Versatilità ed intensità: la filosofia di gioco dei Boston Celtics

Scritto da Filippo Luini

L’evoluzione di gioco dei Boston Celtics in questa prima metà di stagione 2019/20 è evidente. Le differenze rispetto allo scorso anno sono molteplici, sia negli interpreti che nelle idee messe in campo sul parquet dagli uomini di Brad Stevens. L’impronta del coach dell’Indiana è marcata, soprattutto nei concetti offensivi espressi dalla squadra. Boston distribuisce.

Lo fa all’inverosimile, portando ben tre giocatori sulla cifra di almeno 20 punti di media: Kemba Walker (21.7 punti), leader offensivo della squadra, che finalmente si trova in una franchigia con reali ambizioni da titolo. Il suo approccio è stato quasi sorprendente, avendo dimostrato, almeno finora, di saper fare anche un passo indietro per il bene del collettivo. Jason Tatum (21.3) è il secondo dei top scorer bianco-verdi, la sua crescita è rallentata, ma era prevedibile dopo il boom avuto nella stagione da rookie, ora la sua mission deve essere quella di trovare continuità, fiducia e carisma per potersi consacrare definitivamente come uomo franchigia. Chiude il terzetto da Jaylen Brown, che viaggia sui 19.9 punti di media, giocatore in cui Boston crede  e su cui ha investito molto.

Boston Celtics, un attacco dalle tante soluzioni

La forza dei Boston Celtics, tuttavia, va oltre queste cifre e questi giocatori. In doppia cifra di media, infatti, ci vanno anche altri due esterni della truppa di Stevens: Gordon Hayward, che viaggia sui 16 punti di media a sera, e Marcus Smart, che ne confeziona circa 12. Dati spaventosi che sottolineano la pericolosità di questi Celtics, capaci di spartire tiri, punti e possessi con un pacchetto esterni probabilmente senza eguali in tutta la lega. Pesano leggermente sul fatturato offensivo della squadra le palle perse (13.9 a sera), tuttavia ciascun dato va analizzato e inserito in un contesto: sicuramente la squadra di Stevens deve migliorare in questa voce, ma i concetti di pallacanestro proposti già li conosciamo e ad una circolazione di palla così attiva, inevitabilmente, corrisponde un numero di passaggi sbagliati maggiore, soprattutto se abbiniamo queste idee di gioco e alla velocità d’esecuzione proposta da Walker e compagni.

Uno dei punti di forza dell’attacco dei Boston Celtics è quello di cercare (e trovare) la soluzione giusta per concludere sfruttando una manovra corale.

La distribuzione dei possessi si specchia anche nella pericolosità che tutti i giocatori in campo possono assumere, non solo come realizzatori (già abbiamo parlato della distribuzione dei punti in casa Celtics), ma anche come passatori: Walker, Smart e Hayward collezionano, in tre, una media di quasi 14 assist a partita, rendendo difficilissima la lettura del gioco alle difese avversarie, che hanno davvero pochi punti di riferimento e, al contrario, innumerevoli pericoli a cui badare.

L’aggressività difensiva dei Boston Celtics

Se la metà campo offensiva presenta un temibile quintetto undersize, dal punto di vista difensivo questo potrebbe essere un problema. Invece no, Stevens ha avuto la brillantezza di concentrarsi sull’aggressività dei suoi esterni, in grado di cambiare, di fatto, su tutti i blocchi, facendo dell’intensità il proprio tratto distintivo. Occhio però ai comprimari, perché nomi meno altisonanti come quelli di Enes Kanter possono diventare decisivi nei momenti in cui Boston va in affanno fisico: giocatori di quella stazza servono a Stevens per ridisegnare in corsa gli equilibri, dimostrando ancor di più la completezza di questa Boston, squadra dalle mille risorse le cui potenzialità sono infinite.

Semplicemente: lavoro di squadra.

Vedremo come in questa seconda metà di stagione crescerà la squadra, con la curiosità di capire se questo gruppo potrà dare il là ad una vero e proprio ciclo a lungo termine.

NB: le statistiche utilizzate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione dello stesso.

Antonio

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