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A tu per tu con Federico Mussini

di Leonardo Selvatici

Durante questo periodo di stop al basket giocato abbiamo raggiunto per un’intervista Federico Mussini, playmaker della VL Pesaro, per chiedergli un pò di lui e di come sta sfruttando questo periodo di quarantena.

1) Con l’annullamento del campionato come hai scelto di tenerti in forma? Hai anche la possibilità di allenarti con la palla?
Fortunatamente ora mi trovo a casa della famiglia della mia ragazza e hanno un giardino con un canestro quindi oltre a tenermi in forma con allenamenti atletici riesco anche a fare due tiri.

2) Dal punto di vista della squadra è stata una stagione molto complicata. Come era il rapporto tra voi all’interno dello spogliatoio? Personalmente cosa ne hai tratto di positivo?
Il gruppo era buono, eravamo solo tanto giovani e con poca esperienza; questo ha influito molto sulle partite iniziali che poi hanno influenzato le successive: mentalmente era molto difficile.

3)A 17 anni hai esordito in gara 6 dei Playoff davanti al pubblico della tua città, per altro in una serie molto tesa. Che emozione è stata?
Mi ricordo che ero agitatissimo seppure fosse stato solo per qualche secondo, mi tremavano le gambe e non ci capivo niente. Sicuramente uno dei momenti più emozionanti della mia vita, un sogno che si realizzava.

4) Nel periodo dal 2015 al 2017 hai scelto di provare l’avventura del college andando a St. John’s da Chris Mullin. Quali sono i consigli che tieni più a mente? Consiglieresti a un ragazzo italiano l’esperienza collegiale?
Io rifarei la scelta che ho fatto perché penso di averne tratto vantaggio sotto tutti i punti di vista. Mi tengo tanti consigli tecnici che coach Mullin mi ha dato e tante cose dal punto della mentalitá che ho potuto osservare in un mondo un po’ diverso da quello a cui ero abituato.
A un ragazzo interessato a questo percorso consiglierei di valutare tutti gli aspetti possibili, sia negativi che positivi della situazione in cui si trova e in cui si troverà, e di conseguenza vedere se quello può essere effettivamente un percorso adatto o no, perché ognuno è diverso.

5) Sei nel giro delle nazionali giovanili sin dall’Under 15, dove hai ottenuto tanti riconoscimenti individuali. Cosa si prova a rappresentare il proprio paese anche in un evento come il Nike Hoop Summit?
Fare parte della Nazionale è un orgoglio: la maglia azzurra porta con se emozioni indescrivibili; i premi a livello individuale sono un plus che mi porterò sempre con me a dimostrazione che gli sforzi fatti vengono ripagati.
Rappresentare l’Italia al Nike Hoop Summit è stato qualcosa che ancora oggi a pensarci mi fa venire i brividi: essere considerati tra i 10 giocatori più forti del resto del mondo al di fuori degli USA è qualcosa a cui veramente non mi sono mai abituato: è stato pazzesco.

6) Pensieri sulla prossima stagione? Hai già qualche idea in mente? Vorresti rinnovare con Pesaro oppure hai altri progetti?
Per quanto riguarda il prossimo anno nessuno sa ancora nulla, né giocatori né società né tanto meno la lega, quindi è molto presto anche per farsi qualche idea. Quando sarà il momento valuterò le proposte e cercherò il posto e la proposta che possa andare bene per me. Per ora mi auguro solo che questa situazione passi e si possa tornare non solo a giocare ma anche a vivere normalmente.

 

Cogliamo l’occasione per ringraziare Federico per la sua cortesia e disponibilità, oltre alla VL Pesaro per averci concesso l’intervista.

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