Warriors-Trail Blazers, le pagelle della serie: Curry domina. Lillard delude | Nba Passion
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Warriors-Trail Blazers, le pagelle della serie: Curry domina. Lillard delude

draymond green dettagli contratto

Warriors-Trail Blazers, le pagelle della serie: Curry domina. Lillard delude

Nonostante ci abbiano provato con tutte le forze, i Portland Trail Blazers non sono riusciti a prolungare la serie contro i Golden State Warriors oltre gara 4. La franchigia della Baia (nonostante le assenze di KD, DeMarcus Cousins e di Andre Iguodala nell’ultimo match) esce dalla serie senza neanche una sconfitta e con un Stephen Curry pienamente ritrovato. Ora, ai ragazzi di Steve Kerr,  tocca aspettare almeno altre due gare prima di sapere il nome dell’avversaria che si ritroveranno ad affrontare alle Finals. Nel frattempo diamo i voti ai protagonisti della Finale della Western Conference, Warriors-Trail Blazers.

 

WARRIORS-TRAIL BLAZERS: LE PAGELLE DEI VINCITORI

Stephen Curry, voto 9: nelle due serie contro i Clippers e i Rockets non si è visto il solito Steph, molto sotto tono. In tanti dicevano che questi erano addirittura i peggiori playoff della sua carriera. Però, dall‘infortunio di Durant, il playmaker nativo dell’Ohio si è ripreso in mano l’attacco dei Warriors ed è tornato a realizzare prestazione con 9/10 triple realizzate. Per il numero 30 della franchigia di Oakland 36.5 punti, 7.5 rimbalzi e 7.2 assist di media nei 4 match, tirando con il 42.7% da oltre l’arco. Il messaggio del figlio di Dell è chiaro: “Kevin ai Blazers ci penso io, tu pensa a recuperare per le Finals“. MVP della sfida.

Klay Thompson, voto 7.5: la sua fase difensiva, soprattutto su CJ McCollum, è qualcosa da far studiare nelle scuola di basket. A dimostrazione di ciò ci sono le 2 palle recuperate di media a partita e il calo delle percentuali al tiro degli avversari (soprattutto da oltre la linea dei 3 punti). In attacco molto bene nelle prime due gare, mentre scendono di qualità le prestazioni nelle ultime due a livello offensivo. Però il rendimento complessivo degli Splash Brothers è di assoluto livello. Klay è il classico giocatore che, anche se non in giornata, vuoi sempre dalla tua parte e mai in quella opposta. Difesa e solidità.

Andre Iguodala, voto 7: sl basket non è solo attacco e l’importanza dell’Iggy per i Warriors è lampante. Il numero 9 della franchigia della Baia è il vero collante di questa squadra, l’uomo giusto per combinare i tanti talenti che ci sono nel roster dei Warriors. Anche in questa serie, contro il team dell’Oregon la sua presenza sotto canestro, la sua qualità nel gioco sporco e la sua esperienza nei playoff; hanno dato quel qualcosa in più alla franchigia di Steve Kerr. Ha saltato gara 4 per precauzione, dopo un problema accusato nella sfida precedente. Il veterano che tutti vorrebbero.

Draymond Green, voto 8.5: se volessimo esser superficiali basterebbe vedere le sue stats per dare il giudizio giusto (16.5 punti, 16.5 rimbalzi, 8.7 assist, 2.2 palle recuperate e 2.7 stoppate). Ma se si analizza la partita sotto tutti i punti di vista è stato semplicemente perfetto. L’orso ballerino, in questi playoff, ci sta facendo vedere una fase difensiva incredibile, un dominio assoluto sotto il suo canestro e giocate di un’intelligenza impressionante. Green è il cuore pulsante di questi Golden State Warriors. Coach, compagni e front office lo sanno bene. Green è la più chiara dimostrazione che per essere una stella non serve per forza metterne 30 a notte. Agonismo allo stato puro.

Kevon Looney, voto 6.5: il nativo del Wisconsin ha iniziato tutti e 4 i match seduto in panchina, ma il suo apporto è stato essenziale per il passaggio del turno, soprattutto in gara 2 e 4. La sua capacità di saper difendere sia sui lunghi che sui piccoli lo rende uno dei giocatori fondamentali quando c’è da difendere il vantaggio. Non a caso spesso presente nei finali di partita contro i Blazers. Dalla panchina con furore.

Jordan Bell, voto 6: a sorpresa l’uomo in più importante in uscita dalla panchina si rivela esser Jordan Bell. Il nativo di Los Angeles, dopo una buona gara 2 chiusa con 11 punti, 3 rimbalzi e 2 stoppate in 14 minuti, si prende anche il ruolo di centro titolare nelle due partite disputate nell’Oregon. Il ragazzo ha mostrato esplosività e voglia di giocare, per coach Steve Kerr la speranza è che sia l’inizio della sua crescita e non un serie isolata. Il giocatore che non ti aspetti.

Panchina, voto 6: molto meglio di quanto fatto vedere (o meglio non fatto vedere) contro i Rockets, dove la panchina era stato il tallone d’Achille dei Warriors. Kerr si ricorda di avere Jonas Jerebko a disposizione e il giocatore lo premia con solide prestazioni. Shaun Livingston fa vedere sprazzi del giocatore che era, ma il tempo sta scorrendo inesorabile per lui. Mentre rispondono presenti Quin Cook e Alfonzo McKinnie, con il primo più costante, mentre secondo si esalta soprattutto in gara 4. Menzione d’onoro per Andrew Bougut, arrivato a stagione in corso dall’Australia, solo per menare, far legna, spendere falli nei momenti giusti e (se è possibile) prendere qualche rimbalzo. Missione compiuta. Finlmente ci si rivede.

