importanti e frenetici in quel di New Orleans, che dopo aver chiuso un accordo per la trade che spedirà Anthony Davis ai Los Angeles Lakers in cambio di Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart, la suddetta quarta scelta assoluta e tre future prime scelte, hanno confermato per le prossime due stagioni sulla panchina della squadra coach Alvin Gentry.

Pelicans, la scelta 4 potrebbe essere scambiata, sia per salire che per scendere nel tabellone

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto, nell’ambito dell’affare Anthony Davis, tra le altre, la scelta numero 4 al Draft di quest’anno dei Los Angeles Lakers. Forti già della prima scelta, ottenuta con una pesca alla Lotteria molto fortunata, potrebbero puntare a sfruttare quella dei Lakers per muoversi nel tabellone. Non è infatti da escludere che questa potrebbe essere scambiata dal front office diretto da David Griffin durante la notte delle scelte.

Resta tuttavia da capire se verrà spedita ai Memphis Grizzlies per arrivare alla loro seconda scelta o verrà intavolato un affare con qualche franchigia che voglia risalire la china dell’ordine di scelta.

Scelta 4 ai Grizzlies e Barrett ai Pelicans?

Secondo Marc Berman, del New York Post, il primo scenario sarebbe il più probabile. I Pelicans avrebbero infatti a disposizione le tre prime scelte acquisite dall’affare appena concluso con la franchigia gialloviola di Los Angeles, oltre ai giovani giocatori appena accasati alla corte di Coach Alvin Gentry. Questi assetti potrebbero comporre il pacchetto giusto per convincere Memphis a lasciare la sua seconda e accontentarsi della scelta 4 dei Pelicans.

Qualora questo scenario si realizzasse, New Orleans selezionerebbe con ogni probabilità RJ Barrett, amico e compagno di Zion Williamson al college, presso Duke. Che Zion sarà selezionato con la prima scelta è indubbio, mentre un’eventuale chiamata dell’ex compagno di squadra alla numero 2 cambierebbe i piani dei New York Knicks, detentori della terza scelta.

Ad oggi, infatti, il giocatore destinato ad essere scelto dai Grizzlies sembrerebbe Ja Morant, e ciò consegnerebbe Barrett alle disponibilità della franchigia della Grande Mela. Qualora, tuttavia, i rumors sopracitati si confermassero con una cosiddetta “trade up” dei Pelicans, a New York non si strapperebbero i capelli. La squadra di Coach David Fizdale, infatti, non avrebbe problemi a chiamare proprio Morant con la scelta numero 3, qualora Barrett non dovesse essere disponibile. Sempre secondo quanto riportato da Marc Berman.

Suns e Bulls puntano alla quarta scelta

Se da una parte i Pelicans vorrebbero sfruttare la scelta 4 per muoversi verso l’alto nel tabellone dunque, dall’altra c’è chi vorrebbe portarli a muoversi verso il basso. Phoenix Suns e Chicago Bulls sarebbero le potenziali acquirenti, secondo Fletcher Mackel di WSDU. Le due franchigie possono vantare, ad oggi, rispettivamente la scelta numero 6 e numero 7. Per arrivare a quella di New Orleans potrebbero compiere un’operazione simile a quella avvenuta tra Dallas Mavericks e Atlanta Hawks durante il Draft dello scorso anno.

Sarebbero infatti pronte a spedire la loro scelta di quest’anno ed un’altra protetta per il 2020 in cambio della numero 4. Entrambe le squadre sono alla disperata ricerca di una pointguard titolare, e selezionando con una scelta così alta avrebbero la certezza di poter agguantare Darius Garland, che, dopo Ja Morant, si presenta come il migliore in quel ruolo nella classe del 2019.

Ad oggi, David Griffin e i suoi sarebbero nel mezzo di accurate valutazioni, e non sembrano filtrare certezze riguardo le loro mosse relative alla notte delle scelte. Probabilmente non resta altro da fare se non aspettare che il 20 giugno si riveleranno tutte le carte, dando il via ad una off-season che si annuncia scoppiettante.

LaVar Ball: “Lakers gabbati, Pelicans perfetti per Lonzo” E LaMelo va in Australia

lavar ball

E’ un fiume in piena LaVar Ball, che ospite di ESPN e First Take con Stephen A. Smith “conferma” di aver sperato – se non fatto pressioni – per un’uscita del figlio Lonzo da Los Angeles e dai Lakers, da una situazione tecnica tutt’altro ideale per l’ex UCLA.

