Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Il contributo di PJ Tucker per il gran finale dei Milwaukee Bucks

Il contributo di PJ Tucker per il gran finale dei Milwaukee Bucks

di Michele Conti
PJ Tucker Milwaukee Bucks

L’arrivo di PJ Tucker ai Milwaukee Bucks è la mossa che potrebbe alterare il regno degli equilibri nella Eastern Conference. Lo scorso 12 marzo, Stephen Silas affermò come da quel momento la franchigia avrebbe cercato di “individuare una soluzione che fosse soddisfacente tanto per sé stessi quanto per il giocatore.” Allora PJ Tucker, sopraffatto dalla frustrazione accumulata durante l’anno, decise di non prendere parte alla gara contro i Sacramento Kings. E successivamente di allontanarsi dalla squadra sino alla riuscita di una trade. Il suo contratto, in scadenza al termine della stagione, è passato nelle mani dei Milwaukee Bucks. Un’aggiunta significativa, discussa e lungamente ricercata per dare una ulteriore vigorosa spinta alla corsa verso le NBA Finals.

Con l’arrivo di Blake Griffin ai Brooklyn Nets, i Milwaukee Bucks necessitavano di rispondere ed innalzare il livello di esperienza in squadra. Gli Houston Rockets procedono con il processo di ricostruzione e liberano l’ennesimo giocatore che ha contribuito a rendere competitiva la squadra negli ultimi anni. Lo scambio prevede l’uscita di DJ Augustin, DJ Wilson ed una scelta non protetta al primo giro del Draft del 2023. Assieme a PJ Tucker, ai Milwaukee Bucks arriva Rodions Kurucs ed ottengono una scelta al primo round per il 2022. In separata sede, Torrey Craig è stato mandato ai Phoenix Suns.

Con questa mossa, la franchigia ha liberato spazio salariale occupato da giocatori che non hanno sfruttato la propria chance di entrare a fare parte delle rotazioni di Mike Budenholzer. Mentre sono tuttora due i posti vacanti all’interno del roster. Nella passata stagione, i Milwaukee Bucks possedevano il miglior defensive rating della lega con 100.6 punti subiti su 100 possessi. Ad oggi, il nono posto occupato (107.9 punti) impone delle modifiche che possano rendere ottimale l’assetto. Specialmente nei finali di gara.

Il contributo di PJ Tucker ai Milwaukee Bucks

La sola preoccupazione che circonda l’arrivo di PJ Tucker ai Milwaukee Bucks riguarda la versione di sé che il giocatore sarà in grado di offrire. Prossimo a compiere 36 anni, ha attraversato il periodo meno produttivo della sua carriera. Le percentuali realizzative, 31% da tre punti e 37% dal campo, fanno registrare il picco più profondo. Certamente si tratta di un giocatore il cui impatto si discosta ampiamente dalle statistiche registrate. Ed i Milwaukee Bucks si augurano che il cambio di atmosfera che circonda la squadra, unito alle forti ambizioni di vittoria del titolo, possano essere l’elemento scatenante che riporti PJ Tucker ad esprimere il reale standard di gioco che possiede. Nonostante l’età, l’integrità fisica non appare un’incognita. In quanto sino allo scorso febbraio, PJ Tucker ha disputato consecutivamente 267 gare. Una striscia che ha avuto origine nella stagione 2018/19.

Per rendere più nitida la possibile svolta generabile dal nuovo contesto, l’approdo di Nicolas Batum ai Los Angeles Clippers è emblematico. Attualmente, la sua media punti è passata da 3.6 a 8.8. Ancor più notevole è il balzo nella efficacia al tiro, incrementata di 12.8 punti percentuali dal campo (da 34.6 a 47.4) e di 15.5 da tre punti (da 28.6 a 44.1). L’aspetto più caratteristico che PJ Tucker può donare ai Milwaukee Bucks è più attribuibile all’atteggiamento determinato, inscalfibile e potenzialmente trascinante per una squadra con pochi interpreti con una notevole dose di esperienza ai playoffs. Ora che ha ottenuto la destinazione da tempo ricercata, il suo tenore competitivo giocherà un ruolo fondamentale. E qualora così sarà, per i Milwaukee Bucks rappresenterà una grande vittoria per le proprie possibilità.

