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Markelle Fultz: Phila adesso fa sul serio

di Francesco Gulfo

“The Process”. “If healthy”. Da anni ormai, quando si parla dei Philadelphia Sixers queste espressioni sono la normalità. La prima rappresenta il passato e il presente della franchigia, una strategia estrema, discussa e dolorosa da sopportare. La seconda espressione riassume bene i dubbi, ma anche e soprattutto le speranze dei tifosi per il futuro di questa squadra. Markelle Fultz, primissima scelta al Draft 2017, può essere la scintilla che rilancia definitivamente i Sixers nel cosmo NBA. Fultz: l’ultimo pezzo di un puzzle che sembrava ancora irrisolvibile solo un anno fa.

Un’annata, quella appena trascorsa, fondamentale

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Markelle Fultz coi suoi nuovi compagni di squadra.

La stagione 2016/17 è stata incredibilmente importante per la franchigia della Pennsylvania. In estate il draft ha portato Ben Simmons, point forward dal potenziale illimitato; in autunno con l’inizio della stagione i tifosi Sixers possono finalmente vedere in azione Joel Embiid, immediatamente ribattezzato The Process. Nonostante gli infortuni occorsi ad entrambi (Simmons mai sceso in campo, Embiid utilizzato col contagocce e presente in sole 31 partite) l’iniezione di speranza per i fan è enorme. In città torna una positività che mancava da anni.

L’entusiasmo al palazzetto è tornato a livelli pre-Iverson trade, e la squadra ne ha ovviamente beneficiato, vincendo 18 partite in più rispetto alla stagione precedente (e sognando addirittura i playoff prima dell’ennesimo infortunio di Embiid). I giovani talenti dei Sixers hanno potuto assorbire la rinnovata energia e fiducia dei tifosi verso il team trasformando tutto ciò in benzina per continuare a progredire. Markelle Fultz non avrà problemi a inserirsi in un contesto di questo tipo. Uno young core come quello di Phila può veramente crescere tanto insieme, con Joelone nostro a indicare il cammino.

No nicknames, call me Markelle

Fultz doveva essere ed è stato la primissima scelta dell’ultimo draft. Nessuno ne ha mai dubitato, sebbene si trattasse di un Draft molto profondo rispetto a talento medio. Fultz non ha un nickname scintillante, non ci sono suoi video di highlights pieni di giocate fuori dal mondo, non è hilarious sui social come ad esempio il collega Embiid. Markelle Fultz, nativo del Maryland, è ‘semplicemente’ un eccellente giocatore di basket. Abilità primaria: la sua capacità di giocare il pick-and-roll.

L’idea di vederlo coinvolto in un gioco a due con Embiid bloccante fa venire l’acquolina in bocca. Markelle in questo fondamentale possiede un arsenale veramente invidiabile. La prima soluzione è ovviamente andare fino in fondo. A Washington ha dimostrato anche di saper finire al ferro in diversi modi.

Ottima qualità delle letture, grande rapidità nel prendersi il tiro dal palleggio, fondamentale in cui è molto efficace. Proprio il suo arresto e tiro è oggetto di un’analisi approfondita da parte di Draft Express. Ma non c’è solo la soluzione personale, Fultz sa anche trovare il compagno libero per il tiro e può raggiungerlo anche con passaggi che coprono l’intera ampiezza del campo.

Il pick-and-roll è il punto cruciale di ogni attacco nella NBA moderna. Avere una point guard che sa esplorarne i limiti è ben più che un semplice vantaggio, è di fondamentale importanza. Ed ecco perchè Markelle Fultz era la scommessa più sicura da fare in quest’ultimo draft.

Sixers pronti alla svolta definitiva

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Protagonista di uno spot insieme a T-Mac, Markelle gli ha rivelato che non ci sono altri obiettivi: lui vuole essere il migliore, sin dal primo giorno nella lega

I Sixers si trovano ora con: un quintetto giovane e potenzialmente devastante; la possibilità di avere abbastanza spazio salariale da poter firmare due max contracts già da quest’anno; un asset molto buono in Jahlil Okafor, da poter utilizzare sul mercato; nuove strutture d’allenamento considerate da molti addetti ai lavori tra le migliori nella NBA  e che sicuramente fanno comodo quando si corteggerà un free agent di livello.

Hanno anche Furkan Korkmaz, che quest’anno ha giocato – molto bene – col Banvit anche in Champions League; potrebbe essere un Sixer già dall’anno prossimo anche se un altro anno in Europa non farebbe male (vista anche la profondità e la giovane età del reparto esterni di Philly).

Philly è messa decisamente bene. I playoff non sono più un miraggio. Markelle Fultz è l’ultima pietra angolare della rebuilding, questo è certo. Adesso si cresce, ed è questo l’obiettivo per la prossima stagione: mostrare evidenti segni di miglioramento, dimostrare di avere un’identità di squadra, una cultura vincente. Del resto questa squadra non ha limiti. “If healthy…”

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