Coby White: luci ed ombre di un inizio comunque incoraggiante

Chi si aspettava un inizio di stagione sfavillante per Chicago a quest’ora si sta già ricredendo. Dodicesimi nella non irresistibile Eastern Conference, i Bulls hanno sinora accumulato 10 sconfitte a fronte di 4 vittorie. Le statistiche parlano chiaro: quattordicesima difesa, terz’ultimo attacco e penultima squadra per percentuale realizzativa. Con questo andazzo le probabilità di ripercorrere le orme della passata stagione sono tutt’altro che basse. Sul banco degli imputati ci sono finiti tutti. da Lauri Markkanen a Otto Porter, passando anche per Zach LaVine. Divide, almeno fra i tifosi, l’operato di Coby White.

Coby White: la fretta è cattiva consigliera

Coby White avrebbe dovuto essere, nell’immaginario Bulls,  la pietra angolare su cui fondare la squadra del futuro. Una point guard in grado di vivacizzare la manovra offensiva partendo dalla panchina. E in questo aspetto il neo arrivato sembra aver seguito alla lettera le aspettative della franchigia, forse anche in maniera eccessiva: quando ha la palla in mano infatti la squadra registra un pace (ritmo di gioco) elevato e finalizza le azione ben prima dei 24 secondi.

Nel contempo però la fretta lo induce a perdere possessi (almeno due a partita) e ad attaccare a testa bassa contro avversari più prestanti di lui, finendo il più delle volte stoppato o costretto ad acrobatiche conclusioni. Spesso conclude le azioni con un catch and shoot, oppure con un semplice arresto e tiro (da due o da tre non ha importanza). Ma tenendo massimo tre secondi la palla in mano. E’ molto impulsivo e questo può essere un fattore decisivo nelle serate in cui è in vena, ma in quelle storte può risultare dannoso per i compagni. Sicuramente è un ragazzo determinato che non ha mai paura di prendere l’iniziativa.

Massimo due secondi palla in mano, poi tiro o penetrazione.

Continuità, quella sconosciuta…

In queste prime sgambate Coby White ha messo a referto 13.2 punti, 3.8 rimbalzi e 2.5 assist. Numeri niente male per un novellino. Purtroppo però, analizzandolo gara per gara, è facilmente riscontrabile come abbia alternato prestazioni straordinarie a partite opache chiuse al di sotto della doppia cifra. Coby White si sta confermando uno scorer purissimo in uscita dalla panchina, il classico spacca-partite di cui ogni squadra avrebbe bisogno. Il problema semmai sta nella continuità, che troppo spesso è venuta a mancare. Sia chiaro: questa altalena di prestazioni può essere giustificata ad un rookie della sua età, a patto però che non diventi un’abitudine. L’ex North Carolina dovrà quindi lavorare più sullo stato psichico che su quello tecnico per scalare le gerarchie della lega. Il talento, come già più volte detto, non è mai stato messo in discussione.

Coby White ha affondato i New York Knicks con 7 triple nel quarto quarto

Quale futuro per Coby White?

La stagione di Chicago probabilmente si chiuderà sulla scia di quella passata: fuori dai playoffs e discreta scelta al prossimo draft. Gli anni passano e di passi avanti finora non se ne sono visti molti. Coby White dovrà da qui in avanti dimostrare di essere la point guard su cui i Bulls hanno deciso di puntare forte. Finora le cose sono andate abbastanza bene, qualche record di franchigia è stato già infranto (sette triple in un quarto contro i Knicks, più delle sei di Jordan) e qualche prestazione incolore già messa in conto (1 punto contro gli Indiana Pacers, con 0-9 dal campo).

Ma cosa gli preserverà il futuro dipende solo da lui.

NB: le statistiche utilizzate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione dello stesso.

Daniele Guadagno

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

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