fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Celtics preview 2019/20: nuovo corso a Boston

Celtics preview 2019/20: nuovo corso a Boston

di Andrea Esposito

Dopo il fiasco completo dell’avventura di Kyrie Irving, i Boston Celtics hanno resettato tutto e ricostruito la squadra, salutando molti volti importanti degli ultimi anni e abbracciando nuovi uomini franchigia. Danny Ainge ha avuto molto lavoro in questa off-season, i Celtics 2019/20 hanno un nuovo go-to-guy, quel tanto rincorso Kemba Walker che dopo una vita spesa a Charlotte sotto l’ala di Michael Jordan, finalmente avrà la possibilità di giocare per una squadra che punta al titolo.

Accantonando per un attimo le novità che ha portato la off-season, in casa Celtics si dovrà lavorare molto per evitare le tantissime polemiche e tensioni interne che hanno lacerato lo spogliatoio la scorsa stagione. Vuoi per delle esternazioni fuori luogo da parte dei leader o presunti tali, vuoi per alcune prestazioni eccessivamente altalenanti, fatto sta che durante la scorsa annata i C’s sono stati al centro di troppe chiacchiere inutili. Proprio in quest’ottica il ruolo di coach Brad Stevens verrà messo a sotto indagine, sia da un punto di vista tattico perché ci sono da creare nuovi equilibri e dinamiche, ma soprattutto fuori dal campo in quella gestione del gruppo che è alla base di ogni squadra che punti in alto.

Partiti col favore dei pronostici nella prima Eastern Conference orfana del suo Re approdato ad LA, i Celtics di sono sciolti come neve al sole sotto il pesante fardello di dover dimostrare di essere la più forte solo per il fatto di aver recuperato due grandi assenti della stagione precedente come Gordon Hayward e Kyrie Irving.

Purtroppo il basket non è un gioco dove la quantità di talento basta per vincere. L’addizione delle due star della squadra all’interno di un sistema che tanto bene aveva fatto in loro assenza si è dimostrato difficilissimo, questa difficoltà ha spesso portato i Celtics a deragliare, accumulando uno svantaggio durante la regular season che li ha costretti a dei playoffs difficili, che hanno messo a nudo tutte le fragilità del gruppo.

 

Cosa è successo nella stagione 2018/19

  • Record: 49-33
  • Piazzamento: seed #4, Eastern Conference
  • Offensive rating: 112.2
  • Defensive rating: 108
  •  Numero chiave: i 15 punti di media di Jayson Tatum. Il giovanissimo numero 0 ha spesso impostato il suo attacco su un poco redditizio jumper dalla media, soluzione ormai resa arcaica dal gioco dinamico della NBA odierna. Una selezione di tiro più accurata renderebbe Tatum un’arma ancora più pericolosa e letale di quanto già è ora.

I movimenti estivi

Abbiamo già accennato brevemente in precedenza ai tantissimi cambiamenti di questa estate per i Boston Celtics. Ma andiamo con ordine: Kyrie Irving, dopo una stagione iniziata con un discorso d’amore per i bianco-verdi, ha spostato la causa dei Brooklyn Nets. Al suo posto (sia come ruolo che come peso specifico nell’attacco dei C’s) è arrivato Kemba Walker.

Kemba Walker

Kemba Walker con la casacca dei Charlotte Hornets.

Nel pitturato hanno salutato sia Aron Baynes che Al Horford, sostituiti da Enes Kanter. La scelta del turco al posto del caraibico, se da un lato porta benefici con una maggior occupazione fisica dell’area e movimenti in post basso tecnici ed efficaci, dall’altro lato toglie versatilità e visione di gioco. Se poi aggiungiamo il fatto che Horford abbia firmato con i Philadelphia 76ers e formerà con Jeol Embiid una coppia di lunghi con pochi eguali nella lega, non andiamo tanto lontani dalla realtà.

Ha salutato il TD Garden anche Marcus Morris, per lunghi tratti della scorsa stagione il giocatore più affidabile e continuo dell’intero roster bianco-verde.