Difesa, difesa, difesa

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PJ Tucker durante il riscaldamento prepartita di una gara NBA, ora vestirà la maglia dei Milwaukee Bucks.

Dopo che gli Houston Rockets hanno adattato PJ Tucker come centro a tempo pieno, la sua reputazione nella lega è cambiata. A livello difensivo assume il ruolo di facilitatore per i compagni, in quanto è solito ottenere la marcatura dei migliori giocatori avversari. Senza dubbio è la figura più idonea ad affiancare Giannis Antetokounmpo per agevolare la versatilità difensiva. Come riportato da Kevin Pelton di ESPN, nel corso dei passati playoffs i Milwaukee Bucks hanno cambiato marcatura nel solo 7% dei pick-and-roll. Si tratta dell’unica squadra a posizionarsi sotto il 10%. Una chiave che non determina esclusivamente l’insuccesso raggiunto, ma che decreta un deficit nei confronti delle principali contender.

Ecco che PJ Tucker viene in soccorso dei Milwaukee Bucks, i quali si aspettano che il suo contributo possa risultare decisivo nei momenti finali di gara. La sua difesa è composta di durezza, intelligenza, ed un livello di abilità che sopperisce efficacemente alle situazioni di mismatch a sfavore. Nella scorsa stagione si è posizionato tra i primi 10 giocatori nella lega per numero di tiri da tre punti contestati (4.7), palloni vaganti recuperati (1.5) e sfondamenti ottenuti (0.33) a partita. Una serie di elementi che certificano la capacità di difendere a tutto campo, tanto nel pitturato quanto sul perimetro.

Il tiro da tre da onorare aumenta lo spacing

Sul fronte offensivo, l’opzione PJ Tucker per i Milwaukee Bucks è limitata a fornire ampie spaziature. Nel tempo ha costruito un affidabile tiro da tre punti. Prima di questa parte di stagione, si assesta sopra il 35% dal 2017. E con particolare specialità dagli angoli. A questo proposito, Kirk Goldsberry di ESPN ha evidenziato come nelle ultime 5 stagioni, PJ Tucker abbia segnato 502 triple da quella posizione, ben 100 in più da Danny Green, posizionato secondo. Perciò, la sua presenza aumenta il numero di tiratori a disposizione e la possibilità di contendere i rimbalzi offensivi.

Ad ogni modo, è la componente difensiva ad essere il fattore differenziale. Finora, Brook Lopez è stato in grado di fornire un buon contributo con la maturazione del tiro dalla distanza. A suo svantaggio gioca la scarsa mobilità difensiva. PJ Tucker unisce entrambi i fondamentali e può portare i Milwaukee Bucks ad elevare quello small-ball che gli Houston Rockets hanno introdotto con fin troppo spirito pioneristico. Nei momenti concitanti di gara, l’assetto formato da Donte DiVincenzo, oppure Pat Connaunghton, assieme a Jrue Holiday, Khris Middleton, PJ Tucker e Giannis Antetokounmpo è una potente combinazione di difesa e tiratori.

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Coach Mike Budenholzer dovrà valorizzare appieno le capacità di PJ Tucker.

Una possibilità nuova per i Milwaukee Bucks, che sfrutteranno le gare rimaste per costruire la sinergia necessaria per entrare alla post-season da protagonisti. Per PJ Tucker è la chiamata finale alla rincorsa per conquistare un titolo. Tanto per il giocatore, quanto per la franchigia, la concordanza di obiettivi può essere la spinta decisiva. Alla ripresa dopo l’All-Star Game, i Milwaukee Bucks hanno centrato quattro vittorie consecutive. Prima per il posizionamento in griglia, poi nella scena dei playoffs, l’arrivo di PJ Tucker è ciò che la franchigia ha cercato e ottenuto. Ora la parola passa alla professionalità e all’orgoglio del giocatore.

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