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Preview Allianz Trieste – AX Armani Milano

di Luigi Ercolani

Messina-Dalmasson, parte due. I due coach di scuola Reyer dopo si ritrovano di fronte, e mentre il primo non è mai stato in discussione, anche alla luce della carica dirigenziale (anzi, presidenziale) che ricopre, nel periodo di crisi il decano dei giuliani aveva visto la sua panchina traballare vistosamente.

Si era parlato di una possibile sostituzione con Jasmin Repesa o Stefano Pillastrini, che per incrocio di destini hanno avuto entrambi modo di essere avversari di Messina: il primo nella finale 2002/2003 tra Treviso e Fortitudo, il secondo lungo una lista di innumerevoli scontri nelle giovanili, come racconta lo stesso coach nel suo libro “Pillacanestro”.

Divagazioni a parte, andiamo ad analizzare lo scontro tra le due squadre biancorosse.

Qui Milano

L’Olimpia per certi versi ricorda il programma “Avanti un altro”: così come i concorrenti devono rispondere a varie domande di cultura generale ed in caso di risposta sbagliata si succedono uno dopo l’altro, così i giocatori dell’Olimpia se non rendono vengono o messi alla gogna o tagliati. Nel giro di due giorni, a metà gennaio, sono stati salutati Shelvin Mack ed Aaron White, volati rispettivamente a Gerusalemme e Tenerife.

Keifer Sykes, neo-acquisto arrivato proprio per sostituire Mack, per ora ha ben figurato, peccato che per i suoi compagni, nel caso della sfida di Brescia della scorsa settimana, non si possa dire lo stesso. L’AX Armani resta, per usare una metafora cara a un giocatore che è atterrato sì a Milano in gennaio, ma per giocare a San Siro, una Ferrari che a volte va come una Fiat.

Contro la Leonessa si sono rivisti i vecchi difetti dei meneghini: difesa ballerina se on a tratti proprio svogliata, e un attacco a corrente alternata che a volte non sembra accorgersi di saper produrre altro rispetto al tiro da tre; un peccato, perché Milano è una fuoriserie e come tale dovrebbe ricordarsi di poter correre, come contro il Panathinaikos, per dire: vogliosa, generosa, concentrata, e non a casa la gara casalinga contro i greci era stata vinta.

L’Olimpia dovrà riproporre le stesse caratteristiche mentali prima che tecniche contro Trieste, se vuole portare a casa una contesa che è nelle sue possibilità, ma che non è affatto di esito scontato, anche perché, pur non avendo brillato contro Varese, l’Allianz resta un avversario migliorato rispetto all’andata.

Qui Trieste

Tanto tuonò che non piovve, dunque. Dalmasson rispetto ad un mese fa è ancora al suo posto, pronto a spegnere dieci candeline da capo allenatore della Pallacanestro Trieste, cosa che in tempi di fretta e soluzioni pressapochiste non era affatto scontato.

Mario Ghiacci però è un dirigente navigato, e prima di esautorare uno dei migliori allenatori italiani ci ha pensato varie volte, propendendo poi per non cambiare nulla in panchina per cambiare tutto… in campo. No, non tutto in realtà, ma molto.

Ricky Hickman ha portato ordine, Deron Washington bidimensionalità, ed insieme esperienza, punti nelle mani e mentalità da battaglia: tre caratteristiche che ognuno può mettere nell’ordine di importanza che preferisce, ma che sono necessarie per la permanenza nella massima serie, obiettivo dichiarato e fondamentale per ripagare la fiducia triennale di Allianz.

Intanto, rispetto a fine Novembre, un risultato è già stato raggiunto: Pistoia è stata agganciata a quota 10 in graduatoria dopo la vittoria del 6 gennaio in casa della Carpegna Prosciutto Pesaro.

La difesa in questa rincorsa alla salvezza è stata un fattore determinante: Trieste nella propria retroguardia è in grado di proteggere l’area o, viceversa, di allungarsi a tre quarti di campo braccando il portatore di palla e i possibili ricevitori, risultando quindi un osso molto duro per tutti gli avversari. L’attacco invece cerca spesso il post basso, a maggior ragione dopo l’innesto di Riccardo Cervi.

Le gare contro Venezia e Varese, pur perse, sono state tutte giocate fino all’ultimo, tenendo sul filo i dirimpettai, quindi di questa squadra, rispetto all’autunno, è cambiata in prima battuta l’efficacia.

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