From the Corner #7: Knicks, un oblio senza fine

Di fronte all’ennesima annata deludente, alziamo le mani. Tutte le franchigie godono di periodi storici di alto livello, e periodi di mediocrità, cercando, solitamente, di ricreare un team competitivo partendo dalle fondamenta e scovando nuovi talenti nel draft. Una delle poche squadre bloccata da anni nel pantano dell’anonimato, sono proprio i New York Knicks. In questa settimana nella rubrica ‘From The Corner’, cercheremo di capire cosa sta andando male e come il front office possa riuscire ad invertire questa sinistra tendenza negativa.

From the Corner #7: le colpe della franchigia

Nell’arco degli anni, New York non è mai riuscita a risollevare le propri sorti. E dire che di occasioni per accaparrarsi i migliori prospetti nella lottery ne hanno avute eccome, ma sono state tutte bruciate. Infatti i Knicks, mancando dai playoffs dal 2012/13, hanno spesso avuto scelte alte al draft ma, nonostante ciò, il trend negativo continua e, negli ultimi 4 anni hanno sempre fatto parte dei peggiori team della Lega.

L’essere costantemente sotto l’occhio del ciclone non aiuta ma, per una delle squadre più seguite del Paese,  3 partecipazioni alla post-season negli ultimi 15 anni, sono veramente poche.

Il GM James Dolan, principale responsabile del pessimo roster dei Knicks

Le scelte del front office sono state spesso controverse e criticate, e la franchigia ha dimostrato poca pazienza, liberandosi spesso troppo presto di alcuni pezzi rivelatisi poi pregiati.

Ovviamente il primo pensiero va alla disastrosa sessione estiva di Dolan e soci, con la decisione di cedere Kristaps Porzingis maturata prima della scorsa trade deadline, per ricostruire e cercare l’assalto ad uno dei tanti big free agent presenti, incassando in sequenza i no di Davis, Durant, Thompson, Irving e Leonard.  In palese confusione mentale, il duo Mills-Perry (presidente e gm della squadra) ha messo sotto contratto, in una manciata di giorni, gran parte del roster attuale senza però costruirlo con criterio, sprecando la bellezza di 74 milioni di dollari di salary cap. Bel colpo James!

Il pessimo inizio

In questa stagione, New York è stata quasi sempre ultima nella Eastern Conference. I Knicks sono la peggiore squadra offensiva della NBA, ed una delle peggiori anche nella metà campo difensiva. Le spaziature sono pessime, le percentuali ridicole, e l’assenza di un go-to-guy pesa moltissimo. Al momento il miglior realizzatore è Marcus Morris, un onesto giocatore di sistema in qualsiasi altro team NBA.

Anche gli ultimi usciti dal draft, non stanno di certo brillando. Se Barrett il suo lo sta facendo, ma deve ovviamente maturare, preoccupa il brusco passo indietro di Kevin Knox, rispetto alla buona passata stagione. Per il resto, male Ntilikina, meglio Mitchell Robinson, ma non gli si può chiedere la luna.

Il resto della squadra ha veramente poco talento, e presenta giocatori con caratteristiche simili, come Payton e Smith Jr, oppure i vari Gibson e Portis che tendono a pestarsi i piedi tra di loro. Tutto ciò è troppo poco per accontentare i propri tifosi, e chiudere la stagione in maniera perlomeno dignitosa.

Quali sono le speranze del futuro?

R.J. Barrett, sarà lui la guida dei nuovi New York Knicks

L’esonero di David Fizdale, capro espiatorio di una situazione drammatica di cui è colpevole solo in parte, aprirà un nuovo ciclo per i New York Knicks. I nomi per la sua successione in panchina sono molti (da Becky Hammon, a Jason Kidd, Mark Jackson e la curiosa candidatura di Metta World Peace), ma chiunque esso sia avrà un arduo compito davanti a se.

Il nuovo coach dovrà dare un nuova identità di squadra, trovando nei pochi punti saldi, i fari per la rinascita del team. Il giocatore di punta dovrà essere necessariamente RJ Barrett, e si dovrà cercare di motivare alcuni giocatori che si stanno perdendo come Knox e Smith Jr. Una profonda rifondazione del roster dovrà essere fatta nei prossimi anni, cercando già dal prossimo draft, le pedine necessarie per migliorare la disastrosa situazione.

Che possa essere questo il fondo toccato da Knicks prima della rinascita?

Antonio Sena

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Antonio Sena

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