New Orleans è una delle sistemazioni migliori (per Lonzo Ball, ndr), con lui da point-guard e con Holiday, con Ingram e Zion Williamson in ala e Julius (Randle, ndr) da centro il mio ragazzo guiderà una squadra velocissima… wow” LaVar Ball vede nella coppia Lonzo-Zion Williamson i due giocatori del futuro della lega… assieme:

Lonzo lo aiuterà tantissimo, lo farà crescere. Sono giovani, ad entrambi piace correre, Zo (Ball) lo servirà in velocità, in lob, in alley-oop (…) in più credo andranno d’accordissimo, due ragazzi così giovani si troveranno sicuramente“. Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart ed il giocatore selezionato dai Los Angeles Lakers con la chiamata numero 4 al draft NBA 2019 saranno i volti nuovi, assieme a Williamson, del nuovo corso dei New Orleans Hornets.

Ball Senior non risparmia critiche feroci ai Lakers, “rei” di non aver mai creduto davvero – nell’opinione di LaVar – nel potenziale del figlio: “I Lakers crolleranno, tempo addietro dissi che avrebbero dovuto cambiare allenatore, e lo hanno fatto, ma nemmeno con una nuovo coach le cose sarebbero cambiate di molto perché nessuno (ai Lakers, ndr) ha mai creduto davvero in lui. Venivano da te e dicevano: ‘vogliamo vincere, crediamo in te’, ma non è mai stato così“.

E dirò di più” Prosegue LaVar “Li ho fregati. Volevo portare via Lonzo da Los Angeles, allora dissi: ‘Vogliamo rimanere qui, non vogliamo andare a New Orleans ma se proprio dovessimo scegliere vorrei Phoenix, ma (i Lakers, ndr) non vorranno mai rinunciare a lui, è il migliore’. E cosa hanno fatto loro? L’esatto contrario, ovvero ciò che volevo io. La funziona così“.

LaVar Ball porta il figlio La Melo in Australia

La carriera da padre e manager occulto di LaVar Ball non si limita come noto alla sola vita professionale del figlio primogenito Lonzo. Con una mossa a sorpresa, il 17enne LaMelo, terzo figlio maschio della nidiata di rampolli di casa Ball, si trasferirà per la prossima stagione in Australia, per giocare con la maglia dei Illawarra Hawks della National Basketball League.

La notizia è stata confermata da Marc Stein del NY Times.

Gli Hawks diventeranno pertanto la seconda squadra professionistica della giovane carriera di LaMelo Ball, dopo l’avventura in Lituania dell stagione scorsa assieme al fratello maggiore LiAngelo. Particolari le condizioni contrattuali di Ball, che firmerà un contratto “Next Star”, ovvero un accordo siglato tra il giocatore e la lega australiana, che provvede dunque ad assegnare alle squadre i giovani talenti.

In seguito all’incidente diplomatico “Cina vs la famiglia Ball” occorso nel 2017 dopo un episodio di taccheggio che coinvolse LiAngelo ad alcuni giovani compagni di squadra a UCLA durante una trasferta in Cina, LaVal Ball aveva deciso di gestire in maniera autonoma l’avvicinamento dei ragazzi al professionismo NBA, portandoli con se in europa, e successivamente fondando a Los Angeles la Junior Basketball Association, nelle intenzioni di papà Ball “un’alternativa al college basket per giovani talenti”.

Julius Randle non eserciterà la player option e diventerà free agent

Julius Randle

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, Julius Randle esplorerà la free agency 2019, dopo aver rifiutato la player option da 9 milioni di dollari del suo contratto con i New Orleans Pelicans.

A partire dall’1 luglio Randle sarà free agent per il secondo anno consecutivo. Lo scorso anno era scaduto il proprio contratto con i Los Angeles Lakers, e decide di firmare con i Pelicans un biennale con opzione per il secondo.

La decisione di Julius Randle di rifiutare la player option complica in parte i piani della franchigia della Louisiana, dopo la trade che ha spedito Anthony Davis ai Los Angeles Lakers. Nonostante tale scelta non bisogna comunque escludere i Pelicans dalla corsa per il ventiquattrenne.  Il 2018/2019 è stata infatti la miglior stagione in NBA per l’ex Lakers, che ha realizzato 21.4 punti e 8.7 rimbalzi di media a partita.

