NBA playoff power ranking: Golden State sul trono, è bagarre ad Est

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I playoff NBA sono ormai alle porte e si preannunciano più spettacolari che mai, pur dovendo fare a meno di LeBron James, assente dopo 13 stagioni. La fine della regular season ha sancito le 16 squadre che si giocheranno il titolo, 8 per la Western Conference e altrettante per la Eastern Conference.
Immancabile il Power Ranking per analizzare tutte le franchigie che proveranno a darsi battaglia per arrivare alle Finals e conquistare il Larry O’Brien Trophy.

NBA PLAYOFF POWER RANKING: LA GRADUATORIA

#16 Orlando Magic

Steve Clifford.

Sette anni sono bastati per interrompere il digiuno playoff dei Magic. Alla sua prima stagione in Florida, coach Steve Clifford è riuscito nell’impresa di ricondurre Orlando nella postseason, spuntandola su Heat e Hornets in un’entusiasmante lotta nella Eastern Conference. Grande merito della qualificazione a Nikola Vucevic. Il centro montenegrino è reduce da un’annata fantastica, conclusa con una doppia doppia di media, e che gli è valsa anche la prima convocazione in carriera all’All Star Game.

Abbastanza incostante e meno brillante del solito invece Aaron Gordon, secondo miglior realizzatore stagionale seguito dagli ottimi Evan Fournier, Terrence Ross e D.J. Augustin. Una frattura alla tibia ha messo fine anzitempo alla regular season del rookie Mo Bamba, per il quale i Magic non hanno divulgato nessuna informazione riguardo il suo rientro in campo. L’euforia dell’accesso alla postseason potrebbe risultare il principale fattore a vantaggio di Orlando, che parte sulla carta come una delle squadre meno attrezzate per mettere in difficoltà le contender.

#15 Detroit Pistons

Blake Griffin.

Non tutte le squadre qualificate ai playoff possono vantare la presenza nel proprio roster di due all star, possibilità di cui i Pistons possono invece godere, grazie alla coppia Andre Drummond-Blake Griffin. I due hanno vissuto prestazioni altalenanti nel corso della stagione, ma comunque di alto livello. Il vero problema dei Pistons in ottica playoff è però rappresentato dal cast di supporto ai due lunghi.

Fatta eccezione per alcuni eccellenti tiratori come Reggie Jackson, Luke Kennard e Wayne Elligton, pochi altri elementi di valore sono a disposizione di Dwane Casey, che con la sua esperienza potrebbe tuttavia rappresentare l’arma in più di Detroit. Chance importanti per veterani come José Calderon e Zaza Pachulia; e per i giovani Thon Maker e Sviatoslav Mykhailiuk, entrambi arrivati via trade a febbraio.

#14 Brooklyn Nets

Borsino playoff.
D’Angelo Russell.

Mentre tutti gli occhi a New York sono puntati sui Knicks e sulle possibili mosse estive, Brooklyn si è resa protagonista di una stagione indimenticabile. Il lungo processo di rebuilding ha iniziato finalmente ha portare i risultati sperati dalla dirigenza. L’investimento D’Angelo Russell si è rivelato più che mai azzeccato, con l’ex Lakers capace addirittura di diventare all-star per la prima volta in carriera.

Difficile capire quanta strada potrà fare la squadra di coach Kenny Atkinson, guidata da giovani con esperienza nei playoff pari a 0. I talentuosi Spencer Dinwiddie, Joe Harris e Jarrett Allen sono però  pronti a supportare Russell al meglio delle proprie possibilità. C’è ancora tanta voglia di stupire.

#13 Los Angeles Clippers

Danilo Gallinari.

La trade che ha coinvolto Tobias Harris poco prima dello scadere della trade deadline, sembrava voler significare che i Clippers erano intenzionati ad alzare bandiera bianca nella corsa playoff, da cui sono invece usciti trionfatori. Doc Rivers è riuscito a tirare fuori il meglio da una franchigia il cui obbiettivo principale era trascorrere una stagione nella norma in attesa dei possibili fuochi d’artificio che si accenderanno durante la free agency.

