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Supercoppa LBA Zurich Connect 2019, tutto pronto per l’atto finale!

di Pierluigi Ninni

Secondo giorno di gare nella cornice del Palaflorio di Bari, il giorno dei verdetti finali della Supercoppa LBA Zurich Connect 2019. Grande attesa per la finale tra Sassari e Venezia, ma prima la finalina che assegna il terzo gradino del podio tra i padroni di casa della Happy Casa Brindisi e la Vanoli Cremona di Meo Sacchetti, vinta dai pugliesi in  un palazzetto ancora vicino al ‘tutto esaurito’. L’appuntamento clou della due giorni di Supercoppa, ovvero la finale tra Banco di Sardegna Sassari e la Umana Reyer Venezia, è un elettrocardiogramma agitato ed imprevedibile: partita dai due volti, con un finale deciso dall’imprescindibile Michele Vitali.

Al ritorno in Supercoppa LBA dopo 12 mesi, ma con una canotta differente, Curtis Jerrells si aggiudica l’MVP della finale, mentre l’ex Andorra viene nominato dai tifosi miglior difensore dell’atto conclusivo. Il miglior quintetto della manifestazione è presto fatto, con 4/5 di matrice isolana (Jerrells, Mclean, Evans e Spissu) ed il solo Ariel Filloy per la Umana Reyer Venezia.

La nostra analisi e il racconto del giorno finale della Supercoppa LBA in diretta da Bari.

SUPERCOPPA LBA: VANOLI CREMONA vs HAPPY CASA BRINDISI 84-87

Quintetti: Vanoli Cremona (10 Ruzzier, 2 Mathews, 13 Sobin, 23 Stojanovic, 22 Tiby) All. Meo Sacchetti;

Happy Casa Brindisi (0 Banks, 15 Thompson, 1 Martin, 00 Brown, 4 Radosavljevic) All. Frank Vitucci;

Parziali: (16-14, 37-19, 12-29, 17-21)

 L’analisi in 5 punti

  • Una motivazione in più per gli uomini di Vitucci: un palazzetto pieno ad incitare e sostenere gli uomini di Frank Vitucci e guidarli fino alla prima W stagionale della stagione. Se si può parlare di differenza di motivazioni, bene quest’aspetto è sicuramente da rimarcare. Eppure, guardando i primi 20′ minuti di gara non si direbbe: sotto di 20 e con uno 0-6 dall’arco che parla da sè.
  • Difesa perimetrale da rivedere per Brindisi: la Happy Casa concede tanto dal perimetro, soprattutto a cavallo tra il secondo e il terzo quarto. Merito anche della fluidità offensiva di Cremona, anche oggi costantemente sopra il 50% dal campo nonostante alcune defezioni importanti. Se bisogna trovare il pelo nell’uovo di questa Supercoppa LBA, questo può essere sicuramente uno dei punti principali della trattazione.
  • Spazio alla panca e varie assenze: come confermato dai due coach a fine partita, non c’era tanta voglia di rischiare in vista dell’inizio del campionato. Meo Sacchetti lascia riposare Travis Diener, Frank Vitucci limita il minutaggio di Adrian Banks. Pochi minuti anche per Wesley Saunders. Spazio, quindi, alle panchine: gli italiani di Brindisi fanno la differenza, con Raphael Gaspardo e Alessandro Zanelli sugli scudi anche nel finale rispettivamente con 15 e 12 punti. Dall’altra parte, Sacchetti lascia spazio a Nicola Akele e a Vojislav Stojanovic, che lo ripagano con una buona prestazione sui due lati del campo.
  • John Brown III in foul-trouble: il protagonista più atteso della gara non appare in forma, uscendo anticipatamente per problemi di falli a metà secondo quarto. In molti lo aspettavano arrembante e voglioso di rimediare al caotico finale di ieri, ma così non è stato. Una Supercoppa LBA tra luci ed ombre nel complesso per il giocatore rivelazione della LBA 2018-2019.
  • Un finale emozionante e concitato: si parlava di scarse motivazioni, di defezioni importanti e di turnover. Eppure il finale non è stato avido di emozioni. Partita punto a punto, con un Michele Ruzzier in spolvero per la Vanoli Cremona. Alla fine, però, la porta a casa Brindisi per la gioia dell’intero palazzetto.

Il focus: Darius Thompson vs Jordan Matthews

La premiazione della Happy Casa Brindisi al termine della finale per il terzo posto della Supercoppa LBA Zurich Connect 2019

Interessante la prestazione all-around realizzata da Darius Thompson, MVP della finale per il 3°-4° posto: l’ex Groningen conclude con 17 punti con soli due tiri sbagliati dal campo, condita da 5 rimbalzi, 5 assists e 3 palle recuperate. Non solo tiro e playmaking, ma anche un notevole impatto nella fase difensiva. Un buon modo di rispondere ad una prestazione opaca come quella contro Venezia.

Altra importante prestazione per Jordan Matthews, ancora in doppia cifra (15 punti) nonostante una prestazione mediocre al tiro (5/12 dal campo). All’esordio in Italia, il prodotto di Gonzaga ha mostrato tutto il suo immenso potenziale in questa due giorni di Bari: buone doti di playmaking e istinti da passatore dal palleggio, ottimo off-the-ball e in catch-n-shoot in uscita dai blocchi. Un altro scorer di valore su cui Sacchetti può fare affidamento, oltre al solido Saunders.

