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Final Eight 2020: MVP, miglior quintetto e delusioni

Le Final Eight 2020 sono state senza dubbio un successo. In molti si sono presentati alla Vitrifrigo Arena di Pesaro sin da giovedì, e nei giorni successivi gli spettatori non hanno fatto altro che aumentare. Il pubblico ha dunque risposto positivamente, e i giocatori hanno fatto altrettanto: è stato messo in campo un basket piacevole da osservare, a tratti anche spettacolare. Nonostante ciò, c’è stato molto agonismo.

Quest’edizione della competizione ha quindi confermato quanto di buono dimostrato lo scorso anno ed allo stesso tempo ha già creato grandi aspettative per il futuro. Ma facciamo un passo indietro e vediamo quali sono stati i protagonisti del fine settimana.

Primo quintetto ed MVP delle Final Eight 2020

Andrea De Nicolao: poco spettacolo ma tanta sostanza per il playmaker padovano della Reyer. In ogni partita ha dovuto confrontarsi con avversari dal talento smisurato (in ordine Teodosic, Rodriguez e Banks) ma alla fine ne è sempre uscito vincitore, lottando con le unghie e con i denti. Onnipresente.

Adrian Banks: l’unica cosa che è mancata alla stella statunitense dell’Happy Casa è stata la vittoria finale. Per quanto riguarda il resto, di meglio non poteva fare. Grazie ai 37 punti segnati venerdì contro Sassari si è guadagnato un posto nella storia: ha infatti realizzato la miglior prestazione per punti della storia delle Final Eight.

Ha poi inciso meno contro la Fortitudo, ma si è subito rifatto in finale, mettendo a segno 27 punti con un irreale 15/15 ai tiri liberi, che è andato a compensare pessime percentuali dal campo. In Finale ha forse monopolizzato un po’ troppo il gioco, ma è stato costretto a farlo a causa della serata storta di alcuni suoi compagni. In stato di grazia.

Stefano Tonut: è stato insignito del premio di miglior difensore delle Final Eight 2020, ma non deve passare inosservato il suo ottimo contributo offensivo. Contro Brindisi ha realizzato 13 punti, ed è stato il miglior realizzatore dei suoi contro l’Olimpia, con ben 16 punti a referto. Sul pezzo.

John Brown III: le sue prestazioni sono state altalenanti, ma è stato fondamentale per Brindisi. Sottotono nella prima sfida con Sassari, è esploso contro la Fortitudo (è letteralmente esploso dal terreno in occasione della schiacciata su Henry Sims, miglior highlight del week-end). In finale non ha brillato ma ha dato comunque il suo contributo. Energia pura.

Mitchell Watt: le sue Final Eight 2020 sono state un crescendo. Non è stato decisivo contro la Virtus Bologna, poi contro Milano e Brindisi ha messo a segno due doppie doppie (16 punti con 10 rimbalzi in semifinale., 17 punti con 10 rimbalzi in finale). Si conferma uno dei migliori centri in Italia, grazie alla sua tecnica ed al suo vasto arsenale di movimenti spalle a canestro. Re dell’area, come lo hanno definito i commentatori di Eurosport.

MVP delle Final Eight 2020: Austin Daye è stato premiato come miglior giocatore delle Final Eight 2020 giocate a Pesaro ed è probabilmente la scelta giusta, visto che il giocatore americano ha dato prova di tutto il suo talento in ogni partita della competizione. Canestri importantissimi nel primo match contro la Virtus Bologna, tra cui il canestro della vittoria in faccia a Milos Teodosic, ottima prova offensiva in semifinale contro l’Olimpia Milano e buona partita in finale, con 13 punti segnati e presentissimo nel finale. Austin Daye, se ce ne fosse stato ancora bisogno, ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore dal talento sconfinato.

Squadra Sorpresa della Coppa Italia

Reyer Venezia: la Reyer da anni è una realtà solidissima nonché vincente del nostro campionato. Stavolta però la possiamo considerare la squadra sorpresa della competizione per due motivi: si sono qualificati alla competizione come ottava testa di serie, dopo una prima parte di campionato non proprio esaltante.

Inoltre, la loro parte del tabellone era la più ardua, in quanto includeva sia Virtus Bologna che Olimpia Milano, le migliori squadre del campionato. Aggiungerci il fatto che sono stati capaci di sconfiggere la squadra che era parsa più in forma, ossia Brindisi in una finale con un finale al cardiopalma. La vittoria dei veneziani è stata dunque una vera e propria impresa.

Up delle Final Eight 2020

Kaleb Tarczewski: sicuramente il migliore dei suoi sia contro Cremona che contro Venezia. È l’unico in grado di mettere in campo con costanza ciò che più manca alla sua squadra, ossia fisicità e atletismo. Sarebbe potuto tranquillamente figurare come centro del primo quintetto, ma Mitchell Watt gli ha rubato la scena giocando una splendida finale.

Coach Walter De Raffaele: il tecnico toscano è stato in grado di adattare l’ottima difesa della sua squadra agli avversari che man mano gli si presentavano di fronte; chiara la sua tattica di concedere tiri ad alcuni giocatori per potersi concentrare su altri, sfiancandoli con una marcatura asfissiante. De Raffaele ha conquistato così il quarto trofeo in 3 anni sulla panchina della Reyer, riuscendo a condurre alla vittoria un gruppo eterogeneo ma affiatato.

Austin Daye: MVP finale della competizione, non tanto per le cifre che recita il suo tabellino ma per il peso di alcuni suoi canestri. Come detto in precedenza, ha segnato il tiro della vittoria contro la Virtus Bologna, e un suo tiro libero, preceduto da una tripla, hanno chiuso la finale contro Brindisi. Rappresenta lo stereotipo del genio sregolato.

Down di queste Final Eight

Virtus Bologna: si presentavano da favoriti, ma hanno deluso le aspettative. Ha influito negativamente sul loro rendimento l’assenza di un leader. Milos Teodosic ha infatti giocato una delle sue peggiori partite dall’arrivo in Italia, tirando 2 su 18 dal campo e perdendo ben 6 palloni. Inoltre, l’innesto di Devin Marble (con la conseguente esclusione dalle rotazioni di Frank Gaines) non sta dando i frutti sperati.

Olimpia Milano: un discorso simile a quello fatto per Bologna è valido anche per Milano. I lombardi sono partiti a mille, sconfiggendo con facilità una spenta Cremona per poi schiantarsi contro l’invalicabile difesa della Reyer. La sensazione è che a quest’Olimpia manchi qualcosa. L’entusiasmo che c’era ad inizio stagione dopo le grandi vittorie in Eurolega è andato scemando, ma la stagione è ancora lunga e le somme si tirano alla fine.

Tyler Stone: il centro di Brindisi ha scelto il momento sbagliato per giocare la sua peggior partita stagionale. Alcuni giocatori hanno migliorato le loro prestazioni di partita in partita, mentre Stone ha fatto il contrario: il culmine (in negativo) del suo week end è stata proprio la finale, in cui non ha segnato alcun canestro dal campo. I 9 rimbalzi contano poco o nulla, dato che il suo avversario Watt ha fatto quello che voleva nel pitturato, senza trovare alcuna opposizione.

Alessandro Minola

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Alessandro Minola

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