Un fantastico Danilo Gallinari è più che mai pronto a fare il proprio ritorno nella postseason, dopo un’avvicinamento in cui si è dimostrato leader indiscusso del quintetto titolare, mettendo a referto circa 20 punti di media a partita. L’impegno contro i Golden State Warriors nel primo turno è sulla carta proibitivo. A rendere ancora più pericolosa LA in vista dei playoff è però la grande profondità del proprio roster, che può contare su un mix di giovani (Shai Gilgeous-Alexander, Ivica Zubac, Landry Shamet), e veterani pronti a rendersi pericolosi subentrando dalla panchina, guidati da Lou Williams e Montrezl Harrell.

#12 Indiana Pacers

Bojan Bogdanovic in azione contro Jayson Tatum.

Il grave infortunio di Victor Oladipo sembrava aver seriamente compromesso la stagione di Indiana, che è invece riuscita a rimanere a galla nella Eastern Conference. Gli avversari nei playoff sono agguerritissimi, e l’assenza di una star di livello a cui poter affidare le giocate-chiave dei match rischia di risultare determinante nel percorso che conduce verso il titolo NBA. Affrontare Boston al primo turno inoltre non è di certo il migliore dei modi per fare più strada possibile nel percorso che conduce alle Finals.

Le ottime cose viste fino ad ora infondono comunque speranza nei tifosi di Indiana, consapevoli della presenza in squadra di giocatori decisivi ma spesso sottovalutati come Bojan Bogdanovic e Domantas Sabonis. Ci si aspetta come sempre qualcosa in più da Myles Turner, mentre può essere data grande fiducia all’assortito gruppo di uomini di esperienza, di cui fanno parte Wesley Matthews, Thaddeus Young, Darren Collison e Tyreke Evans.

#11 San Antonio Spurs

Gli eterni Spurs sono pronto a dare battaglia ai playoff per il 22° anno consecutivo. La trade che ha spedito Kawhi Leonard ai Toronto Raptors sembrava il punto di partenza di una possibile ricostruzione, che invece continua a non verificarsi. La squadra di Gregg Popovich non parte certo con i favori del pronostico, soprattutto nel selvaggio West, ma non si è abituati a vederli perdere.

DeMar DeRozan ha continuato a mettersi in mostra come trascinatore assoluto, così come fatto in passato con i Raptors. Grande stagione anche da parte dell’altro all star della squadra texana, LaMarcus Aldridge. I due hanno le potenzialità per provocare seri danni a diverse contender, supportati da un eccellente gruppo di giovani e soprattutto di veterani, fra cui Rudy Gay e gli inossidabili Patty Mills e Marco Belinelli. Un roster composto in gran parte da uomini di esperienza che potranno dare una grande mano durante la postseason. Attenzione al tiro da tre, grazie alla presenza di numerosi giocatori dalle alte percentuali da dietro l’arco (Dante Cunningham, Davis Bertans, Rudy Gay, Bryn Forbes, Patty Mills e Marco Belinelli), elemento di cui invece continua a scarseggiare DeRozan.

#10 Utah Jazz

Donovan Mitchell.

Pur essendo sempre ai vertici della lega durante la regular season, ci si aspetta un ulteriore miglioramento da parte della franchigia dello Utah in ottica postseason. Anche in questa stagione gli Jazz sono reduci da un eccellente piazzamento in classifica nella Western Conference e sono chiamati a rispondere presente nei playoff, in cui lo scorso anno sono riusciti a rendersi protagonisti di un’ottima prestazione, battendo Oklahoma nel primo turno.

