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Acqua S.Bernardo Cantù, parola chiave: continuità

di Filippo Mellara

Dopo una stagione conclusa in decima posizione, l’Acqua S.Bernardo Cantù, squadra di coach Cesare Pancotto, apre la stagione 2019/2020 con una vittoria fuori casa contro l’Happy Casa Brindisi, una squadra talentuosa ed esperta che la scorsa stagione ha fatto i playoff, che ha appena disputato la Supercoppa e che prenderà parte alla Champions Legaue. Una vittoria che ha riempito di energie e speranze la giovane squadra della Brianza, L’head coach biancoblù commenta così al suono della campana: «La cosa che mi è piaciuta di più questa sera è stata la tenuta mentale per tutta la partita, sia in ambito difensivo, sia in ambito offensivo. » È proprio questa la chiave di volta che potrebbe svoltare la stagione di Cantù: la tenuta mentale. Infatti per la nuova stagione viene schierata sul parquet una squadra estremamente giovane, piena di energia e voglia di dimostrare, decisi a giocare coi più grandi del basket italiano guidati dal capitano Andrea la Torre, timoroso però che la squadra possa non riuscire a mantenere la concentrazione per le 32 partite stagionali. Questi è sicuramente uno dei perni principali della squadra: capace di affrontare uno contro uno qualsiasi avversario, sfruttando i suoi 202 cm e l’ottimo ball handling il giovanissimo capitano della classe del ’97 riesce a battere in partenza qualunque difensore. La punta di diamante della squadra è però il giocatore Californiano classe ’96 Cameron Young. Si tratta di un esterno dotato di una particolare struttura fisica, che affiancata all’ottima percentuale dall’arco e anche in avvicinamento , lo trasforma in un pericolo non trascurabile per tutte le difese. Giocatore che ama prendersi tante responsabilità come ha dimostrato la scorsa stagione al college, quando ha detenuto il record stagionale NCAA di punti segnati in una singola partita e terza miglior performance negli ultimi 20 anni, totalizzando 55 punti in una sola sera. Tra gli altri spiccano i nomi di molte altre giovani promesse come il centro statunitense Kevarrius Hayes o il giocatore milanese Andrea Pecchia, entrambi estremamente importanti per la squadra. I numeri dunque non mancano e la voglia neanche, l’unica grande incertezza è la costanza che questo giovane team può mantenere per tutta la stagione, ma sotto la guida dell’esperto coach Pancotto la pallacanestro Cantù punta a una stagione da non dimenticare.

 

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Alla prima in casa a Desio passa Reggio

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Acqua S.Bernardo Cantù cerca una stabilità che non c’è?

I timori sopracitati emergono nella seconda gara disputata, dove la situazione appare diversa: l’Acqua S.Bernardo Cantù cede il passo alla Grissin Bon Reggio Emilia, vittoriosa al PalaDesio con il risultato finale di 92 a 75. In difficoltà fin da subito Cantù dimostra la propria incapacità a reagire ai momenti bui; i ragazzi di coach Pancotto infatti non sono stati in grado di ribaltare la situazione, gestendo tutti i palloni in maniera individuale e finendo spesso per forzare alcuni possessi invece di muovere la palla e giocare di squadra. Questa eccessiva fiducia nel talento individuale è forse data dall’euforia per la vittoria della precedente partita contro l’Happy Casa Brindisi. Tutti troppo desiderosi di emergere nella metà campo offensiva, i ragazzi in maglia canturina hanno giocato senza aggressività difensiva, lasciando troppo liberi di prendere l’iniziativa i giocatori della Grissin Bon Reggio Emilia. Nella squadra manca ancora una fluidità e una comprensione tipica di team già formati, come si denota dall’incapacità di difendere sui pick and roll e le numerose giocate offensive caratterizzate da scelte individuali e continue forzature, che hanno poi comportato la bassa percentuale al tiro. Questa sconfitta non spaventa il coach che ha ammesso di aver considerato una reazione simile della squadra: sono alla ricerca di certezze e continuità, senza dover dipendere dalle prestazioni del trio Young-Clark-Hayes. Indossate le canotte buone, i bianco-blu sono già in palestra a preparare la prossima partita.

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