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La storia dei loghi NBA: i Detroit Pistons

di Giacomo Greco

Nuova puntata, la nona, della rubrica che tratta della storia dei nomi e dei loghi delle franchigie NBA: oggi tocca ai Detroit Pistons e al loro logo, sempre legato ad una palla da basket.

Detroit, la più grande e popolosa città del Michigan, è tristemente nota per essere andata in bancarotta nel 2013 (debiti stimati tra i 18 e i 20 milioni di dollari) e aver subito uno spopolamento radicale (si parla di un dimezzamento della popolazione rispetto agli anni 50).

Capitale mondiale dell’automobile, con il quartier generale della General Motors in città, proprio qui Henry Ford costruì la sua prima autovettura.

A noi interessa soprattutto che Detroit ospita fin dal 1957 i Pistons, il cui anno di fondazione invece risale addirittura al 1941.

Scopriamo assieme come si è arrivati ai Pistons e le evoluzioni del logo nel corso degli anni.

Le origini e la storia dei Detroit Pistons

I tifosi dei Pistons, ma più in generale i fan NBA, devono ringraziare Fred Zollner, una figura chiave nello sviluppo della lega che amiamo, la NBA.

Proprietario della Zollner Corporation (fonderia che produce pistoni per mezzi di trasporto) a Fort Wayne nell’Indiana, decide di fondare un club di basket per la NBL (National Basketball League).

Zollner è già proprietario di una squadra di softball, ma l’Indiana è il Basket State per definizione: è il 1941, nascono i Fort Wayne Zollner Pistons.

Il primo logo dei Pistons è in linea con il nickname: un umanoide bianco/rosso che va a canestro per un layup, formato da pistoni. Due compongono le gambe e le braccia, uno la testa e uno più grande è la base del corpo.

Il logo usato dai Fort Wayne Zollner Pistons dal 1941 al 1947

Logo Fort Wayne Zollner Pistons 1941-1947

I Pistons vincono due volte il campionato NBL nel 1943 e 1944 battendo in Finale gli Sheboygan Red Skins (che li avevano battuti l’anno precedente).

Ma torniamo ai meriti di Zollner, un vero pioniere:

  • principale promotore dei 24 secondi ad azione
  • principale promotore del limite di 6 falli per ogni giocatore
  • primo proprietario a pagare un allenatore per la sua squadra
  • primo proprietario ad acquistare un aereo (un DC-3) per le trasferte della sua squadra
  • principale promotore della fusione fra NBL e BAA da cui nascerà la NBA (leggenda narra che la riunione decisiva ebbe luogo nella sua cucina)

Verrà soprannominato “Mr.Pro Basketball” , introdotto nel 1999 nella Hall of Fame e a lui nominato il trofeo dei vincitori della Western Conference.

Con l’ingresso nella BAA, nel 1948, la squadra cambia nome diventando semplicemente Fort Wayne Pistons.

Cambia il logo che diventa più realistico nello stile e nel colore.

I pistoni che compongono l’umanoide diventano grigi, non è più ritratto mentre va a canestro ma in palleggio, e sul petto ha una grossa Z rossa a ricordare il nome del fondatore.

Il logo usato dai Fort Wayne Zollner Pistons dal 1948 al 1957

Logo Fort Wayne Pistons 1948-1957

Solo un anno dopo nasce ufficialmente la NBA a seguito della fusione di BAA e NBL, tanto caldeggiata da Zollner.

I Pistons carburano piano, ma vanno in crescendo negli anni successivi. Arrivano alle Finals del 1955 e del 1956, entrambe perse però contro i Syracuse Nationals e i Philadelphia Warriors.

La stella della squadra è George Yardley, il giocatore più pagato della lega con i suoi quindicimila dollari annui di stipendio.

Nascono però i primi problemi: la squadra è molto seguita dai fan locali, che però sono pochi, troppo pochi per garantire le entrate necessarie al sostentamento dei Pistons nella NBA.

A Detroit, i “pistoni” nella loro sede naturale

E’ così che nel 1957 Zollner trasferisce la franchigia a Detroit (all’epoca la quinta città più grande negli USA), città senza squadre professionistiche.

Un matrimonio ideale: Detroit con le sue industrie automobilistiche sembra la città ideale per i Pistons.

Il logo diventa molto semplice: un cerchio blu con delle righe sui lati che ricordano le cuciture di un pallone da basket, e le scritte “DETROIT PISTONS”, “BASKETBALL CLUB” e NATIONAL BASKETBALL ASSN.”

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 1957 al 1971

Logo Detroit Pistons 1958-1971

La squadra si toglie ben poche soddisfazioni negli anni successivi, con massimo risultato le Western Division Finals dove vengono battuti dai St.Louis Hawks e dai Los Angeles Lakers.