Nel caso in cui Randle decidesse di rifirmare con NOLA, coach Alvin Gentry potrebbe contare su un roster giovane e dalle enormi potenzialità. Oltre al n°30 ci sarebbero infatti Jrue Holiday, Lonzo Ball, Josh Hart, Brandon Ingram e Zion Williamson, probabile prima scelta assoluta del draft che si terrà il prossimo giovedì.

Da capire inoltre cosa David Griffin deciderà di fare con la quarta scelta, ottenuta nell’ambito della trade di Davis, per cui diverse squadre hanno già espresso il proprio interesse.

Lakers, l’anatema di LaVar Ball: “Grosso errore, se ne pentiranno di aver perso Lonzo”

lakers lavar ball

L’anatema di LaVar Ball sui Los Angeles Lakers: “Hanno scambiato Lonzo? Grosso errore, se ne pentiranno“.

Dopo 4 mesi di inseguimento, la trade Anthony Davis è diventata realtà per i Lakers, che nella notte tra sabato 15 e domenica 16 giugno hanno raggiunto con i New Orleans Pelicans l’accordo per spedire Brandon Ingram, Lonzo Ball, Josh Hart e 3 future prime scelte (tra cui la pregiata quarta scelta assoluta al prossimo draft) in Louisiana n cambia del 7 volte All-Star.

Una trattativa rapida quella condotta da David Griffin, chiamato nell’aprile scorso a dirigere il nuovo corso a NOLA ed a risolvere la questione Davis “presto e bene”. I due terzi del celebrato “young core” losangelino sono ora diretti nella Big Easy, dove potrebbero diventare una parte parte importante della ricostruzione della franchigia, al fianco di Jrue Holiday e di Zion Williamson

LaVar Ball: “I Lakers andranno a sbattere, Walton incapace”

Ve lo garantisco, questa è la peggior mossa che i Lakers abbiano mai fatto in vita loro” Da Los Angeles, California, LaVar Ball critica la decisione della squadra di cedere il figlio primogenito Lonzo “Se ne pentiranno, e quando accadrà, sarò io a ridere (…) i Lakers andranno a sbattere, almeno avremmo la consolazione di essere scesi dalla nave un minuti prima dell’impatto. Avevo dato loro una chance, quella di portare tutti e tre i fratelli Ball in squadra e partire da lì, ed invece hanno fatto partire (Lonzo, ndr)… sarà un brutto giorno all’inferno per loro, credetemi“.

LaVar Ball ha appreso della trade mentre assisteva ad una partita di suo figlio LaMelo, impegnato nell’estiva Drew League, assieme al figlio minore LiAngelo ed a Lonzo.

Già lo scorso febbraio, nei giorni in cui la trade tra i Los Angeles Lakers ed i New Orleans Pelicans appariva probabile, LaVar Ball aveva reso noto lo scarso entusiasmo suo e dell’entourage di Lonzo Ball per la soluzione NOLA, citando per contro i Phoenix Suns quale metà gradita.

Che cosa non ha funzionato a LA?” Continua nella sua tirata l’incontenibile LaVar “Per prima cosa, l’allenatore: Luke Walton non ha mai creduto in Lonzo, ha iniziato a dargli sempre meno minuti, a non fargli iniziare il quarto periodo in campo… poi tutti quei trainer con i loro kinect tape, che non hanno fatto altro che farlo infortunare… Magic (Johnson, grande sponsor di Ball, ndr) sapeva riconoscere il talento, e sapeva quanto Lonzo sia forte, ma quando certa gente (i dirigenti dei Lakers, ndr) si mette in mezzo e combina disastri…

A New Orleans, Lonzo Ball troverà ad accoglierlo il talento di Jrue Holiday, col quale potrebbe formare uno dei back-court difensivamente più temibili della lega, e Zion Williamson, la scontata prima scelta al draft NBA 2019 da Duke.

Lonzo farebbe sembrare brava anche Sara Lee (personaggio pubblicitario USA, ndr)” Ancora LaVar Ball “Zion Williamson? Lonzo saprà fargli avere il pallone al momento giusto, lo farà crescere e lo renderà un giocatore migliore (…) i Lakers diverranno famosi come quelli che hanno lasciato andare via dei grandi giocatori, che poi sono diventati ancor più grandi una volta lasciata LA“.

Io voglio solo che Lonzo giochi” LaVar parla poi del futuro del figlio “Ed è meglio finire in una squadra che ti permetta di giocare, di essere te stesso, senza tutti i dubbi, i perché e per come che ti accompagnano ovunque tu vada (…) i Lakers hanno avuto la loro chance e l’hanno sprecata, è ora di voltare pagina“.