Avere in squadra due giocatori dal calibro di Rudy Gobert e Donovan Mitchell non è certamente un fattore di poca importanza, a cui vanno aggiunti altri elementi di grande valore. Tra questi vi sono Darrick Favors, Joe Ingles, e i due esperti Ricky Rubio e Kyle Korver. Nonostante Utah non sia di certo la squadra più talentuosa della lega, Quin Snyder guida un sistema che si è ormai consolidato ed è rimasto di fatto inalterato rispetto al 2017/2018, in attesa di alzare l’asticella dell’obbiettivo già a partire da questa stagione.

#9 Denver Nuggets

Jamal Murray e Nikola Jokic.

Ad inizio stagione probabilmente nessuno avrebbe pensato ad un tale piazzamento dei Nuggets, capaci di dare battaglia ai Warriors per la vetta della Western Conference. Denver ha a che fare con una situazione intrigante e che presenta molte analogie con quella dei Milwaukee Bucks, ovvero un eccezionale miglioramento rispetto al passato, guidati da una star di alto livello (Nikola Jokic), e da un buon roster costituito da elementi di spessore (Jamal Murray, Paul Millsap, Will Barton,  Gary Harris).

C’è grande curiosità per capire se tutto quel che di buono si è visto da ottobre ad oggi permetterà alla franchigia del Colorado di consacrarsi definitivamente ai vertici della lega. A prescindere da come andrà nella postseason però, grande merito a coach Mike Malone, che ha dato vita ad una delle più grandi sorprese della regular season. L’inesperienza dei componenti del roster di Denver tuttavia, non gioverà affatto nel corso delle prossime settimane, e rischia di rivelarsi il principale avversario dei Nuggets stessi.

#8 Portland Trail Blazers

Damian Lillard e C.J. McCollum.

L’incognita di ogni postseason. Portland è da sempre una delle squadre più sottovalutate della lega ma che riesce, nel silenzio, a concludere ogni regular season nelle prime posizioni ad Ovest, così come dimostrato dal terzo posto appena ottenuto. Nel passato i playoff si sono però dimostrati un tabù, compresi quelli dello scorso anno in cui è arrivata l’eliminazione al primo turno contro i New Orleans Pelicans.

Guidati da uno dei migliori playmaker in circolazione, Damian Lillard, i Blazers hanno tutte le carte in regole per far male a chiunque intralci il loro cammino. Purtroppo per i fan della franchigia dell’Oregon, gli infortuni di C.J. McCollum e Jusuf Nurkic rischiano di compromettere anche i prossimi match. Meno grave del previsto il problema di McCollum, già rientrato sul parquet ma senza certezze riguardanti la sua forma fisica. Molto più complicata la situazione del centro bosniaco. Un terribile infortunio alla gamba ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati del mondo della palla a spicchi, e lo costringerà a rimanere fuori dal terreno di gioco sino alla fine del 2018/2019. Ci si aspetta dunque molto da Enes Kanter, che si è rivelato l’acquisto ideale della dirigenza di Portland, permettendo di avere un sostituto di livello allo sfortunato Nurkic.

Punto di domanda anche sulla panchina, che potrebbe rivelarsi decisiva, nel bene o nel male.

#7 Oklahoma City Thunder

Una grande stagione chiusa nel peggiore dei modi. I Thunder fino a dicembre potevano essere visti come i principali candidati ad insidiare Golden State per ottenere lo scettro della Western Conference. La pazzesca annata di Paul George non si è però rivelata sufficiente, almeno ad oggi. Il pessimo ed inspiegabile finale di stagione ha generato più di qualche perplessità fra gli addetti ai lavori.

L’uomo dei record Russell Westbrook potrebbe rivelarsi l’arma decisiva a vantaggio di OKC, andando a formare una fantastica coppia di all star con PG 13. Il ruolo in uscita dalla panchina di Dennis Schroder risulterà di primaria importanza, così come il lavoro svolto da altri uomini chiave del sistema di Donovan, quali Steven Adams, Jerami Grant e l’ultimo arrivato Markieff Morris. Occhi puntati anche su Terrence Ferguson, che potrebbe essere determinante. Una cosa è certa, nonostante un finale in affanno, guai a sottovalutare Oklahoma dopo averne intraviste le potenzialità nel corso della regular season, ovvero una squadra in grado di conciliare nel migliore dei modi la fase difensiva e quella offensiva.