Sul campo le stelle sono Dave DeBusschere (anni dopo uno dei protagonisti dei primi trionfi dei New York Knicks) e Dave Bing, point guard futuro Hall of Famer con 7 stagioni consecutive oltre i 20 punti di media.

Nel 1971 i Detroit Pistons variano leggermente il logo, a cui viene tolta la scritta “NATIONAL BASKETBALL ASSN.”

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 1971 al 1975

Logo Detroit Pistons 1971-1975

Arriviamo al 1974: la squadra vivacchia, manca dai playoffs da 5 stagioni consecutive e ha problemi economici. Il trasferimento a Detroit infatti non aveva affatto portato quei maggiori profitti auspicati dalla proprietà.

Un nuovo proprietario e una nuova sede, a Pontiac

Zollner trova un compratore per la sua creatura: è William Davidson, presidente e amministratore delegato della Guardian Industries, colosso mondiale nella produzione di vetro per l’industria automobilistica e l’architettura.

La vendita della franchigia è realtà, al prezzo di 7 milioni di dollari.

Un anno dopo l’acquisto di Davidson, lieve restyling del logo: il contorno del pallone diventa più spesso, viene tolta la scritta “BASKETBALL CLUB” e introdotta semplicemente la parola “NBA”, con le scritte che da rosse diventano arancioni.

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 1975 al 1979

Logo Detroit Pistons 1975-1979

I Pistons all’epoca giocano alla Cobo Arena, impianto da 10.000 posti nel centro della città ma location sgradita al proprietario.

C’è la possibilità di unirsi ai Detroit Red Wings nella costruzione della Joe Louis Arena, ma a Davidson non piace neanche questa idea.

Davidson sceglie di far giocare la squadra a Pontiac (40 minuti di macchina da Detroit) nel Pontiac Silverdome, arena da più di 80.000 posti a sedere, di cui però molti con una scarsa visuale per vedere quello che succede in campo.

Un anno dopo, nel 1979, nuovo logo che stavolta durerà per 15 anni portando un po’ di stabilità.

Sono più cerchi concentrici: quello più esterno blu scuro, poi uno bianco e uno rosso che vanno a comporre una trama simile ad una palla da basket. All’interno del cerchio rosso, un ovale bianco con la scritta bianca “DETROIT PISTONS”. Sarà proprio al Silverdome, e con questo logo, che la franchigia vivrà il momento migliore della sua storia.

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 1979 al 1996

Logo Detroit Pistons 1979-1996

La nascita di una squadra epocale, i “Bad Boys”

Gli anni ’80 partono male con un record di 21-61 nella stagione 1980/81 che porta i Pistons ad avere la scelta numero 2 al draft NBA 1981.

Qui selezionano Isiah Thomas, point guard da Indiana University. Nella stessa annata, trade con i Cleveland Cavaliers da cui arriva Bill Laimbeer, e con i Seattle Supersonics dai quali arriva Vinnie Johnson.

Nel 1985 arrivano poi dal draft Joe Dumars, e da una trade con gli Washington Bullets Rick Mahorn.

Due anni più tardi è il turno di Dennis Rodman e John Salley dal draft, e di Adrian Dantley dagli Utah Jazz, poi pedina di scambio per Mark Aguirre.

Nasce una squadra che farà epoca, i “Bad Boys” allenati da Chuck Daly, marcatamente difensiva e dallo stile di gioco fisico e aggressivo, con Thomas a guidare l’orchestra.

Un team che avvierà rivalità rimaste nella storia, con i Boston Celtics e i Chicago Bulls.

I Pistons diventano una potenza arrivando fino alle Finals del 1988 perse contro i Los Angeles Lakers solo a gara 7.

Per la stagione successiva, i Pistons vanno a giocare al Palace di Auburn Hills (circa 40 miglia di distanza da Detroit), una nuova arena da 22.000 posti (all’epoca la più grande in NBA).

La nuova sede porta fortuna alla squadra che vince per due anni di fila l’anello NBA, impresa riuscita ad oggi solo a Boston Celtics, Los Angeles Lakers, Chicago Bulls, Houston Rockets, Miami Heat e Golden State Warriors.

Nel 1989 schiantano in Finale i Los Angeles Lakers, un netto 4-0, con Dumars MVP.

Nel 1990 dopo aver battuto i futuri dominatori Chicago Bulls in 7 gare nella Finale di Conference, battono 4-1 i Portland Trail Blazers vincendo 3 partite di fila in Oregon (e non vincevano sul parquet di Portland da 16 anni…); Thomas è l’MVP.

