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From The Corner #23: Ecco a voi il nuovo Oladipo!

Non so se avete capito che è lo stesso Oladipo che giocava discretamente ad OKC e benino ad Orlando. Che poi per essere un cantante, è pure bravo a giocare palla in mano sui 28 metri in parquet. Molto più bravo di quello che si pensava. Sta trottando, voce schiarita e pallone in mano verso una destinazione di un certo spicco, ovvero la consacrazione dell’MIP, Most Improved Player. Un trofeo di un certo peso, che solitamente destina quella seconda parte di carriera ad un altro tipo di eccellenza cestistica, oltre che rispetto. Poi va considerato che i predecessori vincenti di tal trofeo, sono da incorniciare in un ambito NBA di assoluto culto: Zach Randolph, Tracy McGrady, Gilbert Arenas, Kevin Love e Paul George, oltre che l’ultimo Giannis Antetokounmpo, giusto giusto per citarne alcuni. Ma la lista si dilungherebbe.

Sorrisone e Scritta Pacers sul petto, mentre la Nichols o chi per lei pendono dalle sue labbra, dense di curiosità sul come, un giocatore soppiantato da tanti se non quasi da tutti, riesca a portare una squadra smarritasi del suo presunto giocatore di punta e data per morta, in piena corsa Playoff ad Est. Già bella domanda. Che comunque si può asciugare in due semplici parole: Teamwork e Cojones. E scusate il poliglottismo. Teamwork sia offensivo che difensivo: quarti per percentuale dal campo, primi per percentuale de 3. Segno di un lavoro di squadra che smarca spesso e volentieri l’uomo libero, servito col giusto timing (mi sento importante con questi inglesismi, ndr). In più un sesto posto per punti segnati a partita, assestato al momento di scrivere a 108.6 a partita. Ed in tutto questo lavoro offensivo, Oladipo se ne sta bello spaparanzato al centro del faro riflettore. Cesella 25.3 punti a partita col 48 e spiccioli dal campo ed il 42 e rotti da tre punti. Parlo di percentuale ovviamente. Statistiche che, nella radura orientale, potrebbero valergli il quintetto al prossimo All Star Game, a patto che le sue prestazioni convincano il Micione (LeBron James, ndr) a sceglierlo come tale, perchè tanto il capitano sarà il 23. Oddio, ci sarebbe anche Derozan, che noi poveri stolti dimentichiamo spesso e che per divertimento impila 52 punti, nuovo record di franchigia.

Dicevo appunto che per essere un bel cantante, se la cava bene anche col boccino in mano e se avete dubbi sulla prima caratteristica mi piace zittirvi cliccando qui, dove col cappello alla Undertaker sciorina note armoniose mixando quel giusto pizzico di Seal con una versione Afroamericana di Sam Smith.
E poi: vi è piaciuto il capolavoro sul basket interpretato da Gene Hackman, “Hoosiers”, conosciuto in Italia col nome di “Colpo Vincente”? Si? Il film si svolgeva in Indiana, patria, in tandem con New York, della pallacanestro americana, dove un coach dai modi rivoluzionari portava un gruppetto di ragazzi bianchi cresciuti a torta di mele e canestro nel cortile fino al titolo statale. Ebbene, Indiana era anche l’Università dove Oladipo faceva impazzire i suoi tifosi, con giocate molte volte sopra il livello del ferro, ed Hoosiers è anche il nome di tale squadra. Un predestinato.

Ora però è assolutamente concentrato sul presente, che appare molto più radioso della scorsa stagione ad OKC, dove in molti lo sbolognarono, ma che forse, non era poi così colpa sua. E se volete siete liberi di leggere “colpa di Westbrook”. Nessuno si offende, parere di molti, ben più esperti di me. Per il resto, io come spero anche voi, siamo tutti con Victor.

Raffaele Camerini

Un abbraccio a tutti i tifosi dei Kings. Come me.

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Raffaele Camerini

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