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I Clippers verso una free agency con molti dubbi

di Matteo Franchi

I Clippers attendono la free agency con molti dubbi. E’ passata una settimana dalla prematura uscita dei Clippers in questi playoffs da parte dei Denver Nuggets, e a tener banco non è stata solo la sconfitta, quanto più il come sia avvenuta. Sopra 3 a 1 nella serie, recuperati e sconfitti in una gara 7 decisiva che ha dato come ciliegina sulla torta del collasso Clippers, la prestazione sottotono delle sue due stelle: Kawhi Leonard e Paul George.

I due hanno combinato un misero 26% dal campo, 10 su 38, troppo poco per chi invece doveva risolvere la gara decisiva della serie. Dunque colpa loro? Non proprio, anzi, il problema è arrivato dai comprimari che non hanno reso come dovevano. Los Angeles doveva chiudere la serie ben prima di gara 7. Ecco che ci si appresta ad entrare nella free agency con molti dubbi, in base ai vari contratti in scadenza: Morris, Green e soprattutto Montrezl Harrell.

Un’incerta offseason, scrive Danny Leroux di The Athletic, il quale svela i possibili scenari che la dirigenza prenderà in considerazione. Anche perché risulta più fondamentale di quanto possa sembrare. A fine anno prossimo George e Leonard avranno una player option da poter esercitare per il 2021/22 e quindi potranno anche decidere di uscire dal contratto e andarsene qualora la prossima stagione non finisse con l’anello al dito. I Clippers, ora sono sotto di 16 milioni dalla luxury tax senza contare Morris e Harrell. Sono entrambi unrestricted free agents, su Harrell hanno i bird rights mentre su Morris no.

L’idea potrebbe essere di ri-firmare Morris con un aumento annuo del 20% alla luce anche dell’investimento fatto a febbraio per acquistarlo. Sempre Leroux ipotizza che Green non eserciterà la sua player option di 5 milioni per cercare qualcosa di più lucrativo.

Free agency Clippers: le opzioni per il rinnovo di contratto di Harrell

E Harrell? Il neo sesto uomo dell’anno cercherà di monetizzare questo status, quindi i clippers per ri-firmarlo andranno in luxury tax certamente. Il punto è, ne vale la pena? Harrell arriva da brutti playoffs, Doc Rivers ha erroneamente deciso di tenerlo in campo a discapito di un Ivica Zubac nettamente più in palla e più funzionale alla causa. Firmare Harrell vuol dire scommettere sullo stesso roster di quest’anno perché a quel punto non avrebbero più soldi per investire su altri giocatori e a giudicare da come è andata quest’anno è un bel rischio.

Opzione B? Non rifirmarlo e quindi sondare altre situazioni in free agency, ipotizzando la ricerca di un nuovo centro con caratteristiche diverse da quelle dei giocatori già a roster, anziché continuare con la small ball con Green e Harrell. Un’idea un po’ pazza sarebbe quella di provare a fare una sign and trade per Harrell, dunque andare profondamente in luxury tax e provare ad ottenere asset più congeniali alle due stelle che hanno in squadra dallo scambio che andrebbero a fare.

Tanti dubbi, ma poco tempo per risolverli, visto che l’unica certezza è che il futuro della franchigia, da oggi per i prossimi 5 anni, dipenderà molto se non completamente dalla prossima stagione.

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