Scola e Campazzo; ecco le dichiarazioni post partita contro la Serbia

MVP della sfida di ieri tra l’Argentina e la Serbia è stato senza dubbio il playmaker del Real Madrid Facundo Campazzo. Il nativo di Cordoba, insieme a Luis Scola, è stato il principale artefice della disfatta di una delle due favorite per la vittoria finale del Mondiale. Ad aggiungere valore alla prestazione del 28enne argentino sono i 18 punti, 6 rimbalzi e 12 assist (tirando con il 50% da oltre l’arco), grazie ai quali Facundo è diventato il primo giocatore dell’albiceleste a registrare 10+ punti e 10+ assist in una partita dei Mondiali.

Facundo Campazzo felice per la vittoria, ma testa già alla semifinale

Facundo ha ricevuto elogi pure dall’allenatore serbo Sasha Djordjevic a fine partita. Tuttavia, Campazzo rimane umile ed evita di rispondere quando gli viene chiesto se potrebbe essere lui l’erede di Manu Ginobili e guidare una nuova “generazione d’oro”:

“Prima di tutto rispetto molto Sasha Djordjevic, lui è un grande allenatore e sono onorato per i suoi complimenti. Ovviamente proveremo ad arrivare fino in fondo. Siamo una squadra molto giovane ma ci piace competere e ora che siamo qui non ci tiriamo indietro, proprio come ha detto il nostro coach. Non so dove possiamo arrivare, ma ci stiamo godendo il percorso e proveremo ad andare il più avanti possibile ” ha detto Campazzo nella conferenza stampa post partita della sfida contro la Serbia.

Il giocatore del Real Madrid ha parlato anche delle sensazioni avute dopo la vittoria:

Allo scadere della sirena ho sentito le urla di felicità dei miei compagni e ho visto questo sentimento nei loro occhi. Abbiamo dato tutto in questa partita. Abbiamo giocato un grande match, solido e lo abbiamo fatto di squadra. Devi riconoscere l’importanza di questi successi ed è giusto godere e festeggiare per trionfi del genere. Però non bisogna esagerare, bisogna continuare a far bene per cercare di andare più avanti. Ora che siamo qui non siamo soddisfatti vogliamo di più”

Scola e Campazzo dichiarazioni post gara: “Sorpresa? Miracolo? Dispiaciuto per chi la pensa così”

Per l’Argentina, altro grande protagonista della sfida di ieri è stato Luis Scola. L’ex giocatore (tra le tante in NBA) di Rockets e Pacers è ormai al suo quinto Mondiale ed all’età di 39 anni ha sta trascinando la sua nazionale emotivamente e a suon di canestri e rimbalzi.

Tra i tanti trofei vinti con l’Albiceleste dal nativo di Bueno Aires compaiono l’argento nel Mondiale del 2002, l’oro alle Olimpiadi di Atene nel 2004 (queste medaglie vinte con la famosa “generazione d’oro”) e il bronzo olimpico nel 2008 a Pechino.

In conferenza stampa ha parlato, ovviamente, anche il capitano della nazionale bianco-celeste. Scola, a differenza di molti, ritiene che questa vittoria non possa essere considerata una sorpresa:

“Mi preoccupa il fatto che la gente continui a parlare di un miracolo, di una sorpresa, di un’impresa. Nessuno credeva nell’Argentina. C’erano solo 22 persone che già due mesi fa credevano che saremo arrivati fino a qui e quelli sono rimasti. Ma questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, solo 22 persone. Questa vittoria è tutt’altro che un miracolo, siamo una buona squadra, giochiamo un basket fantastico e lo abbiamo fatto per tutta la settimana. Meritavamo di essere qui e non accetto domande che mi chiedono come è stata possibile questa impresa”

Giovanni Oriolo

Sono un ragazzo di 18 anni, vivo a Roma, ma sono nato a Biella. Infatti tifo Eurotrend Biella e Chicago Bulls

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Giovanni Oriolo

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