Anthony Davis-Lakers trade riuscita: Ball, Ingram, Hart e scelte ai Pelicans

davis lakers-Anthony Davis-Lakers trade

Anthony Davis-Lakers trade conclusa tra i giallo-viola ed i New Orleans Pelicans per la star Anthony Davis, a NOLA andranno Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e 3 future prime scelte, tra cui la scelta numero 4 dei Los Angeles Lakers al draft NBA 2019.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. La trade non potrà essere ufficializzata prima del 1 luglio 2019.

Dopo un inseguimento lungo 4 mesi, i Los Angeles Lakers riescono finalmente ad arrivare ad Anthony Davis, il 7 volte All-Star diventa il primo tassello della ricostruzione estiva della squadra. Il GM dei Lakers Rob Pelinka riesce a “risparmiare” nella trade il terzo anno da Utah Kyle Kuzma, considerato pedina inamovibile.

Ai New Orleans Pelicans ben tre scelte future per una squadra che ripartirà da Jrue Holiday, Brandon Ingram e dal talento della futura prima scelta assoluta Zion Williamson. I Pels beneficeranno inoltre della quarta scelta assoluta al prossimo draft, tra i giocatori più interessanti DeAndre Hunter da Virginia, Jarrett Culver da Texas Tech o la point guard da Vanderbilt Darius Garland.

Come riportato da Wojnarowski, alcune squadre avrebbero già espresso ai Pelicans interesse per la scelta numero 4 appena giunta “in eredità” dai Los Angeles Lakers. E’ dunque possibile che alcuni dei giocatori coinvolti nella trade possano muoversi di nuovo nei prossimi giorni (Lonzo Ball – il cui entourage aveva dichiarato a febbraio di non gradire la destinazione New Orleans – tra gli “indiziati” maggiori).

Anthony Davis-Lakers trade conveniente per tutti: AD rinnoverà al termine della stagione

Come annunciato nei giorni scorsi da Rich Paul, agente di Anthony Davis (ma anche di LeBron James, e plenipotenziario dell’agenzia Klutch Sports), Anthony Davis diventerà comunque free agent nell’estate 2020. La prima intenzione di Davis sarà quella di firmare un contratto al massimo salariale con i Los Angeles Lakers, da sempre destinazione favorita del – a questo punto – ex Pelicans.

Battuta dunque la concorrenza di Boston Celtics e New York Knicks per la corsa al prodotto di Kentucky. Dopo un inizio di stagione 2018\19 difficile e costellato dagli infortuni (Nikola Mirotic, Elfrid Payton), Anthony Davis aveva annunciato lo scorso gennaio l’intenzione di non accettare in estate il “supermax contract” che lo avrebbe legato ai Pelicans per i prossimi 5 anni, chiedendo ufficialmente la trade.

Nelle due settimane che separavano la richiesta dalla trade deadline, i Los Angeles Lakers – allora a guida Magic Johnson – tentarono con vigore di portare Davis a Los Angeles, arrivando ad offrire varie combinazioni che comprendessero l’intero nucleo giovane della squadra (Lonzo Ball, Brandon Ingram, Kyle Kuzma, Josh Hart, persino Ivica Zubac) più scelte future.

I Lakers si scontrarono però con il rifiuto degli allora vertici dei New Orleans Pelicans a trattare la cessione della loro star, ed ogni discorso di trade naufragò, contribuendo a minare la serenità e la coesione del gruppo a Los Angeles.

Entrambe le squadre avranno l’interesse nel posticipare sino al prossimo 30 luglio l’annuncio ufficiale della trade: così facendo i Lakers potrebbero aggiungere a libro paga il salario dovuto alla squarta scelta assoluta (circa 4 milioni di dollari), salario che verrà dunque ufficialmente girato a New Orleans. La mossa creerebbe per Los Angeles ulteriori 4 milioni di spazio salariale (32.5, come riportato da Bobby Marks di ESPN).

I New Orleans Pelicans potranno dal canto loro ricavare 4 milioni di spazio salariale, che crescerebbe sino a 19 milioni di dollari. In caso di trade resa ufficiale entro il prossimo 6 luglio, scatterebbe la “trade Kicker” prevista sul contratto di Davis, che se attiva comprimerebbe lo spazio salariale a disposizione dei giallo-viola.