SUPERCOPPA LBA: BANCO DI SARDEGNA SASSARI vs UMANA REYER VENEZIA 83-80 (dopo OT)

Quintetti: Umana Reyer Venezia (10 De Nicolao, 7 Tonut, 6 Bramos, 50 Watt, 14 Vidmar) All. Walter De Raffaele; 

Banco di Sardegna Sassari (0 Spissu, 31 M. Vitali, 21 Pierre, 11 Evans, 2 Bilan) All. Gianmarco Pozzecco.

Parziali: (22-11, 19-13, 17-24, 11-21, 14-11)

L’analisi in 5 punti

  • L’espulsione di Austin Daye: nonostante il proseguo della partita, con il rientro dei veneti, l’espulsione di Austin Daye rimane un evento condizionante, soprattutto per la tempistica. Dopo soli 7 minuti, l’Umana perde il suo principale creatore offensivo, colui che, quasi da solo, ha ribaltato la semifinale contro Brindisi. Il secondo antisportivo e il susseguente tecnico, fischiato dopo un dubbio contatto con Jamel Mclean e da cui scaturisce l’espulsione, farà discutere, soprattutto per l’interpretazione del movimento di flopping e la volontarietà di quest’ultimo. La decisione di Sain è netta e sembra non lasciare dubbi: i replay, però, lasciano spazi a differenti vedute.
  • Un remake da incubo per la Reyer Venezia: i meriti di Sassari sono tanti quanti i demeriti dei campioni d’Italia, ricascati nello stesso tranello della semifinale contro Brindisi. La squadra di Walter De Raffaele non riesce a contrastare l’aggressività e la veemenza degli uomini di Gianmarco Pozzecco, che hanno l’unico demerito di non chiudere mai definitivamente i conti. Le percentuali della Reyer sono impietose all’intervallo: 22% dal campo, 1/12 dall’arco.
  • Sassari, croce e delizia: il gioco in transizione dei sardi è una meraviglia per gli occhi nel primo periodo. La volontà di Pozzecco di alzare fin da subito l’intensità del match è evidente, così come la voglia di trovare un tiro pulito nei primi 7’’ secondi del possesso. Tutto favorito dal primo tempo sontuoso di Curtis Jerrells e dalla grande difesa di Jamel Mclean e Miro Bilan su Mitchell Watt. Nel terzo periodo, l’attacco biancoblù stenta, complice l’affievolirsi del ritmo e delle percentuali al tiro (Sassari chiuderà al 38% da 3). I sardi subiscono molto i tagli backdoor di Michael Bramos e perdono la lotta ai rimbalzi, lasciando a Venezia facili appoggi in più occasioni con Jeremy Chappell.
  • Chappell con i punti, Stone con la difesa: la rimonta veneziana, come accennato nel dopo gara da Walter De Raffaele, parte dalla difesa, con Stone, Chappell e Bramos che alzano notevolmente l’asticella dell’intensità difensiva. Julian Stone impedisce quasi sempre la ricezione in post di Dwayne Evans, così come Jeremy Chappell fa uscire lentamente di partita Marco Spissu (fuori per falli a metà terzo quarto), prima di prendere in consegna Curtis Jerrells nel finale. L’ex Brindisi è fondamentale anche nell’altra metà-campo, dove, tra terzo e quarto quarto, segna 12 dei suoi 15 punti finali.
  • Michele Vitali, maestro dei finali: l’uomo dei momenti decisivi e delle piccole cose, quelle che cambiano una finale. Come nella semifinale con Brindisi, Michele Vitali mette a segno 2 triple decisive per l’esito della sfida tra 4° periodo e OT, tra cui quella che decide definitivamente la contesa. Per l’ex Morabanc, non solo la soddisfazione di vincere il primo trofeo in carriera in LBA ma anche il premio di migliore difensore della finale.

Il focus: Curtis Jerrells-Jamel Mclean vs Michael Bramos

La coppia ex Olimpia Milano ha guidato la panchina di Sassari per tutto il torneo, chiudendo ad una media di circa 25 punti combinati a partita, con 26 punti e 9 rimbalzi messi a segno nella semifinale contro Cremona. Due giocatori complementari, in grado di guidare la second-unit in differenti situazioni. Jamel Mclean è il giocatore di impatto che Pozzecco ha cercato per tutta l’estate: ancora fisicamente non al top, Mclean ha dimostrato di essere ancora immarcabile in post per l’80% dei difensori della Lega Basket. Se il roster di Sassari è tra i migliori della LBA, il merito è anche di queste due scommesse di talento smisurato.

Altro veterano dall’indispensabile valore aggiunto per la sua squadra è Michael Bramos che, a livello di leadership e di carisma, è ancora una volta vitale per Walter De Raffaele. Lo ha dimostrato nella semifinale contro la Vanoli Cremona, limitandosi al contributo difensivo; lo fa da protagonista nel momento decisivo della Supercoppa, con 11 punti a referto negli ultimi 15 minuti della finale. Le due triple dall’angolo in catch-n-shoot sono da antologia, così come i raddoppi in aiuto su Mclean e Evans. Per questa volta, però, il fattore MB non è stato sufficiente.

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