LE PAGELLE DI LILLARD & CO.

Damian Lillard, voto 5: Lillard, all’inizio dei playoff, si portava dietro la nomea di giocatore che spariva in postseason. Nelle prime due serie (soprattutto la prima) ha zittito gli scettici, ma contro i Warriors ha sofferto troppo il maggior tasso tecnico dei campioni in carica. Contro Curry e compagni, Damian, ha diminuito nettamente le prestazioni, punteggi e percentuali al tiro. In gara 2 e in gara 4 è riuscito ad esprimersi meglio rispetto alle altre due partite, e non a caso i Blazers hanno perso queste due gare rispettivamente di 3 e 2 punti. Non incisivo nel momento più importante.

CJ McCollum, voto 5.5: anche per lui vale lo stesso discorso che vale per il compagno di reparto, sono i due leader e l’esser usciti senza neanche aver realizzato neanche una vittoria pesa sul voto. CJ ha dannatamente sofferto l’asfissiante fase difensiva di Klay, che solo in gara 4 gli ha concesso un minimo di respiro (non a caso è la partita in cui ha le migliori percentuali al tiro). Però, nonostante tutto, da lui era lecito aspettarsi di più perché ha dimostrato di poter essere competitivo anche in mezzo ai grandi. Bene, ma non benissimo.

Maurice Harkless, voto 5.5: nei primi tre match è stato molto utilizzato (soprattutto in gara 1 con 30 minuti in campo) rasentando la sufficienza, ma nella seconda partita in casa si è spento troppo presto e coach Terry Stotts se ne è accorto subito, lasciandolo in panchina più del normale (nonostante i 2 supplementari). Mi è stato tra i più costanti al tiro dei suoi, ha lottato molto con avversari scomodi come Iguodala, Green, Looney… riuscendo a realizzare 5 stoppate complessive e 4 palle recuperate. Al di la dei numeri meglio del compagno e amico Amuinu, ma poteva fare di meglio. Almeno ci ha provato.

Al-Farouq Aminu, voto 4.5: l’ala non è riuscita a confermare i discreti playoff disputati fino ad ora. Aminu non è mai riuscito ad entrare nella serie vedendo diminuire i suoi minuti in campo nell’arco della serie. Poco da dire poco da commentare, ha inciso molto meno dei panchinari. Condivide con Kanter la palma del peggiore della serie. Rimandato.

Enes Kanter, voto 4: il turco, ad differenza dell’ex Clippers, ha l’aggravante di non aver avuto un centro di ruolo (e/o del suo spessore) contro. I Warriors, infatti, hanno alternato come 5 Bogut, Bell, addirittura Jones ha avuto minuti, ma nemmeno contro di loro Enes è riuscito ha fare la differenza. Kanter era riuscito a sopperire meglio del previsto all’assenza di pilastro dei Blazers come Jusuf Nurkic, nonostante avesse dovuto affrontare centri impostato e più forti come Adams e Jokic. Ma contro i Warriors non ha mai trovato la quadra, risultando dannoso in entrambe le fasi. Anche sotto canestro poco presente, solo 28 rimbalzi recuperati, di cui ben 16 in gara 1. Forse ha risentito del problema accusato nella serie contro i Nuggets, ma non basta come giustificazione. Dominato.

Roodney Hood, voto 4.5: lui che era stato l’eroe della partita contro i Nuggets finita al quarto overtime, contro i Warriors fa il passo falso proprio nell’unica partita andata oltre i 48 minuti. Nelle prime due partite aveva fatto il suo, niente di più, niente di meno. In gara 3 e 4 è uscito male dalla panchina ed è diventato nullo. Nell’ultimo match, l’ex Jazz, ha realizzato un pesantissimo 1 su 6 da 3 punti e 3 su 11 dal campo. In netto calo.

Panchina, voto 5.5: forse la parte più positiva della serie per i Blazers. Male in gara 1 (solo Hood ha portato qualcosa), però nelle tre gare successive c’è sempre stato un altro giocatore in uscita dalla panca ha portare punti e presenza alla causa della franchigia dell’Oregon. Nella seconda notte all’Oracle Arena è stato il fratellino di Steph, Seth Curry, a mettersi in luce con 16 punti e 4 palle rubate, tirando 4/7 da oltre il perimetro. In gara 3 è toccato a Evan Turner provare a dare una mano ai due capitani con 12 punti in 17 minuti. Per finire, nell’ultima e decisiva sfida, è toccato al Leonard Show (il quale aveva aveva già messe 16 nella precedente). Meyers ha messo ben 30 punti, 12 rimbalzi, 3 assist e 1 stoppata in 40 minuti, tirando con il 63% da oltre l’arco e 75% dal campo. Leonard (per me anche da 6 in pagella) forse è stato messo in campo troppo tardi da coach Terry Stotts. Inefficaci.

 

Giovanni Oriolo
oriolo78@gmail.com

Sono un ragazzo di 18 anni, vivo a Roma, ma sono nato a Biella. Infatti tifo Eurotrend Biella e Chicago Bulls

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