Free agency LeBron James: otto regni, un solo Re

di Claudio Zagara
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Non basta contribuire a rivoluzionare la propria squadra in ottica playoff, vincere l’All-Star Game con una nuova, più entusiasmante formula ed esserne l’MVP incontrastato. Per via dell’imminente free agency LeBron James continua ad essere nel mirino dei media, dei tifosi e della NBA tutta, quasi come se il resto del suo lavoro fosse normale amministrazione in vista dell’unico, vero colpo grosso. Che la possibilità di avere James al proprio servizio sia prerogativa di mezza lega è scontato, ma tra le otto vere pretendenti ad offrirgli il trono sarà solo compito del 23 trovare un nuovo reame.

 

Free agency LeBron James: un vero e proprio rebus

Dal marasma mediatico ed economico innescatosi all’inizio della stagione in vista del grande evento, saltano fuori le reali alternative per LeBron James: Cleveland Cavaliers, Houston Rockets, San Antonio Spurs, Philadelphia 76ers, Miami Heat, Golden State Warriors, fino ad arrivare al derby losangelino tra Clippers e Lakers. Analizziamo perché il Re dovrebbe scegliere una di queste franchigie, e come queste potrebbero convincerlo, tra player option, trade e fattori emotivi.

 

CAVALIERS

Perché: la parte più dura di questa free agency LeBron la vivrà tra le mura di casa. Già, casa a cui ha già regalato un titolo dopo 52 anni e da cui, stando alle ultime dichiarazioni, non avrebbe proprio intenzione di separarsi. Il dubbio però è d’obbligo, dal momento che in fin dei conti al Re servono motivazioni concrete per continuare a spingere verso l’obiettivo ultimo: l’anello.

Come: Dan Gilbert e James non sono in buoni rapporti, è risaputo. Eppure, a Cleveland il front office ha lavorato sodo per dare a LeBron una squadra competitiva in vista della trade deadline. LBJ potrebbe continuare su questa lunghezza d’onda, mettendo la giusta pressione ai Cavs affinché si continui a rinnovare in ottica titolo nell’opzione ultimo anno del Re. Oppure, e non è certo una nota a margine: rifirmare coi Cavs un quinquennale, arrivando a quota 205 milioni e oltre, circa 50 milioni in più degli altri accordi di seguito ipotizzati.

 

ROCKETS

Perché: LeBron James è un giocatore estremamente competitivo, e in quanto tale ama circondarsi di gente che gli dimostri la stessa attitudine. Non è un caso che tra James e Chris Paul esista un’amicizia sincera, e potrebbe non essere un caso la decisione del Re di accasarsi in Texas in ottima compagnia: pensate per un attimo a LBJ, CP3 e James Harden dalla stessa parte: una macchina da guerra che troverebbe una leva in più nell’ossessione Warriors condivisa dal Prescelto e il GM di Houston Daryl Morey.

Come: l’aspetto complicato sta nelle dinamiche di questa utopia. Se LeBron palesasse la volontà di andar via, nell’ultimo anno dell’accordo con i Cavs potrebbe essere scambiato ai Rockets. Morey però dal canto suo dovrebbe riuscire a realizzare un’operazione appetibile per i Cavs ma non sanguinosa per sé, sacrificando pedine importanti ma non fondamentali in vista dell’arrivo di LBJ. Eric Gordon e Ryan Anderson tra i primi papabili per far largo allo spazio salariale di James. Rimarrebbe l’ostacolo dirigenza Cavs: la luxury tax non sarebbe certo cosa da poco.

 

SPURS

Perché: sarebbe sufficiente un nome, Gregg Popovich. In vista della free agency LeBron James potrebbe decisamente gradire la possibilità di approdare alla corte di uno dei più stimati e originali allenatori di questo gioco. Inoltre, data l’età di LeBron che avanza, a San Antonio sembra celarsi una fonte di eterna giovinezza. Chiedete a Manu Ginobili.

Come: per avere James gli Spurs dovrebbero davvero voltare pagina. La squadra andrebbe smantellata e svecchiata, scambiando l’oneroso Pau Gasol e dicendo definitivamente addio a Tony Parker. Inoltre (e questa è la parte delicata), potrebbe essere necessario mettere sul piatto nomi stellari: LaMarcus Aldridge il primo indiziato per permettere una sign and trade con Cleveland. Fantabasket?

 

SIXERS

Perché: troppo facile rispondere trust the process? Allora è il caso di fare i nomi di LeBron James, Joel Embiid e Ben Simmons. Tutti e tre insieme non suonano affatto male, e renderebbero l’ambizioso e giovane progetto di Philly una vera corazzata, guidata dall’esperienza di un LBJ al servizio delle nuove, scintillanti leve della lega. Entrambi Embiid e Simmons potrebbero completare il proprio gioco attraverso preziose lezioni del Re, e quest’ultimo respirerebbe aria di giovinezza in un ambiente da titolo.

Come: J.J. Redick, Trevor Booker e Amir Johnson sono dati per partenti a fine stagione, e guarda caso sono anche tra i 76ers più pagati. Non sarebbe affatto pura utopia pensare di arrivare al Prescelto, economicamente parlando. In ottica free agency LeBron James sarebbe sicuramente interessato al progetto di “allevare” un Simmons sempre più attratto dal suo idolo, un plus per Phila.

