fbpx

Eurozona Vol.5

di Luca Castellano

L’Eurozona anche per questo anno domini 2017 volge al termine. L’edizione caratterizzata da mille stelle assenti per vari acciacchi, ha regalato nonostante tutto lampi di gran bel gioco e grande equilibrio.

Alla Sinan Erdem Arena di Istanbul il sipario è già calato da ieri sera lasciandoci non solo tante considerazioni, ma anche grandi spunti per le imminenti qualificazioni per il mondiale cinese del 2019.

Slovenia l’Eurozona è tutta tua

La prima certezza assoluta è una squadra che ha ritrovato la propria identità dopo tanti anni di delusioni. Quella Slovenia tanto ricca di talento e giovani promettenti, che non riusciva ad andare oltre i quarti di finale da ben tre edizioni.

Ci ha pensato la fame di un leader vero e agguerrito come Goran Dragic, MVP del torneo alla sua ultima recita con la maglia bianco-verde della sua nazionale, a portare quella squadra piena zeppa di promesse della Slovenia alla sua prima affermazione europea.

Oltre alla classe del playmaker dei Miami Heat ci ha pensato uno scintillante Doncic, ma anche una quadra solida di tutto il gruppo a certificare un lavoro eccellente costruito negli anni da federazione e staff tecnico sloveno.

Tutto ciò a discapito di una squadra fisica, mai doma, eccellente nei fondamentali difensivi come la Serbia. Senza Jokic, Radujlica e il cervello pirotecnico di Milos Teodosic, i vari Lucic, Milosaljevic, Gadzuric, Macvan si sono dimostrati gli operai perfetti al servizio del “sergente di ferro” di Sasha Djordjevic, stufo di perdere, ma anche dei regolamenti Fiba non di certo “politically correct”.

Una cosa è certa: chiudere l’ennesima competizione al secondo posto può essere una mazzata terrificante per l’orgoglioso popolo serbo, e un altro possibile fallimento rischia di far crollare totalmente la baracca.

Slovenia vs Serbia

La Slovenia di Dragic, Doncic, Prepelic e Widmar è campione d’Europa per la prima volta

L’Eurozona riabbraccia la Russia e saluta Juan Carlos Navarro

Ogni manifestazione continentale ha una storia a sé, e le insidie arrivano sempre nei momenti di difficoltà.

L’Eurozona ha salutato anzitempo due superpotenze come Francia e Lituania, che vuoi per peccato di presunzione o per mancanza di giocatori all’altezza nei momenti decisivi di una competizione breve ma logorante, non sono riuscite a recitare un ruolo da protagonista in quest’edizione, risultando peggiori rispetto alla nostra ItalBasket costruita saggiamente da Ettore Messina.

C’è chi però si è eretto a supereroe, provando a sbaragliare le gerarchie di un’Eurozona pressoché indecifrabile. Alexsei Shved e la sua Russia hanno costruito un capolavoro senza precedenti, ritornando prepotentemente con talento e dedizione tattica, tra le quattro regine d’Europa.

Nonostante ciò la compagine sovietica è stata fatta fuori da quella Spagna, tanto bella da vedere quanto vera favorita del torneo, che si accontenta del gradino più basso del podio.

La squadra di Scariolo, con i due Gasol e il talento cristallino di Rodriguez, ha mostrato di non essere più quell’invincibile armata del passato recente, pagando il dazio dell’età che inesorabilmente avanza per tutti.

Anche per “Re” Juan Carlos Navarro, che ha deciso di abdicare il trono della sua Spagna campione di tutto nell’ultima decade, recitando il ruolo di assassino dal sangue freddo nel momento del bisogno in questo suo ultimo grande ballo.

Navarro festeggiato da tutti i suoi compagni dopo la sua ultima apparizione con la maglia della nazionale spagnola

Insomma, il sipario cala in favore di una nuova era che sta per cominciare tra poco più di due mesi, quando Meo Sacchetti e l’ItalBasket con tutte le altre nazioni saranno alle prese con il nuovo e tanto discusso regolamento della Fiba.

Ai posteri l’ardua sentenza, diceva il saggio Manzoni. Chissà se già da novembre, questa nuova Eurozona sarà un vero paradiso per nuove leve, che segneranno un nuovo inizio.

 

 

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi