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Denver Nuggets: se il buongiorno si vede dal mattino…

di Daniele Guadagno

4 vittorie e 1 sconfitta, alzi la mano chi si aspettava questa partenza a razzo: eppure i Denver Nuggets, eccezion fatta per la nefasta trasferta a Los Angeles, hanno sempre vinto dall’inizio della regular season, issandosi al primo posto della Western Conference. La bruciante sconfitta della passata stagione deve aver smosso l’orgoglio dei Nuggets che mai come quest’anno possono centrare obiettivo playoff. La strada è ancora lunga e tortuosa, specialmente in un ovest ultra competitivo, ma come recita il famoso proverbio: “chi ben comincia è a metà dell’opera“.

Denver Nuggets: la difesa è il miglior attacco

Scontato, ma mai banale. Tutte le grandi squadre costruiscono le loro fortune in difesa e i Denver Nuggets non sembrano da meno: seconda miglior difesa a livello statistico della lega assieme ai Boston Celtics. Poco male per una compagine che aveva chiuso la scorsa annata, per l’ennesima volta, nei quartieri bassi (23° posto) del defense rating. Il roster di Mike Malone vanta un mix di validi difensori perimetrali e temibili stoppatori, uno su tutti Paul Millsap, cresciuto moltissimo nel computo delle stoppate. Durante la fase del pick’n roll Denver predilige la soluzione “contenimento“: il giocatore bloccato tenta di spezzare il blocco per inseguire il portatore di palla, al contrario il difensore del rollante si stacca dal suo avversario per contenere il portatore in attesa del rientro del compagno. Un metodo di certo stancante ma efficace. In queste quattro partite infatti hanno mantenuto gli avversari sotto i 100 punti. Perfino i Warriors di Curry, Thompson e Durant hanno faticato a trovare la via del canestro contro il fortino del Colorado.

Emblematiche le parole del coach nell’ultima gara:

L’anno scorso eravamo una squadra che vinceva solo grazie al suo attacco,ora e’ diverso. Puoi parlare di tattica quanto vuoi ma io penso che alla fine è l’atteggiamento e la voglia della squadra a fare la differenza a livello difensivo

Parole prese alla lettera da Jokic e compagni.

 

Poche All-Star ma ottimi comprimari

 

5 giocatori di media in doppia cifra, di cui due che sfiorano i 20 punti. Il loro equilibrato sistema di gioco prevede il coinvolgimento di tutti i giocatori, dal primo starter all’ultimo panchinaro. I giocatori si passano il pallone con fiducia e mettono tutte le loro qualità al servizio del collettivo. Gary Harris è in rampa di lancio per diventare un All-Star, Jamal Murray un role player stabilmente in doppia cifra (al netto di qualche uscita a vuoto), Paul Millsap aggiunge difesa ed esperienza, mentre Nikola Jokic è il leader tecnico della franchigia. Dalla panchina onesti mestieranti uniti ad un core di giovani talentuosi ancora da scoprire: Juan Hernangomez, dopo due stagioni poco eclatanti, sembra in netta ripresa (la stoppata decisiva contro Golden State ne è la prova), Trey Lyles ha mostrato un gran talento offensivo e Mason Plumlee si è rivelato buon centro di riserva. Mancano all’appello ancora Micheal Porter Jr., Isaiah Thomas e Will Barton, al momento out per infortunio.

Nikola Jokic, dai balcani con furore per i Denver Nuggets

Ci si aspetta la stagione della definitiva consacrazione per Jokic, e i presupposti ci sono tutti: 23.4 punti, 10.6 rimbalzi e 6.2 assist. È diventato anche il primo giocatore dai tempi di Wilt Chamberlain a far registrare una tripla doppia da 35 punti con il 100% dal campo. Ma aldilà dei meri dati statistici ciò che sorprende sono la leadership e i miglioramenti difensivi ostentati sul campo. Sul talento non si discute: le sue doti da passatore, unite ad un gioco in post e una meccanica di tiro sublime, lo rendono un centro unico, semplicemente immancabile. Se riuscirà a tenere queste medie nell’arco della regular season sarà difficile escluderlo dalla lista dei papabili MVP. Per il momento si accontenta del premio “Giocatore della Settimana“, il primo in carriera.

 

Il franchise-player dei Denver Nuggets

Difficile stabilire dove potranno stanziarsi questi Denver Nuggets a fine anno, di sicuro covano ambizioni importanti e sono convinti di poter dire la loro nella competitiva Western Conference. E se il buongiorno si vede dal mattino le soddisfazioni non tarderanno a farsi presentare.

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