#6 Philadelphia 76ers

Philadelphia Sixers
Joel Embiid e Ben Simmons.

La dirigenza 76ers sembra aver ormai accelerato il Processo di ricostruzione, dopo la scelta dei migliori free agent della scorsa estate di non trasferirsi in Pennsylvania. La volontà di Philadelphia è quindi chiara: vincere il prima possibile. È questa la spiegazione dietro le trade effettuate per affiancare Tobias Harris e Jimmy Butler alle due giovani star Joel Embiid e Ben Simmons.

Nonostante un quintetto di partenza favoloso, di cui fa parte anche un esperto tiratore come J.J. Redick; apparentemente manca ancora qualcosa per fare il definitivo passo in avanti. I due grandi scambi fatti durante la stagione hanno inoltre tolto abbastanza profondità all’organico a disposizione di coach Brown, che comunque può contare su ottimi giocatori anche dalla panchina (McConnell, Scott, Ennis, Bolden). Potrebbe rivelarsi importante anche l’esperienza della scorsa stagione, in cui Philadelphia fu eliminata al secondo turno per mano dei Boston Celtics.

#5 Boston Celtics

Pronostici NBA 18-19-Boston Celtics 2018/2019
Boston Celtics.

Forse una delle franchigie più deludenti della regular season. Strano, per una squadra capace di chiudere al quarto posto della Eastern Conference, ma le aspettative ad inizio anno facevano sperare in prestazioni più convincenti da parte dei bostoniani. Pur potendo contare finalmente su Gordon Hayward, sembra esserci stato un passo indietro rispetto alla stagione precedente, conclusa con una cocente eliminazione in gara 7 delle finali di Conference.

Nonostante ciò i Celtics rimangono avversari di prima fascia per chiunque voglia ambire al titolo NBA. Kyrie Irving è pronto a prendere in mano la propria squadra, prima di diventare free agent in estate. Dietro di lui tanti altri vogliosi di far bene per dimostrare tutte le proprie qualità. A guidare questo gruppo ovviamente Jayson Tatum, oltre al già citato Hayward ed i vari Al Horford, Jaylen Brown, Marcus Morris e Marcus Smart. Quest’ultimo però, a causa di un infortunio, sarà costretto a stare fuori circa 4-6 settimane. Un altro punto a favore di Boston è senza dubbio rappresentato da coach Brad Stevens, capace di rendersi protagonista anche dalla panchina.

#4 Milwaukee Bucks

Giannis Antetokounmpo
Giannis Antetokounmpo.

Dopo aver ottenuto il miglior record della regular season, i Milwaukee Bucks sono pronti a giocare un ruolo da protagonista nei prossimi playoff. L’arrivo di coach Mike Budenholzer ha giovato al sistema Bucks, in particolar modo a Giannis Antetokounmpo. Il greco è riuscito a conquistare meritatamente lo scettro di miglior giocatore della Eastern Conference, lasciato libero da LeBron James. Poter contare sull’apporto del candidato MVP è il principale vantaggio della franchigia del Wisconsin, che può fare affidamento anche su eccellenti tiratori dall’arco dei tre punti (Middleton e Brook Lopez in primis), e di un buon roster, migliorato dall’arrivo a stagione in corso di Nikola Mirotic, George Hill e Pau Gasol.

Il maggiore ostacolo in vista della postseason è rappresentato dall’inesperienza del gruppo a disposizione di Budenholzer. Pur avendo infatti a disposizione numerosi veterani, il risultato massimo raggiunto nelle ultime stagioni è la qualificazione ai playoff con successiva eliminazione al primo turno (sconfitta 4-3 contro Boston lo scorso anno). Quest’anno si prospetta un deciso miglioramento stando a quanto visto da ottobre ad oggi, ma la pressione potrebbe giocare un brutto scherzo ai Bucks qual’ora si dovessero verificare difficoltà.

