Mondiali Fiba 2019: la preview del girone J, Serbia e poi?
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Mondiali Fiba 2019: la preview del girone J

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Mondiali Fiba 2019: la preview del girone J

Ora si inizia a fare sul serio. Tante partite scontate, ma anche alcune sorprese, hanno caratterizzato la prima fase a gironi dei Mondiali Fiba 2019. Non sono mancate le lamentele (la bomba a mano coach Djordjevic è puntualmente esplosa) sul nuovo format, ma tant’è. Tocca alle squadre premere il pulsante dell’intensità massima, perché ora (quasi) nulla è più scontato, tantomeno nell’intrigantissimo girone J.

Mondiali Fiba 2019: la prima fase ha lasciato quantomeno perplesso coach Sasha Djordjevic

Mondiali Fiba 2019: la prima fase ha lasciato quantomeno perplesso coach Sasha Djordjevic

Mondiali Fiba 2019: le squadre del girone J

Prima fra tutte la Serbia. La squadra balcanica si è dimostrata, fin qui, la nazionale più forte del mondo, per talento e coesione, tecnica e non solo. Dopo aver “rullato” Angola e Filippine, il primo impegno serio è arrivato contro la nostra Italia. Gli Azzurri hanno giocato un’ottima partita, i Serbi hanno vinto di quindici, nonostante degli ottimi Gallinari e Belinelli e un orrendo Guduric. Questo dovrebbe bastare. Andiamo in profondità. Il reale punto forte di coach Djordjevic è la lunghezza delle rotazioni, fatta di giocatori NBA o di alta Eurolega. La possibilità di non costringere a troppi minuti i tanti giocatori di stazza importante permette di tenere un’intensità sempre alta, in attacco e in difesa. E poi chiariamoci: se i vari Jokic, Marjanovic, Radulijca, Milutinov giocano uno contro uno vicino al ferro segnano sempre; al contempo se provi a raddoppiare la palla esce per gente come Bogdanovic, Bjelica, Guduric, Micic, Jovic. L’unica speranza è che sbaglino loro. Abbiamo imparato ieri che non succede spesso.

Mondiali Fiba 2019: il dualismo esterni-interni è uno dei (tanti) punti di forza della Serbia

Subito alle terga serbe (forse) la Spagna. La squadra di coach Scariolo ha giocato una prima fase, nonostante le tre vittorie, insufficiente a livello di gioco espresso. La dipendenza da Marc Gasol è parsa a tratti eccessiva. Aldilà delle molte e pesanti assenze, diversi dei protagonisti delle edizioni precedenti sembrano soffrire l’azione di Padre Tempo. Dietro al centro dei Raptors sembra non esserci una gerarchia chiara, che identifichi una seconda punta nei momenti difficili. Le difficoltà al tiro da tre punti rischiano di permettere agli avversari di intasare l’area per scommettere sulle percentuali da fuori. La difesa? A ritmi alti non può essere efficace. La situazione di passaggio da una generazione vincente a una nuova sta creando difficoltà. Motivi per considerarli nella corsa al secondo posto? Primo, in partite secche tutto può accadere; secondo, mai sottovalutare il cuore di un campione, e gli Spagnoli ne hanno tanti.

L’Italia ha giocato una buonissima prima fase. Il gioco fluido e la buona difesa visti nei poco probanti test con Filippine e Angola non sono mancati neanche contro la corazzata serba. A sorprendere sono soprattutto la volontà di lottare e la maturità raggiunta, a livello di tecnico, da Marco Belinelli e Danilo Gallinari, leader autentici di un gruppo non troppo talentuoso ma molto coeso. I ritmi alti sono quelli che meglio si confanno a una squadra che, contro la Serbia, ha dimostrato di potersi inceppare nell’attacco a metà campo. I minuti ben gestiti dei Big permetteranno di sfruttarli al meglio nella “finale” di domani contro la Spagna, quando le rotazioni dovranno essere limitate. Luca Vitali, Amedeo Della Valle e Ariel Filloy hanno dimostrato di faticare troppo in contesti internazionali di livello, soprattutto in fase difensiva. E per una squadra che ha bisogno di massima aggressività nella propria metà campo questo non è ammissibile. La missione secondo posto è fattibile, ma aleggia ancora lo spettro di una Nazionale che si ferma sempre a un passo dal traguardo?

Mondiali Fiba 2019: Danilo Gallinari è chiamato a trascinare l’Italia tra le prime otto del mondo

Il Porto Rico è un eccezionale connubio della fantasia latina e del talento tecnico statunitense. La squadra ha in David Huertas e in Gary Browne i suoi fari offensivi e crea molte situazioni di vantaggio dal loro uno contro uno. La conformazione offensiva ideale è simile a quella italiana: ritmi alti e tanto campo aperto per supplire a una certa mancanza di stazza generalizzata. Il vero tallone d’Achille? Una difesa che vive di una concentrazione decisamente ondivaga, com’è nella tradizione dei Portoricani. Potranno essere fastidiosi per l’Italia (ammesso che la partita avrà un vero significato), ma per la Serbia non basterà il loro estro. Pochissime possibilità di passare il girone, ma il loro Mondiale è già soddisfacente.

Le gerarchie del girone

La Serbia parte davanti a tutti e davanti a tutti probabilmente concluderà. La Spagna non sembra avere le certezze per battere i favoriti dei Mondiali Fiba 2019 e la stessa Italia, nella sua miglior versione, è riuscita giusto a impensierirli. La partita di domani tra Italia e Spagna decreterà probabilmente il passaggio del turno. L’andamento del torneo fa pensare a un’Italia leggermente avanti nei pronostici, ma l’esperienza spagnola può ribaltare veramente tutto. Il Porto Rico potrebbe tirare a noi un brutto scherzo, ma il dover affrontare la Serbia rende utopistica l’idea di un passaggio del turno.

 

Andrea Ranieri
andreranieri98@gmail.com

Studente di lettere presso l'Università Statale di Milano. Allenatore e appassionato di pallacanestro, americana ed europea. Redattore per NBAPassion.com

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