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La parabola di Victor Oladipo: da flop a pilastro dei Pacers

di Giacomo Manini

L’anno passato alla corte di Russell Westbrook, ad Oklahoma City, sembrava aver ridimensionato parecchio lo status raggiunto da Victor Oladipo negli anni precedenti. Le prime 50 gare del 2017/18 non solo lo hanno affermato come un giocatore importante, ma lo hanno fatto diventare per la prima volta un All Star e uno dei più favoriti al titolo di MIP (Most Improved Player). Spencer Dinwiddie dei Brooklyn Nets e Kristaps Porzingis sono gli altri due favoriti per l’award ad oggi, però l’ex Thunder sembra in pole position per la statuetta.

 

Lo stato dell’Indiana è sempre stato chiave nella carriera di Victor Oladipo, infatti dopo 3 anni in crescendo agli Indiana Hoosiers è stato chiamato con la scelta numero 2 dagli Orlando Magic. Non rispetta da subito tutte le aspettative che c’erano su di lui, ma adesso è finalmente sbocciato un bel fiore. Non a caso con la maglia dei Pacers nell’Indiana. Il pubblico lo ha adottato immediatamente ed insieme a Lance Stephenson ne è diventato un beniamino, la sua passione (o “ossessione” a detta sua) per il basket non è passata inosservata in uno stato dove le finali statali delle high school sono l’evento più atteso dell’anno insieme alla 500 miglia. Lo step mentale fatto da Victor è stato notevole, le responsabilità lo hanno rafforzato, ma la sua sensibilità di gioco è migliorata molto, così come la tecnica individuale e le sue capacità di lettura tattiche.

  Nella prima azione Victor Oladipo legge la situazione difensiva ed effettua uno split fino ad appoggiare al tabellone due punti. Nella seconda azione Sabonis finta l’handoff per poi giocarlo con Oladipo che vede il cambio e punisce la distanza di Faried con una tripla. Due delle tante grandi giocate nella partita contro i Nuggets del 10 Dicembre 2017 dove ha segnato il suo career high con 47 punti.

 

Se i Pacers sono in corsa per un piazzamento importante nella Eastern Conference molto lo si deve a coach Nate McMillan che ha saputo ricalibrare la squadra dopo la pesante assenza di Paul George, ma anche alla stagione dell’ex Magic. Il lavoro fatto in estate, dopo i pessimi playoff disputati ad OKC, ha fatto diventare Oladipo il più grande candidato al premio di MIP e la prima convocazione all’All Star Game (seppur da riserva) è strameritata.

I numeri non mentono mai e sono ancora più esplicativi della sua annata.

Victor Oladipo sta vivendo la sua miglior annata per quanto riguarda la media punti, rimbalzi, tiro da 3 (6.2 triple tentate a gara), stoppate e recuperi. Davvero un’annata fantastica. Da notare ci sono anche i dati di palle perse e liberi tentati. I turnover sono in linea con i suoi numeri nonostante i possessi siano aumentati mentre i liberi sono aumentati e la % non è calata granché.

 

Nell’All Star weekend oltre a prender parte dalla panchina alla partita delle stelle, Victor Oladipo tornerà a giocarsi il titolo della gara delle schiacciate dove nel 2015 diede spettacolo a suon di 360°. Sicuramente non sarà stato sorpreso come la famiglia Towns della convocazione dato che in un’intervista di qualche tempo fa con Wojnarowski c’era stato questo scambio di battute:

– “Forse ci vedremo a Los Angeles per l’All-Star Game”. (Woj)

– “Woj, togli il forse”. (Dipo)

Diventare un giocatore franchigia per una seconda scelta assoluta non è così raro, ma dopo i suoi primi passi nella lega il suo ruolo era stato riconsiderato. Al quinto anno NBA, a 25 anni, sta guidando una squadra con ambizioni playoff e da secondo violino in una contender avrebbe ambizioni di titolo (ovviamente nel contesto adeguato).

La trade estiva che ha portato George ai Thunder e Sabonis+Oladipo ai Pacers, sembrava aver indebolito pesantemente la squadra, invece i risultati ottenuti finora sono perfettamente in linea con quelli delle scorse stagioni e la postseason è alla portata. L’obiettivo stagionale di Indiana è quello di rientrare nelle prime 8 ad Est e magari farlo da testa di serie, che sarebbe un grande successo. Un turno contro Washington, Miami, o Milwaukee è tutt’altro che impossibile da superare; approdare alle semifinali di Conference dopo 3 anni di assenza significherebbe tanto per la franchigia pure perchè c’è un PG13 in meno…sì ma anche un Victor Oladipo in più.

 

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