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La storia dei loghi NBA: Atlanta Hawks, la nascita del falco

di Giacomo Greco

Partiamo oggi con la storia e le origini delle franchigie NBA: analizzeremo la storia dei loghi delle varie squadre, in ordine alfabetico, partendo dunque dagli Atlanta Hawks. Quale storia c’è dietro al logo degli Hawks? E come si è arrivati alla sua forma finale?

Atlanta è la capitale dello Stato della Georgia. Prestigiose università, città natale di Martin Luther King, sede delle Olimpiadi del 1996, terza città degli USA per numero di aziende con quartier generale all’interno della propria area metropolitana, tra cui la The Coca-Cola Company, United Parcel Service (UPS), Delta Airlines.

E, soprattutto per noi, sede degli Atlanta Hawks.

Quelli che adesso conosciamo come gli Atlanta Hawks sono la squadra NBA che ha viaggiato per più stati nel corso della sua storia, e sono anche una delle franchigie più antiche: andiamo a conoscere assieme come si è evoluto il loro nome e il loro logo nel corso degli anni.

Le origini

Nel 1946 la franchigia nasce come Buffalo Bisons nella vecchia National Basketball League, in breve NBL. Durarono solo 13 partite a Buffalo e vennero trasferiti nell’area denominata Tri-Cities, al confine fra due stati, nelle città di Moline e Rock Island nell’Illinois e Davenport nell’Iowa.

Come nome della franchigia viene scelto Tri-City Blackhawks: quella zona era territorio delle tribù dei nativi americani Kickapoo, Sauk e Fox, capeggiate dal leggendario capo BlackHawk e protagoniste di una lunga guerra contro l’esercito degli Stati Uniti. Il primo logo della squadra è un pallone da basket azzurro con i contorni neri in cui all’interno sono riportati sia il nome della squadra che quello delle Tri-Cities.

logo-atlanta-hawks-Tri-City-Blackhawks-emblem-1946-1951

L’arrivo nella NBA e le prime scelte non proprio felici

Nel 1949 la NBL viene fusa con la Basketball Association America (BAA), nasce così ufficialmente la National Basketball Association, in breve NBA.

I Blackhawks furono una delle squadre che parteciparono alla prima storica stagione della nuova lega, assieme a squadre ormai scomparse e con nomi spettacolari come i St. Louis Bombers, gli Sheboygan Red Skins e i Waterloo Hawks. In questa prima stagione NBA, dopo 7 partite i Blackhawks esonerarono Roger Potter, e il ruolo di head coach andò al 32enne Red Auerbach. Il futuro mitico santone non rinnovò il contratto nell’estate 1950 per diventare il coach dei Boston Celtics, nei quali si ritrovò Bob Cousy, scelto al draft dalla squadra delle Tri-Cities, poi transitato dai Chicago Stags per finire in seguito nella Beantown, Boston. Una curiosità: gli Hawks avrebbero poi selezionato al draft anche Bill Russell, prima di includerlo in una trade con i Celtics…

Quindi tre pezzi fondamentali della storia di Boston, Auerbach, Russell e Cousy hanno tutti un legame con gli Hawks.

Nel 1951 nuova “relocation” della franchigia: troppo piccolo il mercato delle Tri-Cities, nuova tappa il Wisconsin, e Milwaukee. Il vecchio nome viene considerato non più adatto: non aveva alcun legame con il Wisconsin, stato rurale, e venne dunque deciso di accorciarlo in “Hawks”.

Nuovo design anche per il logo, con un falco bianco e rosso in volo con un pallone da basket rosso fra gli artigli che sta per essere deposto in un canestro anch’esso rosso, con il nome “Milwaukee Hawks” posto a forma di arco nel margine inferiore.

Milwaukee-Hawks-emblem-1951-1955

L’approdo a St. Louis e il periodo più vincente di sempre

Dopo 4 stagioni con poche soddisfazioni, il proprietario Ben Kerner decise di cambiare ancora location, e trasferì la franchigia nel Missouri, a St. Louis, città che deve il proprio nome al re di Francia Luigi IX. Come nuovo logo, molto minimal, viene scelto un falco marrone mentre vola e con un pallone stretto fra gli artigli.

St.-Louis-Hawks-emblem-1955-1957

Questo logo durò poco, già nel 1958 viene cambiato di nuovo per uno con uno stile più “Disneyano”: un falco rosso dall’aspetto molto fiero, con l’uniforme degli Hawks, le ginocchiere, un pallone rosso fra le ali, e il nome “St. Louis Hawks” sotto il falco.

St.-Louis-Hawks-emblem-1957-1968

Gli Hawks giocarono per 13 stagioni nel Missouri, coronate anche dal primo (e ad oggi unico) anello nella storia della franchigia, datato 1958 con grandi protagonisti Bob Pettit e Cliff Hagan, guidati dal mitico coach Alex Hannum.

Oltre alle vittoriose Finals 1958, gli Hawks arrivarono fino in fondo anche nel 1957, 1960, 1961, dove però furono sempre i Boston Celtics a imporre lo stop, per un totale di 4 Finals giocate nell’arco di 5 stagioni.

