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I Raptors temono che Masai Ujiri possa essere tentato dai Knicks a fine stagione

di Michele Gibin

Knicks, la rinascita passerà da Masai Ujiri? I New York Knicks non avrebbero perso la speranza di portare nella Grande Mela l’attuale presidente dei Toronto Raptors, artefice della squadra campione NBA 2019 con Kawhi Leonard e Danny Green.

I Raptors avevano respinto gli assalti degli Washington Wizards per Ujiri, inducendo il proprietario dei capitolini Ted Leonsis a puntare su di una soluzione interna, il quotato Tommy Sheppard, dopo il licenziamento dello storico general manager Ernie Grunfeld. Ad oggi il nuovo corso del New York Knicks, guidato dal duo Steve Mills-Scott Perry non ha dato i frutti sperati, con il flop della free agency 2019 (quella di Kyrie Irving, Kemba Walker, Kevin Durany e Kawi Leonard), e la partenza a rilento della squadra nella nuova stagione ha già messo sulla graticola coach David Fizdale, da soli 16 mesi sulla panchina dei Knicks.

Come riportato da Steve Popper di Newsday.com, i Raptors temono che i New York Knicks di James Dolan possano riuscire a strappare Masai Ujiri alla squadra: “Molti all’interno dei Raptors” Scrive Popper “Temono che i cambiamenti ai Knicks possano interessare anche i piani più altri, e che a fine stagione, Dolan faccia uno sforzo ulteriore per convincere Masai Ujiri“.

La sensazione” Prosegue il cronista “E’ che questa volta Ujiri possa essere tentato dall’accettare“, accettare quella che pare una sfida impossibile, ovvero riportare in alto i New York Knicks.

Prima di arrivare in Canada, Masai Ujiri era stato per tre stagioni general manager dei Denver Nuggets. In qualità di executive, Ujiri aveva gestito la trade che portò ai Knicks Carmelo Anthony, in cambio di – tra gli altri – Danilo Gallinari e Wilson Chandler, vincendo il premio di Executive of the Year nel 2013.

Ai Raptors, Ujiri ha contribuito alla crescita di Kyle Lowry, passato da riserva agi Houston Rockets a All-Star in Canada. Sua inoltre l’intuizione e la scommessa su Kawhi Leonard e Danny Green nell’estate 2018, e la trade che avrebbe portato a febbraio 2019 Marc Gasol in squadra, in cambio di Jonas Valanciunas, Delon Wright e C.J. Miles.

Kevin Knox, ala dei Knicks

I New York Knicks (4-15) languono al momento al penultimo posto nella Eastern Conference, prigionieri dello scarso rendimento di alcune pedine chiave della squadra (Dennis Smith Jr, ed un Frank Ntilikina comunque in ripresa) e degli “esperimenti” di coach Fizdale, che nelle ultime uscite ha panchinato Kevin Knox, prima scelta della squadra al draft NBA 2018.

I Knicks hanno perso 8 delle ultime 10 partite: “Abbiamo comunque giocato una pallacanestro migliore” Così David Fizdale “Non si traduce ancora in vittorie ma credo che per intensità e sforzo queste ultime partite siano andate molto meglio. Knox? A volte occorre un po’ di ‘bastone’ assieme alla carota. Ogni tanto, guardare una partita dalla panchina e concentrarsi sulle cose che chiedo non fa male. Lo scorso anno fui duro con Frank (Ntilikina, ndr), ed oggi credo che sia tornato con una mentalità del tutto nuova, e che lo si veda. Credo che un po’ di maniere forti con questi ragazzi non sia necessariamente una cattiva cosa“.

Kevin Knox, ala al secondo anno in uscita da Kentucky, sta viaggiando in questa stagione a 7.6 punti e 2.9 rimbalzi di media a partita, cifre in ribasso rispetto a quelle della stagione da rookie.

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