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Brindisi contro Venezia: il PalaPentassuglia resta tabù per i campioni d’Italia

di Daniele Morbio

Alle ore 12 andava in scena uno dei match più attesi della settima giornata di andata di Serie A: Brindisi batte Venezia, col Palapentassuglia che resta tabù per i campioni d’Italia. Un match praticamente dominato dai padroni di casa, soprattutto nel primo tempo, che sono scappati via nel punteggio sul più 17 (39 a 22), prima di subire la rimonta dei veneziani che si è fermata prima al -3 del 23′ e poi al -1 del 35′.

La partita in sintesi: Brindisi domina, soffre e poi esulta

Parte con le marce alte l’Happy Casa contro la Reyer Venezia, scappando parzialmente nel punteggio nel primo quarto (21-17) fino ad una successiva fuga fino al +17 (39 a 22) al quale i brindisini si sono arenati per un po’ di minuti (41 a 30 all’intervallo). Il terzo periodo si apre con la furiosa rimonta dei Veneziani, che grazie a due triple aperte di Austin Daye si riporta in un amen fino al -3. A quel punto sale in cattedra Adrian Banks, che si carica l’intero palazzetto sulle spalle e comincia a martellare la retina ospite a ripetizione, permettendo un nuovo tentativo di fuga (+11), ma Venezia è dura a morire come al solito: un mini break orogranata chiuso da Stone e Watt porta all’ultima sirena di gioco il vantaggio casalingo a sole 5 lunghezze (62-57). L’ultimo quarto si apre nel segno di Mitchell Watt e Jeremy Chappell: il gioco da tre punti del numero 50 lagunare riporta Venezia a meno 1 con più di 5′ da giocare e con Brindisi che per la prima volta sembra accusare paura, stanchezza e un filo di nervosismo; ma gli ospiti si fermano sul più bello, infatti tra palle perse e scelte scellerate il sorpasso sui padroni di casa non si materializza. Ultimi minuti in cui entra in scena il fin qui nullo Darius Thompson: l’ esterno americano con una tripla da 9 metri e con due punti al ferro rimandano in fuga i padroni di casa sul più 7, saranno i canestri decisivi, quelli del game, set and match per i pugliesi, che possono così esultare per la vittoria meritata contro una Venezia pasticciona (19 palle perse) e in sofferenza nei momenti clou.

 

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Le chiavi della partita

Brindisi vince questa sfida meritatamente, forzando ben 19 palle perse ai lagunari (solo 4 quelle recuperate) e gestendo con cinismo e lucidità gli ultimi minuti. Decisivo l’impatto dalla panchina di Raphael Gaspardo e Alessandro Zanelli: i due italiani della squadra di Vitucci sono l’anima della prima fuga, con doppia cifra raggiunta presto da entrambi (15 il primo, 10 con 4 assist il secondo). Altra chiave è, ovviamente, Adrian Banks: il folletto brindisino spara a ripetizione nel momento più importante della partita, quando la Reyer era furiosamente tornata ad un solo possesso di margine. Triple, tiri in allontanamento, energia difensiva: il capitano dei padroni di casa ha messo una grande pietra sulla partita. Il dato chiave che comunque condiziona principalmente i lagunari è proprio quello delle palle perse: 9 (con 8 recuperi) Brindisi, 19 con (recuperi) Venezia.

Top e flop del match

Top: Adrian Banks. Cuore di Brindisi nel momento più importante della sfida, una sentenza. Pochissime forzature, alla fine saranno 21 con 6 rimbalzi per il padrone di casa dei padroni di casa.

Top: Raphael Gaspardo e Alessandro Zanelli. Il made in Italy è decisamente importante nella vittoria dei padroni di casa. 25 punti combinati (un terzo del totale di squadra) e tante buone cose per allontanare la Reyer nel primo tempo.

Flop: Tyler Stone. Pronti via e commette due falli. Giornata non facile per l’ala USA di Brindisi, soffre molto ed è estremamente impreciso: fortunatamente la squadra di Vitucci non ne risente eccessivamente, trovando splendide alternative in Gaspardo e Zanelli.

Top: Mitchell Watt. Come è possibile inserire Watt tra i top con le 7 palle perse? Possibilissimo. Nell’ultimo periodo Venezia poggia tutta sui polpastrelli del numero 50, che risulta essere un fattore nel tentativo di rimonta. 5/6 al tiro, 9 falli subiti, un problema irrisolvibile per Brown e Tyler Stone. 17 di valutazione, il migliore di Venezia.

Top: Julyan Stone. Il play americano è estremamente solido anche oggi, confermandosi in crescita: una stoppata su Thompson in difesa fa capire che lui è presente, si iscrive a tabellino in attacco con una schiacciata in transizione (con fallo) che lascia tutti a bocca aperta. Nel terzo quarto ci riprova e per poco non aiuta i suoi a portare via la vittoria.

Flop: Michael Bramos. Strano ma vero. Il capitano lagunare ne mette solo 5 con 2/9 dal campo e con tanti tiri aperti sbagliati. Due scelte no sense sono anche sue nel mancato sorpasso veneziano dell’ultimo periodo. Appannato.

MVP: Adrian Banks. 21 punti, 3/5 da due, 5/10 da 3, 6 rimbalzi, 4 assist. Partita totale del numero 0 brindisino, un uomo in missione nel terzo quarto.

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