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Stagione NBA 2019/20, scenari e tempi: si tornerà a giocare?

di Michele Gibin

La decisione, definita fulminea da Adam Silver, di sospendere la stagione NBA 2019/20 dopo la notizia della positività al test per il virus Sars-CoV2 di Rudy Gobert degli Utah Jazz, ha funzionato per la società americana da spartiacque, da evento che – assieme al numero crescente di contagi ed alle notizie sempre più pesanti in arrivo dall’Europa e dall’Italia – ha fatto conoscere agli americani la serietà della situazione.

Affrontare una pandemia ed un virus contagioso, del tutto nuovo e per il quale nessun essere umano disponeva di memoria e anticorpi, ha significato per l’intero globo un rallentamento globale: rallentamento delle persone, della vita sociale, dell’economia, delle attività produttive e del superfluo, come le pur milionarie leghe sportive professionistiche. Alla chiusura sine die (prima due settimane per la quarantena dei possibili contagiati da Gobert, poi 30 giorni almeno, ora chissà) della NBA sono seguite le serrate di NCAA, NHL e di tante leghe pro. I training camp MLB sono stati rimandati e l’inizio della stagione è ora rimandato a data da destinarsi, la NBA ha ordinato alle squadre di chiudere le facility di allenamento (dopo averle lasciate aperte per giorni) e guadagnato tempo per seguire il classico “evolversi della situazione”.

Tutte le decisioni e valutazioni che Adam Silver e la NBA stanno facendo in queste ore hanno una sola idea guida: salvare almeno parte della stagione, ma non a tutti i costi, e solo col via libera delle autorità sanitarie nazionali. Sulle modalità e tempi di una eventuale ripresa, ad oggi solo ipotesi, che devono tenere conto di una precisa scaletta di eventi (ormai travolta) estivi, che riguardano sia la NBA che lo sport mondiale.

Draft, free agency, durata e scadenza dei contratti, porte chiuse e necessità di giocare le partite in impianti più piccoli. E poi ancora: finire la stagione regolare? Decretarla chiusa allo scorso 11 marzo e da lì (sempre eventualmente) ripartire con i playoffs? E le Olimpiadi di Tokyo? Persino quel museo delle cere che è il calcio europeo ha deciso di spostare Euro 2020 al 2021, possibile che il CIO getti davvero la spugna, senza che venga costretto a farlo?

Scenario n.1: si gioca!

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