 

HEAT

Perché: non esiste tifoso Heat che non sorrida al pensiero di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh con la stessa maglia. Purtroppo, l’ultimo dei tre ha dovuto fronteggiare uno degli ostacoli più insormontabili nella vita di uno sportivo, e anche lo stesso LeBron non si è mai lasciato alle spalle un certo astio con Pat Riley. Wade però sì, e sebbene jelly abbia recentemente dichiarato che la FA di LeBron non sarà sua competenza, potrebbe ugualmente tentare l’approccio per riavere il suo peanut butter.

Come: siamo quasi nell’ambito dell’irreale. Tra le tante opzioni al vaglio, quella lontanamente realizzabile vedrebbe Hassan Whiteside, James Johnson e Dion Waiters abbandonare Miami. Le dinamiche di tale operazione però sarebbero davvero complicate, con il problema non da poco della levitazione del contratto di Johnson da circa 6 milioni a più di 19 la prossima stagione. In questa free agency LeBron James potrebbe non contemplare affatto la possibilità.

 

WARRIORS

Perché: sembra quasi superfluo considerare le abbastanza ovvie motivazioni per arrivare ad accasarsi nella Bay Area. Se prima avevamo ipotizzato già con la bava alla bocca il trio Harden-LeBron-CP3, proviamo a pensare a James affiancato da Steph Curry e Kevin Durant. La fantasia e la realtà farebbero fatica a distinguersi, ma durante la free agency LeBron James dovrebbe valutare più che un semplice desiderio di onnipotenza: una tale commistione di talenti probabilmente sovvertirebbe il concetto di big three, ma metterebbe LeBron sulla più grande graticola della carriera.

Come: al contrario di come avverrebbe per i Rockets, Golden State dovrebbe decisamente metter mano ai pezzi pregiati. Pensare alla partenza di Klay Thompson o di Draymond Green farebbe storcere il naso ai tifosi dei guerrieri, ma queste sarebbero le uniche valide modalità per l’arrivo di LeBron. Il Re potrebbe accettare l’opzione dell’ultimo anno ai Cavs arrivando a San Francisco via trade, ma sicuramente il pacchetto offerto in cambio vedrebbe i Warriors largamente mutilati.

 

CLIPPERS

Perché: Doc Rivers non ha mai nascosto una viscerale ammirazione per il 23, effettivamente reciproca. Ma ad essere un vero potenziale punto di forza per l’affare James – Clippers sarebbe Mr Logo Jerry West, voce autorevole del front office Clippers e vero idolo del Re. L’idea potrebbe essere costruire qualcosa sull’asse Lou Williams – LeBron James, con il primo fresco di rinnovo.

Come: i Clippers dovrebbero ancora cambiare volto, quasi quanto fatto di recente con la trade di Blake Griffin. Nel caso in cui DeAndre Jordan rinunciasse alla possibilità di un ulteriore anno a LA, insieme a Rivers e Wesley Johnson, i giochi per far spazio a LBJ sarebbero sulla buona strada per esser conclusi. Mancherebbe il pezzo forte di una potenziale sign and trade con i Cavs, che potrebbe essere Danilo Gallinari; l’italiano però costa, e Gilbert potrebbe non essere d’accordo a sobbarcarsi la luxury tax senza James.

 

LAKERS

Perché: decisamente più appeal avrebbe l’altra sponda di Los Angeles, quella delle leggende e dei titoli. L’era di Kobe è ormai negli annali, i Lakers stanno ripartendo da un gruppo giovane (allenatore compreso), lo scettro della guida è al momento in mano a Lonzo Ball e Brandon Ingram che però per ovvi motivi hanno ancora da ritagliarsi una personalità. Magic Johnson ha ambizioni sconfinate, tanto da trasformarle in presunto tampering, e in corso di free agency LeBron James potrebbe seriamente pensare di metter fine agli eterni rumors che lo vorrebbero ai Lakers nel modo più spettacolare possibile: confermandoli.

Come: il cospicuo spazio salariale libero per la prossima estate sembra essere già un ottimo biglietto da visita per la banda di Magic, e la cifra potrebbe ancora aumentare se riusciranno in qualche modo a gestire il contratto di Luol Deng. Inoltre, è buono il rapporto intessuto proprio con i Cavaliers, nella trade che ha visto Thomas finire ai Lakers mentre Clarkson e Nance Jr. a Cleveland. I conti in casa Lakers quadrano, e il max deal per LeBron non sarebbe affatto utopico. Non basta? A James i Lakers potrebbero offrire uno straordinario (ed unico) incentivo: un compagno di scorribande di caratura All-Star. Ad esempio Paul George, anche lui in procinto di compiere un’importante decisione per il proprio futuro.

Di sicuro sulla questione free agency LeBron James si avvicenderanno innumerevoli voci, presunte trattative e incontri nascosti; la parte divertente quando si parla di LeBron, è che qualcuno troverà sicuramente qualcosa da ridire. Il Re è avvisato: ovunque vada e qualsiasi cosa faccia, un sovrano sarà sempre sottoposto al giudizio del suo popolo.

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