#3 Houston Rockets

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Chris Paul e James Harden.

L’effetto Harden si è più che mai sentire nel corso della regular season. Il Barba è salito in cattedra dopo un complicato inizio di stagione, nel corso della quale i Rockets hanno dovuto fare i conti anche con la cattiva sorte, che ha colpito Chris Paul e Clint Capela, vittima di infortuni.

Se ad inizio stagione si poteva pensare ad una possibile rivale dei Warriors, Houston era senza dubbio la principale avversaria con cui gli uomini di Steve Kerr avrebbe dovuto fare i conti, forti del fatto che lo scorso anno una gara 7 ha separato la franchigia texana dalle Finals. Oggi Mike D’Antoni non può contare su giocatori importanti come Ryan Anderson e Trevor Ariza, ma saranno determinanti i soliti Eric Gordon, Paul e Capela. Da non sottovalutare gli ultimi arrivati Faried e Rivers, ma le speranze dei Rockets si basano inevitabilmente sulle prestazioni di Harden. Attenzione tuttavia al tabellone dei Rockets, che potrebbe compromettere il cammino playoff: in caso di approdo alle semifinali di Conference, affronteranno la vincente di Warriors-Clippers.

#2 Toronto Raptors

Kawhi Leonard.

Come ogni anno, i Raptors occupano le parti alte del power ranking pre-playoff. La postseason rappresenta da sempre l’ostacolo apparentemente insormontabile. Questa volta però la situazione sembra essere cambiata decisamente. Le pretendenti ad Est sono molte, ma non vi è più LeBron James, l’eterno giustiziere dei canadesi. L’arrivo di Kawhi Leonard aggiunge inoltre al roster a disposizione di coach Nurse un leader vincente, che vanta nella propria bacheca già un titolo NBA e di MVP delle finali con la maglia dei San Antonio Spurs.

Il n°2 non è di certo l’unico pezzo pregiato. Non possono essere messi in secondo piano Kyle Lowry, ormai un punto fermo dei Raptors; Il candidato MIP Paskal Siakam, e soprattutto Marc Gasol, su cui la dirigenza ha puntato poco prima dello scadere della trade deadline per fornire un altro rinforzo di spessore. Resta tuttavia ancora da capire se questo basterà per porre fine alla maledizione che aleggia su Toronto.

#1 Golden State Warriors

Il super-quintetto dei Golden State Warriors:, Kevin Durant, Draymond, Stephen Curry, Klay Thompson e DeMarcus Cousins.

I principali favoriti per alzare al cielo l’ambitissimo Larry O’Brien Trophy. Non potrebbe essere altrimenti per una squadra che ha vinto tre degli ultimi quattro titoli ed ha addirittura migliorato il proprio roster con l’aggiunta di DeMarcus Cousins. L’ex Pelicans è andato a completare un quintetto di soli all star in grado di far paura a chiunque.

La storia dei playoff NBA ha però insegnato che non può esistere un team imbattibile, e che le sorprese sono sempre dietro l’angolo. La squadra di coach Steve Kerr diverse volte nel corso della regular season ha mostrato tratti di vulnerabilità, ed ogni episodio da Aprile in poi potrebbe rivelarsi determinante, che si tratti di un infortunio o di un avversario complicato sin dai primi turni. Da tenere sott’occhio inoltre la coesistenza fra le cinque stelle titolari. Non può non tornare alla memoria la lite fra Kevin Durant e Draymond Green, ma anche l’inesperienza di Cousins nell’ambito dei playoff. Molto dipenderà dall’apporto degli Splash Brothers, Steph Curry e Klay Thompson; e della panchina, pur consapevoli che, sulla carta, nessun team ha le qualità per competere con i campioni in carica.