L’Italia accarezza la vittoria, ci crede giocando due quarti perfetti ma sul finale è Team USA a prendersi la vittoria per 52-55 nella seconda giornata della FIBA Women’s World Cup 2026. Sul parquet della Berlin Arena, le Campionesse Olimpiche soffrono, vanno sotto ma resistono e si prendono la vittoria. Sugli scudi Jackie Young, autrice di 10 punti e Breanna Stewart, autrice di 5 punti e 10 rimbalzi raccolti. Le ragazze di coach Andrea Capobianco escono fra gli applausi e con in tasca la tranquillità di aver già ottenuto il passaggio alla fase ad eliminazione diretta grazie alla sconfitta della Repubblica Ceca contro la Cina. La sfida contro le asiatiche servirà solo a determinare il posizionamento finale e il relativo accoppiamento negli ottavi di finale.
L’analisi della partita
L’avvio azzurro è quello che serve contro una squadra costruita per punire ogni minimo errore. Jasmine Keys firma i primi canestri italiani, mentre la difesa di Capobianco prova immediatamente a togliere ritmo alle americane. L’Italia riesce a reggere fisicamente e soprattutto a non farsi travolgere dalla qualità individuale di Caitlin Clark, Breanna Stewart, Paige Bueckers e compagne. Gli Stati Uniti prendono progressivamente il controllo del primo quarto, chiudendolo sul 19-8. Un parziale che sembra poter indirizzare la partita verso il copione più prevedibile. L’Italia, invece, non si disunisce. È il momento in cui la partita cambia volto.
Nel secondo periodo l’Italia trova continuità offensiva e, soprattutto, riesce a mettere in difficoltà Team USA con una difesa a zona che toglie alle americane le consuete linee di passaggio. Le Azzurre aumentano l’intensità, recuperano palloni e obbligano le avversarie a giocare possessi meno puliti. Cecilia Zandalasini prende progressivamente il controllo dell’attacco. Una tripla, diverse penetrazioni e una serie di iniziative personali permettono all’Italia di ridurre il divario. Matilde Villa contribuisce con punti pesanti, mentre Costanza Verona restituisce ordine alla manovra. L’Italia va negli spogliatoi sotto 30-24, ma con la consapevolezza di aver riaperto completamente una partita che sembrava poter sfuggire dopo i primi dieci minuti.
Il terzo quarto è tutto azzurro
La ripresa conferma che l’Italia non è arrivata alla Berlin Arena per limitare i danni. Zandalasini continua a essere il riferimento offensivo, mentre la difesa mantiene una straordinaria solidità. Le americane vengono costrette a giocare lontano dal canestro e, per lunghi tratti, non trovano il modo di sfruttare il proprio enorme talento individuale. L’Italia torna prima a contatto e poi mette addirittura la testa avanti. Matilde Villa trova punti importanti, Francesca Pan contribuisce con le sue iniziative e Sara Madera porta energia e fisicità sotto canestro. Olbis Andrè firma un canestro pesante, mentre la squadra continua a difendere su ogni possesso.
Gli Stati Uniti, intanto, non riescono a trovare continuità dall’arco. Paige Bueckers rompe il digiuno dalla lunga distanza soltanto nel terzo quarto, mentre la difesa azzurra continua a chiudere gli spazi alle principali stelle americane. A dieci minuti dalla fine il tabellone dice 42-39 per gli Stati Uniti. Ma ormai il risultato è diventato quasi secondario rispetto alla sensazione che si respira nell’arena: l’Italia è pienamente dentro la partita.
L’impresa a un passo
L’ultimo quarto è una battaglia. Non c’è più la squadra nettamente favorita e quella chiamata a inseguire: ci sono due Nazionali che si affrontano possesso dopo possesso. Santucci firma una tripla pesantissima e poco dopo trova altri due punti dalla lunetta. La difesa italiana continua a mordere e forza persino un’infrazione dei 24 secondi. Il pubblico della Berlin Arena, trascinato dalla folta rappresentanza italiana, si schiera apertamente dalla parte delle Azzurre.
