fbpx
Home Lega Basket A Grissin Bon Reggio Emilia–Allianz Trieste: il recap

Grissin Bon Reggio Emilia–Allianz Trieste: il recap

di Luigi Ercolani

Gli addetti ai lavori raccontano che ai triestini basta vedere che un giocatore si butta a terra per un pallone, si sbuccia le ginocchia e gli perdonano la scarsa mira al tiro. È per questo che la Pallacanestro Trieste di questa stagione viene ancora guardata di sottecchi: viene percepita con troppi rookie poco disposti a sbattersi, a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Chissà che l’eventuale arrivo di Mike Green non inverta questa tendenza.

Da parte sua, se un po’ abbiamo capito com’è Maurizio Buscaglia, sospettiamo sia combattuto: nell’altra terra irredenta, Trento, i tifosi hanno invocato il suo nome. Lui da parte sua a Reggio Emilia ha scrollato la polvere di dosso a Fontecchio, e in campionato veleggia tra color che son sospesi: manca qualcosa alla zona playoff, ma vola a media quota rispetto alla zona salvezza, in cui gli avversari odierni sono tuttora impelagati.

La partita

La Grissin Bon prende subito l’iniziativa con 10-0, poi entrano in partita anche gli ospiti. Upshaw è più grinta che punti per gli emiliani, al contrario di Vojvoda che segna il 19-5. Trieste litiga con il nylon, Pardon invece non chiede permesso e mantiene grossomodo invariate le distanze tra i suoi e i giuliani rientrano con Mitchell, Jones e Fernandez, reduce da un periodo di problemi fisici, prova ne sia che durante la sfida ad ogni suo richiamo in panchina avrà i medici a sincerarsi delle sue condizioni.

Finito 24-16 il primo periodo si torna subito in campo, e grazie alla già citata coppia di statunitensi a cui si aggiunge il connazionale l’Allianz inizia a rosicchiare lo vantaggio. Jones mette la freccia, e da lì inizia un periodo di batti e ribatti che porta all’intervallo sul punteggio di 35-34 per i giuliani.

Si prosegue nel terzo periodo sulla medesima falsariga: Fernandez per i suoi è il vero grimaldello per scardinare la difesa reggiana, e le triple di Justice e Jones aprono per gli uomini di coach Dalmasson un gap che Fontecchio e Mekel dall’altra parte non permettono però mai che sia troppo ampio. Trieste viaggia infatti tra le due e le quattro lunghezze di margine, almeno fino alla tripla di Elmore, cui segue a stretto giro di posta quella di Cavaliero, che poi offre a Peric un assist che significa 67-56 con cui si arriva all’ultima curva.

L’azione poi si ripete ad inizio dell’ultima frazione, dopo un canestro dello stesso play. Inizia il momento magico per Trieste, propiziato da un Peric in serata di grazia. Johnson-Odom però non ci sta, e in coppia con Upshaw fa sì che i triestini restino sempre nel mirino. Anche Candi offre una prestazione solida, e proprio dal suo canestro del -9 inizia la rimonta Grisson Bon, mentre Trieste vede sfuggirsi dalle mani la gara. Che prende definitivamente la freccia quando il regista bolognese, che con Mekel ha costruito l’aggancio, offre a quest’ultimo la chance che l’israeliano trasforma nel paniere dell’87-86, mentre sul fronte opposto Peric fallisce.

Parola ai coach

Buscaglia: “La cosa positiva è che siamo rimati calmi anche quando loro continuavano a far canestro. Essere rimontati nelle gare precedenti ci ha aiutato, anche con una buona difesa e facendo cose buone in attacco. Dobbiamo però restare sul pezzo, guardare alle cose positive e lavorare su quelle fatte male. Siamo contenti di aver vinto, rimontando dal -13. Se vivi l’esperienza del quarto quarto, la devi portare sempre con te“.

Dalmasson: “Un’occasione così non ci ricapita perché a Reggio Emilia quest’anno non torneremo più. Sicuramente, al di là degli episodi finali, credo la nostra sconfitta nasca nei ventinove punti concessi nell’ultimo quarto. Non abbiamo difeso la nostra area, dove avevamo costruito il nostro vantaggio. Dobbiamo imparare a vincere, non solo perdere con onore come abbiamo fatto questa sera. E qui passa tutta la differenza di questo lavoro. Sicuramente la prestazione è stata diversa dalle ultime, però, dal momento in cui costruisci questo tipo di partita e la porti lì credo che sia sicuramente un’occasione mancata. È stata una partita molto particolare, si sono incontrate due squadre che hanno entrambe il problema di mancanza di continuità. Non era facile rientrare in partita dopo un avvio così brutto, così come non era facile fare altrettanto male dopo. Certe situazioni nascono nel momento in cui hai troppa voglia di vincere e non la lucidità di fare le scelte giuste. A livello societario abbiamo avuto otto mesi di effettive difficoltà, in cui grazie ai dirigenti la situazione è stata tenuta a galla. L’anno scorso avevamo una squadra di giocatori esperti, con più mestiere: ricordiamoci che qui avevamo fatto una delle nostre migliori partite. Non saper vincere porta ad avere frenesia e manca la lucidità per gestire attacco e difesa”.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi