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Chris Paul a Phoenix: la responsabilità di dare nuova vita alla franchigia

di Michele Conti

Il sipario della off-season più breve nella storia dello sport professionistico americano si è ufficialmente alzato nella giornata di lunedì 16 novembre. Ed immediatamente ha regalato una interessante sorpresa: Chris Paul è stato spedito ai Phoenix Suns. Lo scambio ha visto coinvolto anche la guardia Abdel Nader. A Oklahoma City si accaseranno Kelly Oubre Jr, Ricky Rubio, Jalen Lecque, Ty Jerome e una scelta al primo giro per il 2022.

Una trade che già nel recente passato aveva generato dei sostenuti rumors. Una mossa che era lecito attendersi. Una ennesima speciale sfida per il trentacinquenne da Winston-Salem. Chris Paul è come una entusiasmante giostra su cui ognuno vorrebbe salire. Perché persino prima di cominciare l’avventura, si ha la consapevolezza che ciò che la cavalcata lascerà per il futuro varrà molto più che il viaggio. Che esso duri per continui anni o per una singola stagione, la presenza di Chris Paul è talmente penetrante che i suoi benefici si protraggono anche nel momento in cui decida di cambiare aria.

La bolla è il punto di partenza per Chris Paul a Phoenix

Nel corso degli ultimi tre anni, Chris Paul è stato scambiato ben tre volte. Anche prima di allora, è sempre stato inserito in contesti che miravano a costruire una squadra vincente. Un traguardo mai tramutato in realtà, tuttora oggi. La vittoria finale non è mai arrivata, ma il contributo di Paul non è mai stato un fallimento.  Detto ciò, Phoenix ha acquisito una potenziale garanzia, e l’obiettivo è chiaramente sottinteso: abbracciare nuovamente quella atmosfera dei playoffs che manca dal 2011.

Dalla ripresa della passata stagione ad Orlando, i Suns hanno fondato le prime solide basi da cui ripartire il prossimo 22 dicembre. Lo stile di gioco orchestrato da Monty Williams ha creato una nuova aspettativa per il futuro della franchigia. Con il record di 8-0 nei seeding games, la star Devin Booker ha definitivamente reso ben noto il suo nome al resto della lega. La romantica corsa allo spareggio per l’ottavo posto non dipendeva esclusivamente dai loro risultati. Ma il destino potrà ora restituire ai Phoenix Suns quel leggero distacco che li ha impedito di partecipare ad una meritata postseason.

Paul sarà sempre una parte indelebile del recente passato di OKC

In un mercato competitivo e in continua evoluzione come la NBA, è vitale cercare di compiere ripetutamente scelte che contribuiscano ad attirare attenzione verso la propria organizzazione. In Arizona, non sempre la gestione delle problematiche ha incontrato un decisivo punto di svolta. Ed entra in gioco Chris Paul. Un uomo che nella passata stagione ha preso per mano un gruppo di giocatori verso cui le previsioni di approdare ai playoffs erano allo 0.2%. Non lo ha fatto in solitaria: la classe di Danilo Gallinari, lo spirito operaio di Steven Adams e la goliardia di Shai Gilgeous-Alexander hanno contribuito al funzionamento del sistema. Quest’ultimo, accolto sotto l’ala del numero 3, ora riceve le chiavi della franchigia per tanti anni a venire.

Un meritato e doveroso accenno alla professionalità dimostrata da Sam Presti. Il GM dei Thunder, nel bel mezzo di uno dei processi di ricostruzione meglio orchestrati nella storia recente della lega, si è assicurato che Chris Paul fosse diretto alla destinazione a lui più gradita. Per certo, ciò avrebbe dovuto assecondare anche i piani della direzione di Oklahoma, ma questo va a dimostrazione del lascito instaurato da Paul. Sarà necessario tanto tempo per certificare le mosse di Sam Presti. Prima di allora, si potrà dimostrare se l’apporto della presenza di Chris Paul produce universalmente dell’ottimo basket per ogni squadra in cui si accasa.

Booker e Ayton hanno trovato il loro faro

Con il suo gioco, sicuramente il nove volte All-NBA ha assicurato la valenza dei due anni di contratto cui ha diritto. E i Phoenix Suns, si sono resi conto dell’opportunità. Chris Paul ha una forza magnetica per le sfide che la sua carriera gli pone, e senza dubbio ciò che si prospetta lo sarà. Consapevole che la leadership tecnica è nelle mani di Devin Booker, la principale forza di Paul sarà alleggerire il carico offensivo di uno dei migliori giocatori per creazione di tiri, per sé e per i compagni. La giovane stella dei Suns avrà l’opportunità di crescere a fianco di uno dei volti più puri ed illuminati della pallacanestro della sua generazione. Inoltre, la regia di Paul potrebbe diventare un momento decisivo per la carriera del giovanissimo DeAndre Ayton, colui che potrà maggiormente trarre insegnamenti dalla collaborazione con la sua nuova point-guard.

I Phoenix Suns hanno auspicato ad acquisire credibilità all’interno di una Western Conference selvaggia. L’arrivo di Chris Paul non è garanzia di successo, ma sicuramente lo è di mentalità vincente. In una lega che non è mai parsa competitiva come si presenta anno dopo anno, le condizioni per il successo finale sono di estrema difficoltà di previsione e messa in atto. In sintesi, i Phoenix Suns non raggiungeranno automaticamente la bramata posizione ai playoffs, ma hanno un enorme punto a loro favore per crederci.

La trade per Chris Paul può indicare il futuro della franchigia

Una seconda e distaccata analisi va inquadrata nella nuova attrattività che l’acquisizione di un giocatore come Chris Paul trasferisce alla franchigia. Il messaggio è chiaro: a Phoenix, l’organizzazione intende condurre le attività con leadership e strategia. Per mezzo della trade appena conclusa, la speranza è di alimentare la fiducia verso il futuro di questo giovane team. Allo stesso tempo, la crescita che si prospetta nei due anni in cui Chris Paul sarà sotto contratto, potrà essere premonitrice di approdi in Arizona di nuove stelle più in là.

Il ruolo da leader di Chris Paul è mutualmente rispettato nella lega. Come presidente dell’Associazione Giocatori, il medesimo spirito competitivo che lo ha spinto ad anteporre questioni di pubblica rilevanza alla pratica dello sport, lo dirige ora ad onorare al massimo il sedicesimo anno nella lega. L’intenzione ora è quella di assistere allo sterzo che la traiettoria dei Phoenix Suns potrà compiere. La certezza è il fascinoso impatto che Chris Paul donerà dal primo giorno del training-camp. In maniera quasi paradossale, il nuovo capitolo di un giovane team in the making potrebbe disegnare la sua alba in seguito alla venuta di un campione il cui tramonto si desidera non finisca mai.

I Phoenix Suns saranno una delle squadre più attese

La reputazione individuale di Chris Paul ha sempre resistito ad un trascorso che non lo ha mai visto salire sul più grande palcoscenico. Eppure, tuttora gode di quella prestigiosa attenzione dei tempi migliori per accompagnare una franchigia in un processo di ripresa come i Phoenix Suns.

La reale grandezza è essere consapevoli che è oltre la concezione di inimmaginabile prevedere che riesca a condurre la squadra alla parte finale della postseason. Ciò nonostante, non si ha mai la totale certezza che si materializzi, perché Chris Paul è in grado di donare quella aurea di imprevedibilità attorno a sé che impedisce a chiunque di considerarlo fuori dai giochi nella corsa al premio più competitivo e ambito. Alla quinta avventura nella sua carriera, Chris Paul potrà andare oltre l’età, oltre un contratto troppo oneroso, oltre una carriera non vincente. Oltre ogni giudizio. I Phoenix Suns si augurano che sia lui l’uomo indiziato per compiere un definitivo passo nel nuovo corso della franchigia.

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