Il declino dei Detroit Pistons degli anni 90 e un logo “infuocato”

Seguiranno, dopo le Conference Finals 1991 perse contro i Bulls, anni di delusioni con mancate qualificazioni ai playoffs o rapide eliminazioni al primo turno.

Si arriva al 1996 con un completo restyling del logo dei Detroit Pistons, per renderlo più moderno.

Resta sempre un pallone da basket, sormontato però da un cavallo rampante con la criniera che sembra andare a fuoco. Il cavallo è appoggiato sulla grande scritta “PISTONS” posizionata in diagonale, con la S finale stilizzata come fosse una marmitta di un’automobile dal quale escono fiamme.

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 1996 al 2001

Logo Detroit Pistons 1996-2001…

Viene utilizzato per 5 anni, fino a quando cambiano i colori sociali che tornano blu scuro, rosso e ciano. Gli stessi colori vengono usati nel logo, il cui tema resta uguale.

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 2001 al 2005

…e dal 2001-2005

Il nuovo millennio riporta la gloria

Proprio col nuovo logo, la franchigia vive altri anni di gloria.

I momenti chiave per la costruzione della nuova squadra dominatrice dell’Est sono tre:

  • Estate 2000: Grant Hill, la stella della squadra, viene ceduta agli Orlando Magic, in cambio arrivano Chucky Atkins e soprattutto “Big Ben” Wallace
  • Estate 2002 : da Washington arriva Richard Hamilton, dal draft Tayshaun Prince, come free agent Chauncey Billups
  • Stagione 2003/04: ingaggio di Larry Brown come coach e trade per arrivare a Rasheed Wallace

Detroit con questo nucleo di giocatori vivrà 7 stagioni consecutive con almeno 50 vittorie in regular season.

I Pistons, reduci dalle Finali di Conference 2003 e dallo sweep dei New Jersey Nets di Jason Kidd, arrivano in Finale nel 2004 e non danno via di scampo ai Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant, travolti 4-1.

E’ il terzo anello della franchigia, con Billups che riceve il meritato premio di MVP.

Soddisfazione doppia per Davidson, nello stesso anno i Tampa Bay Lighting da lui posseduti vincono la Stanley Cup NHL.

Detroit arriva in Finale anche nel 2005, dove però si dovrà arrendere ai San Antonio Spurs, solo in gara 7; una sciagurata azione difensiva di Rasheed Wallace in gara 5 ancora popola gli incubi dei tifosi Pistons.

Seguono poi altre tre Finali di Conference nel 2006, 2007 e 2008 perse rispettivamente con i Miami Heat (poi campioni), i Cleveland Cavaliers del giovane LeBron James e i Boston Celtics (poi campioni).

Nel frattempo nel 2005 i Detroit Pistons avevano cambiato logo decidendo di rinunciare al simbolo del cavallo, mai amato fino in fondo dai fan locali e ritenuto più un emblema da gare automobilistiche.

Si torna al pallone da basket come elemento principale, rosso e con cuciture bianche, contornato da un cerchio blu. All’interno del pallone la scritta “DETROIT” in formato ridotto, mentre il nickname “PISTONS” fuoriesce anche dal contorno del pallone. La squadra arranca parecchio, pareggiando la striscia record di 6 stagioni consecutive fuori dai playoffs.

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 2005 al 2017

Logo Detroit Pistons 2005-2017

Il ritorno a Detroit

Si arriva infine al 2017 col logo rimodellato sulla base di quello degli anni ’80, con toni blu e rossi più chiari rispetto al glorioso passato.

Il logo usato dai Detroit Pistons dal 2017 ad oggi

Logo Detroit Pistons 2017-oggi

Questo il comunicato della proprietà Pistons per il nuovo logo e la nuova arena, la Little Caesars Arena:

Fin dal nostro trasferimento da Fort Wayne a Motor City del 1957, l’iconico logo Detroit Pistons è sempre rimasto fedele a se stesso. La combinazione di colori rosso, bianco e blu e l’immagine del pallone da basket hanno resistito alla prova del tempo attraverso l’evoluzione della franchigia e della città. E adesso che viene scritto un nuovo capitolo, quell’evoluzione continua con una nuova identità costruita sulla tradizione da campioni dei Pistons e su un promettente futuro. Servirà come distintivo per i nostri giocatori in campo, i fan della nostra comunità e tutti quelli che fanno parte della famiglia dei Detroit Pistons. Unisciti a noi per questo entusiasmante viaggio mentre, insieme, apriamo le porte della nostra nuova casa.

Comunicato molto bello, anche se leggendo i nomi dell’attuale roster, i tifosi Pistons dovranno attendere prima di tornare ai fasti del passato.

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