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La VL Pesaro delude e alla VitriFrigo Arena passa Trento

di Leonardo Selvatici

Secondo anticipo del sabato sera che si è giocato alla VitriFrigo Arena tra i padroni di casa della VL Pesaro e la Dolomiti Energia Trento. Partita segnata dal ritmo alto e dai tanti errori che portano a un punteggio basso per tutto il match, confermato dal fatto che solo nel terzo quarto sono stati segnati più di 20 punti a testa. La partita termina 57-71 per gli ospiti che sbloccano la propria classifica e raggiungono il gruppone fermo a 2 punti.

Protagonisti per Trento sono i due lunghi titolari Luke Maye e JaCorey Williams, autori di 17 punti e 4 rimbalzi il primo e 15 con 7 rimbalzi il secondo. Partita ordinaria per il play Browne che nonostante tanta imprecisione al tiro offre alla causa 8 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 9 falli subiti, risultando una spina nel fianco per la difesa biancorossa.
Anche se la vittoria è stata fondamentale per il morale della squadra, sono tante le cose da sistemare per coach Brienza a partire dalle palle perse e da alcune scelte offensive che hanno compromesso le percentuali dal campo (42.4% da due e 41.7% da tre).

La partita della VL Pesaro: i più(pochi) e i meno(tanti).

Aumentano a 2 le sconfitte casalinghe della Prosciutti Carpegna Pesaro targata Jasmin Repesa, autrice questa volta però di una prestazione profondamente insufficiente a differenza dell’esordio contro la Dinamo Sassari. Proveniente dalla larga vittoria del Taliercio, ci si aspettava da Pesaro una conferma di quanto fatto nella laguna, quantomeno dal punto di vista dell’intensità difensiva e delle scelte in attacco. Difficile sarebbe stato ripetere le percentuali al tiro viste contro l’Umana ma un calo così evidente non era prevedibile. Coach Repesa avrà parecchio lavoro da fare in settimana, sopratutto sull’aspetto psicologico dopo una prestazione così spenta.

I MENO DELLA VL: nessuno si aspettava un’altra prestazione al tiro come a Venezia da parte della VL Pesaro, ma passare dal 47.1% da tre punti del Taliercio al 12.1% di ieri sera è troppo per chiunque. In un basket che vive per la maggior parte del tiro dalla lunga distanza, avere pessime percentuali condiziona tutta la partita. I primi 20′ sono stati chiusi con uno 0/13 da tre e il punteggio diceva Pesaro solo a -7. La difesa fisica della Dolomiti nel secondo tempo ha condizionato  il gioco interno dei padroni di casa, fatto di penetrazioni di Massenat o di gioco in post di Tyler Cain. E la sconfitta è stata una giusta conseguenza.
Altro meno per la VL sono stati gli assist e il gioco corale mancato anche in una serata così povera di canestri, con i quattro piccoli, autori di tutti e 8 gli assist, ma con il solo Filloy a collezionarne 3. Prova insufficiente per il suo valore anche per Robinson, il quale comincia a fare fatica contro difese organizzate e preparate al suo gioco.
Enorme fatica continua a farla anche Simone Zanotti, sopratutto nel dover fronteggiare i lunghi avversari molto fisici e atletici come quelli trentini. Cain è stato costretto a rimanere in campo 35 minuti, andando in difficoltà a fronteggiare insieme a Filipovity la coppia Maye-Williams. Alla VL Pesaro serve un cambio del centro per riuscire ad avere soluzioni alternative in serate povere di canestri come queste. 

I PIU’ DELLA VL: MVP della partita pesarese è sicuramente Cain con i suoi 15 punti, 7 rimbalzi e 6/9 dal campo. Ha fatto il suo come sempre, dando fastidio a rimbalzo e cercando di cavarsela contro avversari più energici e atletici. Ha funzionato poco il gioco a due con Robinson, ma in generale è stato poco servito per quello che può dare all’attacco di Repesa. Altra prestazione positiva quella di Tambone, partito in quintetto ma utilizzato solo 15 minuti, troppo pochi per quello che ha dimostrato in campo, dando solidità in difesa e segnando 7 punti (0/4 da tre anche per lui) insieme a 5 rimbalzi.

Il roster della squadra pesarese: cosa manca per competere al massimo

Terza sconfitta in quattro gare per Pesaro, tutte maturate per qualche dettaglio sfuggito nel finale. Le prime due gare hanno dimostrato in particolare la poca profondità del roster, sopratutto sotto canestro con il solo Cain a dover combattere a rimbalzo. Il giovane Basso, classe 2001, è ancora troppo acerbo per riuscire a dare il cambio al centro ex Varese per almeno 10 minuti a gara (Tyler Cain comincia ad avere i suoi 32 anni), mentre Simone Zanotti, usato addirittura come cambio dell’ala piccola due stagioni fa da Matteo Bonicciolli, non ha il fisico per reggere il confronto contro i big-men della Serie A. Ulteriore problema è il fatto che le due ali piccole del roster non sono in grado di giocare da 4 tattico, considerando la taglia e l’età  dei due (Delfino ha 40 anni, Drell appena 20). Perciò, viste le caratteristiche fisiche del roster, avere tre giocatori da ruotare sotto le plance risulta complicato anche per una squadra senza impegni infrasettimanali come la VL.

Coach Jasmin Repesa ha insistito tanto durante l’estate per avere il suo perno difensivo, Cain, portando però evidentemente la società a sborsare una bella cifra che ha precluso, insieme all’ingaggio di Filloy, l’acquisto di una sua riserva. Nella serata in cui era stato ufficializzato l’arrivo del playmaker Justin Robinson, erano cominciate a circolare voci confermate su un possibile 4/5 atletico come Sagaba Konate approdato ora a Saragozza. Un giocatore, come tanti altri con le sue caratteristiche, che sarebbe oro per le gerarchie attuali della Carpegna Prosciutto, visti i risultati non troppo soddisfacenti contro centri del calibro di Bilan, Watt e JaCorey Williams

La domanda resta una, viste le dichiarazioni recenti della dirigenza biancorossa sul rischio di fallimento della società marchigiana, ovvero: “Sarebbe stato meglio avere un Konate in squadra piuttosto di un Filloy apparso un pò sottotono nelle prime uscite?”. La risposta giusta non esiste e sicuramente la società insieme a Repesa avrà preso le decisioni più giuste per la squadra, ma ecco che qualche dubbio risale nelle menti dei tifosi della VL. Avere 5/6 rimbalzi in più, insieme a una migliore presenza difensiva avrebbe potuto portare qualche punticino in più, ossigeno puro per una lotta salvezza mai così agguerrita. Resta in stand-by la situazione Drell, unica fonte di guadagno per tornare sul mercato in assenza di tifosi e, dal 1^ novembre, anche della proprio arena. 

Prossima sfida per la Carpegna Prosciutto Pesaro 25 Ottobre ore 18.15 contro la Virtus Roma.

Per leggere l’analisi della partita con la Reyer Venezia, clicca qui 

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