Bucks-Pistons, Giannis domina: grazie e avanti il prossimo | Nba Passion
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Bucks-Pistons, Giannis domina: grazie e avanti il prossimo

milwaukee bucks

Bucks-Pistons, Giannis domina: grazie e avanti il prossimo

Quasi nessuno, prima dell’inizio delle ostilità playoff del 13 Aprile, aveva dubbi sul fatto che i Milwaukee Bucks avrebbero superato agevolmente i Detroit Pistons. Così in effetti è andata. 4-0 perentorio e serie mai davvero in discussione. I motivi sono vari, ma girano probabilmente intorno ad un unico tema centrale : il talento.

Come la storia dello sport ci ha sempre insegnato, il talento da solo non porta a vittorie o successi, ma senza dubbio è una buona base da cui partire. La squadra di Milwaukee ne è piena, mentre quella di Detroit generalmente sprovvista. Soprattutto quando il suo miglior giocatore, Blake Griffin, viene fermato da un infortunio come nelle prime due gare, o rallentato come nelle due successive, a cui ha preso parte non essendo al top.

I Bucks non vincevano una serie playoff dal 2001, ora finalmente ce l’hanno fatta e sembrano usciti dal limbo della mediocrità NBA. Sono pronti per incontrare di nuovo i Boston Celtics, dai quali erano stati eliminati al primo turno dei Playoff dell’anno scorso. Ma vediamo intanto quali sono stati i fattori che li hanno spinti oltre i Pistons.

GIANNIS ANTETOKOUNMPO: L’IMMARCABILITA’ FATTA GIOCATORE

Dall’inizio di questa stagione Giannis Antetokounmpo ha iniziato a dimostrare cose importanti. Più la stagione avanzava e i suoi Bucks continuavano a vincere, più la lega intera si è iniziata a porre una domanda: come si marca questo signore?

In tanti hanno cercato risposte all’ardua questione. Il greco è alto 2.11 metri, pesa 110 chili ed ha l’esplosività propria di un giocatore almeno 15 centimetri più basso, senza dimenticarne la forza incredibile. Durante la stagione regolare diverse squadre hanno provato a contrapporgli il proprio centro, ma i risultati non sono stati eccezionali, come sottolineato dal numero 34 stesso. I Pistons tuttavia, non avendo così tanto talento difensivo in roster (non che quello offensivo abbondi..), non hanno trovato alternative al mettere sui suoi passi Andre Drummond o Thon Maker, quando il numero 0 sedeva in panchina.

Il risultato non è stato dei migliori. Giannis sa attaccare il ferro in penetrazione, in post, sa passare la palla e sta sviluppando un’abilità quasi credibile al tiro, benché sia la soluzione che le difese avversarie sono più inclini a concedergli. Drummond e Maker, dal canto loro, non hanno un range di abilità difensive così ampio. The Greek Freak ha così potuto fare il bello e cattivo tempo sotto il canestro avversario in tutte e quattro le uscite della serie, facendo registrare 26.3 punti di media.

Giannis attacca Drummond sotto il ferro, area in teoria di dominio del difensore, ma grazie alla sua abilità lo supera e segna un canestro con libero supplementare.

Questa marcatura ha fatto segnare due prime volte nella storia dei playoff: una per mano di Giannis e una sotto il nome di Drummond.

Il greco è stato il primo giocatore nella storia a segnare 40 punti in una partita playoff giocando meno di 33 minuti.

Il centro dei Pistons ha invece fatto registrare il peggior plus-minus di sempre ai playoff: -45, in gara 1.

LA FORZA DI MILWAUKEE STA ANCHE NEI NUMERI

Lo slogan della squadra che ha vinto l’anello NBA quattro volte negli ultimi cinque anni, i Golden State Warriors, recita: “Strenght in Numbers”. I Bucks quest’anno vorranno essere i loro rivali alle Finals, ma intanto ne stanno incarnando lo spirito. Coach Mike Budenholzer è stato bravissimo nel creare un sistema di gioco che avesse Giannis come protagonista, ma che ha esaltato anche tutti gli altri suoi componenti, portando l’intero roster a un miglioramento costante.

L’unione come forza, a cui inneggia lo slogan sopra citato, è davvero un punto fortemente a favore della franchigia di Milwaukee. Non solo lo è stato in questa serie, ma lo sarà per tutta la lunghezza dei playoff. E’ ben risaputo che un giocatore, per quanto dominante, non possa umanamente giocare tutte le partite di postseason al massimo. E proprio in quelle uscite si vede allora quanto sia stata positiva la costruzione della squadra e quanto lo sia stato il lavoro del coach.

Un esempio? Gara 2 di questa serie. Antetokounmpo non ha giocato agli standard altissimi a cui ha abituato tutti, fermandosi a 26 punti. Si sono fatti avanti con grandi prestazioni, allora, Pat Connaughton (18 punti dalla panchina), Eric Bledsoe (27 punti e 6 assist) e Kris Middleton (24 punti e 8 assist). Questi ultimi due si stanno confermando due giocatori maturi, pronti a supportare la loro stella verso l’ascesa all’Olimpo delle Finals. Parlando di supporto, non abbiamo ancora neanche visto per infortunio Malcom Brogdon, comprimario fondamentale, che tornerà probabilmente per il secondo turno. Contro i Celtics ci sarà da divertirsi.

Middleton recupera palla in difesa e lancia il contropiede di Bledsoe, che conclude al ferro in un momento chiave di gara 2

 

Lorenzo Brancati
lolbra99@gmail.com

Malato di sport a 360 gradi. Seguo e faccio finta di capire di diversi sport, dal basket al calcio, fino ai motori, passando per il football americano e il baseball. Mi piace leggere e provare a scrivere farneticazioni a riguardo. Aspettando Godot, mi diverto a giocare con le parole e la palla a spicchi.

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