Celtics preview 2019/20: il gioco

La rivoluzione dell’asse play-pivot comporterà anche notevoli cambiamenti nella dinamica di gioco di coach Stevens, che dovrà trovare il modo di esaltare le qualità dei nuovi arrivati e ricreare un gioco armonioso, visto l’anno scorso solo a tratti.

Kemba Walker è chiamato a confermarsi nell’elite della lega. Le sue abilità di scorer sono lampanti, ma dovrà calarsi anche in un ruolo di costruttore di gioco (in scenari di pick and roll ad esempio oppure in mezza transizione). Enes Kanter dal canto suo dovrà occupare l’area intelligentemente: dal post con il suo sconfinato bagaglio tecnico di movimenti spalle a canestro può diventare una soluzione da cavalcare quando gli esterni sono in difficoltà al tiro. Probabilmente col turco vedremo raramente una situazione con l’area completamente libera come spesso accadeva l’anno scorso sfruttando le qualità dal pick and pop di Al Horford. L’impegno maggiore per lo staff tecnico bianco-verde sarà quello di cercare di mascherare le risapute lacune difensive del big man ex Portland: probabilmente si vedranno rotazioni serrate su difese dei pick and roll avversari, oppure continui aiuti dal lato debole per evitare situazioni di uno contro uno.

Un ruolo fondamentale negli equilibri del quintetto lo avranno Marcus Smart ma soprattutto Jayson Tatum. Giunto alla sua terza stagione NBA, Tatum è chiamato a ricoprire un ruolo di maggior responsabilità: un giocatore dal suo talento deve prendere per mano i compagni e non nascondersi o accontentarsi di tiri dal mid-range piuttosto che attaccare il diretto marcatore. Per quanto riguarda Marcus Smart, il ruolo da titolare dovrebbe essere fuori discussione per le sue grandi abilità difensive, che lo rendono unico per Brad Stevens.

Un discorso a parte va fatto per Gordon Hayward e Jaylen Brown.

L’ex Utah Jazz ha vissuto una stagione difficile, con pochi alti (ci sono state alcune prestazioni degne di nota, un game winner e qualche trentello hanno illuso la tifoseria del Garden) e tanti bassi che hanno ridimensionato il suo ruolo nelle gerarchie, tant’è vero che nel mese di luglio si sono rincorse molte voci di mercato sul suo conto. Se verrà schierato da “4” tattico o da sesto uomo non è ancora dato saperlo, ma i Celtics hanno bisogno di un Gordon Hayward con più fiducia. Recuperare al 100% da un infortunio come il suo è difficile se non impossibile, ma dopo un anno di evidente rodaggio recuperare la fiducia nei propri mezzi potrà essere la chiave di volta per questi Celtics.

Jaylen Brown è forse l’unico equilibratore vero nel roster di Boston. La sua maturità gli permette di leggere bene la partita. In difesa può marcare le principali bocce da fuoco avversarie alternandosi con Smart, ed in attacco deve far valere di più la sua spiccata intelligenza cestistica.

Trovare la soluzione più agevole per concludere è il mantra dei Celtics.

Un potenziale fattore: la bidimensionalità del gioco

In molti l’anno scorso evidenziarono il fatto che gli eccessivi isolamenti di un giocatore straordinario come Irving non si sono mai integrati nel gioco di sistema di coach Stevens, che ha sempre cercato con il giro-palla veloce il miglior tiro possibile. Il roster di quest’anno dei Celtics, preso singolarmente, ha forse meno punti nelle mani ma questo potrebbe non essere necessariamente un male.

Abbiamo già accennato alle caratteristiche spalle a canestro di Enes Kanter, questo può permettere una migliore distribuzione degli spazi con situazioni di alto basso che possono portare ottimi dividendi.

Dove possono arrivare i Celtics?

Inutile negarlo, questa squadra punta dritta alle finali di conference. Danny Ainge, nella sua lunga carriera, ha difficilmente bucato due stagioni di fila. Anche se forse questi Celtics possono sembrare un passo indietro ad almeno due franchigie rivali siamo sicuri che al TD Garden sarà difficile per tutti imporsi e fare la voce grossa.

Il front-office bianco-verde sa che forse manca qualcosina per imporsi. Proprio per questo è probabile che il roster che sta per esordire in regular season sarà diverso da quello che giocherà l’ultima parte di stagione.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi