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The city will be yours, Jayson Tatum

di Salvatore Caligiuri

Dopo la dipartita di Tom Brady dai New England Patriots ai Tampa Bay Buccaneers e la trade che ha portato Mookie Betts ai Los Angeles Dodgers, la prossima stella della città di Boston potrebbe essere Jayson Tatum.

Il prodotto dell’università di Duke stava disputando un’ottima annata prima della sospensione dovuta all’emergenza coronavirus,  testimoniata dalla prima convocazione all’All-Star Game e dal premio come miglior giocatore del mese di febbraio.  La stagione ha toccato il suo apice con i 41 punti allo Staples Center nella sconfitta dei suoi Boston Celtics contro i Los Angeles Lakers e la prestazione sensazionale da 39 centri e 9 rimbalzi contro i Los Angeles Clippers.

Jayson Tatum: a star in the making

I miglioramenti di Tatum in questa stagione sono sotto gli occhi di tutti: 23.6 punti, 7.1 rimbalzi e 2.9 assist ma soprattutto la capacità di raccogliere il ruolo di prima opzione offensiva lasciato da Kyrie Irving. Aiutato da Kemba Walker, Jaylen Brown e Gordon Hayward, il talento nativo di St.Louis è riuscito a gestire in maniera in maniera equilibrata tutto l’attacco della squadra.

 Il cambiamento più significativo del numero 0 è stato sicuramente la ridefinizione della selezione di tiro: nelle prime due stagioni si era preso il 55% di tiri dal midrange e il 16% da fuori dall’arco; quest’anno solo il 31% di conclusioni dalla media distanza e il 44% al tiro da tre punti. Tatum ha lavorato tanto durante questa estate con il famoso coach Drew Hanlan: “La cosa su cui abbiamo lavorato di più” ha detto l’allenatore “E’ stato prendere più triple in situazioni di pull up, stepback o sidestep”.

Jayson Tatum è abile  nell’attaccare dal palleggio.

Un altro aspetto su cui Tatum è migliorato molto rispetto alla scorsa stagione sono le conclusioni al ferro: nelle prime 18 partite di quest’anno la sua percentuale nei pressi del ferro era circa del 50%; nelle successive 46 quest’ultima è salita al 60%. Merito di questo perfezionamento nel suo gioco è da attribuire sicuramente a Daniel Theis che con i suoi blocchi sotto il canestro riesce ad aprire spazi per i tiri in area dei compagni. Altra statistica che testimonia questo miglioramento è quella che riguardano i falli subiti (quindicesimo nella lega su un minimo di 300 possessi), aiutato anche dallo status raggiunto di All-Star.

Lo staff tecnico dei Celtics gli ha dato le chiavi di tutto il sistema offensivo e questo vuol dire anche prendersi tiri in situazioni difficili e in isolamento: Tatum produce 3.5 punti a partita nell’ultima situazione descritta (decimo in tutto il campionato, il primo è ovviamente James Harden).

Difesa

“L’attacco fa vendere i biglietti ma la difesa fa vincere i titoli“. L’ex Duke ha incrementato sensibilmente la sua produzione nella metà campo avversaria ma si è reso utile anche nella metà campo difensiva. Grazie alla sua apertura di braccia, il vincitore dello Skills Challenge 2018 si è reso protagonista di giocate importanti come deflection, palle rubate o stoppate in recupero. Il sistema difensivo di coach Brad Stevens prevede il cambio su quasi tutti i blocchi (Tatum cambia quasi 8 volte a partita) e si è ritrovato a marcare sia esterni come Kawhi Leonard che lunghi come Anthony Davis con buoni risultati.

L’ex Duke è fondamentale nei finali di partita anche nella metà campo difensiva.

Tatum, aiutato anche dal sistema difensivo dei Celtics, ha un defensive rating pari a 103.5 che lo colloca intorno alla quarantesima posizione nella NBA ma al di là della cifra e del posizionamento, si sta dimostrando una pedina importante per la squadra per la sua abilità di marcare più ruoli.

Essere il giocatore più rappresentativo di una città con una tradizione vincente come Boston non è e non sarà facile in futuro ma con l’aiuto di personalità sapienti come Stevens e il General Manager Danny Ainge, Jayson Tatum potrà dimostrare tutto il suo potenziale e condurre i Boston Celtics al titolo dopo molti anni.

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