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76ers, la suggestione: Mike D’Antoni per arrivare a James Harden!

di Dennis Izzo

Gli Houston Rockets si apprestano a vivere una offseason diversa dal solito. Rispetto agli scorsi anni, infatti, la sensazione è che in quel di Houston potrebbero cambiare tante cose, a partire dall’allenatore. Quest’ultima, finora, è l’unica certezza: Mike D’Antoni non tornerà alla guida dei Rockets e ripartirà da un nuovo progetto.

Daryl Morey, dal canto suo, si tiene stretta, almeno per il momento, la carica di general manager: a lui spetterà il compito di scegliere l’head coach con cui iniziare il nuovo ciclo. Tra i giocatori, invece, nessuno pare intoccabile, probabilmente nemmeno James Harden e Russell Westbrook: se è vero che si tratta di due giocatori difficilmente scambiabili, soprattutto il primo, vera e propria bandiera dei Rockets, è pur vero che a Houston la voglia di cambiamento potrebbe prendere il sopravvento.

Dopo anni passati a lottare vanamente coi Golden State Warriors, capaci di eliminare i texani sia nel 2018 che nel 2019, quest’anno i Rockets hanno disputato una post-season ben al di sotto delle aspettative, superando a fatica il primo turno con gli Oklahoma City Thunder (4-3) e crollando al cospetto dei Los Angeles Lakers nelle semifinali di Conference (4-1).

Al termine della decisiva gara 5 persa contro i californiani, Harden ha espresso senza giri di parole la sua volontà di continuare a lavorare con Mike D’Antoni: “L’esperienza con lui è stata assolutamente fantastica, mi ha reso un giocatore migliore. Ovviamente la stagione non si è conclusa come avremmo voluto, ma spero che Mike resti il nostro allenatore.”, le parole del Barba.

Dopo aver vissuto un rapporto tutt’altro che semplice con Kevin McHale, Harden ha trovato in D’Antoni l’uomo giusto per compiere il definitivo salto di qualità: basti pensare che sotto la guida dell’ex Baffo, il numero 13 dei Rockets ha battuto innumerevoli record, diventando il miglior marcatore in una singola gara della storia della franchigia, il primo giocatore di sempre a far registrare una tripla doppia da almeno 60 punti, ha vinto un premio di MVP ed è riuscito a primeggiare nella classifica dei punti (2018, 2019 e 2020), degli assist (2017) e delle palle recuperate (2020).

Mike D’Antoni per portare James Harden ai 76ers? La suggestione

Proprio in virtù del legame tra i due, il giornalista di NBC Sports Philadelphia John Clark ha recentemente riportato una clamorosa suggestione di mercato: i Philadelphia Sixers, reduci da una stagione a dir poco deludente, culminata con lo sweep al primo turno per mano dei Boston Celtics, sono ancora a caccia di un nuovo head coach dopo il licenziamento di Brett Brown e potrebbero puntare fortemente su Mike D’Antoni. Il motivo, oltre all’esperienza e alla bravura dell’allenatore, risiede nel fatto che i 76ers pensano di avere una concreta chance di accaparrarsi James Harden se dovessero riuscire a mettere sotto contratto D’Antoni.

Harden potrebbe diventare free agent al termine della stagione 2021\22, qualora dovesse decidere di non esercitare la player option per il 2022\23. Philadelphia non sembra destinata ad avere lo spazio salariale necessario per tentare il colpaccio, dato che avrà ancora sotto contratto Tobias Harris, Joel Embiid, Ben Simmons e Al Horford (quest’ultimo non garantito).

Sulla carta, il Barba è incedibile per i Rockets, ma Morey è uno che spesso e volentieri valuta tutte le possibilità che gli si presentano. Per provare a convincere i Rockets, i Sixers dovrebbero mettere sul piatto almeno uno tra Joel Embiid e Ben Simmons e altri assets tra giocatori e scelte al draft (un’ipotetica trade vedrebbe Philly mettere sul piatto Simmons, Richardson e due prime scelte in cambio del Barba).

Scenario impossibile? Difficile senz’altro, ma non certo utopistico come sarebbe potuto apparire fino a poche settimane fa. Le cose a Houston stanno gradualmente cambiando e la scadenza del contratto di Harden si avvicina. Philadelphia, dal canto suo, sa benissimo che non può permettersi di perdere ulteriore tempo dopo anni e anni passati a mettere in piedi una squadra competitiva.

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