Quando Francesca Pan penetra e appoggia al tabellone, l’Italia vola sul 46-44. È uno dei momenti più significativi della serata: Team USA è costretta a inseguire. Le americane reagiscono con Collier e Young, ma l’Italia non cede. Santucci pareggia ancora, Villa trova un canestro in penetrazione e il tabellone arriva sul 50-49 per le Azzurre. A poco più di tre minuti dalla fine, dunque, l’impresa non è più un’ipotesi teorica: è qualcosa che la squadra di Capobianco può realmente toccare con mano.
Stewart rimette avanti gli Stati Uniti, Collier aggiunge un libero e Young trova un canestro importante. Villa, però, non smette di attaccare e realizza dalla media per il 52-55 con poco più di un minuto sul cronometro. L’Italia è ancora lì, a un solo possesso di distanza. La partita arriva così nel territorio in cui le grandi squadre fanno valere esperienza, talento e freddezza. L’Italia ha però già ottenuto qualcosa di enorme: ha costretto la corazzata americana a giocarsi la vittoria fino all’ultimo possesso.
Cosa resta di questa partita
Al di là dell’esito finale, la prestazione italiana rappresenta un passaggio importante nel percorso di questa Nazionale. Trentadue anni dopo l’ultima partecipazione, l’Italia è tornata al Mondiale e, dopo il successo sulla Repubblica Ceca, affronta la squadra più forte del torneo senza arretrare di un centimetro. Il dato più impressionante è soprattutto quello difensivo. L’Italia riesce per lunghi tratti a togliere ritmo alle stelle statunitensi, alternando difesa individuale e zona e costringendo Team USA a una partita molto più complicata rispetto a quella disputata contro la Cina. A fine partita sono ben 31 i rimbalzi presi, di cui 12 quelli offensivi. La sola Cubaj ne prende 9
Zandalasini chiude 14 punti ed è ancora una volta il riferimento della squadra, mentre la profondità del gruppo permette a Capobianco di trovare protagoniste diverse nei momenti decisivi. Villa (6 punti), Santucci (9), Pan (2), Madera (2), Andrè (5) e Verona (4) contribuiscono a una prestazione collettiva che va oltre le aspettative della vigilia.
E soprattutto cambia la percezione dell’Italia. A marzo gli Stati Uniti avevano imposto una differenza di 34 punti. A Berlino, invece, le Azzurre arrivano a giocarsi il successo contro le campionesse americane fino all’ultimo minuto. L’Italia può dunque uscire dalla Berlin Arena con un rammarico, ma soprattutto con una certezza: questa squadra può stare a questo livello. La qualificazione alla fase successiva era già stata messa in cassaforte grazie alla vittoria della Cina sulla Repubblica Ceca; resta ora l’ultimo appuntamento del girone, quello contro la stessa Cina, decisivo per determinare la posizione finale e il percorso verso i quarti.
Contro gli Stati Uniti l’impresa non si è compiuta. Ma per lunghi tratti è sembrata possibile. E per una Nazionale tornata sul palcoscenico mondiale dopo 32 anni, forse, è proprio questo il segnale più importante.
Il Tabellino Statistico
Parziali Singoli Quarti: 8-19, 16-11, 15-12
Parziali Complessivi: 8-19, 24-30, 39-42
Italia: Keys 4, Villa 6, Pasa 4, Verona 4, Zandalasini 14, Pan 2, Cubaj 0, Madera 2, Santucci 9, Fassina 2, Andre 5, Blasigh 0. Allenatore: Andrea Capobianco
Team USA: Bueckers 7, Citron 0, Howard 2, Copper 6, Gray 4, Iriafen n.e., Stewart 5, Collier 6, Clark 1, Young 10, Boston 6, Reese 8. Allenatrice: Kara Lawson

