Focus Brooklyn Nets: gli equilibri da trovare e l’impatto di Irving

I Brooklyn Nets sono senza ombra di dubbio una delle franchigie che più ha cambiato il proprio look in questa estate, con l’addio a D’Angelo Russell finito ai Golden State Warriors, ma soprattutto con l’arrivo di due super star assolute come Kyrie Irving e Kevin Durant (per l’ex n.35 bisognerà aspettare ancora un bel po’ per vederlo con la sua nuova numero 7), ed un super veterano del calibro di DeAndre Jordan.

Abbiamo già analizzato le mosse di mercato del front-office con una attenta analisi Swot, quindi ora soffermiamoci su come tutte queste novità al roster possano modificare anche il modo di giocare della squadra allenata da coach Kenny Atkinson, che tanto bene aveva fatto l’anno scorso sfruttando la freschezza e l’esuberanza dei vati Jarrett Allen e Spencer Dinwiddie.

Focus Brooklyn Nets: nuovi equilibri da trovare

Coach Atkinson e i suoi ragazzi terribili l’anno scorso per alcuni spezzoni di stagione hanno forse giocato il miglior basket dell’intera lega, frutto di spaziature ben organizzate e di una transizione molto rapida che non dava il tempo alle difese di organizzarsi.

Irving spesso si prende la scena a discapito di quel gioco corale che ha contraddistinto i Nets nella passata stagione.

Il bilanciamento delle soluzioni offensive è ancora lontano dall’essere centrato. Se andiamo ad analizzare le situazioni in isolamento, i dati non si discostano molto da quelli della passata stagione, con i Nets che si attestano nelle primissime posizioni dell’intera lega (0.81 punti per possesso quest’anno per il quarto posto in griglia, rispetto agli 0.96 dell’anno scorso). Altro dato curioso è quello riguardante la percentuale di punti non derivanti da assist: ben il 45% dello score dei Nets non è assistito dal passaggio di un compagno.

Allen vs. Jordan: chi è più funzionale?

Il centro dal vaporoso afro anni ’70 si è dimostrato un rim-protector di altissimo livello durante tutta la scorsa stagione (8.5 rimbalzi catturati e 1.5 stoppate a serata), un giocatore che fa della verticalità e dell‘agilità le sue caratteristiche migliori. Quest’anno, con l’arrivo di un compagno ingombrante come DeAndre Jordan, il ruolo del n.31 verrà inevitabilmente ridimensionato (l’anno scorso ha giocato la bellezza di 80 partite su 82 e tutte in quintetto base), ormai le twin-towers ricordano un basket lontano dagli standard odierni, quindi chi fa più al caso di questi Nets?

Una stoppata ‘di repertorio’ firmata da Allen.

In queste primissime partite di stagione, i Nets hanno reso molto meglio con Allen in campo. Per cercare una spiegazione a questa affermazione andiamo ad analizzare brevemente l’impatto in campo dei due lunghi: quando l’area bianco-nera è presieduta dall’ex Clippers e Mavs, i Nets fanno registrare un pessimo -13.4 punti su 100 possessi, mentre con Allen in campo il dato sale vertiginosamente fino ad assestarsi su un buon +12 (sempre parametrato su 100 possessi).

Fin’ora il maxi-contratto di 4 anni a 40 milioni offerto dai Nets per “questo” DeAndre Jordan sembra essere giustificato solo dalla grande amicizia che lega il big-man alle due nuove star di Brooklyn: KD e Kyrie Irving.

Kyrie Irving riuscirà a diventare leader?

Il pezzo da novanta che Brooklyn ha a disposizione quest’anno è senza ombra di dubbio quel Kyrie Irving che l’anno scorso è stato uno dei più discussi giocatori della lega. Molti suoi atteggiamenti da prima donna e dichiarazioni inopportune, il più delle volte hanno fatto si che lo spogliatoio di Boston si dividesse sempre più, fino a diventare una polveriera. Ma questo appartiene al passato: anno nuovo, vita nuova.

Kyrie Irving.

Cosa sta apportando Irving al gioco dei Nets? Sicuramente l’essere un leader offensivo, basti pensare che in sei dei nove match fin’ora disputati Irving è stato il top-scorer. Sta viaggiando a medie di oltre 30 punti e i 7.2 assist smistati ad allacciata di scarpe, ma l’impressione che danno questi primi Nets 2019/20 è che si nasca e si muoia con Irving.

Cercando di scendere più a fondo nei numeri di Kyrie, notiamo una cosa molto interessante: in questo primo squarcio di stagione la media punti nelle sconfitte e nelle vittorie è pressoché uguale (28 nelle sconfitte e 30 nelle vittorie). Il dato che cambia è la mole dei tiri presi, soprattutto il numero di triple tentate. Nelle sconfitte le triple tentate sono 61 con solo 18 mandate a bersaglio, per un poco lusinghiero 29.5%. Nelle vittorie la percentuale è molto più alta, 43%, frutto di un ottimo 13 su 30.

Andamento

In queste prime 13 partite i Nets ne hanno perse 8, con uno scarto non superiore a 5 punti in quattro di queste otto sconfitte. Questo limite molto sottile tra vittoria e sconfitta pone ancora di più l’accento su alcune scelte offensive a dir poco rivedibili da parte del nuovo leader bianco-nero. Insomma, a Brooklyn la carne da cuocere è davvero tanta, con un dessert proveniente dalla Baia da servire al momento opportuno.

Sarà una stagione divertente dove scopriremo questi nuovi Nets cosa saranno in grado di fare nella combattiva ed equilibrata Eastern Conference.

NB: le statistiche utilizzate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione dello stesso.

Andrea Esposito

Nato a Napoli, classe 1996. Giocatore di basket a tempo perso, più bravo a raccontare che a far canestro. Da 15 anni seguo la NBA e tengo particolarmente per i Boston Celtics. Seguo molto il basket italiano con la speranza che Napoli torni in massima serie.

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