Il falco vola in Georgia

Il proprietario della squadra, Ben Kerner, era però in lotta con la municipalità di St. Louis, in quanto chiedeva il permesso di poter costruire una nuova arena. Kerner riteneva il vecchio il Kiel Auditorium troppo piccolo (10.000 posti), ed in città era disponibile anche la St. Louis Arena, ritenuta però troppo malridotta.

Dopo aver visto rifiutate le proprie richieste più volte, Kerner cedette la franchigia a Thomas Cousins, un agente immobiliare in Georgia, e a Carl Sanders, ex governatore proprio della Georgia.

E quale fu la prima mossa dei nuovi proprietari? Ovviamente trasferirsi in Georgia, ad Atlanta, dove finalmente gli Hawks troveranno una sede stabile. Il logo viene mantenuto uguale, ma trasformato in versione bianco/nera.

Atlanta-Hawks-emblem-1968-1969

Ma è nelle corde degli Hawks il cambiamento: per la stagione 1969/70 il falco cambia aspetto, ritornando colorato con un tono bianco/rosso predominante, il becco giallo, rappresentato in corsa mentre sta palleggiando.

Atlanta-Hawks-emblem-1969-1970

Nel 1970 la squadra cambia i colori delle divise, che diventano verdi, bianche e blu, e di conseguenza anche il logo, in cui si espone solamente la testa (azzurra) del falco rinchiusa in un cerchio verde, con la scritta “Atlanta Hawks” a caratteri cubitali.

Atlanta-Hawks-emblem-1970-1972

Arriviamo al 1972: Cousins fece costruire una nuova e più capiente arena, l’Omni Coliseum, da condividere con la neonata franchigia degli Atlanta Flames della NHL. Questo portò anche al cambio dei colori ufficiali degli Hawks che divennero rosso, bianco e giallo.

Pac-Man prima di Pac-Man

Diventa necessario quindi un nuovo cambio di logo: la testa del falco stilizzata viene riprodotta all’interno di un cerchio rosso non completato. Il tutto assomiglia clamorosamente e meravigliosamente al personaggio di Pac-Man (per chi non ci credesse, ruotate la testa), celebre videogioco arcade prodotto dalla software house giapponese Namco, introdotto sul mercato dal 1980. Tra l’altro, sapete come è nato PacMan? Il creatore, Toru Iwatani, ebbe la geniale idea mentre mangiava una pizza, a cui aveva appena tolto una fetta…

Atlanta-Hawks-logo-1972-1995

Quasi alla fine del ventesimo secolo, nel 1995, ennesimo cambio di rotta, radicale, della dirigenza degli Hawks: il logo diventa un falco rosso frontale, con le ali spiegate che finiscono in un tono giallo, un pallone da basket fra gli artigli anch’essi con un tono finale giallo, e al di sopra della sua testa la scritta “Atlanta Hawks”.

Atlanta-Hawks-emblem-1995-2007

Questo nuovo logo resterà uguale per dodici anni, fino al 2007, quando subirà delle modifiche cromatiche: il giallo viene sostituito da un tono argento/blu, il pallone da basket anch’esso diventa argenteo e la scritta della franchigia che sormonta il falco assume un colore blu navy.

Atlanta-Hawks-logo-2007-2015

Steve Koonin: profeta in patria

L’irrequieta dirigenza degli Hawks assume una nuova decisione nel 2015, il ritorno all’antico ma in forma più moderna. Si vuole ritornare al “Pac-Man” logo, ma le regole NBA proibiscono di riutilizzarne una versione già usata in passato.

Come fare? Prima cosa, cambio del nome della franchigia in “Atlanta Hawks Basketball Club“.

I progettisti poi riprendono il vecchio “Pac-man” logo ma cambiando l’inclinazione della testa del falco e cercando di dare un aspetto più da predatore, più minaccioso, all’occhio del rapace, ed inscrivendo il tutto all’interno di un cerchio rosso contornato dal nuovo nome della franchigia.

Atlanta-Hawks-logo-2015-Present

E’ spettacolare la presentazione per l’opening night della stagione 2015/16:

Il tutto studiato dal nuovo CEO, Steve Koonin, uomo legato a doppio filo alla città: veterano del marketing (direttore per 10 anni delle operazioni di pubblicità in tutto il mondo della Coca-Cola), ed eletto anche come una delle 100 persone più influenti di Atlanta.

Queste le sue dichiarazioni, datate 2015:

 I nostri fan sono entusiasti dal ritorno dell’iconico Pac-Man logo. In questa stagione abbiamo stabilito un nuovo record di vendite per l’abbigliamento Hawks e Pac-Man, quindi abbiamo ritenuto fosse naturale farlo tornare come il nostro logo principale. L’aggiunta della scritta Atlanta Hawks Basketball Club è molto significativa per noi, vogliamo una cultura inclusiva e di benvenuto per tutti i cittadini di Atlanta, crediamo che questa sia veramente l’unica maniera per essere una franchigia di successo

La partnership con State Farm

Koonin ha continuato la propria opera nel corso degli anni seguenti, con accordi di partnership di cui il più redditizio con State Farm, la quale ha dato il nome alla nuova arena. Ristrutturata in grande stile per un costo di 192 milioni di dollari, entrata operativa nell’ottobre 2018, e subito premiata nel 2019 come miglior arena per esperienza di gioco complessiva regalata agli spettatori.

Sotto la guida di Koonin gli Hawks vogliono fare grandi cose nel prossimo futuro.

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